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BUON COMPLEANNO!
di Aldo Ferrari Pozzato
A marzo si compiono sette anni dall'apertura di ARIA, spazio
d'ascolto per l'adolescenza, in via Giolitti 40/b.
Allora non sapevamo che tipo di risposta ci sarebbe stata.
Ricordo che i primi tempi aspettavamo con trepidazione che qualcuno
varcasse la soglia e quasi litigavamo per avere l'onore di accogliere
i ragazzi e le ragazze che arrivavano.
Eravamo anche curiosi di vedere se erano le persone per cui il
servizio era stato pensato: persone alle prese con gli interrogativi
che accompagnano la crescita e l'inserimento in gruppi sociali
via via più ampi: dalla famiglia, alla scuola, ai nuovi
amici, alla città, alla società intera. O anche
persone alle prese con gli stessi interrogativi, ma dal punto
di vista della propria interiorità: cosa si sta muovendo
dentro di me, che mi invita a riflettere?
Nonostante le previsioni (altrui) di fallimento per le più
disparate e opposte ragioni, scoprimmo con meraviglia e un po'
di orgoglio che ci venivano fatte proprio le richieste per cui
il servizio era stato pensato.
Anche l'affluenza, dopo il periodo di avvio, si assestò
sull'utilizzo pressoché totale delle risorse a disposizione.
Al momento attuale abbiamo conosciuto più di un migliaio
di ragazzi, centinaia fra genitori, operatori e servizi a contatto
con l'adolescenza. I colloqui svolti sono stati più di
diecimila. Eppure tutto ciò è avvenuto senza grandi
campagne pubblicitarie: il nostro piccolo seme è germogliato
ed è cresciuto sostanzialmente nelle quiete, grazie soprattutto
al sostegno continuo e solidale del Comune di Torino.
L'evoluzione del servizio ci ha portato a pensare di strutturare
in maniera differenziata, prima di tutto nel nostro pensiero,
fasce diverse di utenza: gli adolescenti, i giovani e gli adulti,
in particolare i genitori.
La nostra attuale frontiera è nel definire sempre meglio
i modelli del nostro operare, che poi vengono declinati diversamente
a seconda delle situazioni; è inoltre nel precisare il
nostro ruolo di testimonianza rispetto a una funzione, l'ascolto,
che è patrimonio comune e componente essenziale di ogni
relazione umana e di ogni crescita, personale e sociale.
Tesoro che anche l'amministrazione comunale è tenuta e
ha la volontà di presidiare. E noi siamo, in qualche modo,
emanazione di questa volontà di un rapporto sempre più
ricco tra città e cittadini.
Il cuore del nostro lavoro rimane inalterato: una persona, o
una coppia, o un gruppo vengono ad incontrare ad ARIA un'altra
persona, che sia un grado di fare un lavoro comune su uno o più
aspetti importanti affrontati nella personale esperienza del
cambiamento e del farsi concrete (ma anche dello svanire) di
possibilità e relazioni.
Lavoro indirizzato, sul piano immediato, a dare un senso più
accettabile e più proprio alla personale esperienza di
vita.
Lavoro indirizzato, su di un piano più duraturo, a far
emergere o a potenziare la capacità interiore di ascolto
e di riflessione, capacità riferita a sé, agli
altri e al variegato mondo delle esperienze che incontriamo nel
cammino della vita.
Ed è con rinnovata emozione e genuino calore ed interesse
che ogni operatore di ARIA accoglie ogni nuova o già conosciuta
persona.
Buon compleanno, ARIA. |