Speciale - AGGREGAZIONE

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/1998

marzo/aprile 1998

 

 

I LUOGHI DELL'INCONTRO

di Renzo Gallini


Vestiti con i nomi più stravaganti, esistono in città diversi centri giovani, centri d’aggregazione per adolescenti, centri per attività culturali, centri diurni... Il modo più semplice per descrivere i luoghi dell’aggregazione giovanile è stilare un elenco dettagliato, ricco di spiegazioni e definizioni, delle strutture predisposte ed organizzate per l’incontro e la socializzazione dei giovani. Conosceremmo quanto gli adulti hanno progettato e predisposto secondo finalità ed obiettivi decisi da loro per soddisfare le esigenze giovanili.
Un’altra possibilità è passare in rassegna i molteplici edifici che le istituzioni hanno destinato alla cultura ed al tempo libero. Scuole, cinema, teatri, centri sportivi, stadio, centri culturali... Questi censimenti rischiano di trasmetterci una visione istituzionale dei luoghi dell’incontro. La scelta che qui viene fatta è di intraprendere un percorso non semplice per dare una visione più vicina a quella zona in cui si perdono le definizioni precise e tanto rassicuranti, in cui l’identità di un luogo può cambiare in relazione all’uso che se ne fa. Un percorso all’interno di quell’area vitale e soggettiva dove si respira aria di libertà e di autonomia; dove l’interazione tra luogo ed individui costruisce delle nuove regole, delle nuove opportunità d’incontro, di aggregazione e di socialità.
E’ l’area dove l’oggettività esterna delle strutture (dei luoghi) perde la propria apparenza e viene ridefinita dall’uso che gli individui ne fanno e dai significati che vengono attribuiti. Molte strutture e spazi visti da fuori hanno una connotazione ben precisa, il cui senso ci viene comunicato dalla storia e dall’identità che li caratterizza e li definisce, ma il modo di usarli da parte degli individui ne cambiano il senso, l’identità e ne costruisce una nuova.
I centri commerciali e le vecchie fabbriche. “Qui è come stare al luna park e in più non costa nulla”. Ragazzi e ragazze che tagliano da scuola vanno a fare lo struscio al centro commerciale, scegliendo i colori e le luci delle vetrine e dei bar, invece che gli ambienti grigi, poco attraenti, delle scuole. I centri commerciali, luoghi dall’identità forte, sono stati eletti a punti di ritrovo. Sorti alle periferie della città, costituiscono oggi le nuove agorà, i nuovi centri di “aggregazione sociale”.
I docks e le vecchie fabbriche. Terminata la loro funzione, i Docks Dora si svuotano e vengono abbandonati, quasi del tutto. Resta il destino di un edificio sottratto al significato originario, una scoria urbanistica rifiutata dallo sviluppo postindustriale. Assumono però il fascino dei luoghi già vissuti e pronti ad essere ripensati. Sono un vuoto da abitare. Oggi, artisti, imprenditori del terziario, artigiani, restauratori, giovani, hanno preso possesso degli spazi ed hanno aperto delle attività che ridefiniscono il luogo. Un mondo di iniziative indipendenti e spontanee bisognose di spazi, si articolano attorno agli snodi dei binari, convivono in armonia con quel che rimane delle tradizionali attività.
Di notte, quando gli studi e le ditte sono chiuse, aprono i locali che ospitando eventi e performance culturali, selezionando stili musicali contemporanei (techno, progressive, trip hop, jungle jazz) accompagnano la vita dei nottambuli sino al mattino. Un luogo che, i cambiamenti postindustriali parevano relegare al declino, allo svuotamento, rivive una nuova epifania che partendo dal basso, e in forma spontanea, costruisce una nuova identità. Scuola e okkupazioni.
Turbamenti inaccettabili o luoghi educativi? Possono essere sedi di attività ludiche (giocare a carte, suonare la chitarra) ; o di attività di carattere intellettuale (seminari, dibattiti). Ma possono anche essere occasioni per attività distruttive verso la scuola. Le okkupazioni e le autogestioni esprimono il tentativo di superare una concezione della scuola come luogo di fredde trasmissioni nozionistiche, per animarla come luogo di elaborazioni intellettuali. Possono essere intese come una tensione a vivere la scuola come propria, con senso di attaccamento e di appartenenza.
In tante scuole l’impossessamento dei locali è anche una forma di aggregazione sociale naturale, per vedersi, per stare assieme, per sentirsi amici. Elemento comune e caratterizzante è la voglia di trovarsi liberamente nella scuola in spazi e tempi godibili. Tre esempi di luoghi a identità forte, il cui senso viene modificato dall’uso sociale praticato dai giovani: i centri commerciali, i vecchi docks e le scuole okkupate. Le discoteche, i circoli e i centri sociali.
Nella disanima dei luoghi tra i più frequentati, soprattutto dai giovani, non si possono non menzionare le discoteche, i circoli e i centri sociali autogestiti. Passeggiando di giorno per le vie della città, con uno sguardo ai portoni ed agli edifici tutto appare come sempre.
Ma di notte è facile incontrare gruppi numerosi di giovani che si accalcano nei pressi di un cancello o di una serranda aperti. Stanno aspettando gli amici che tardano o cercano di entrare in uno dei tanti locali notturni frequentati dal “popolo della notte”. Discoteche e circoli. Luoghi eletti a soddisfare alcune delle maggiori passioni giovanili, la musica e la danza, il gioco ed il mascheramento.
