Speciale - SVILUPPO SOSTENIBILE

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/1999

marzo/aprile 1999

 

 

 


INFORMAMBIENTE
Per informazioni su progetti, manifestazioni e iniziative della città rivolgersi al Servizio INFORMAMBIENTE
presso l'Assessorato all'Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Città di Torino, via Garibaldi 23.
Telefono verde 167-018235

Per informazioni riguardanti l'Agenda 21
Tel. 011-4423690.
www.comune.torino.it/
ambiente/

e-mail:
informa.ambiente@
comune.torino.it

 

 

UN'AGENDA DI IMPEGNI
La Conferenza delle Nazioni Unite sul tema ambiente e sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992 approvò un documento chiamato Agenda 21. Questo documento, contiene un programma d'azione operativo e invita i vari governi ad avviare un processo di sviluppo sostenibile secondo i principi espressi nella Dichiarazione di Rio. L'Agenda 21 costituisce quindi una sorta di documento programmatico per il XXI secolo, divisa in quattro aree tematiche.

di Angelo Castrovilli


Nella prima si affrontano i temi relativi al ruolo della cooperazione internazionale per promuovere lo sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo, i modelli di consumo, la povertà, l'aumento della popolazione, la salute, e l'integrazione tra sviluppo e ambiente nell'adozione delle politiche dei singoli paesi.
La seconda area affronta le questioni d'emergenza in campo ambientale come la salvaguardia dell'atmosfera, la deforestazione con conseguente desertificazione, la gestione sostenibile delle aree montane, la promozione di un'agricoltura sostenibile promuovendo lo sviluppo rurale, la conservazione della biodiversità, la protezione degli oceani dei mari e delle acque costiere, la gestione e protezione delle acque potabili, la gestione ecocompatibile dei prodotti e dei rifiuti chimici e tossici.
Nella terza area si sottolinea l'importanza del ruolo delle donne nelle comunità locali indigene delle associazioni non governative e delle associazioni ambientaliste, il ruolo importante assegnato alle amministrazioni, locali alla comunità scientifica, all'economia industriale e agricola per la formazione di un piano di sviluppo sostenibile globale.
Ci si occupa infine, nell'ultima area, delle risorse finanziarie, della ricerca, dell'informazione e divulgazione dei problemi ambientali.
Nel documento conclusivo si richiedeva alle città di tutto il mondo di definire un proprio "Piano di Azione Ambientale."
Il Piano di Azione Ambientale, nella sostanza è un programma di azioni volte a migliorare le condizioni dell'ambiente urbano e la qualità della vita dei cittadini. La definizione e l'attuazione del piano non è compito demandato alle singole Amministrazioni locali ma a tutti gli attori presenti in ambito urbano: le istituzioni, le imprese, il mondo scientifico, le associazioni, i sindacati. L'efficacia di un Piano di Azione Ambientale, dipenderà dalla sua capacità di far attivare e interagire tutti i soggetti, che operano in ambiente urbano, orientando le scelte e comportamenti verso obiettivi comuni.
Questa sfida fu accolta ad Aalborg in Danimarca quando, nel maggio 1994, venne organizzata una prima Conferenza sulle Città Sostenibili alla quale parteciparono i rappresentanti di amministrazioni locali di 30 stati europei. Da questa conferenza scaturì una Carta d'impegni invitando, le città a sottoscriverla, in cui si definisce il concetto di sostenibilità, individuando le responsabilità ambientali delle città e impegnandole a sviluppare politiche ed azioni orientate verso la realizzazione di "città sostenibili".
In definitiva con la Conferenza di Aalborg si è dato il via alla Campagna Europea delle Città Sostenibili. Oggi sono centinaia le città europee che hanno sottoscritto la Carta e si sono impegnate nella costruzione della propria Agenda 21. Molte città, una volta sottoscritta la carta di Aalborg hanno messo in pratica azioni concrete attraverso il coinvolgimento delle loro comunità.
Per alcune città le Agende 21 Locali sono diventate l'occasione per lanciare programmi di rinnovo edilizio nei centri e nelle periferie urbane, basati su interventi integrati e mirati a praticare soluzioni tecnologiche e di gestione utili a risparmiare e riciclare le risorse naturali, garantire l'accessibilità con mezzi pubblici o non inquinanti, migliorare la convivenza sociale e la qualità della vita di tutti.
Al momento attuale sono pochissime le città italiane che hanno avviato il processo di Agenda 21, rimane quindi un'utopia vedere, in tempi brevi, nelle nostre città, azioni come quelle ad esempio promosse dal governo norvegese che corrisponde rimborsi spesa a chi usa la bicicletta anziché l'automobile per recarsi al lavoro o quelle attuate nella contea di Storstrom in Danimarca dov'è stato promosso l'eco-passport, una sorta di premio corrisposto dalle Amministrazioni ai cittadini che svolgono azioni ecosostenibili.

