Speciale - AGGREGAZIONE

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marzo/aprile 1998

 

 

CENTRI SOCIALI: VOGLIA DI AUTONOMIA E LIBERTA'

di Vittorio Pertinolo


Come dicono i 99 posse: “Curre, curre guagliò, è nato, nato, nato ‘o centro sociale occupato”. Diavolo o acquasanta? La cultura di sinistra li salva e li giustifica, quella di destra non li vuole vedere nemmeno fotografati, per la Prefettura di Torino sono un problema a volte difficile da gestire e il Comune cerca tutte le vie di comprensione, pur tentando di mantenere un equilibrio di giudizio e di comportamento, che non mortifichi l’altra parte di cittadinanza.
Un verbo si tende a bandire, parlando dei giovani dei centri sociali: tollerare. Pare che l’indifferenza e la tolleranza, appunto, siano esclusi per un fenomeno che può infastidire ma che deve far riflettere. “Che ti piaccia o ti lamenti, chisto è ‘o mumento d’occupà”, proseguono gli ineffabili napoletani. Piacciono i giovani senza regole, che vivono una vita libera fuori dagli schemi stressati e stressanti del quotidiano. Creano biblioteche, si danno alla cultura, bandiscono le droghe pesanti e vivono in gruppo. Il sogno romantico dell’esistenza senza documenti (“Se non tengo ‘o documento, non riesco cchiù a campà; songo d’a Digos, damme damme ‘o documento”).
La cittadinanza torinese, secondo un sondaggio su un campione di 500 residenti pubblicato da “La Stampa”, è al 32% favorevole ai centri sociali, contraria al 28% e indifferente al 13 per cento; gli altri non si esprimono. Il fatto è che questi giovani appaiono anche, e giustamente quando non c’è violenza, una risposta concreta al mondo delle troppe norme da rispettare. Piacciono meno le scritte sui muri, i negozi sfasciati durante le manifestazioni: la libertà di non accettare i limiti della convivenza civile e di occupare edifici pubblici e privati abbandonati.
Le tensioni, probabilmente provocate, ci sono, malgrado le aperture anche forti sul versante pubblico e, nello specifico, comunale. A livello di Amministrazione, si riconosce insomma che il significato simbolico di un gesto tecnicamente illegale come l’occupazione è un aspetto della realtà in movimento, la cui esistenza e produttività si trasformano spesso in momenti di crescita sociale. Nei centri sociali i frequentatori vivono la loro cultura e ricercano forme diverse, proprie, di espressione di creatività. Per alcune discipline artistiche i centri sono diventati la sede principale per la creazione e l’espressione; edifici di fatto in disuso si sono trasformati in sede fisica dove gruppi nascono e operano. Le due anime dell’occupazione, quella anarchica e quella di movimento impegnato, proseguono così il cammino intrapreso.
La prima, non legata a ideologie di partito, è meno incline a incidere sul territorio. Dopo gli scontri e le difficoltà degli anni ‘80, secondo alcuni osservatori del fenomeno, questi giovani si sarebbero rinchiusi in se stessi, vivendo un’esistenza più autonoma possibile. L’ala che tenta di stabilire una relazione più stretta con il territorio, è quella “movimentistica”, quella che ha strategie e obiettivi nella zona in cui si trova. Per queste caratteristiche, i centri possono rappresentare anche una forte risposta di carattere sociale, per l’estrema libertà di nuove forme d’intervento sul territorio. Soggetti solitamente marginali all’attività produttiva, trovano spazio e forza per svilupparsi. I luoghi occupati diventano zone franche dove le regole dell’aggregazione, del mercato, dell’informazione, vengono abolite a favore del libero interscambio culturale: sui libri autoprodotti compare la scritta: “Questo volume può essere liberamente piratato”.
E’ un esperimento di mercato alternativo a quello ufficiale. Il panorama torinese, secondo l’ultimo censimento fatto dal Comune, conta almeno una decina di centri autogestiti. Tra questi lo storico El Paso, di via Passo Buole. Tanto storico che l’ex asilo infantile occupato nel 1987 è stato concesso in uso precario e gratuito dalla Regione. Ai murazzi c’è il Csa, concesso in comodato gratuito, che sforna produzioni musicali ed editoriali. Da citare anche il Barocchio, nel comune di Grugliasco, una cascina antica e con un valore storico-architettonico, occupata nel 1990.
E’ centro residenziale e di produzione audiovisiva. Fanno pensare le esperienze come quella di via Alessandria 12, dove i giovani del centro offrono la colazione il sabato mattina e organizzano feste danzanti e serate musicali: oggi si fanno anche attività sportive nell’ampio giardino. Gli altri nomi? L’Onda, il Cso Gabrio, Delta house, Kinoz (piccoli concerti e sala prove musicali), Prinz Eugen...

