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I LUOGHI
DELL'INCONTRO
di Renzo
Gallini Vestiti con i nomi più
stravaganti, esistono in città diversi centri giovani,
centri daggregazione per adolescenti, centri per attività
culturali, centri diurni... Il modo più semplice per descrivere
i luoghi dellaggregazione giovanile è stilare un
elenco dettagliato, ricco di spiegazioni e definizioni, delle
strutture predisposte ed organizzate per lincontro e la
socializzazione dei giovani. Conosceremmo quanto gli adulti hanno
progettato e predisposto secondo finalità ed obiettivi
decisi da loro per soddisfare le esigenze giovanili.
Unaltra possibilità è passare in rassegna
i molteplici edifici che le istituzioni hanno destinato alla
cultura ed al tempo libero. Scuole, cinema, teatri, centri sportivi,
stadio, centri culturali... Questi censimenti rischiano di trasmetterci
una visione istituzionale dei luoghi dellincontro. La scelta
che qui viene fatta è di intraprendere un percorso non
semplice per dare una visione più vicina a quella zona
in cui si perdono le definizioni precise e tanto rassicuranti,
in cui lidentità di un luogo può cambiare
in relazione alluso che se ne fa. Un percorso allinterno
di quellarea vitale e soggettiva dove si respira aria di
libertà e di autonomia; dove linterazione tra luogo
ed individui costruisce delle nuove regole, delle nuove opportunità
dincontro, di aggregazione e di socialità.
E larea dove loggettività esterna delle
strutture (dei luoghi) perde la propria apparenza e viene ridefinita
dalluso che gli individui ne fanno e dai significati che
vengono attribuiti. Molte strutture e spazi visti da fuori hanno
una connotazione ben precisa, il cui senso ci viene comunicato
dalla storia e dallidentità che li caratterizza
e li definisce, ma il modo di usarli da parte degli individui
ne cambiano il senso, lidentità e ne costruisce
una nuova.
I centri commerciali e le vecchie fabbriche. Qui è
come stare al luna park e in più non costa nulla.
Ragazzi e ragazze che tagliano da scuola vanno a fare lo struscio
al centro commerciale, scegliendo i colori e le luci delle vetrine
e dei bar, invece che gli ambienti grigi, poco attraenti, delle
scuole. I centri commerciali, luoghi dallidentità
forte, sono stati eletti a punti di ritrovo. Sorti alle periferie
della città, costituiscono oggi le nuove agorà,
i nuovi centri di aggregazione sociale.
I docks e le vecchie fabbriche. Terminata la loro funzione, i
Docks Dora si svuotano e vengono abbandonati, quasi del tutto.
Resta il destino di un edificio sottratto al significato originario,
una scoria urbanistica rifiutata dallo sviluppo postindustriale.
Assumono però il fascino dei luoghi già vissuti
e pronti ad essere ripensati. Sono un vuoto da abitare. Oggi,
artisti, imprenditori del terziario, artigiani, restauratori,
giovani, hanno preso possesso degli spazi ed hanno aperto delle
attività che ridefiniscono il luogo. Un mondo di iniziative
indipendenti e spontanee bisognose di spazi, si articolano attorno
agli snodi dei binari, convivono in armonia con quel che rimane
delle tradizionali attività.
Di notte, quando gli studi e le ditte sono chiuse, aprono i locali
che ospitando eventi e performance culturali, selezionando stili
musicali contemporanei (techno, progressive, trip hop, jungle
jazz) accompagnano la vita dei nottambuli sino al mattino. Un
luogo che, i cambiamenti postindustriali parevano relegare al
declino, allo svuotamento, rivive una nuova epifania che partendo
dal basso, e in forma spontanea, costruisce una nuova identità.
Scuola e okkupazioni.
Turbamenti inaccettabili o luoghi educativi? Possono essere sedi
di attività ludiche (giocare a carte, suonare la chitarra)
; o di attività di carattere intellettuale (seminari,
dibattiti). Ma possono anche essere occasioni per attività
distruttive verso la scuola. Le okkupazioni e le autogestioni
esprimono il tentativo di superare una concezione della scuola
come luogo di fredde trasmissioni nozionistiche, per animarla
come luogo di elaborazioni intellettuali. Possono essere intese
come una tensione a vivere la scuola come propria, con senso
di attaccamento e di appartenenza.
In tante scuole limpossessamento dei locali è anche
una forma di aggregazione sociale naturale, per vedersi, per
stare assieme, per sentirsi amici. Elemento comune e caratterizzante
è la voglia di trovarsi liberamente nella scuola in spazi
e tempi godibili. Tre esempi di luoghi a identità forte,
il cui senso viene modificato dalluso sociale praticato
dai giovani: i centri commerciali, i vecchi docks e le scuole
okkupate. Le discoteche, i circoli e i centri sociali.
Nella disanima dei luoghi tra i più frequentati, soprattutto
dai giovani, non si possono non menzionare le discoteche, i circoli
e i centri sociali autogestiti. Passeggiando di giorno per le
vie della città, con uno sguardo ai portoni ed agli edifici
tutto appare come sempre.