L'agenda 21 a Torino
E' in fase di stesura il Rapporto sullo Stato dell'Ambiente della Città di Torino, un primo strumento, sulla cui, base avviare il processo di costruzione della propria Agenda 21 Locale, e quindi iniziare l'elaborazione, attraverso la consultazione delle varie realtà sociali cittadine, del Piano d'Azione Ambientale. Un Piano che, a partire dalle priorità e opportunità indicate dal Rapporto, serva a precisare gli obiettivi a cui tendere, azioni per raggiungerli, gli strumenti e le risorse su cui basarsi, le scadenze temporali da rispettare e le responsabilità di ognuno.
Dal Rapporto sullo Stato dell'Ambiente i cittadini potranno finalmente sapere quali sono le condizioni ambientali della nostra città. Sapere quanto Biossido di Azoto, Ozono(NO2), polveri e Monossido di Carbonio sono nell'aria, conoscere i livelli di rumore, la qualità biologica delle acque fluviali, la qualità e i consumi dell'acqua potabile, il sistema fognario in rapporto alla depurazione delle acque, l'inquinamento delle falde sotterranee, l'impermeabilizzazione e consumo del suolo urbano, la qualità e quantità del verde pubblico urbano, i caratteri paesistici ambientali, il patrimonio faunistico selvatico cittadino, la flora protetta rara e minacciata, i consumi energetici, le quantità di emissioni di Anidride Carbonica (CO2) che contribuiscono all'effetto serra e cambiamenti climatici, il sistema dei flussi di traffico cittadino e la qualità del servizio pubblico cittadino, la produzione dei rifiuti e tanti altri indicatori che ci offriranno un quadro completo della situazione ambientale.
Il Rapporto sarà quindi uno strumento informativo indispensabile, ma nello stesso tempo ci auguriamo che possa essere il punto di partenza per l'elaborazione di un Piano d'Azione che attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori sociali della vita cittadina torinese riesca a far decollare nella nostra città una politica accompagnata da azioni e programmi ecosostenibili.

DOVE SI PARLA DI SVILUPPO SOSTENIBILE

Internet:
Centro Nuovo Modello di sviluppo
http://www.citinv.it/associazioni/COORDNS/vit/welcome.htlm

Made in dignity:
http://www.arpnet.it/-mente/dignity/welcome.htm

Mani Tese:
http://www.manitese.it/manitese.htm

Transfair International:
http://www.citinv.it/equo/transfai.htm

CISV:
http://www.arpnet.it/assoc/cisv/wwwhtml/welcome.htm

Giusto Movimento:
http://www.arpnet.it/-mente/giusto/

Sustainability:
http://www.fis.unipr.it/-giusiano/ambiente/sustain.htlm

Libri:
Brown L. "State of the world", Isedi, Torino (10 rapporti in italiano dal 1988 al 1998).

Meadows - Randers "Oltre i limiti dello sviluppo", Il Saggiatore, Milano 1993.

Sachs W. "Archeologia dello sviluppo", Macroedizioni, San Martino di Sarsina 1992. Una critica al modello economicista dello sviluppo come lo intendiamo noi occidentali.

Shiva V. "Sopravvivere allo sviluppo", Isedi, Torino 1990. Lo sviluppo visto dalla parte dei poveri.

Wuppertal Institut "Per una civiltà capace di futuro", EMI, Bologna 1996.

Wuppertal Institute "Futuro sostenibile", EMI, Bologna 1997. Una sorta di "vangelo verde" del prossimo millennio.

Lanza A. "Lo sviluppo sostenibile", Il Mulino, Bologna 1997. Un libro che ricompone il difficile mosaico dello sviluppo sostenibile analizzando tutti gli aspetti interessati.

Von Weizsacker - Lovins A.B. - Lovins L.H. "Fattore 4", EMI, Bologna 1998. La condanna dell'attuale modello di benessere e di sviluppo.

Volpi F. "Sviluppo", Jaca Book, Milano 1996.

Rist G. "Lo sviluppo. Storia di una credenza occidentale", Bollati Boringhieri 1998. Il punto di vista dell'antropologia.

Russo V. "E lo chiamano sviluppo", Ed. Piero Manni 1998. Le responsabilità dei Paesi ricchi sulla grave sperequazione economica tra nord e sud del mondo.


SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




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