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METTITI
IN MOTO!
Nelle nostre
città non si circola più, specialmente in quelle
dove, per anni, ci si è solamente limitati a parlare di
metropolitana, senza però averne mai costruito un solo
metro. Se poi si aggiunge la scarsa concorrenza offerta dai mezzi
pubblici di superficie rispetto agli automezzi privati si capisce
perché sempre più spesso, si ha a che fare con
città bloccate con ingorghi dai miasmi velenosi.
Lo scooter rappresenta oggi l'unica alternativa valida rispetto
alla bicicletta, oltre ad essere il modo più veloce ed
economico per muoversi in città
di Cristiano Casassa Mont Strade intasate, parcheggi introvabili, zone a traffico
limitato, mezzi pubblici lenti ed iperaffollati sembrano infatti
barriere che un cinquantino è in grado di superare senza
problemi, senza causare altro traffico e senza diventare un salasso
per i nostri portafogli.
Certo il discorso muta di un poco quando lo si riferisce a zone
con clima non del tutto "mite" come a Torino o Milano:
specialmente quando il ricordo va a quelle non rare giornate
di freddo intenso e pungente dove il solo pensiero di scendere
in strada fa venire letteralmente i brividi. Se però in
qualche modo si riuscisse ad incentivare l'uso delle due ruote
in città, ebbene ci sarebbe più spazio per tutti
e sicuramente meno inquinamento. E' sufficiente darsi un'occhiata
intorno: quante sono le macchine che trasportano altri che non
sia il conducente? Una percentuale infinitamente minuscola! Eppure
ognuno di questi "single" si sposta per la città
occupando mediamente uno spazio compreso tra i 6 metri quadrati
(poco meno di quello che misura una Fiat Punto) ed gli oltre
8,5 di una Lancia K, spazio che poi lascia parcheggiato fino
a sera per rimetterlo in movimento, assieme ad altri centinaia
di migliaia, tra le 17.00 e le 19.30: insomma uno spreco insopportabile!
Tanto varrebbe sancire con legge l'obbligo delle "collect
cars", sorta di autovetture comuni utilizzabili da tutti
previo acquisto di una card prepagata, così come da anni
la nostra città offre in piazza Vittorio Veneto con l'ELETTRA
PARK. Pensate che bellezza. E che risparmio.
Ma questa è fanta-metro-politica. Oggi dobbiamo tutti
arrangiarci con i propri "mezzi". Volendo acquistare
uno scooter nuovo non ci sarebbe che l'imbarazzo della scelta.
L'attuale offerta spazia infatti dai 50 ai 250cc. attraverso
molteplici tipologie. Nell'intervallo esistente infatti tra la
bicicletta a motore e l'automobile, queste due ruote offrono
il miglior rapporto prezzo/funzionalità. Il loro successo
dipende dalla capacità di risolvere i problemi di mobilità
offrendo al contempo buon design, necessario a diversificare
il prodotto nell'ambito della stessa tipologia di base, e buon
engineering cioè tecnica e ricerca che possono tradursi
in potenza, sicurezza, economia e rispetto per l'ambiente.
Un importante fronte tutto da esplorare è stato infatti
offerto dalle nuove normative comunitarie in tema di inquinamento
e consumi, che hanno tolto terreno anche alle nuove generazioni
di motori catalizzati a 2 tempi a tutto vantaggio dei meno grintosi
4 tempi, ultimamente snobbati da un mercato sempre più
attento allo sprint.
Nonostante questa diffusa tendenza viviamo in un momento in cui
si guarda con crescente attenzione al passato, visto come fonte
di ispirazione: linee arrotondate, uso delle cromature, addirittura
finte mascherine camuffate da prese d'aria che nascondono gioielli
in meccanica ed elettronica. In questo spirito ritorna, con nome
diverso ma immutato fascino, la vecchia cara bicicletta motorizzata,
il Solex, dopo quasi 10 anni di mancanza dal mercato. Si tratta
di un vezzo, di un modo per ostentare il proprio innato buon
gusto, perché con la limitata potenza offerta non si può
proprio pensare di attraversare tutta la città nel caotico
traffico quotidiano dove gli altri scooter ti sfrecciano via
ad una velocità più che doppia rispetto al tuo
Solex. Ecco perché l'uso di questo mezzo rimane limitato
alla piccola passeggiata per fare la spesa o per recarsi al non
troppo distante ufficio. E' fuor di dubbio una alternativa più
"comoda" (leggasi meno faticosa) rispetto alla bicicletta.
