CULTURA

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marzo/aprile 1999

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


INFORMAZIONI
Per partecipare al concorso o avere informazioni su tutte le opportunità formative del fantasmagorico mondo dell'animazione, l'indirizzo di Cartoonia è via Cesare Battisti 15. tel. 011.81.22.681.

CARTOONIA, ITALIA

di Mauro Marras


Mulan o Il Principe d'Egitto? L'annuale disputa tra i film d'animazione. Rigorosamente made in Usa, rigorosamente Disney o Dreamworks, si è arricchita anche quest'anno di un terzo contendente, questa volta tutto italiano: La Gabbianella e il Gatto.
Ed è anche tutto torinese, in quanto qui ha sede La Lanterna Magica, la casa di produzione che ha ideato il prodotto. Lo ha realizzato con il finanziamento della Cecchi-Gori e con il contributo realizzativo di decine di piccole factory creative sparse per mezza Europa. Un segnale che il mercato si muove, si espande nel cinema come nella televisione, dove la Rai ha ricominciato a produrre serie nuove.
Ma come si diventa cartoonist e quali possibilità di sopravvivenza ha un disegnatore che vuole dare vita ai suoi personaggi? Come funziona lo sfolgorante mondo dell'animazione? Siamo andati a Cartoonia, che non è la ridente località della California che ha visto i natali di Roger Rabbit, ma una società di produzione con sede a Torino, intimamente legata alla Lanterna Magica, che ha notevolmente contribuito al grande successo conquistato da La Gabbianella e il Gatto.

Cartoonia nasce nel 1992. E' la prima società in Italia a usare il computer per produrre cartoni animati. In particolare per la coloritura delle immagini, meglio ottenuta con l'elettronica per precisione e uniformità.
Dopo un lungo giro in Europa per cercare i software adatti, sulla base dei criteri della velocità di produzione e delle riprese, la scelta è andata sui prodotti Silicon Graphic, gli stessi usati per produrre effetti speciali.
Attualmente è l'unica società presente in Italia e una delle poche in Europa a usare queste tecniche, tanto che ha lavorato per quasi tutti gli autori italiani più importanti, come Bozzetto e Laganà, fino a produrre anche alcune sigle Rai, cd rom, videogiochi. Ha coordinato gli studi europei che hanno collaborato alla Gabbianella e ha lavorato alla realizzazione di 4 lungometraggi d'animazione per l'Airone Cinema e per la Lanterna Magica.
Il computer, nel cinema d'animazione, entra nella seconda fase della produzione, ovvero dopo che tutti in disegni necessari sono stati eseguiti a mano. Il montaggio e la coloritura delle scene e dei personaggi avvengono invece con l'ausilio dell'elettronica.

Il mercato italiano dell'animazione è stato nettamente saturato per anni dalla schiacciante presenza di prodotti soprattutto americani e giapponesi. In mancanza di produttori sensibili al cartone, la produzione ha dovuto accantonare il lavoro d'autore per concentrarsi sulla produzione commerciale.

Marco Massa di Cartoonia è l'animatore ma è anche ormai un profondo conoscitore del luminescente mondo dell'animazione. Inoltre, è il nostro interlocutore ideale: è il referente nazionale per la formazione dell'Associazione Cartoon Italia, che unisce e rappresenta le factory dell'animazione italiana. L'associazione non ha una scuola ufficiale, ma promuove corsi in tutta Italia che necessitano del sostegno degli Enti locali. Le altre scuole favoriscono l'aspetto artistico, tralasciando quello professionale.
Ma siccome saper disegnare non è tutto neanche a Cartoonia, per poter entrare nel rutilante mondo dell'animazione bisogna saper dare anima alla storia che si vuole raccontare, e allora ci si lavora in tanti, ciascuno con il suo pezzo da fare, ciascuno con la specifica professionalità necessaria. Così, un po' per cercare mani nuove, un po' per togliere la polvere a quelle vecchie, spiega Massa, "sono nati tre livelli di corsi professionali: la formazione di base, i corsi i approfondimento di secondo livello e l'aggiornamento per professionisti, in parte finanziati dal progetto Eureka-Mediacartoon dell'Unione Europea".
La formazione di base è rivolta a studenti di scuole d'arte (licei artistici, istituti d'arte, accademie) e prevede 160 ore in un mese da svolgere direttamente nelle aziende a contatto con il lavoro quotidiano. Viene fornita una conoscenza globale del processo e circa il 700/75 per cento di coloro che la portano a termine entra nel ciclo produttivo. In Italia sono nate negli ultimi tre anni sei cooperative composte da giovani usciti dai corsi Aci (ad esempio, a Torino, la cooperativa Imago).
I corsi di approfondimento vanno dalle 100 alle 200 ore, diluite in un giorno alla settimana con alcuni seminari nei fine settimana di tre o quattro giorni pieni. Questi permettono di affinare le professionalità specifiche che tra l'uno e l'altro corso hanno potuto avere modo di esprimersi. E' prevista una prova d'ingresso.

