CULTURA - ARIA

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marzo/aprile 1999

 

 

 

 

 

 

BUON COMPLEANNO!

di Aldo Ferrari Pozzato



A marzo si compiono sette anni dall'apertura di ARIA, spazio d'ascolto per l'adolescenza, in via Giolitti 40/b.
Allora non sapevamo che tipo di risposta ci sarebbe stata.
Ricordo che i primi tempi aspettavamo con trepidazione che qualcuno varcasse la soglia e quasi litigavamo per avere l'onore di accogliere i ragazzi e le ragazze che arrivavano.
Eravamo anche curiosi di vedere se erano le persone per cui il servizio era stato pensato: persone alle prese con gli interrogativi che accompagnano la crescita e l'inserimento in gruppi sociali via via più ampi: dalla famiglia, alla scuola, ai nuovi amici, alla città, alla società intera. O anche persone alle prese con gli stessi interrogativi, ma dal punto di vista della propria interiorità: cosa si sta muovendo dentro di me, che mi invita a riflettere?
Nonostante le previsioni (altrui) di fallimento per le più disparate e opposte ragioni, scoprimmo con meraviglia e un po' di orgoglio che ci venivano fatte proprio le richieste per cui il servizio era stato pensato.
Anche l'affluenza, dopo il periodo di avvio, si assestò sull'utilizzo pressoché totale delle risorse a disposizione.
Al momento attuale abbiamo conosciuto più di un migliaio di ragazzi, centinaia fra genitori, operatori e servizi a contatto con l'adolescenza. I colloqui svolti sono stati più di diecimila. Eppure tutto ciò è avvenuto senza grandi campagne pubblicitarie: il nostro piccolo seme è germogliato ed è cresciuto sostanzialmente nelle quiete, grazie soprattutto al sostegno continuo e solidale del Comune di Torino.
L'evoluzione del servizio ci ha portato a pensare di strutturare in maniera differenziata, prima di tutto nel nostro pensiero, fasce diverse di utenza: gli adolescenti, i giovani e gli adulti, in particolare i genitori.
La nostra attuale frontiera è nel definire sempre meglio i modelli del nostro operare, che poi vengono declinati diversamente a seconda delle situazioni; è inoltre nel precisare il nostro ruolo di testimonianza rispetto a una funzione, l'ascolto, che è patrimonio comune e componente essenziale di ogni relazione umana e di ogni crescita, personale e sociale.
Tesoro che anche l'amministrazione comunale è tenuta e ha la volontà di presidiare. E noi siamo, in qualche modo, emanazione di questa volontà di un rapporto sempre più ricco tra città e cittadini.
Il cuore del nostro lavoro rimane inalterato: una persona, o una coppia, o un gruppo vengono ad incontrare ad ARIA un'altra persona, che sia un grado di fare un lavoro comune su uno o più aspetti importanti affrontati nella personale esperienza del cambiamento e del farsi concrete (ma anche dello svanire) di possibilità e relazioni.
Lavoro indirizzato, sul piano immediato, a dare un senso più accettabile e più proprio alla personale esperienza di vita.
Lavoro indirizzato, su di un piano più duraturo, a far emergere o a potenziare la capacità interiore di ascolto e di riflessione, capacità riferita a sé, agli altri e al variegato mondo delle esperienze che incontriamo nel cammino della vita.
Ed è con rinnovata emozione e genuino calore ed interesse che ogni operatore di ARIA accoglie ogni nuova o già conosciuta persona.
Buon compleanno, ARIA.

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




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