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MAI DIRE
TV?
di Francesca
Modica Apocalittici o integrati? si
chiedeva anni or sono Umberto Eco in uno dei suoi numerosi studi
sulla televisione. Essere o non essere? Insomma, scagliare anatemi
contro la pericolosità dei programmi televisivi per le
giovani menti acerbe o ironizzare con sufficienza contro quanti
vedono fra tv e sassi dai cavalcavia un pericoloso e subdolo
legame? Bel dilemma. E' indiscutibile che uno dei punti strategici
delle grandi televisioni generaliste siano proprio le trasmissioni
per i più giovani. Niente a che vedere con questioni etiche,
ma piuttosto con motivi strettamente legati alle logiche industriali.
A partire da queste fasce di età infatti, le varie emittenti
spingono a instaurare il cosiddetto meccanismo di fidelizzazione
dell'ascolto, considerato di grande rilevanza strategica in una
situazione di forte concorrenzialità come quella attuale.
L'obiettivo è fare proposte che stimolino il riconoscimento
e il senso di appartenenza con una data emittente, stabilendo
un legame e una forte motivazione a rimanerle fedeli nel corso
della propria vita di telespettatore. Da qui l'uso massiccio
e altamente mirato di strategie da "pifferaio magico"
inesorabilmente al passo coi tempi sotto il profilo tecnologico
e sociologico, leggi videogiochi, uso interattivo del telefono,
grafica computerizzata nonché presentatori virtuali. Ma
i giovani, dal canto loro, sono sempre pronti a fare la figura
dei topolini e a bersi qualunque melassa coli dal video? Vivaddio
pare di no, stando almeno alle indagini più recenti sui
consumi culturali in età comprese fra i 15 e i 29 anni.
Scopriamo infatti che salvo una piccola minoranza da non perdere
d'occhio, coloro che usufruiscono della televisione per un'ora
o due al giorno (97,2%) sono gli stessi che ascoltano musica
(86,4%), seguono i programmi radiofonici (85,7%), leggono i quotidiani
(78%), amano andare al cinema (71,6%), leggono (pensa un po'!)
libri (70,8%), anche se vanno un po' meno in libreria (47,2%),
si interessano a manifestazioni sportive (41,4%), frequentano
le biblioteche (38,1%), ma non danno grosse soddisfazioni quando
si tratta di visitare mostre e musei (29,2%), di andare a teatro
(21,4%) o, peggio ancora, a concerti di musica classica (5%).
(dati IARD 97) Uno scenario comunque meno disastroso di
quanto abitualmente si è portati a pensare. Non siamo
forse soliti immaginare branchi di automi con gli occhi a palla
da sovraesposizione a radiazioni da video, schiacciati sotto
il consumo audiovisivo e incapaci di ampliare e differenziare
le proprie scelte culturali? Siamo tenuti a rallegrarci ulteriormente
se si pensa che non stiamo esaminando il comportamento di generazioni
allevate dalla "TV pedagogica" in auge durante l'egemonia
del servizio pubblico degli anni '60, ma di quelle esposte, a
partire dagli edonistici anni '80, al bombardamento globale seguito
allo sviluppo della televisione commerciale in Italia. Miracolo?
Falsificazione dei dati? Certamente non tutti gli adolescenti
sono in possesso a pari livello di strumenti critici e analitici.
Ma è altrettanto vero che, dove per il bambino piccolo
parcheggiato davanti al televisore senza una presenza adulta
che spieghi o se necessario conforti, i rischi sono altissimi
e incontrollabili, per un ragazzo in età scolare le cose
cambiano sensibilmente. Non è irrilevante infatti che,
anche in assenza di un controllo familiare, sia possibile contare
in parte sulle capacità di confronto fra coetanei e, non
ultima, su una doppia funzione di stimolo esercitata dalla scuola
quando suggerisce da un lato l'esame e il dialogo rispetto agli
eventi che passano in televisione, e dall'altro aperture verso
altri canali di espressione (ebbene sì) come il libro,
l'arte, la musica.
E lei, la grande sorella, nostra signora delle reti (oggi anche
satellitari) che cosa è in grado di offrire a questi già
consumati consumatori? Ammettiamo (pur con le debite eccezioni)
che esaminando i programmi concepiti espressamente per il target
giovanile, si possa pensare che le ultime buone idee si siano
concentrate qui prima di sfociare nel magma informe e delirante
della comune programmazione quotidiana. La TV pubblica e le reti
commerciali si sono attrezzate a vario titolo per coprire un
palinsesto pomeridiano e pre-serale (che talvolta sfocia nella
seconda serata) che accontenti le aspettative più diverse.
Inoltre, per dovere di completezza, ai programmi concepiti espressamente
per il pubblico giovanile bisogna affiancare anche quelle trasmissioni
che, emerse dal magma informe di cui sopra, vengono scelte soprattutto
dai giovani, finendo spesso con l'influenzarne linguaggio e gestualità.