I Centri Sociali Autogestiti.
Da almeno un decennio si sono affermati come luoghi per l’incontro e l’aggregazione giovanile vecchi edifici abbandonati ed occupati abusivamente. Una vecchia scuola, uno stabile vuoto vengono riempiti dal circuito underground ed alternativo trasformandosi in centri culturali, dove le istanze libertarie ed autonome di alcuni giovani trovano una loro collocazione. Ancora un esempio di come l’uso di un luogo lo trasforma assegnando un’identità diversa da quella originaria.
L’informalità e la spontaneità caratterizzano il modo di utilizzare questi spazi occupati, delineando forme di socialità specifiche della cultura antagonista ed underground di molti giovani. L’aggregazione informale. Il desiderio di vivere liberamente i luoghi ed i tempi dell’aggregazione e della socialità, nasce quando alcuni ragazzi ancora giovanissimi esprimono la tendenza ad uscire dalle delimitazioni e dagli ambienti finalizzati, gestiti e controllati dagli adulti. Siano essi i genitori, gli insegnanti o gli operatori sociali. Con questo desiderio-atto di evasione si predispongono ad una crescita più libera, più autonoma, più dinamica.
Ecco dunque i gruppetti di giovanissimi ritrovarsi nelle piazze, seduti sui muretti, sulle scale di una chiesa, nei giardinetti vicino casa. Lo spazio informale è un luogo privilegiato nel quale i ragazzi si sperimentano nella fatica della crescita. L’informale permette esperienze di autonomia dagli adulti e di autogestione a livello di gruppo spontaneo. L’aggregazione informale, spontanea, naturale, prevede una coesione di gruppo fondata su una rilevante intensità relazionale e comunicativa fra i vari membri e sulla condivisione dello spazio e del tempo, fuori da schemi precostituiti. Per i gruppi naturali l’ambiente di tutti (strada, piazza, giardino, muretto, ...) diviene un po’ il loro ambiente informale. Agli adulti sfugge il “senso” connesso all’occupazione degli spazi informali per tanto tempo. Eppure, anche se è difficile vederlo dall’esterno, il gruppo naturale, forse inconsapevolmente, fa un gran lavoro, in autonomia e libertà dagli adulti. Internet: la rete delle reti.
Nel nostro viaggio tra i luoghi dell’incontro siamo partiti da realtà aggregative note e legate a dimensioni tangibili: un edificio, una strada. Poi abbiamo toccato il confine dove le definizioni oggettive si perdono e prevalgono le istanze soggettive. Proseguendo il viaggio si viene improvvisamente catturati e proiettati vorticosamente dentro il video di un computer. Gruppi di giovani decidono di aggregarsi in Internet e di costruire al suo interno un’area d’incontro, nell’ambito della quale condividere interessi con coetanei di tutto il mondo, fornire servizi, informare ed informarsi.
La voce e la gestualità lascia spazio alla scrittura ed alla grafica. I frequentatori di Internet, per supplire l’assenza di gestualità e di modulazione della voce, hanno elaborato una serie di immagini che illustrano i diversi stati d’animo. La dimensione spazio viene trasformata completamente. Internet mette a disposizione uno spazio mondiale all’interno del quale fare conoscenze ed intessere amicizie. Internet raggruppa sotto “lo stesso tetto” individui provenienti da tutto il globo, che s’incontrano nel ciberspazio per confrontarsi, chiacchierare, conoscersi, proprio come se abitassero dietro l’angolo. La notte: luogo del tempo esistenziale. Siamo giunti alla fine del viaggio attorno ai luoghi dell’incontro? Sembrano superati i confini del noto quando, ad un tratto, ci imbattiamo in una sfida inattesa e affascinante: la notte, un luogo del tempo esistenziale. Nella notte è possibile un’esperienza estetica e sociale dello spazio urbano diverso dal giorno. Le città diventano più quiete, il caos del traffico scompare, alcune case e palazzi con la luce artificiale diventano più belli e molti giovani hanno la sensazione di abitare una città più umana e vivibile.
La notte offre la possibilità di uno sguardo diverso allo spazio urbano e naturale che ne svela quel volto che la convulsione delle attività diurne sembra nascondere. La notte è anche un luogo dove lo stato di calma e di serenità rende possibile la contemplazione come via all’affrontare i propri problemi interiori. Giunti a questo punto il viaggio prosegue dentro noi stessi, fuori da ogni luogo definibile, dentro lo spazio soggettivo per eccellenza.

 

STRUTTURE PER L'AGGREGAZIONE, PUBBLICHE E PRIVATE

 
Strutture per l’aggregazione

Pubbliche
Piscine

24
Palestre *

153
Campi da tennis

25
Campi di calcio

29
Altre sportive **

104
Centri ragazzi

23
Centri per attività culturali

10
Sale prove musicali

6
TOTALE  
Strutture per l’aggregazione

Private
Sale gioco

53
Pub - birrerie

158
Discoteche e disco-pub

46
Circoli

100
TOTALE  

  • *Sono incluse anche le palestre presenti nelle scuole pubbliche** Sono comprese: piste di
  • pattinaggio, rugby, baseball, piste atletica, campi bocce

Fonte : Osservatorio del Mondo Giovanile, Rapporto sulla condizione giovanile 1996-97, Torino.

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO




ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave