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LE MAPPE
DELLA MENTE
di Claudia Tomatis La rivoluzione astronomica ha negato da tempo la centralità
della terra nellUniverso, relegandola alla realtà
di un pianeta del sistema solare. Levoluzione animale,
teorizzata e spiegata a partire da Darwin, ha smentito la nascita
delluomo come essere superiore agli altri, creato da principio
con le fattezze e le capacità attualmente conosciute.
Ma forse questi non sono stati gli ultimi pretesti per provare
la dominanza umana attraverso principi naturali.
Ancora oggi la rappresentazione del cervello umano in fotografie
e disegni, e così anche la trattazione delle sue caratteristiche,
sono quasi sempre riferite ad un cervello adulto. Potrebbe trattarsi
ancora di un tentativo di provare lassolutezza della condizione
umana e la negazione di ogni possibile evoluzione e cambiamento.
Si tenga quindi conto dellerrore che si potrebbe compiere
nel ritenere la descrizione seguente una verità generalizzabile
e immutabile. Soprattutto perché una trattazione scientifica
delle caratteristiche e delle funzioni cerebrali richiederebbe
di tener presenti una notevole quantità di variabili individuali,
mentre verranno proposti soltanto alcuni spunti per trattare
intuitivamente largomento e qualche curiosità.
La consulenza scientifica è del professor Lorenzo Pinessi,
neurologo, Direttore del Centro cefalee dellUniversità
di Torino, con sede nellospedale Molinette. Molti avranno
sentito dire che il cervello umano ha una struttura composta
da due emisferi distinti, tra loro collegati. Unasimmetria
propria non soltanto delluomo, ma anche di altri animali.
Nei vertebrati è ormai confermata da numerosi studi: gli
esempi possono essere i macachi, i topi, le galline, ma non sembrano
da escludere nemmeno rettili e anfibi. Una condizione, lasimmetria,
che a taluni è parsa una caratteristica evolutiva.
Ci si propone di sottolineare le principali differenza nei compiti
dei due emisferi del cervello umano, in gran parte ancora oggetto
di studio. Sembra appurato che lemisfero sinistro sia particolarmente
predisposto alle funzioni verbali, cioè per comprendere
e esprimersi con un linguaggio, mentre il destro pare fondamentale
per i compiti visivo-spaziali, quali riconoscere delle facce
e delle forme irregolari, complicate, oppure per orientarsi nello
spazio. La dominanza dellemisfero sinistro per il linguaggio,
propria di circa il novanta per cento degli individui, si accompagna
alla preferenza per la mano controllata da questo emisfero: quella
opposta, ovvero la destra, comunemente usata per scrivere, per
svolgere azioni con buona precisione e per gli sforzi maggiori.
I restanti individui sono mancini o ambidestri. Rimane da stabilire
con certezza se nei mancini le funzioni dei due emisferi si scambino
completamente. Linfluenza del controllo di un emisfero
o dellaltro non si ferma qui.
Lespressione del viso appare solitamente più intensa
sulla parte sinistra, controllata dallemisfero destro,
mentre pare che la maggioranza degli individui parli con movimenti
della bocca più ampli sul lato destro, perché dettati
direttamente dallemisfero sinistro. Ancora qualche chiarimento
sulle capacità di espressione verbale. La facoltà
tipicamente umana di parlare si sviluppa a seguito dellinterazione
tra la potenzialità genetica e il rapporto con lambiente
circostante, circa trai due anni di età e la pubertà.
Imparando prima o dopo questo periodo non è possibile
ottenere risultati linguistici nella media.
Gli aspetti emotivi e affettivi del linguaggio sarebbero invece
a carico dellemisfero destro, in genere; ma anche il loro
sviluppo pare condizionato dai rapporti con gli altri, nello
stesso periodo critico della crescita.
IL CERVELLO DEI GIAPPONESI
I suoni delle onde, il canto degli uccelli e il fruscio delle
foglie per i giapponesi sono oggetto di unanalisi di tipo
verbale, mentre sono elementi privi di caratterizzazione linguistica
per gli occidentali. Inoltre, per la lingua giapponese sono fondamentali
le vocali, ciascuna delle quali può essere pronunciata
con numerose inflessioni della voce. Quindi lemisfero sinistro
(di solito deputato alle funzioni linguistiche) deve occuparsi
anche dellanalisi delle vocali, per la costruzione e la
comprensione del linguaggio. Gli occidentali analizzano invece
le vocali con lemisfero destro. Per quanto riguarda la
scrittura giapponese è necessario sottolineare limpiego
di entrambi gli emisferi: il destro, utile ad individuare tutte
le forme visive complesse, serve per riconoscere un certo gruppo
di caratteri, costituito da ideogrammi di origine cinese; il
sinistro è utile per gli altri caratteri, un gruppo di
natura simile agli alfabeti occidentali. Proprio lesigenza
di far intervenire entrambi gli emisferi per leggere e scrivere
rende unica tale organizzazione cerebrale, che non è innata,
ma si sviluppa con leducazione. Dal sovraccarico necessario
per luso di tale lingua sembra derivare la difficoltà
ad impararne altre. Per lo stesso motivo non stupisce lampio
uso della comunicazione non verbale tra i giapponesi, che hanno
sviluppato una gestualità intensa, una notevole ritualità
di comportamenti e praticano esercizi di introspezione prevalentemente
non verbali.
