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TANGO, MAMBO
E CHA-CHA-CHA
di Maria Abbrescia Fino a non molti anni fa parole come tango, valzer o
cha-cha-cha ci avrebbero fatti diventare rossi di vergogna. Ci
sarebbero tornate alla memoria quelle feste di matrimonio in
cui il papà o lo zio di turno ci facevano girare come
trottole al ritmo dellorchestra Casadei, e noi lì,
con i piedi a mezzaria, la faccia rossa e un grido trattenuto:
fammi scendere!. Oppure il ballo al palchetto di
carnevale, quando ballavamo con la figlia piccola dellamica
di mamma, che ci arrivava alla cintola e pretendeva un casqué.
Da allora sono cambiate molte cose. Abbiamo cominciato a viaggiare,
a guardare film, a sentire musica, e paesi come la Spagna, il
Brasile, il Messico, lArgentina, Cuba, sono diventati i
simboli mitici e/o mitizzati di un modo di vivere, di una cultura
dove anche gli aspetti del divertimento hanno un ruolo fondante,
dove la musica è specchio e cardine di unidentità
culturale. (I problemi politici ed economici, le dittature, la
povertà, i diritti umani fondamentali, il mercato degli
organi, la droga, lembargo, il Chiapas, li teniamo ben
presenti ma stanno in unaltra storia. In questa si parla
di ballo). Prendiamo per esempio lisola di Cuba. Per coltivare
zucchero e tabacco i conquistatori spagnoli, che nel 1514 hanno
fondato la Habana, deportarono migliaia di uomini ridotti in
schiavitù. Europa e Africa si incontrarono e si scontrarono
a Cuba, dando vita a una nuova identità culturale, dove
la musica è una miscela esplosiva di culture e stili differenti,
dove ritmi di radice africana si mescolano con elementi di provenienza
ispanica attingendo contemporaneamente alla cultura Nordamericana
ed europea. Dove grazie a questa mistura già prima degli
anni Sessanta sono nati ritmi come il Son, il Danzòn,
la Guarracha, il Mambo, il Cha-cha-cha, la Rumba e il Bolero.
Mettici della salsa è una delle esclamazioni
chiave della musica cubana di oggi, adoperata dalla fine degli
anni Sessanta per identificare la musica da ballo. Nutrimento
essenziale, la musica cubana è piena di riferimenti culinari:
oltre che salsa, per incitare i propri musicisti i band leader
gridano savor oppure azucar. Isac Del
Gado, uno dei protagonisti della salsa più amato dai giovani
cubani, ha detto in unintervista che la parola salsa
è la giusta etichetta per definire i vari generi musicali
dei Caraibi e soprattutto di Cuba, e che significa musica Antillana,
musica Creola, musica del Caribe, che si tratti di Merengue,
Cumbia o Plena. Non riusciremmo a immaginare la Habana senza
le radio che dalle finestre delle case diffondono la musica nelle
caille della Habana vieja o sul lungomare, e senza la gente che
balla. Negli ultimi dieci anni sono cambiate molte cose a Torino.
Nelle loro valige gli immigrati hanno portato anche i loro suoni;
la grande musica deve molto alle migrazioni: chi viene da lontano
ha nuovi sguardi e porta con sè ritmi e suoni da scoprire.
E sono nati nuovi gruppi musicali, scuole di ballo, sale e discoteche
per ballare in coppia ai ritmi latini. Oltre alla mode danzerine,
i motivi che spingono i giovani verso i balli di coppia sono
i più diversi. Ho chiesto a Patrizia, da tempo appassionata
ballerina, di raccontarmi i suoi: Ho iniziato a frequentare
la scuola di ballo per fare movimento divertendomi, e poi per
me è stata unoccasione per uscire da sola la sera
con la sicurezza di trovarmi in un ambiente protetto. Il ballo
di coppia, continua Patrizia, è anche un modo
per mantenere lesercizio alla relazione. Ballando la Salsa
ci si guarda negli occhi, è anche un gioco di sguardi,
e impari ad affidarti, a farti guidare dal tuo compagno, a interpretare
la pressione delle sue dita al centro della schiena. Cominci
con ritmi lenti, impari i passi e i tempi davanti allo specchio
mentre senti il ticchettio sul parquet. E latmosfera conta,
eccome se conta! Le opportunità di imparare e di
ballare sono pressoché infinite, come i gusti. Preferite
il tango? Torino sta diventando una piccola Buenos Aires, e il
tango vi ha trovato una collocazione importante, al di là
delle mode effimere, già diverso tempo fa; lofferta
dei corsi è ampia e qualificata, e ci si può lanciare
nelle danze praticamente ogni sera della settimana. Il Barrio
tanguero da sette anni organizza serate danzanti, lezioni, concerti
e spettacoli. Tiene corsi per principianti della durata di un
mese, e per i danzatori più esperti ha creato un appuntamento
fisso al venerdì sera al Caffè Procope. Il Cafè
Blue, ai Docks Dora, è unaltra meta dei tangueros:
si balla la domenica sera con il Laboratorio di tango argentino.
Il terzo ritrovo cittadino per imparare e ballare il tango è
il Circolo Dravelli, e anche qui la serata dedicata è
il venerdì. Che Torino ami molto questa danza si può
dedurre anche dal fatto che il film Lezioni di tango di Sally
Potter ha fatto nelle nostre sale gli incassi più alti
dItalia, e più di un mese di programmazione. Il
film non sarà stato un capolavoro ma il tango che vedevi
e sentivi, quello sì che lo era. Pablo Veròn, uno
dei più conosciuti tangueri argentini, con le sue veroniche
sensuali e nostalgiche faceva venire i brividi. Ballare il tango
argentino, che poi è la danza e lanima di Buenos
Aires e non dellArgentina tutta, è mettersi dentro
quel pensiero triste che balla, come è stato definito.
Tre minuti di desiderio e passione. Una storia damore che
balli, come lo ha definito Gian Luca Favetto in un articolo che
ha dedicato al tango. Ma questo è il desiderio, la meta,
per arrivarci bisogna imparare. Mettersi davanti allo specchio
e fare un passo indietro, con il destro. Uno di lato, verso sinistra.
Due in avanti. I piedi si incrociano poi si sta fermi un attimo.
Altri due passi, in leggera rotazione, e ancora ci si ferma.
Di fronte cè il tuo compagno che fa i suoi movimenti
speculari. E non esiste nientaltro. Niente realtà,
solo musica e passi. Del tango hanno detto che è una storia
damore, che tocca quella parte dellesperienza umana
che non è la felicità, ma è il luogo delle
passioni struggenti. E allora avanti. Davanti allo specchio,
zitti, continuiamo a fare gli esercizi, a imparare gli otto passi
base, per poi dimenticarli e trasgredire. Ci sognamo tangueri
o seguidore, avvinghiati, proprio come Sally Potter e Pablo Veròn,
in una morseada o una restrada. Rivediamo scene di film come
Tango-Lesilio di Gardel di Fernando Solanas, o Tango nudo
con Vincent DOnofrio e Mathilda May. E lì, riflessi
nello specchio, mentre allacciamo il cinghietto rosso delle scarpe
di camoscio nuove, riaddriziamo le calze, e un po ondeggiando,
con le due mani, aggiustiamo la gonna, sognamo una storia damore
lunga tre minuti. |