Speciale - SVILUPPO SOSTENIBILE

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/1999

 

 

 


BOTTEGHE EQUOSOLIDALI
Arquipelago,
via Bibiana 68/a, Torino

Baobab,
via Saluzzo 83/e, Torino

Bottega Equamente, via Vasco 6/b, Torino

Bottega Jonathan,
via Capelli 46/a, Torino

COAP,
via Principi d'Acaja 40/h, Torino

Il Punto Solidale,
via Vagnone 20, Torino

Limone Lunare,
via Po 35/e, Torino

Missioni Consolata, corso Ferrucci 12 bis, Torino

Ass. Beppe Canalis,
via Chiffi 25, Carmagnola

L'altromercato,
via Santa Croce 14, Trofarello

Robe dell'Altro Mondo, corso Vittorio Emanuele 33, Chieri

Tam Tam,
via V. Arborio 10, Ivrea

Caracol,
piazza Camosso 2, Rivalta

Il ponte,
piazza Giovanni XXIII 4, Giaveno
 

CONSUMATROCE
Per quanto a volte possa apparire poco evidente, nella nostra società ciò che acquistiamo, e quindi consumiamo, non è solo un fatto privato che riguarda i gusti e le possibilità di spesa di ciascuno, ma coinvolge direttamente l'uso delle risorse, l'impatto ambientale e gli equilibri sociali.
La necessità di smaltire quantità crescenti di rifiuti rappresenta un primo aspetto dell'impatto ambientale dei nostri consumi

di P.L. Salza e P. Mattone
Danni altrettanto gravi derivano dai processi produttivi: esempi noti sono i prodotti alimentari coltivati facendo uso di pesticidi. Tutto l'imponente apparato per la produzione industriale si avvale poi di uno straordinario consumo di energia, in massima parte ricavata dall'uso di combustibili di origine fossile, che, oltre ad essere responsabile dell'emissione dei gas di serra nell'atmosfera, rappresenta un modo non equo di ripartizione delle risorse, peraltro limitate, tra tutti i Paesi del pianeta.
Da analisi di questo genere, appare chiaro come gli abitanti dei Paesi ricchi, quale il nostro, stiano "pesando" sulla Terra molto più di quel che gli equilibri ecologici e sociali del pianeta possano tollerare, con il serio pericolo di compromettere le possibilità di vita delle generazioni future. Se tutta l'umanità potesse beneficiare del nostro stesso tenore di vita, sarebbero necessari ben 7 pianeti Terra da usare come fonti di risorse e come discariche di rifiuti.
Ma un'altra conseguenza, forse ancor meno evidente, del nostro modo di produrre e consumare è l'aggravarsi dello sfruttamento dei Paesi cosiddetti "in via di sviluppo", in virtù della trasformazione, avvenuta negli ultimi vent'anni, del modello di sviluppo dei Paesi del Nord in sistema economico globale. Sono centinaia le grandi aziende multinazionali che dislocano nei Paesi del Terzo Mondo le loro produzioni e, approfittando delle generali condizioni di miseria, pagano salari al di sotto dei minimi fissati per legge, non garantiscono appropriate misure di sicurezza, impiegano persone in età minorile: una pratica iniqua che, si calcola, coinvolge 150 milioni di bambini nel mondo.
Che fare per cambiare strada? Quando le cause del degrado ambientale e dell'ingiustizia sono strutturali, gli interventi d'urgenza non sono sufficienti: le nostre azioni devono mirare a una modifica di lungo termine del sistema economico. Un modo concreto per iniziare ad agire subito è quello di usare consapevolmente e responsabilmente un piccolo, grande potere che la società ci lascia: il potere, appunto, del consumatore, un termine che designa in modo brutale ma realistico la funzione cui siamo soggetti nell'universo delle merci e del denaro. Come consumatori, attraverso le nostre scelte, inviamo potenti segnali al mercato: se la nostra visione del mondo comprende idee come la conservazione del pianeta e la giustizia, perché non fondare su queste scelte anche i nostri consumi?