Una costosa alternativa, visto che il prezzo si avvicina ai 2
milioni di lire (516,45 Euro).
Spendendo qualcosa in più per il nuovo la scelta, si diceva,
diventa imbarazzante. Non è certamente tra queste pagine
che troverete la dettagliata e documentata descrizione di ogni
singolo modello e delle sue diverse versioni commercializzate.
Per questo vi rimandiamo a quella dozzina e più di settimanali
e mensili diversi che si occupano esclusivamente di due ruote
a motore. Basti qui ricordare che tra Aprilia, Cagiva, Gilera,
Honda, Italjet, MBK, Peugeot, Piaggio, Suzuki e Yamaha, solo
per citare i nomi più noti, in Italia sono disponibili,
e solo nei 50cc., oltre 135 modelli che vanno dai 2,9 milioni
del Piaggio Free agli oltre 4,8 milioni del Dragster di Italjet.
Di particolare interesse, dal punto di vista della tutela ambientale
è l'applicazione di ritrovati, spesso all'avanguardia,
per il massimo controllo delle emissioni.
Grazie all'impegno di diverse case costruttrici, come l'italianissima
Piaggio, anche nel campo dei piccoli (si fa per dire) scooter
da 50cc. si stanno infatti iniziando a sperimentare soluzioni
tecniche finora adottate solo su mezzi più "grandi"
e costosi. E' il caso dei motori FAST, acronimo di Fully Automized
Stratified Turbolence, che primi, nella cilindrata dei cinquantini,
hanno adottato l'iniezione diretta in motori a due tempi. Questa
tecnologia mantiene pressoché inalterate le caratteristiche
dimensionali e prestazionali tipiche del motore a due tempi,
pur rendendolo nettamente più "pulito". Il motore
tradizionale infatti, dopo la combustione espelle attraverso
le luci di scarico una buona dose di idrocarburi incombusti.
Il motore a iniezione diretta per contro, esegue la fase detta
"del lavaggio" solo con aria, evitando inutili e nocive
perdite di idrocarburi. Si tratta di un formidabile sistema,
quello dei motori FAST, che è oggi coperto da una serie
di brevetti internazionali che lo renderanno tra i più
appetibili e diffusi a livello ... continentale.
In Europa c'è un importante progetto destinato alle città
che si chiama ALTER e che sta per Alternative Traffic in Town.
Si pone l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria
e la vivibilità dei cittadini nonché la tutela
del patrimonio artistico che in molte città subisce danni
da inquinamento. In questo contesto, durante una recente conferenza
tenutasi a Firenze, l'importanza delle due ruote quale migliore
espressione della mobilità individuale e l'utilità
di concedere maggiori agevolazioni ai loro utilizzatori sono
state formalizzate nella "Dichiarazione di Firenze",
firmata da più di 500 sindaci di città europee.
In sintesi ciò equivale ad una assunzione di impegno e
responsabilità da parte di coloro che governano le città.
Nonostante in molti affermino il contrario, oggi i mezzi a due
ruote, che nel nostro continente costituiscono il 15% dei veicoli
circolanti, producono il 3,8% del totale delle emissioni di ossido
di carbonio emesso da tutti i veicoli a motore, percentuale che
scende al 2,7% per quanto riguarda gli idrocarburi e gli ossidi
di azoto prodotti in ambito urbano.
Sul fronte dei consumi di carburante un veicolo a due ruote costa
tra l'8% ed il 38% in meno di un'auto di media cilindrata. In
più fa risparmiare mediamente il 50% nei tempi di trasporto
in ambito urbano e occupa un quinto dello spazio di un'auto:
ciò vuol dire che 5 automobilisti "single" in
un parcheggio così come per strada occupano lo spazio
di ben 25 scooteristi. Altro che spreco! (Per i dati seri FONTE
EUROSTAT)
Ben venga quindi il partito delle due ruote a motore che, da
anni si batte sulle principali testate motociclistiche per rivendicare
più diritti e meno doveri.
Tanto non sarà certo l'italiano medio ad indispettirsi
per la nascita dell'ennesima formazione partitica... |