LA MUSICA
Lorganizzazione cerebrale della musica non è ancora
perfettamente chiara. Secondo gli studi sperimentali sembra si
possa affermare che lascolto di una melodia sia vincente
allorecchio sinistro, controllato dallemisfero destro.
Dunque allopposto di quello destinato allanalisi
del linguaggio, cioè lemisfero sinistro, che favorisce
invece lascolto di messaggio verbali pervenuti allorecchio
destro. Ciò si spiega con la predisposizione dellemisfero
sinistro ad elaborare linformazione in modo analitico,
elemento per elemento, mentre al destro spetta lelaborazione
sintetica e globale del materiale. Qualche differenza da questo
quadro è dobbligo se si analizzano separatamente
le caratteristiche di semplici fruitori di musica o di esperti
conoscitori. Questi ultimi, capaci di analizzare una melodia
nelle sue componenti, sembrano trasferire la capacità
di ascolto e apprendimento della musica allemisfero sinistro
del cervello. Rimane il dubbio che si tratti di una predisposizione
naturale di alcune persone a trattare in maniera analitica qualsiasi
informazione. Daltra parte è provato, ad esempio,
che i giapponesi ascoltino la musica occidentale impegnando prevalentemente
lemisfero destro, come accade anche per gli occidentali
stessi, ma che i suoni degli strumenti tradizionali giapponesi,
neutri per gli occidentali, stimolino lattività
dellemisfero sinistro nei giapponesi, per i quali appaiono
carichi di significati verbalizzabili. A provare tuttaltra
tesi potrebbe essere la storia di Beethoven. Era sordo al punto
di non poter ascoltare la sua musica o dirigerla; non aveva rapporti
sociali dal momento risultava complesso spiegare di essere sordo
svolgendo la professione di musicista; inoltre aveva una pessima
calligrafia, provava difficoltà ad eseguire compiti manuali
e operazioni aritmetiche e faceva errori di scrittura specifici:
tutti sintomi che indicherebbero una disfunzione dellemisfero
sinistro. Insomma un tipico musicista professionista del
solo emisfero destro.
GLI
ATLETI
La percentuale di destrimani è equivalente in atleti e
non atleti. Ma è meno frequente che qualcuno usi la mano
non dominante senza ragioni sportive, mentre per gli atleti lambidestrismo
e persino il mancinismo sono piuttosto diffusi. Forse anche perché
lattività sportiva quotidiana tende a sviluppare
lambidestrismo in maniera più spiccata rispetto
ad una pratica sportiva saltuaria. Una spiegazione: lutilità
sembra fuori discussione nel tennis e nella scherma. Lanalisi
spazio-temporale dei movimenti dellavversario (e della
palla da tennis) viene di norma effettuata dallemisfero
destro, che ha un controllo diretto sulla parte sinistra del
corpo, ovvero sul braccio sinistro. Luso della mano destra
comporta invece il dispendio di qualche prezioso attimo necessario
alla trasmissione allemisfero sinistro di ciò che
è stato elaboratodal destro, allo scopo di controllarne
i movimenti. Per il baseball, invece, sembrano favorite le persone
con mano e occhio di dominanza diversa. Un battitore destrimane,
rivolto con la parte sinistra del corpo verso il lanciatore,
mentre impugna il bastone dalla parte destra, potrà controllare
completamente il campo visivo con locchio sinistro, ma
solo in parte con il destro. Nella ginnastica la stessa combinazione
mista di dominanza mano-occhio ed anche piede-occhio pare favorire
lequilibrio. Le peculiarità individuali hanno comunque
un notevole peso. Rimane aperto il problema di stabilire se sia
la pratica sportiva a determinare lambidestrismo, o se
un atleta ottenga ottimi risultati in uno sport perché
è ambidestro: in altre parole se si tratti di capacità
acquisite o innate. |