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marzo/aprile 1998

 

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LA NOTTE: LUOGO DEL TEMPO ESISTENZIALE

di Renzo Gallini


La notte offre la possibilità di superare i comportamenti connessi ai propri ruoli sociali ed al proprio status e di essere meno soggetti alle norme sociali.
La notte offre alle persone che la vivono un palcoscenico in cui è possibile spogliarsi del proprio ruolo sociale, vestirsi in un modo diverso, comportarsi in un modo diverso da come ci si comporta nella scena diurna.
Durante la notte si è più liberi, in quanto essa è un luogo separato, sottratto alla piena visibilità sociale e in cui, quindi, si possono fare cose che di giorno non si farebbero e che sono al confine con la trasgressione. Nella notte è possibile un’esperienza estetica e sociale dello spazio urbano diverso dal giorno. Le città diventano più quiete, il caos del traffico scompare, alcune case e palazzi con la luce artificiale diventano più belli e molti giovani hanno la sensazione di abitare una città più umana e vivibile.
La notte offre la possibilità di uno sguardo diverso allo spazio urbano e naturale che ne svela quel volto che la convulsione delle attività diurne sembra nascondere. La notte offre una maggiore possibilità di socializzazione. Il popolo della notte è formato da persone molto diverse da quelle che formano il popolo del giorno.
Diverse perché la notte cambiano identità e diventano più visibili. Nella notte, soprattutto nei luoghi in cui essa si svolge (i locali), i rapporti sociali sono più facili perché le persone sono più disponibili a dialogare. D notte si riesce ad avere rapporti con delle persone che di giorno non si riuscirebbe a sopportare. La notte è anche un luogo dove lo stato di calma e di serenità rende possibile la contemplazione come via all’affrontare i propri problemi interiori. Nella notte è sentita molte volte la presenza del mistero e questo aumenta il potere ammaliante che essa ha per alcuni giovani. Mistero che si svela nell’espressione di alcuni paradossi come quello di una ragazza che afferma che la notte è luce e che la notte è diversa dal buio che è nero.
La notte con l’oscurità che avvolge diventa una sorte di grembo materno, un piccolo mondo che protegge. Un mondo in cui si può sperimentare un vago sentirsi immortali e in cui si possono fare esperienze con la moto o con la macchina che di giorno non si fanno, ma che talvolta non hanno per chi le compie un esito positivo. La notte è un luogo dove si sperimentano i confini del possibile, dove si possono provare i limiti dell’estremo con i rischi che ad esso si legano. La notte come luogo della trasgressione. Consumo di droghe, abuso di alcool.
Comportamenti esibizionisti, aggressivi, prepotenti. Andare con le prostitute e in qualche caso derubarle. Le folli corse in automobile con il rischio dell’incidente mortale. La notte dunque presenta anche dei rischi. La notte è uno dei luoghi in cui oggi sta avvenendo una profonda trasformazione della cultura sociale. E’ quindi un luogo della crisi, un luogo aperto sia alla regressione distruttiva che alla evoluzione creativa. Come fare perché essa non diventi luogo di involuzione, ma luogo simbolico da cui ripartire per aprire la vita sociale al futuro?
Offrendo ai giovani un nuovo protagonismo e una nuova responsabilità. La crisi, se orientata, può produrre un salto evolutivo e creativo.
(Liberamente tratto da: Mario Pollo, I giovani e la notte...dalla notte al giorno, Lecce, Edizioni Milella, 1997).

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