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marzo/aprile 1998

 

 

 

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SENTIERI LA COLLINA DI TORINO: UN TESORO DA SCOPRIRE

di Bruno Fattori


"... sebbene il Mondo tutto ormai sia noto, moltissimi essendo i libri geografici che in generale la di lui descrizione sott'occhio ci pongono, ... avviene che, mentre ci tratteniamo a considerare i paesi lontani, ignoriamo intanto ciò che utilmente saper si dovrebbe in ordine ai paesi nei quali soggiorniamo...".
Con questa riflessione, circa duecento anni or sono, quindi in tempi ancora poco propizi ai grandi viaggi ed ai facili spostamenti di massa, Giovanni Amedeo Grossi, Architetto, Misuratore ed Estimatore "pineriolese", introduceva la sua "Guida alle cascine e vigne del territorio di Torino e suoi contorni".
Quanto è ancora attuale questa riflessione! Il territorio indicato geograficamente come "Colline Torinesi", comprende tutta l'area collinare compresa tra Moncalieri e Casalborgone. Questa grande area collinare, la cui massima elevazione è rappresentata dal Colle della Maddalena (716 m. s.l.m.) è caratterizzata da pendii generalmente dolci ed ondulati sul versante orientale, che godono di un clima più mite rispetto al versante nordoccidentale, mediamente più ripido e solcato più profondamente da corsi d'acqua brevi, che si riversano direttamente sul Po.
Queste, a grandi linee, sono le caratteristiche più immediate che può cogliere anche un profano; per gli esperti delle varie materie quali geologia, storia locale, archeologia, scienze botaniche e forestali, esistono fior fior di testi specifici, che per lo più esaminano le varie caratteristiche in forma separata. Molto rare sono le pubblicazioni riferite alle nostre colline, che trattano i vari aspetti di questo territorio in modo globale ed alla portata dei "comuni mortali", cioè in forma facilmente comprensibile; così come molto rare sono state, sino a non molti anni or sono, le iniziative per avvicinare i cittadini alla conoscenza ed all'apprezzamento di questo territorio.
In questi ultimi anni numerosi segnali indicano la rinascita di un nuovo interesse verso le colline; da Moncalieri a Pecetto, da Torino a San Mauro, così come a Castiglione ed a Castagneto Po, vengono periodicamente proposte al pubblico iniziative per conoscere meglio i diversi motivi di interesse e di pregio delle colline e per valorizzarne i diversi percorsi. Tra le varie iniziative che si ripetono sul territorio, ricordiamo la "Camminata tra i ciliegi in fiore" di Pecetto, il "Giro podistico della collina" di Torino, la "Passeggiata nel verde" di San Mauro, la "Festa dei Sentieri" di Moncalieri; ad esse se ne aggiungono altre con caratteristiche che vanno dalle manifestazioni sportive pure e semplici, a quelle sportivo-gastronomiche, dalle manifestazioni culturali-ecologiche, a quelle per la valorizzazione ed il recupero degli interessi agricoli o dei percorsi collinari.
Tra le pubblicazioni, sicuramente sono da segnalare le diverse guide "Quattro passi" di Paride Bruzzone, edite dalla Pro Natura, il bel libro "Su per i sentieri" realizzato dai bambini ed insegnanti della Scuola elementare di San Mauro e, per finire, la guida alla "Grande Traversata della Collina" edita dal Club Alpino Italiano di Moncalieri.
A livello istituzionale, alcune aree collinari particolarmente interessanti per le caratteristiche morfologiche, storiche e naturalistiche, sono state inserite nelle "Aree protette della Collina Torinese", un ente creato dalla Regione Piemonte che si propone di preservare e valorizzare le aree del Bosco del Vai e della Collina di Superga.
