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QUALE STRATEGIA
CONTRO LALLERGIA?
di Fernanda Cinque Starnuti a raffica, naso che cola, tosse stizzosa, quel
fastidioso malessere che nei mesi invernali avevamo dimenticato
si ripresenta puntuale come ogni anno. Di cosa si tratta? Viene
chiamata allergia o ipersensibilità, non è altro
che una reazione esagerata dellorganismo verso sostanze
ambientali, chiamate allergeni in quanto responsabili
dello scatenarsi della reazione allergica, che sono normalmente
ben tollerate. Nel nostro paese il 10-20% dellintera popolazione
quindi allincirca 7-8 milioni di individui soffrono di
malattie respiratorie di tipo allergico e di persistenti disagi
e disturbi di cui non sempre riescono a venire a capo. Recenti
studi hanno confermato che coloro che soffrono di malattie allergiche
hanno in comune una predisposizione ereditaria nellessere
ipersensibili agli allergeni ambientali; tuttavia anche in presenza
di una forma familiare di allergia, i figli possono manifestare
allergia alle stesse sostanze o a sostanze diverse rispetto ai
genitori.
Il problema allergia col passare degli anni si sta acutizzando,
e, nel periodo primaverile il cosiddetto raffreddore da
fienocostituisce una delle motivazioni più comuni
di assistenza medica soprattutto per quelle che sono le complicanze
più frequenti quali congiuntiviti, otiti, riniti e asma
a carico dei bronchi che è la causa secondo dati Istat
di circa 1500 decessi annuali.
Tutto ciò può trovare spiegazione nel carico di
sostanze nocive a cui è sottoposto il nostro ambiente
che può essere paragonato ad un pozzo senza fondo: se
da un lato infatti si cerca di ridurre con nuove leggi di bonifica
le scorie industriali - tramite ad esempio la presenza di filtri
per eliminare lo zolfo o lazoto - e le emissioni nocive
delle automobili - tramite limpiego di catalizzatori -,
dallaltro nuovi prodotti chimici, plastiche, coloranti,
conservanti fanno aumentare il numero di reazioni tossiche ed
allergiche. Le malattie atopiche, così vengono
chiamate in medicina le manifestazioni di ipersensibilità,
possono essere generalizzate, quindi interessare tutto lorganismo,
oppure localizzarsi in un solo organo o apparato.
Ereditando la forma allergica un individuo è predisposto
allallergia sin dalla nascita, ma i suoi sintomi possono
cominciare dopo pochi mesi di età o dopo molti anni, in
genere comunque prima dei 40 anni. Perché si verifichi
una reazione allergica, lallergene deve venire a contatto
una prima volta con lorganismo che reagirà producendo
una determinata classe di anticorpi reagine ovvero
IgE (immunoglobuline E); se lo stesso tipo di sostanza incontra
una seconda volta quellorganismo, gli anticorpi già
sensibilizzati scatenano la produzione di istamina e di altri
prodotti chimici, responsabili dei sintomi delle reazioni allergiche.
Le malattie allergiche più comuni sono rappresentate dal
raffreddore da fieno che può portare a forme asmatiche
gravi, da congiuntiviti allergiche, da orticarie, da reazioni
agli alimenti e ai farmaci e a punture o morsicature di insetti.
I pollini dei fiori presenti nellaria ma anche in luoghi
chiusi (per deposito) sono responsabili, nei periodi di fioritura,
di disturbi allergici dalla primavera allestate inoltrata.
Il 50 per cento delle allergie sono causate dai pollini di Graminacee
(avena, frumento, mais, orzo ecc.); il 35 per cento da quelli
di Parietaria (pianta erbacea presente dal mare ai monti); il
restante 15 per cento dalle Composite (margherite, girasoli),
Nocciolo, Betulla ed altre ancora. I prodotti di decomposizione
o escrezione di microscopici parassiti, gli acari, così
come le forfore o i peli di animali, (cane e gatto in particolare),
presenti nella polvere domestica o dispersi nellaria provocano
disturbi perenni allindividuo.
Chi è soggetto a questo tipo di allergia dovrebbe evitare
soprattutto nella camera da letto la presenza di tappeti o moquettes,
di cuscini, di pelouches o sottoporli insieme a lenzuola, federa
e pigiama a frequenti lavaggi con detergenti acaricidi e a temperature
superiori ai 60 gradi centigradi. Molti individui poi, non sono
malati in modo specifico ma soffrono di persistenti disturbi
di cui non riescono a venire a capo. Stanchezza continua, mal
di testa, asma, prurito o orticaria ed altri ancora, possono
essere tutti sintomi da intolleranza alimentare, vale a dire
reazioni organiche a cibi normalmente presenti nella dieta, dunque
insospettabili, che sono invece la principale causa di questi
malesseri. Qualunque organo può essere interessato da
questa ipersensibilità, leffetto non è immediato
come per le comuni allergie, ma si cumula nel tempo, dunque la
correlazione tra alimento sospetto e disturbo è difficilmente
identificabile da noi ma anche dai test allergologici. Le intolleranze
infatti seguono meccanismi di difesa diversi da quelli delle
allergie, senza produzione di immunoglobuline e, perciò,
sfuggono agli esami standard.