Ma di notte è facile incontrare gruppi numerosi di giovani
che si accalcano nei pressi di un cancello o di una serranda
aperti. Stanno aspettando gli amici che tardano o cercano di
entrare in uno dei tanti locali notturni frequentati dal popolo
della notte. Discoteche e circoli. Luoghi eletti a soddisfare
alcune delle maggiori passioni giovanili, la musica e la danza,
il gioco ed il mascheramento.
I Centri Sociali Autogestiti.
Da almeno un decennio si sono affermati come luoghi per lincontro
e laggregazione giovanile vecchi edifici abbandonati ed
occupati abusivamente. Una vecchia scuola, uno stabile vuoto
vengono riempiti dal circuito underground ed alternativo trasformandosi
in centri culturali, dove le istanze libertarie ed autonome di
alcuni giovani trovano una loro collocazione. Ancora un esempio
di come luso di un luogo lo trasforma assegnando unidentità
diversa da quella originaria.
Linformalità e la spontaneità caratterizzano
il modo di utilizzare questi spazi occupati, delineando forme
di socialità specifiche della cultura antagonista ed underground
di molti giovani. Laggregazione informale. Il desiderio
di vivere liberamente i luoghi ed i tempi dellaggregazione
e della socialità, nasce quando alcuni ragazzi ancora
giovanissimi esprimono la tendenza ad uscire dalle delimitazioni
e dagli ambienti finalizzati, gestiti e controllati dagli adulti.
Siano essi i genitori, gli insegnanti o gli operatori sociali.
Con questo desiderio-atto di evasione si predispongono ad una
crescita più libera, più autonoma, più dinamica.
Ecco dunque i gruppetti di giovanissimi ritrovarsi nelle piazze,
seduti sui muretti, sulle scale di una chiesa, nei giardinetti
vicino casa. Lo spazio informale è un luogo privilegiato
nel quale i ragazzi si sperimentano nella fatica della crescita.
Linformale permette esperienze di autonomia dagli adulti
e di autogestione a livello di gruppo spontaneo. Laggregazione
informale, spontanea, naturale, prevede una coesione di gruppo
fondata su una rilevante intensità relazionale e comunicativa
fra i vari membri e sulla condivisione dello spazio e del tempo,
fuori da schemi precostituiti. Per i gruppi naturali lambiente
di tutti (strada, piazza, giardino, muretto, ...) diviene un
po il loro ambiente informale. Agli adulti sfugge il senso
connesso alloccupazione degli spazi informali per tanto
tempo. Eppure, anche se è difficile vederlo dallesterno,
il gruppo naturale, forse inconsapevolmente, fa un gran lavoro,
in autonomia e libertà dagli adulti. Internet: la rete
delle reti.
Nel nostro viaggio tra i luoghi dellincontro siamo partiti
da realtà aggregative note e legate a dimensioni tangibili:
un edificio, una strada. Poi abbiamo toccato il confine dove
le definizioni oggettive si perdono e prevalgono le istanze soggettive.
Proseguendo il viaggio si viene improvvisamente catturati e proiettati
vorticosamente dentro il video di un computer. Gruppi di giovani
decidono di aggregarsi in Internet e di costruire al suo interno
unarea dincontro, nellambito della quale condividere
interessi con coetanei di tutto il mondo, fornire servizi, informare
ed informarsi.
La voce e la gestualità lascia spazio alla scrittura ed
alla grafica. I frequentatori di Internet, per supplire lassenza
di gestualità e di modulazione della voce, hanno elaborato
una serie di immagini che illustrano i diversi stati danimo.
La dimensione spazio viene trasformata completamente. Internet
mette a disposizione uno spazio mondiale allinterno del
quale fare conoscenze ed intessere amicizie. Internet raggruppa
sotto lo stesso tetto individui provenienti da tutto
il globo, che sincontrano nel ciberspazio per confrontarsi,
chiacchierare, conoscersi, proprio come se abitassero dietro
langolo. La notte: luogo del tempo esistenziale. Siamo
giunti alla fine del viaggio attorno ai luoghi dellincontro?
Sembrano superati i confini del noto quando, ad un tratto, ci
imbattiamo in una sfida inattesa e affascinante: la notte, un
luogo del tempo esistenziale. Nella notte è possibile
unesperienza estetica e sociale dello spazio urbano diverso
dal giorno. Le città diventano più quiete, il caos
del traffico scompare, alcune case e palazzi con la luce artificiale
diventano più belli e molti giovani hanno la sensazione
di abitare una città più umana e vivibile.
La notte offre la possibilità di uno sguardo diverso allo
spazio urbano e naturale che ne svela quel volto che la convulsione
delle attività diurne sembra nascondere. La notte è
anche un luogo dove lo stato di calma e di serenità rende
possibile la contemplazione come via allaffrontare i propri
problemi interiori. Giunti a questo punto il viaggio prosegue
dentro noi stessi, fuori da ogni luogo definibile, dentro lo
spazio soggettivo per eccellenza. |