Tornano in mente "i nanetti" e "i premi in paglia"
di Frassica e le mani legate di Ferrini nell'ormai storico "Quelli
della notte", ma anche i personaggi nati dalla fantasia
di Antonio Albanese o del trio Aldo, Giovanni e Giacomo per "Mai
dire Gol". Potremmo andare avanti citando a ruota libera
da "Il laureato" di Chiambretti ai vari "Avanzi"
e "Pippo Chennedy Show" fino agli ultimi "Ciro,
il figlio di Target" e "Scatafascio" di Paolo
Rossi. Varietà? Varietà! Sì, ma di taglio
decisamente particolare. Niente ballerine, se non per burla,
il conduttore a fare da spalla mentre i comici di passaggio,
a turno, si esibiscono. Esemplare, fra tutti, il caso di "Macao"
che rimasto orfano di conduttrice, ha rimpiazzato la Parietti
con un presentatore virtuale, un mimo in occhiali scuri e calzamaglia
fluorescente che cambia colore in base alle situazioni. Salve,
in un colpo solo, le performance dei comici e le paghette del
giovane e folto pubblico canterino sugli spalti. Ma vediamo quali
sono i programmi cosiddetti "di fascia" giovane dividendo
per tipologie. O meglio, provandoci. Perché risulta subito
complicato inquadrare una delle trasmissioni di casa Mediaset
rivolta principalmente ai giovani. Parliamo di "Amici",
in cui "zia" Maria De Filippi ascolta con equilibrata
e paziente comprensione racconti di conflitti tra coetanei o
tra genitori e figli, cercando di ricomporre le divergenze, tra
lacrime e applausi. Varietà? Troppo cinico. Trasmissione
di servizio? Ci rifiutiamo. Accogliamo invece il sapiente suggerimento
riportato sulla Garzantina della TV. Trattasi di talk show. E
così sia. Da segnalare, sulla falsa riga ma meno lacrimevoli,
"Mixer Giovani" passato su Raidue e condotto da Sveva
Sagramola e "Roxy Bar" su Telemontecarlo con Red Ronnie.
Passando all'informazione, di taglio più o meno leggero,
citiamo gli ormai veterani "Target anno 0" e "Nonsolomoda"
(made in Canale 5) e il più recente "!Fuego!",
da Italia 1, con la pluricelebrata Alessia Marcuzzi. Proseguiamo
in allegria con i musicali tra cui primeggia, evidentemente TMC
2 (ex VideoMusic) che propone Coloradio, una specie
di radio a colori appunto, ovvero dischi presentati da d.j. con
tanto di cuffia e relativi video. Va in onda in varie fasce nell'arco
di tutta la giornata. Dal canto suo, Italia 1 propone due settimanali:
il sabato "Super" la classifica dei dischi della settimana
e la domenica "Volevo salutare" musica e dediche con
i fratelli Linus e Albertino. Vera radio per immagini. Fine della
festa. Parliamo di cose serie, anche se davanti al genere culturale
e di servizio qualcuno è già pronto a sbadigliare.
La patata bollente, com'è giusto, se la rigira tutta il
servizio pubblico. A cominciare dagli "Educational",
programmi di cultura varia nati dopo la scomparsa dei marchi
"DSE" e "Videosapere". Da segnalare inoltre
"Media-Mente", attualità e multimedialità
proposte dall'ex Mister Fantasy Carlo Massarini (Raitre); "Magazzini
Einstein-Cibo per la mente" in onda quasi sempre a tarda
ora (Raitre) e la rubrica di servizio per eccellenza "Articolo
1", bisettimanale per chi cerca lavoro (sempre Raitre).
Troppo noioso? Si può sempre girare sulla concorrenza
per un po' di sana(?) fiction come "Melrose Place"
o "Sweet Valley High" (ah! dove siete "Fonzie"
e "Saranno Famosi"?) o per un cartone iper realista
come "I Simpson". Buon divertimento. box Un due tre
Raisat Dalla fine dello scorso anno è partita la programmazione
dei tre canali tematici via satellite della Rai denominati: cultura
e spettacolo, ragazzi e enciclopedia. Raisat 2 trasmette per
tutta la giornata programmi pensati e realizzati esclusivamente
per bambini e ragazzi.
Si inizia al mattino con giochi e cartoni per i più piccoli.
Il pomeriggio prosegue per i più grandi con il Multi-Club
che prevede avventure nella natura ma anche nei territori virtuali
della telematica, oltre a musica e telefilm. La sera infine è
dedicata ai ragazzi ancora con film, documentari e con "Giga",
un magazine quotidiano con notizie di musica, natura, sport,
fantascienza, viaggi. Per ricevere Raisat è necessario
avere una parabola satellitare e un ricevitore digitale. Non
è richiesto il pagamento di canone aggiuntivo nè
di alcuna carta di accesso. |