Il test delle intolleranze alimentari è innocuo, indolore,
di rapida esecuzione, non richiede prelievi di sangue o scarificazioni
della pelle, e si basa sui principi della kinesiologia applicata
che studia e misura il tono muscolare quando lindividuo
ingerisce lalimento da testare o ne è a contatto.
Marchingegni elettronici controllati da computer valutano con
precisione il grado di sensibilità, amplificando la risposta;
la cura viene fatta con terapie individualizzate che rimuovono
i fattori predisponenti, sospendono lalimento incriminato
per un periodo di uno o due mesi, arricchendo la dieta alimentare
di vitamine ed oligoelementi.
Per questo tipo di intolleranze, ma anche per altre malattie
allergiche, negli ultimi anni si è assistito ad un notevole
incremento della medicina alternativa, in particolare
lomeopatia e la fitoterapia. Si parla molto di questi nuovi
approcci terapeutici che non sempre incontrano il parere favorevole
di tutti, ma di cosa si tratta? Lomeopatia, cioè
la capacità di distinguere le caratteristiche reattive
di ogni soggetto malato, cura lindividuo basandosi sullapplicazione
della legge della similitudine: ogni sostanza che è in
grado di provocare danni in un soggetto sano, può, a piccole
dosi, guarire gli stessi, in un soggetto malato. Ad esempio la
cipolla, che se tagliata in abbondanza provoca lacrimazione accompagnata
da secrezione nasale, a dosi infinitesimali può essere
il rimedio del raffreddore e della febbre da fieno. Così
il caffè, somministrato in diluizioni deboli può
diventare un rimedio contro linsonnia.
La via di somministrazione per eccellenza dei medicinali omeopatici
è quella sublinguale proprio perché la ricca vascolarizzazione
della mucosa della lingua ha una notevole capacità di
assorbimento dei medicamenti. Questultimi sono preparati
in diverse forme: i globuli, sferule con massa di circa 5milligrammi,
riservati per le diluizioni medio-alte (è la forma che
assicura il maggiore assorbimento di superficie); i granuli,
aventi massa dieci volte più grande dei globuli (è
la forma farmaceutica più utilizzata), e le gocce preparate
in veicolo alcolico a 30 gradi, a cui sono riservate basse concentrazioni
assunte pure o diluite in acqua.
Tali medicinali derivano da materie prime naturali di origine
animale, minerale o vegetale. Per quanto concerne il mondo vegetale,
esso costituisce la materia prima della medicina naturale o fitoterapia,
basata sulla somministrazione di piante medicinali a scopo terapeutico.
I principi attivi comunemente usati sono: flavonoidi, alcaloidi,
tannini e oligoelementi. La varietà e la ricchezza delle
piante medicinali è patrimonio che ci deriva dal passato;
queste svolgono unazione di drenaggio, ovvero di eliminazione
di tossine a livello degli organi. Limportanza di questa
medicina è racchiusa nel fitocomplesso che
rappresenta ununità biochimica che agisce grazie
allazione complementare e rafforzativa dei singoli elementi
costitutivi. Le manifestazioni allergiche comprendenti forme
diverse quali orticaria, raffreddore, eczemi, asma vengono oggigiorno
curate anche con queste terapie ottenendo risultati talvolta
soddisfacenti.
Quelle tradizionali, viceversa, si basano sullutilizzo
di farmaci quali gli antiistaminici, utilizzati in forma di aerosol
o spray in caso di raffreddorie allergico, o di compresse per
manifestazioni generalizzate, o ancora pomate o colliri se si
tratta di eczemi o congiuntiviti. Un numero stimabile intorno
ai 4milioni di individui nel nostro paese scelgono questo tipo
di farmaco; farmaci a base di cortisone risultano di seconda
scelta a causa dei maggiori effetti collaterali. Prove allergologiche
si possono effettuare in ogni periodo dellanno e sono necessarie
per lindividuazione della sostanza che arreca allergia.
Possono essere test cutanei PRICK o SKIN test nei quali, utilizzando
una lancetta di 1millimetro di spessore, si pone sullavambraccio
dellindividuo una goccia di allergene e in un tempo non
superiore ai 15minuti arriva la risposta che, se positiva, si
manifesterà con gonfiore e/o arrossamento della zona trattata.
Con prove di laboratorio si effettua il RAST-test, dosando le
immunoglobuline E specifiche nel sangue dellallergico,
nei confronti dei vari estratti allergenici. Esistono cure preventive,
quali il vaccino a cui si sottopongono ogni anno circa 500mila
italiani. Presenta unaccertata efficacia gravata però
da una complessità di esecuzione e da un possibile rischio
che non deve essere sottovalutato. Attualmente la scienza ha
fatto enormi progressi in campo di malattie allergiche, tuttavia
se molti allergici sono riusciti a curare o evitare il manifestarsi
dei sintomi, per altri è stato solo possibile attenuarne
le reazioni con le quali purtroppo si trova ancora a convivere. |