Speciale - SVILUPPO SOSTENIBILE

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/1999

marzo/aprile 1999

 

 

 


 

METTITI IN MOTO!
Nelle nostre città non si circola più, specialmente in quelle dove, per anni, ci si è solamente limitati a parlare di metropolitana, senza però averne mai costruito un solo metro. Se poi si aggiunge la scarsa concorrenza offerta dai mezzi pubblici di superficie rispetto agli automezzi privati si capisce perché sempre più spesso, si ha a che fare con città bloccate con ingorghi dai miasmi velenosi.
Lo scooter rappresenta oggi l'unica alternativa valida rispetto alla bicicletta, oltre ad essere il modo più veloce ed economico per muoversi in città

di Cristiano Casassa Mont


Strade intasate, parcheggi introvabili, zone a traffico limitato, mezzi pubblici lenti ed iperaffollati sembrano infatti barriere che un cinquantino è in grado di superare senza problemi, senza causare altro traffico e senza diventare un salasso per i nostri portafogli.
Certo il discorso muta di un poco quando lo si riferisce a zone con clima non del tutto "mite" come a Torino o Milano: specialmente quando il ricordo va a quelle non rare giornate di freddo intenso e pungente dove il solo pensiero di scendere in strada fa venire letteralmente i brividi. Se però in qualche modo si riuscisse ad incentivare l'uso delle due ruote in città, ebbene ci sarebbe più spazio per tutti e sicuramente meno inquinamento. E' sufficiente darsi un'occhiata intorno: quante sono le macchine che trasportano altri che non sia il conducente? Una percentuale infinitamente minuscola! Eppure ognuno di questi "single" si sposta per la città occupando mediamente uno spazio compreso tra i 6 metri quadrati (poco meno di quello che misura una Fiat Punto) ed gli oltre 8,5 di una Lancia K, spazio che poi lascia parcheggiato fino a sera per rimetterlo in movimento, assieme ad altri centinaia di migliaia, tra le 17.00 e le 19.30: insomma uno spreco insopportabile!
Tanto varrebbe sancire con legge l'obbligo delle "collect cars", sorta di autovetture comuni utilizzabili da tutti previo acquisto di una card prepagata, così come da anni la nostra città offre in piazza Vittorio Veneto con l'ELETTRA PARK. Pensate che bellezza. E che risparmio.
Ma questa è fanta-metro-politica. Oggi dobbiamo tutti arrangiarci con i propri "mezzi". Volendo acquistare uno scooter nuovo non ci sarebbe che l'imbarazzo della scelta. L'attuale offerta spazia infatti dai 50 ai 250cc. attraverso molteplici tipologie. Nell'intervallo esistente infatti tra la bicicletta a motore e l'automobile, queste due ruote offrono il miglior rapporto prezzo/funzionalità. Il loro successo dipende dalla capacità di risolvere i problemi di mobilità offrendo al contempo buon design, necessario a diversificare il prodotto nell'ambito della stessa tipologia di base, e buon engineering cioè tecnica e ricerca che possono tradursi in potenza, sicurezza, economia e rispetto per l'ambiente.
Un importante fronte tutto da esplorare è stato infatti offerto dalle nuove normative comunitarie in tema di inquinamento e consumi, che hanno tolto terreno anche alle nuove generazioni di motori catalizzati a 2 tempi a tutto vantaggio dei meno grintosi 4 tempi, ultimamente snobbati da un mercato sempre più attento allo sprint.
Nonostante questa diffusa tendenza viviamo in un momento in cui si guarda con crescente attenzione al passato, visto come fonte di ispirazione: linee arrotondate, uso delle cromature, addirittura finte mascherine camuffate da prese d'aria che nascondono gioielli in meccanica ed elettronica. In questo spirito ritorna, con nome diverso ma immutato fascino, la vecchia cara bicicletta motorizzata, il Solex, dopo quasi 10 anni di mancanza dal mercato. Si tratta di un vezzo, di un modo per ostentare il proprio innato buon gusto, perché con la limitata potenza offerta non si può proprio pensare di attraversare tutta la città nel caotico traffico quotidiano dove gli altri scooter ti sfrecciano via ad una velocità più che doppia rispetto al tuo Solex. Ecco perché l'uso di questo mezzo rimane limitato alla piccola passeggiata per fare la spesa o per recarsi al non troppo distante ufficio. E' fuor di dubbio una alternativa più "comoda" (leggasi meno faticosa) rispetto alla bicicletta. Una costosa alternativa, visto che il prezzo si avvicina ai 2 milioni di lire (516,45 Euro).
Spendendo qualcosa in più per il nuovo la scelta, si diceva, diventa imbarazzante. Non è certamente tra queste pagine che troverete la dettagliata e documentata descrizione di ogni singolo modello e delle sue diverse versioni commercializzate. Per questo vi rimandiamo a quella dozzina e più di settimanali e mensili diversi che si occupano esclusivamente di due ruote a motore. Basti qui ricordare che tra Aprilia, Cagiva, Gilera, Honda, Italjet, MBK, Peugeot, Piaggio, Suzuki e Yamaha, solo per citare i nomi più noti, in Italia sono disponibili, e solo nei 50cc., oltre 135 modelli che vanno dai 2,9 milioni del Piaggio Free agli oltre 4,8 milioni del Dragster di Italjet.
Di particolare interesse, dal punto di vista della tutela ambientale è l'applicazione di ritrovati, spesso all'avanguardia, per il massimo controllo delle emissioni.
Grazie all'impegno di diverse case costruttrici, come l'italianissima Piaggio, anche nel campo dei piccoli (si fa per dire) scooter da 50cc. si stanno infatti iniziando a sperimentare soluzioni tecniche finora adottate solo su mezzi più "grandi" e costosi. E' il caso dei motori FAST, acronimo di Fully Automized Stratified Turbolence, che primi, nella cilindrata dei cinquantini, hanno adottato l'iniezione diretta in motori a due tempi. Questa tecnologia mantiene pressoché inalterate le caratteristiche dimensionali e prestazionali tipiche del motore a due tempi, pur rendendolo nettamente più "pulito". Il motore tradizionale infatti, dopo la combustione espelle attraverso le luci di scarico una buona dose di idrocarburi incombusti. Il motore a iniezione diretta per contro, esegue la fase detta "del lavaggio" solo con aria, evitando inutili e nocive perdite di idrocarburi. Si tratta di un formidabile sistema, quello dei motori FAST, che è oggi coperto da una serie di brevetti internazionali che lo renderanno tra i più appetibili e diffusi a livello ... continentale.
In Europa c'è un importante progetto destinato alle città che si chiama ALTER e che sta per Alternative Traffic in Town. Si pone l'obiettivo di migliorare la qualità dell'aria e la vivibilità dei cittadini nonché la tutela del patrimonio artistico che in molte città subisce danni da inquinamento. In questo contesto, durante una recente conferenza tenutasi a Firenze, l'importanza delle due ruote quale migliore espressione della mobilità individuale e l'utilità di concedere maggiori agevolazioni ai loro utilizzatori sono state formalizzate nella "Dichiarazione di Firenze", firmata da più di 500 sindaci di città europee. In sintesi ciò equivale ad una assunzione di impegno e responsabilità da parte di coloro che governano le città.
Nonostante in molti affermino il contrario, oggi i mezzi a due ruote, che nel nostro continente costituiscono il 15% dei veicoli circolanti, producono il 3,8% del totale delle emissioni di ossido di carbonio emesso da tutti i veicoli a motore, percentuale che scende al 2,7% per quanto riguarda gli idrocarburi e gli ossidi di azoto prodotti in ambito urbano.
Sul fronte dei consumi di carburante un veicolo a due ruote costa tra l'8% ed il 38% in meno di un'auto di media cilindrata. In più fa risparmiare mediamente il 50% nei tempi di trasporto in ambito urbano e occupa un quinto dello spazio di un'auto: ciò vuol dire che 5 automobilisti "single" in un parcheggio così come per strada occupano lo spazio di ben 25 scooteristi. Altro che spreco! (Per i dati seri FONTE EUROSTAT)
Ben venga quindi il partito delle due ruote a motore che, da anni si batte sulle principali testate motociclistiche per rivendicare più diritti e meno doveri.
Tanto non sarà certo l'italiano medio ad indispettirsi per la nascita dell'ennesima formazione partitica...

