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INFORMAMBIENTE |
Per informazioni
su progetti, manifestazioni e iniziative della città rivolgersi
al Servizio INFORMAMBIENTE
presso l'Assessorato all'Ambiente e Sviluppo Sostenibile della
Città di Torino, via Garibaldi 23.
Telefono verde 167-018235
Per informazioni riguardanti l'Agenda 21
Tel. 011-4423690.
www.comune.torino.it/
ambiente/
e-mail: informa.ambiente@
comune.torino.it |
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UN'AGENDA
DI IMPEGNI
La Conferenza
delle Nazioni Unite sul tema ambiente e sviluppo tenutasi a Rio
de Janeiro nel 1992 approvò un documento chiamato Agenda
21. Questo documento, contiene un programma d'azione operativo
e invita i vari governi ad avviare un processo di sviluppo sostenibile
secondo i principi espressi nella Dichiarazione di Rio. L'Agenda
21 costituisce quindi una sorta di documento programmatico per
il XXI secolo, divisa in quattro aree tematiche.
di Angelo Castrovilli Nella prima si affrontano i temi relativi al ruolo della
cooperazione internazionale per promuovere lo sviluppo sostenibile
nei paesi in via di sviluppo, i modelli di consumo, la povertà,
l'aumento della popolazione, la salute, e l'integrazione tra
sviluppo e ambiente nell'adozione delle politiche dei singoli
paesi.
La seconda area affronta le questioni d'emergenza in campo ambientale
come la salvaguardia dell'atmosfera, la deforestazione con conseguente
desertificazione, la gestione sostenibile delle aree montane,
la promozione di un'agricoltura sostenibile promuovendo lo sviluppo
rurale, la conservazione della biodiversità, la protezione
degli oceani dei mari e delle acque costiere, la gestione e protezione
delle acque potabili, la gestione ecocompatibile dei prodotti
e dei rifiuti chimici e tossici.
Nella terza area si sottolinea l'importanza del ruolo delle donne
nelle comunità locali indigene delle associazioni non
governative e delle associazioni ambientaliste, il ruolo importante
assegnato alle amministrazioni, locali alla comunità scientifica,
all'economia industriale e agricola per la formazione di un piano
di sviluppo sostenibile globale.
Ci si occupa infine, nell'ultima area, delle risorse finanziarie,
della ricerca, dell'informazione e divulgazione dei problemi
ambientali.
Nel documento conclusivo si richiedeva alle città di tutto
il mondo di definire un proprio "Piano di Azione Ambientale."
Il Piano di Azione Ambientale, nella sostanza è un programma
di azioni volte a migliorare le condizioni dell'ambiente urbano
e la qualità della vita dei cittadini. La definizione
e l'attuazione del piano non è compito demandato alle
singole Amministrazioni locali ma a tutti gli attori presenti
in ambito urbano: le istituzioni, le imprese, il mondo scientifico,
le associazioni, i sindacati. L'efficacia di un Piano di Azione
Ambientale, dipenderà dalla sua capacità di far
attivare e interagire tutti i soggetti, che operano in ambiente
urbano, orientando le scelte e comportamenti verso obiettivi
comuni.
Questa sfida fu accolta ad Aalborg in Danimarca quando, nel maggio
1994, venne organizzata una prima Conferenza sulle Città
Sostenibili alla quale parteciparono i rappresentanti di amministrazioni
locali di 30 stati europei. Da questa conferenza scaturì
una Carta d'impegni invitando, le città a sottoscriverla,
in cui si definisce il concetto di sostenibilità, individuando
le responsabilità ambientali delle città e impegnandole
a sviluppare politiche ed azioni orientate verso la realizzazione
di "città sostenibili".
In definitiva con la Conferenza di Aalborg si è dato il
via alla Campagna Europea delle Città Sostenibili. Oggi
sono centinaia le città europee che hanno sottoscritto
la Carta e si sono impegnate nella costruzione della propria
Agenda 21. Molte città, una volta sottoscritta la carta
di Aalborg hanno messo in pratica azioni concrete attraverso
il coinvolgimento delle loro comunità.
Per alcune città le Agende 21 Locali sono diventate l'occasione
per lanciare programmi di rinnovo edilizio nei centri e nelle
periferie urbane, basati su interventi integrati e mirati a praticare
soluzioni tecnologiche e di gestione utili a risparmiare e riciclare
le risorse naturali, garantire l'accessibilità con mezzi
pubblici o non inquinanti, migliorare la convivenza sociale e
la qualità della vita di tutti.
Al momento attuale sono pochissime le città italiane che
hanno avviato il processo di Agenda 21, rimane quindi un'utopia
vedere, in tempi brevi, nelle nostre città, azioni come
quelle ad esempio promosse dal governo norvegese che corrisponde
rimborsi spesa a chi usa la bicicletta anziché l'automobile
per recarsi al lavoro o quelle attuate nella contea di Storstrom
in Danimarca dov'è stato promosso l'eco-passport, una
sorta di premio corrisposto dalle Amministrazioni ai cittadini
che svolgono azioni ecosostenibili.
L'agenda
21 a Torino
E' in fase di stesura il Rapporto sullo Stato dell'Ambiente della
Città di Torino, un primo strumento, sulla cui, base avviare
il processo di costruzione della propria Agenda 21 Locale, e
quindi iniziare l'elaborazione, attraverso la consultazione delle
varie realtà sociali cittadine, del Piano d'Azione Ambientale.
Un Piano che, a partire dalle priorità e opportunità
indicate dal Rapporto, serva a precisare gli obiettivi a cui
tendere, azioni per raggiungerli, gli strumenti e le risorse
su cui basarsi, le scadenze temporali da rispettare e le responsabilità
di ognuno.
Dal Rapporto sullo Stato dell'Ambiente i cittadini potranno finalmente
sapere quali sono le condizioni ambientali della nostra città.
Sapere quanto Biossido di Azoto, Ozono(NO2), polveri e Monossido
di Carbonio sono nell'aria, conoscere i livelli di rumore, la
qualità biologica delle acque fluviali, la qualità
e i consumi dell'acqua potabile, il sistema fognario in rapporto
alla depurazione delle acque, l'inquinamento delle falde sotterranee,
l'impermeabilizzazione e consumo del suolo urbano, la qualità
e quantità del verde pubblico urbano, i caratteri paesistici
ambientali, il patrimonio faunistico selvatico cittadino, la
flora protetta rara e minacciata, i consumi energetici, le quantità
di emissioni di Anidride Carbonica (CO2) che contribuiscono all'effetto
serra e cambiamenti climatici, il sistema dei flussi di traffico
cittadino e la qualità del servizio pubblico cittadino,
la produzione dei rifiuti e tanti altri indicatori che ci offriranno
un quadro completo della situazione ambientale.
Il Rapporto sarà quindi uno strumento informativo indispensabile,
ma nello stesso tempo ci auguriamo che possa essere il punto
di partenza per l'elaborazione di un Piano d'Azione che attraverso
il coinvolgimento di tutti gli attori sociali della vita cittadina
torinese riesca a far decollare nella nostra città una
politica accompagnata da azioni e programmi ecosostenibili. |