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marzo/aprile 1998

APPUNTAMENTI IN RETE

di Barbara Bruschi


31 agosto millenovecentoqualcosa, sulla spiaggia: Giovanni:
“Allora siamo d’accordo, ci vediamo in Internet lunedì prossimo alle 23.00”
Ada: “D’accordo, in seguito però dovremo organizzarci meglio, almeno sino a quando non avrò il collegamento da casa”.
Fausto: “Il mio indirizzo l’avete, scrivete quando volete io leggo la posta due volte al giorno”
Allo stesso tempo in una qualsiasi città: Gianna al telefono con Tiziana:
“Che ne dici se questa sera provassimo ad andare in quel pub nuovo, sai mi hanno detto che hanno aperto un servizio per cui puoi chiacchierare in Internet”
Tiziana: “Sì, ci sono già stata, è divertente, puoi conoscere gente nuova”
Questi sono esempi di conversazioni che stanno diventando sempre più frequenti tra i giovani che hanno sperimentato le nuove tecnologie (N.T.), non solo per lavorare e studiare, ma anche per divertirsi ed incontrarsi. Le N.T. entrano nell’ambito delle relazioni sociali giovanili sia come argomento d’interscambio (“Ma tu l’hai provato l’ultimo programma per navigare in Internet?”), sia come fattore di trasformazione (“Ragazzi perché spendere paccate di soldi in telefonate quando possiamo sentirci in Internet?”). Il primo caso è piuttosto comune: così come la musica, lo sport, il cinema, anche la “rete” rappresenta un elemento fortemente aggregante, in quanto gli individui che condividono un medesimo interesse tendono a riunirsi e a stabilire delle relazioni per condividere la propria passione.
E’ facile vedere ragazzi e ragazze che si scambiano programmi trovati in Internet, che si aggiornano reciprocamente sui nuovi protocolli di comunicazione (i protocolli sono delle “regole” che determinano il modo secondo cui i computer parlano tra loro quando sono collegati in rete), che commentano le pagine web (le pagine web sono uno dei servizi di Internet attualmente più diffuso) più interessanti o che si informano sui migliori siti musicali visitati.
Sta diventando anche piuttosto facile incontrare gruppi di giovani che decidono di “aggregarsi in Internet”, ossia di affittare uno spazio nel ciberspazio e di costruire al suo interno un’area di incontro, nell’ambito della quale condividere interessi con coetanei di tutto il mondo, fornire servizi di varia natura, informare ed informarsi. Forse un po’ più interessante, poiché meno conosciuto, è il secondo modo in cui le N.T. si manifestano nell’ambito delle dinamiche di gruppo giovanili, ossia come elemento di cambiamento. Siamo ormai piuttosto abituati a sentir dire che Internet cambia le cose, che la gente non lavora più come si faceva un tempo, che studiare con le reti è diverso e via dicendo.
Forse, però, non riflettiamo tanto su cosa significhi ricorrere ad uno strumento come Internet per incontrare i propri amici. In sostanza, si tratta di chiedersi se esiste veramente una differenza, a prescindere dal tipo di strumento che si utilizza, tra l’avere dei rapporti con i propri compagni stando al bar o nel ciberspazio. Come spesso accade in queste circostanze la risposta non è né immediata, né semplice. Sicuramente il fatto stesso di scrivere anziché parlare e di avere di fronte uno schermo anziché i visi dei nostri amici, rappresenta già un bel cambiamento. L’aspetto più “innovativo” non si esaurisce così, ma interessa in particolare le modalità secondo cui si costruiscono le relazioni. Questo argomento, per essere affrontato come si deve, richiederebbe giorni e giorni della vostra attenzione, pertanto, immaginando che abbiate altro da fare e sicuri della vostra comprensione, indicheremo soltanto due caratteristiche di tale fenomeno che ci paiono particolarmente stimolanti: il codice e i confini. Generalmente, quando ci si incontra con gli amici si parla, si gesticola, si utilizzano modi di dire e di fare che rappresentano il prodotto stesso dello stare insieme (il più banale, e forse anziano, è il tipico “dammi un cinque” fatto con le mani tese ed i palmi all’insù). Così facendo, si costruisce la relazione mediante un codice comunicativo basato sulla parola e la gestualità. Al contrario, quando ci si incontra in Internet tutto ciò deve lasciare spazio alla scrittura e ad un codice comunicativo basato essenzialmente sulla grafica. Non è un caso che per supplire a quella che, nell’ambito delle relazioni sociali, rappresenta una mancanza non da poco, ossia l’assenza di gestualità e di modulazione della voce, i frequentatori di Internet abbiano elaborato una serie di immagini che illustrano diversi stati d’animo. Ad esempio L (per dire che sono triste) oppure J (per comunicare la mia allegria). Se non avete mai provato ad avere delle relazioni in Internet, cercate di immaginare cosa vorrebbe dire per voi passare ore e ore a scrivere ai vostri amici digitali, anziché a parlare loro liberamente. Altro cambiamento, come si è detto, riguarda i confini. Anche se ormai la gente viaggia, va a vivere in luoghi diversi da quelli in cui è nata, non è poi così facile trovare all’interno dello stesso locale notturno, giovani provenienti da tutto il mondo. Passate in rassegna i vostri amici e contate quanti stranieri annoverate tra gli assidui della compagnia.
In questo senso le N.T. trasformano completamente questa dimensione, mettendo a disposizione di chi lo desidera uno spazio mondiale, all’interno del quale fare conoscenze ed intessere amicizie. I vari servizi di Internet raggruppano sotto “lo stesso tetto” individui provenienti da tutto il globo, che si incontrano nel ciberspazio per confrontarsi, chiachhierare e conoscersi, proprio come se abitassero dietro l’angolo. Lasciamo a voi i giudizi di merito, ossia non vogliamo stare a dirvi se sia meglio o peggio - ammesso che si possa parlare di miglioramenti o peggioramenti - vi invitiamo però a pensarci e a prepararvi ad entrare nella mentalità dell’amicizia digitale.

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