PICCOLO MEMORANDUM AD USO DEGLI SCOOTERISTI
Patenti.
Come tutti sanno per guidare scooter e ciclomotori da 50cc. non occorre nessuna patente.
BOLLO. Il famigerato "bollo" con la legge finanziaria del 1998 non è più basato sui cavalli fiscali ma si calcola sulla potenza reale di ogni singolo mezzo. Secondo tale disposizione tutti gli scooter, i ciclomotori e le moto di potenza inferiore agli 11kW devono allo Stato L.37.000 (19,10 Euro) di tassa di proprietà annuale. Per curiosità i mezzi con potenza superiore devono aggiungere al predetto importo L. 1.700 (90 Eurocent) per ogni kW. La potenza di ciascun mezzo è espressamente indicata sul libretto di circolazione. I versamenti vanno effettuati in posta o presso gli uffici dell'Automobil Club Italiano.

Targa.
Il "contrassegno di identificazione per ciclomotori" normalmente non dovrebbe costituire un problema per gli acquirenti di uno scooter nuovo: così come accade per le autovetture sono i concessionari ad occuparsi di tutto. Ma nel caso foste dei self made men la trafila è di quelle capaci a scoraggiare anche i più volenterosi. Il richiedente innanzitutto dev'essere maggiorenne. La domanda del contrassegno, debitamente compilata nella parte anagrafica a macchina o in stampatello leggibile e firmata per esteso, va inoltrata (con modello 2118) all'Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile che a Torino si trova in corso Belgio 158, tel. 011.8981 380 o 8980 933.
A questo modulo vanno allegati 3 versamenti in c/c postale:
- di lire 10.000 (5,15 Euro) sul c/c n. 9001 (bollettino azzurro);
- di lire 20.000 (10,30 Euro) sul c/c n. 4028 (bollettino verde);
- di lire 20.400 (10,50 Euro) sul c/c n. 121012.
Infine va esibito un documento di identità. Valido, s'intende.
I bollettini postali e il modulo della domanda possono essere ritirati presso i suddetti Uffici della Motorizzazione Civile.

Assicurazioni.
Con l'obbligo della cosiddetta targa un'importante novità ha investito anche l'obbligo dell'assicurazione per la responsabilità civile, quella cioè che interviene in caso di incidenti con colpa e che è volta a coprire i danni derivanti da tale malaugurato evento. Il costo della RC per un 50cc. si aggira sulle 200.000 lire (circa 103 Euro) annue.
C'è poi la possibilità di assicurare il proprio mezzo contro furto e incendio, ad un costo che mediamente si aggira sulle 350.000 (180,80 Euro) per un valore assicurato pari a 3,5 milioni (1807,50 Euro).

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave