RECENSIONI

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marzo/aprile 1999

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RECENSIONI


Massimo Milano
Ryuichi Sakamoto - Conversazioni
Arcana Editrice, lire 26.000


Ryuichi Sakamoto è uno dei più popolari musicisti giapponesi nel mondo. Appartiene a quella generazione che per prima si è affacciata alla notorietà mondiale attorno agli anni '80 dopo aver vissuto all'ombra della musica angloamericana, come del resto è accaduto anche a parecchi musicisti italiani. Oltre ad essere un musicista "pop", destinato al mercato del grande pubblico, è soprattutto autore di molte colonne sonore, collaborando con Nagisa Oshima, Pedro Almodovar, Oliver Stone e Bernardo Bertolucci, col quale firma l'Ultimo Imperatore, Il Piccolo Buddha e Il Tè Nel Deserto. In Italia è conosciuto dall'epoca della collaborazione con David Sylviain e per aver recitato con David Bowie in Furyo, oltre ad aver collaborato anche con Arto Lindsay, Thomas Dolby e Iggy Pop. Il volume è una sorta di dialogo fra l'artista e l'autore Massimo Milano, giovane critico musicale torinese, il quale riesce a far ripercorrere a Sakamoto tutta la sua vita, privata ed artistica, e a far emergere tutta la personalità del musicista giapponese, facendolo esprimere anche su campi inaspettati: il rapporto con le tendenze culturali e musicali, la cultura giapponese, i nuovi linguaggi mediatici. La parte migliore delle conversazioni è forse quella dove Sakamoto parla del dopoguerra in Giappone e della giovinezza: non succede spesso di poter leggere opinioni liberamente e sinceramente espresse su quel periodo dal punto di vista dei giapponesi. Dalla conversazione traspare una personalità completa, intellettualmente e umanamente, in costante rapporto con l'evolversi della ricerca in campo musicale, artistico e letterario: Ryuichi Sakamoto è oggi un intellettuale giapponese di 46 anni trapiantato negli Stati Uniti ma costantemente in contatto con la cultura del suo paese con una speciale attenzione per la multimedialità e le arti visive, cose che lo mettono di diritto, per qualità ed importanza del suo lavoro, accanto ad artisti come Philip Glass, David Byrne, Brian Eno. La parte finale del libro contiene un interessante capitolo sul percorso stilistico di Sakamoto, con estratti degli spartiti dei brani, cosa non comune nei libri dedicati ai musicisti pop, il che dimostra uno spessore che va oltre il semplice essere autore di canzoni per i propri fans. A chiusura, ma non perché meno importante, è la prefazione di Banana Yoshimoto, che dichiara ammirazione ed orgoglio per Sakamoto, motivo di più per giustificare l'importanza di questo personaggio per tutto il mondo culturale.

Marco Ciari

 

Consolata Lanza
Est di Chipango
Filema L. 20.000

Dopo "Il gioco della masca", bellissimo, Consolata Lanza, scrittrice torinese da non lasciarsi sfuggire, ha dato alle stampe della Filema Edizioni di Napoli "Est di Cipango", un trittico di racconti che morbidamente veleggia verso una terra lontana e sconosciuta, che viaggia. I protagonisti dei tre racconti sono compaesani, la stazione di partenza è la stessa: Bolzaretto Superiore, un paese del Piemonte che in Piemonte non si trova. Il Paese da cui si parte. Comunque. Amedeo, il signorotto, lì a Bolzaretto lascia titolo, ideali e amor non corrisposto. Parte alla volta dell'isola senza nome, che da bambino ha incontrato in un libro, cercandovi rifugio e consolazione. La sua storia comincia precisamente il 5 settembre 18**, da qualche parte sull'oceano fuori dallo stretto di Gibilterra, comincia con la prima parola scritta nero su bianco sul diario del suo viaggio. Un viaggio verso lo spettacolo del mare ignoto, verso l'orizzonte libero, verso il sogno. Un viaggio che termina nel momento in cui la scrittura smette di resistere e l'inchiostro stinge.
Il protagonista del secondo racconto è Chiaffredo Baricocola, figlio di contadini, che anziché prendere la strada per il seminario imbocca quella per il mare. Incontra l'India, l'avventura e un destino imprevisto che lo riporta a Bolzaretto Superiore.
"Est di Cipango" si chiude con la storia di Maria. Una donna in cerca della libertà di esprimere se stessa e le passioni che la animano. Anche la strada di Maria è fatta di mare, di onde fragorose che la trasportano in Grecia, in viaggio verso l'amore per un uomo che non l'accoglie, che parla una lingua diversa, che non possiede le parole che aiutano a volare.
La trama dei tre racconti che compongono il libro è tessuta lievemente, le tre storie sono unite da una sottile catenella che Consolata Lanza ha ricamato con il filo delle parole, con la sua scrittura intensa e sensuale. Leggetela, è irresistibile.

Maria Abbrescia


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