 

I CENTRI SOCIALI E GLI SPAZI OCCUPATI
La situazione delle occupazioni è in continua mutazione; l'elenco fa riferimento all'ottobre 1997.

- El Paso: via Passo Buole 47, ex asilo infantile "Di Robilant" (ex IPAB). Occupato dal 1987, concesso dalla Regione in uso precario e gratuito sino all’estinzione dell’ente e quindi al trasferimento al Patrimonio dell’Amministrazione Comunale. Il Centro Sociale ospita e produce prevalentemente attività musicali e di arti visive. È inserito in un circuito internazionale indipendente di produzione e promozione artistica.

- C.S.A. Murazzi: Murazzi del Po. Dopo una serie di occupazioni temporanee da parte del Collettivo Spazi Metropolitani, per attirare l'attenzione sulla necessità di garantire luoghi di aggregazione alle culture giovanili indipendenti, il Centro sociale autogestito ottiene la concessione in comodato gratuito (1989) delle arcate n° 25/27, attualmente in attesa di rinnovo. Ha un gruppo di promotori suddivisi in varie associazioni che gestiscono attività musicali, editoria, somministrazione bevande. Nelle arcate soprannominate "Lega dei Furiosi" si organizzano da alcuni anni concerti e assemblee.

- Barrocchio Occupato: strada del Portone, Grugliasco. Edificio rurale con valenza storico-architettonica, occupato nel novembre 1990, è stato trasformato in luogo di produzione video e di rassegne cinematografiche.

- Prinz Eugen: corso Principe Eugenio 26. Occupato alla fine del 1992, organizza feste musicali.

- Delta House: via Stradella, villetta ex-Cir. Occupata nell'autunno ‘93 da un gruppo proveniente dalla scissione degli occupanti del centro Isabella. Attività prevalente: feste musicali. 

- C.S.O.A. Gabrio: via Revello 3/5. Struttura dismessa nel settembre 1993, occupata nel settembre 1994. In precedenza il gruppo occupava, abusivamente, la struttura denominata "Principessa Isabella". Svolge attività musicali, presentazione editoria, centro di documentazione, foresteria, animazione e prima accoglienza. Sono assegnatari a titolo di custodia dell’immobile dal novembre ‘95 facendosi carico delle utenze retroattive.

- Via Alessandria 12. Occupato il 30 gennaio 1995, organizza serate di autofinanziamento, cucina etnica e feste musicali.

- La Onda: corso Sebastopoli 114. Occupata nel maggio 1995, organizza feste musicali.

- Askatasuna, corso Regina Margherita 47. Occupato nel novembre 96. Punto di riferimento sul territorio, promuove iniziative culturali frequentate dagli abitanti del quartiere, inoltre ha organizzato nel 1996 un convegno nazionale sul settore No-Profit. Al suo interno si trova un centro di documentazione, uno spazio libreria ed emeroteca, ristorante ed uno spazio studio e università.

- Cascina La Marchesa: situata nel parco della Pellerina. Occupata nel febbraio 1997, organizza feste ed eventi musicali, artistici, teatrali e attività di animazione.

alcova occupata
: corso San Maurizio 4. Occupata nell'ottobre 1997. Il gruppo si sta impegnando a rendere vivibile l'edificio.

Fonte: Osservatorio del Mondo Giovanile

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




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