Sobrietà
In primo luogo occorre iniziare a cambiare stile di vita, imboccando la strada della sobrietà. Condurre una vita sobria implica una profonda revisione dei nostri consumi, senza per questo immaginare un ritorno a condizioni di vita preindustriali; convincersi che il benessere non coincide con il consumo; avere presente il concetto di limite. La sfida che ci attende negli anni a venire, infatti, è di sapere riconoscere i bisogni fondamentali e di saperli garantire a tutti, pur disponendo di meno. Quindi, il primo imperativo della sobrietà è ridurre, ossia badare all'essenziale, eliminando i prodotti dannosi o inutili e usando in modo saggio quelli utili: chiediamoci, ad esempio, se non ci nutriamo troppo o non accumuliamo troppi vestiti. Per risparmiare energia si può cercare di non usare l'automobile quando potremmo andare in bicicletta o a piedi, scegliere elettrodomestici più efficienti, usare lampade fluorescenti e spegnerle ogniqualvolta non siamo in stanza, isolare bene l'appartamento. Il secondo imperativo è recuperare, ossia riutilizzare, riparare e riciclare. Per seguire la strada della sobrietà dobbiamo superare la mentalità dell'"usa e getta", imparando a scegliere beni durevoli in modo da riutilizzarli finché sono servibili, ricorrendo maggiormente alle riparazioni e al mercato dell'usato. Oggi si possono riciclare prodotti come il ferro, l'alluminio, la carta, il vetro, alcune materie plastiche e quelle organiche, ma le percentuali di materiali effettivamente riciclati sono molto basse: solo il 5% per metalli e vetro, il 2% per la carta, e percentuali ancora inferiori per la plastica, a causa della poca sensibilità dei consumatori e della scarsa convenienza per le imprese. Il terzo imperativo, infine, è sviluppare rispetto per il lavoro altrui e per le cose che ci rendono possibile la vita.

Consumo critico
Ma, oltre che sobrio, il consumatore deve imparare a diventare critico, cioè imparare a scegliere in base ad alcuni criteri oggettivi, oltre al gusto personale. Su questa strada si intrecciano comportamenti individuali e azioni di più ampio respiro, che vedono impegnati movimenti di opinione e associazioni. Le valutazioni, riguardo all'impatto ambientale e a quello sociale, possono essere svolte sia sul prodotto sia sull'impresa. Proviamo a riassumerne i criteri.
Iniziamo dai criteri di scelta rivolti all'impatto ambientale. I fattori fondamentali che intervengono nella fase di produzione sono: l'inquinamento generato dagli impianti, il consumo energetico della tecnologia impiegata, la riciclabilità dei materiali utilizzati o la rinnovabilità delle risorse, le sperimentazioni su animali. Riguardo alla distribuzione, occorre privilegiare prodotti: locali, perchè richiedono un trasporto più breve e quindi minor consumo di energia; di stagione, se alimentari, visto che la natura fa di tutto per produrre il meglio degli alimenti al tempo giusto: gli alimenti disponibili fuori tempo sono conservati o vengono da lontano; con poco imballo, riutilizzabile e riciclabile. Riguardo al prodotto, vanno preferiti i beni realizzati con materiali non inquinanti e il cui utilizzo non genera a sua volta inquinamento, richiede bassi consumi energetici e lascia pochi rifiuti, riciclabili o biodegradabili.
Per quanto concerne i criteri di scelta rivolti all'impatto sociale, alcuni dei fattori più importanti coinvolgono direttamente l'impresa nella fase di produzione, e sono: il rispetto delle condizioni di lavoro, l'utilizzo di lavoro minorile, il coinvolgimento nella produzione di armi o il sostegno dato a regimi oppressivi. Per quanto riguarda i prodotti, son da preferire quelli artigianali, o in generale i prodotti a elevato contenuto di manodopera, offerti sfusi nei mercati rionali o in piccoli negozi: si favorisce l'occupazione, si risparmia energia nella trasformazione, si può scegliere la quantità voluta. Per i prodotti d'importazione dal Terzo Mondo, il sistema più sicuro di rispettare i diritti dei lavoratori è comperare prodotti del Commercio Equo e Solidale (le Botteghe del Mondo), un canale alternativo che mette in contatto diretto cooperative di produttori nei Paesi d'origine e cooperative di vendita nei Paesi del Nord, e consente l'acquisto di cacao, tè, zucchero, spezie, miele, frutta secca locale, prodotti artigianali e vestiario con assoluta trasparenza del prezzo e garanzia di un guadagno equo per i produttori, al di fuori del monopolio delle imprese multinazionali. Le Botteghe del Mondo in Italia sono più di 200.