Tutte queste iniziative e realtà già esistenti, hanno indotto, nella primavera 1996, l'Assessorato alle Risorse Naturali e Culturali della Provincia di Torino a proporre un coordinamento e lo studio di un progetto omogeneo per il recupero e la valorizzazione delle risorse esistenti su queste colline, con particolare riferimento ai percorsi collinari. Un minuzioso lavoro di ricerca dei sentieri percorribili è sfociato in un progetto descrittivo presentato all'Amministrazione Provinciale nello scorso settembre, e successivamente a quella Regionale ed a molte delle Amministrazioni Comunali interessate: ha già ricevuto consensi concreti; la Provincia di Torino, tramite l'Assessorato al Turismo ha già finanziato e sta per finanziare la segnaletica di dieci percorsi, mentre tramite l'Assessorato alle Risorse Naturali e Culturali finanzierà la cartografia dei percorsi e dei sentieri (tre carte del territorio collinare in scala 1: 15.000).
Altri contributi sono stati assegnati dalla Regione e dall’Assessorato per l’Ambiente del Comune di Torino a Pro Natura Torino che sta completando la segnaletica di quattro percorsi sulla collina di Torino; altri ancora, come ad esempio a Moncalieri, sono stati assegnati dall'Amministrazione Comunale per la segnaletica dei percorsi locali.
Il criterio di sviluppo ed attuazione del progetto, che sarà esteso a tutti i 26 Comuni dell'area collinare, non si limita alla sola cartografia ed alla segnaletica sul territorio (palinatura e tabellazione dei percorsi con pannelli esplicativi dei motivi di interesse esistenti) ma comprenderà le guide descrittive dei percorsi, la divulgazione dei progetto, l'organizzazione di escursioni e visite guidate per le scuole e per gli adulti, la promozione ed il coordinamento di iniziative e manifestazioni locali per la valorizzazione del territorio collinare e dei suoi percorsi, puntando ad un ritorno economico-occupazionale ed alla valorizzazione di realtà agricole, culturali, turistiche già presenti.
Le nostre colline sono state per millenni un semplice corrugamento della crosta terrestre; negli ultimi duemila anni sono state fonte di risorse economiche ed alimentari legate all'agricoltura, alla silvicoltura, alla pastorizia; negli ultimi tre secoli, soprattutto nell'area più vicina a Torino, sono state oggetto di continua e crescente trasformazione da aree agricolo-forestali ad aree residenziali; per finire, negli ultimi decenni, anche quel poco di agricoltura esistente, si sta progressivamente riducendo. Queste ultime trasformazioni porteranno, se non si interverrà in modi adeguati, alla perdita di un patrimonio culturale inestimabile; l'inutilizzazione dei percorsi (sentieri, carrareccie e strade vicinali) non più utili ai fini agricoli e forestali, da una parte, e l'interruzione di altri percorsi con recinzioni e privatizzazioni legate allo sviluppo residenziale, dall'altro lato, creeranno il presupposto per il progressivo abbandono a se stesso del territorio collinare e la scomparsa dei percorsi lungo i quali sono maturate molte vicende che in qualche modo hanno contribuito a costruire la nostra storia. Queste colline hanno molte cose ancora da offrirci, in termini di benessere, di salute, di cultura ed anche in termini economici; conoscerle meglio e conservare vivi quei percorsi sui quali si è evoluta la storia minore dei nostri Comuni, ci aiuterà a non recidere le nostre radici ed a riappacificarci con un modo di vivere più naturale. Nei prossimi anni, queste nostre colline, oltre a regalarci ancora molto ossigeno, forse svolgeranno un'altra funzione...; una maggior attenzione alle risorse economiche, probabilmente ci indurrà a rinunciare a vacanze in luoghi lontani ed a ripiegare su lidi più modesti, aiutandoci così a realizzare l'auspicio di Giovanni Amedeo Grossi: forse impareremo a conoscere meglio "...ciò che utilmente saper si dovrebbe, in ordine ai paesi nei quali soggiorniamo...".

Una proposta: il “Sentiero del Beria grande”, da Sassi a Superga
Il percorso ha inizio da Piazza Giovanni dalle Bande Nere e segue la Strada di Mongreno fiancheggiata da piccole vecchie case, alcune anche antiche, come quella al n° 48 risalente almeno al '700. Sulla sinistra in fondo a via Brighenti (a lato della scuola elementare Vittorio Amedeo II) si può notare l'ingresso di villa Sassi, ornato di statue, oltre il quale, in fondo al parco, è visibile la villa settecentesca. Dopo pochi minuti si svolta a sinistra (attraversando un rio) per Strada Cartman. Di fronte, la gialla costruzione che si vede oltre il viadotto della camionale per Chieri e "Il Capriglio" villa risalente al XVII secolo e di probabile proprietà di Vittorio Amedeo II, ma nascosta sotto quella di un cortigiano: Melina di Capriglio.
Il nostro itinerario continua seguendo strada Cartman, serpeggiante a lato del rio, ombrosa e tranquilla, soggetta a poco traffico. Si susseguono gruppi di case, vecchiotte od antiche, con orti e giardini assai curati: Tetti Tarditi e Tetti Lencia. Qui si prenda la strada Tetti Bertoglio che si dirama a sinistra, in salita, con alcune curve. Dopo alcune case si attraversa la camionale su uno stretto ponte in cemento armato oltre il quale si sale ancora raggiungendo la piccola borgata di Tetti Bertoglio: modeste case di “particolari” (piccoli proprietari contadini) ora in parte restaurate ad uso residenziale.
E' pero rimasto pressoché intatto il suo aspetto agreste pur disturbata dai rumori della vicina camionale, che passa poco più in basso. Dopo la borgata la strada si riduce a viottolo, come era un tempo, e attraversa una zona boscata; ma, dopo avere aggirato la recinzione di una villa, torna a farsi larga fino allo spigolo ovest del giardino terrazzato del Beria Grande, villa settecentesca situata su un vasto e soleggiato pianoro.
Nel 1713 l’architetto Bertola, incaricato da Vittorio Amedeo II, aveva scelto questa zona per la costruzione di un monastero con piccola chiesa per soddisfare il voto fatto durante la battaglia con i Francesi. Nel frattempo il sovrano aveva conosciuto in Sicilia il Juvarra e l’aveva assunto al suo servizio lasciandosi convincere a erigere, sul punto più alto dì Superga, una grandiosa Basilica, visibile da ogni lato e con funzione di elemento celebrativo della monarchia sabauda.
Costeggiando il muro di recinzione si passa di fianco alla cappella costruita nel 1788 dall’architetto Rocca e si arriva ai piedi di una piccola borgata. Qui un tabellone informa che esistono due possibilità di proseguire il percorso: una per strada, attraverso la piccola borgata di Tetti Ganera, e l'altra lungo un sentiero ben segnalato nel bosco. Entrambi i tracciati conducono alla borgata di Tetti Rocco sulla cui piccola piazzetta si può ammirare un antico pozzo di fronte al quale parte una rustica scalinata che porta alla Strada di Superga per la quale si raggiunge il bivio per Baldissero. Da qui. anziché seguire la strada carrozzabile fiancheggiata da piloni votivi, si prende la rampa in cemento al cui inizio sono una fontanella accanto ad un'antica pietra indicatrice e il cartello moderno Strada Basilica Superga.
Per questa antica strada, su cui passò tutto il materiale da costruzione: pietre. sabbia, calce, mattoni, e perfino l'acqua portata a dorso di mulo, si raggiunge la Basilica passando a fianco del "Prà Grand" che, in un recente passato, era una delle mete preferite dai Torinesi per la merenda di Pasquetta. Lunghezza 5.7 km., dislivello 440 m., tempo 2h 15min, bus 61 su Corso Casale; dentiera o bus a Superga.

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