C'è un mercato del lavoro in Italia?
"La Rai talvolta produce, ma in modo discontinuo, e il cinema è una fonte ancora limitata. Per noi produttori è ancora necessario diversificare il lavoro tra cinema, tv, videogiochi e cd rom e per un giovane realmente intenzionato a lavorare l'unico consiglio è di comprarsi una bella valigetta e tenersi pronto a viaggiare a livello europeo se vuole avere una certa continuità. E non lavorare mai da soli: meglio mettersi in cooperativa, come hanno fatto altri giovani alle prime armi, per supportarsi l'un l'altro e per dare l'idea del gruppo di lavoro, questo rende più facile trovare opportunità. Le uniche due grandi sedi produttive nel nostro Paese sono La Lanterna Magica a Torino e l'Animation Band a Milano (che ha recentemente prodotto Lupo Alberto per Rai).
Ci vuole estrema elasticità nella linea grafica, capacità di autoformazione permanente e di ricerca, seguire costantemente l'evoluzione produttiva nel cartone animato. Ma la produzione sia nel cinema che nella tv è comunque in netta crescita rispetto al passato, quindi occorre tentare la sorte e sperare che questo vento continui a tirare nel verso giusto".

Quali sono le figure professionali che partecipano alla produzione del cartone?
"I1 corso di base crea intercalatori, che sono i disegnatori addetti a produrre i disegni intermedi tra quelli principali, ovvero quelli necessari al movimento dei personaggi, gli aiuto scenografi, gli animatori junior e i tecnici di coloritura e di ripresa. Con il secondo livello si ottengono animatori senior, scenografi, layoutisti (realizzatori delle scene madri) e realizzatori di storyboard (il vero e proprio copione del film). Le figure più ricercate oggi sono realizzatori di layout, animatori, realizzatori di storyboard e scenografi".

Quante persone, in questi tre anni, hanno trovato lavoro nel cartone e quante lo troveranno in futuro?
"Finora, circa 120 sono i nuovi colleghi e se la Rai e le altre reti televisive stabilizzeranno e amplieranno le loro produzioni è possibile nell'immediato futuro uno sviluppo di altre 500 unità. E dire che la vita media di una serie di fiction, a parte i miti alla Colombo o alla Derrick, è valutata in due anni, mentre quella dei cartoni animati è di circa 15 anni. Questo per dire che il prodotto cartoon ha un costo iniziale alto ma un valore commerciale alto e durevole nel tempo".

Quali sono gli sviluppi possibili per l'utilizzo del computer nella produzione di un cartone?
"C'è stata di recente l'innovazione del 3D anche nell'animazione classica, che è interessante ma ha bisogno di altra ricerca prima di essere adottato; è necessario piegare la nuova tecnica, che pecca di iperrealismo, alle esigenze morbide del 2D, decisamente più artistico. Ci sono in giro corsi di dubbia qualità che insegnano a lavorare completamente su computer; io li sconsiglio a tutti perché producono figure professionali non corrispondenti ai canoni lavorativi mondiali: ovunque si comincia a matita e si finisce con il mouse".


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