Le azioni collettive e organizzate
Come accedere alle informazioni necessarie ad orientare l'acquisto? Qualcuno ha iniziato a pensarci: il "Centro Nuovo Modello di Sviluppo" ha raccolto in una guida informazioni sul comportamento di quasi 200 gruppi industriali e su moltissimi prodotti nel settore alimentare e dell'igiene per la casa. Sulla trasparenza delle imprese nei confronti dei diritti dei lavoratori e del lavoro infantile, lo stesso Centro ha promosso un'iniziativa a sostegno di una petizione popolare per la richiesta di una legge che istituisca un'Autorità Garante abilitata a segnalare ai consumatori il livello di qualità sociale dei prodotti. Esistono già marchi internazionali di certificazione ecologica, sociale, etica, ad esempio FLO, FairTrade Labelling Orgaizations International, che raccoglie i marchi TransFair (marchio Europeo per il Commercio Equo e Solidale), Rugmark (tappeti indiani prodotti senza impiego di bambini), Ecolabel (prodotti ecologici dell'Unione Europea). Un'impresa può infine essere indotta a rivedere il proprio comportamento attraverso campagne di boicottaggio, consistente nell'interruzione temporanea e collettiva dell'acquisto dei suoi prodotti. Si tratta di un'arma di pressione popolare piuttosto efficace, essendo sufficiente una variazione delle vendite di appena il 2-3% per far leva sulla sensibilità delle imprese multinazionali alla propria immagine.
E' dunque dall'intreccio tra comportamenti individuali ed azioni organizzate collettivamente, e su base associativa, che nasce, dal basso, la forza dei consumatori.

ALCUNE ASSOCIAZIONI A LIVELLO NAZIONALE
Boicottaggi e Consumo Critico:

Centro Nuovo Modello di Sviluppo,
Via della Barra 32, 56019 Vecchiano (PI),
tel. 050-826354,
editore di Equonomia, la Rivista del Consumatore Critico, già I Care, e autore della Guida al Consumo Critico

Mani Tese,
Via L. Cavenaghi 4, 20149 Milano, tel. 02-48008617, editore della rivista Boycott!

Commercio Equo e Solidale:

CTM, Cooperazione Terzo Mondo,
Via Macello 18, 39100 Bolzano, tel. 0471-975333, importatore TransFair Italia, Piazzetta Forzatè 1, 35137 Padova,tel. 049-8750823, marchio di certificazione prodotti

Contro il lavoro minorile:

Associazione Italiana Botteghe del Mondo,
Piazzetta Forzatè 1, 35137 Padova, tel. 049-8762480,
promotore della campagna Made in Dignity per migliori condizioni di lavoro nel mercato mondiale

Alcune Associazioni torinesi
Boicottaggi e Consumo Critico:

ISCOS, Istituto Sindacale di Cooperazione allo Sviluppo,
Via Volturno 11, 10133 Torino, tel. 011-6603575,
editore del Bollettino dei Consumatori Critici

COCORICO', Consumatori Coscienti Riciclanti Compatibili,
presso Andrea Saroldi, Corso Turati 25/5,
10128 Torino, tel. 011-591879

Libri

G. Battistella, Nuovi stili di Vita, EMI, Bologna, 1995

A. Saroldi, Giusto Movimento, EMI, Bologna, 1997, una guida ai nuovi stili di vita

Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Guida al Consumo Critico. Informazioni sulle imprese per un consumo consapevole, EMI, Bologna, 1998

S. Pochettino, Nuove Geografie. Dizionario del Cittadino Solidale, EMI, Bologna, 1998, un libro di facile consultazione e ricco di spunti per comprendere meglio queste tematiche.

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




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