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marzo/aprile 2005



 


Un momento della partita di Korfball

Info

www.ikf.org:
sito della Federazione Internazionale Korfball

www.federazioneitalianakorfball.it

www.euck2005.wur.nl:
sito ufficiale dei campionati europei universitari di Wageningen 2005

www.korfball.com:
informazioni sul korfball

www.btinternet.com/~afm.sports/:
news e risultati dai campi del korfball

www.korfballworld.com:
il korfball nel mondo





KORFBALL
Ragazzi e ragazze a canestro insieme

Tutti per una, uno per tutte! Potrebbe essere lo slogan del Korfball, antico gioco a squadre miste appena sbarcato in Italia e in cerca di nuovi adepte/i. Più precisamente a Torino, dove l'intraprendente Domenico Bencivenga ha importato questo sport dall'Olanda, fondato la Federazione italiana Korfball e dato vita alla nazionale studentesca che parteciperà a maggio ai Campionati Europei Universitari di Wageningen (vicino a Utrecht).

di Christian Benna


Parente lontano della pallacanestro, il korfball (Korf in olandese significa canestro) si distingue da tutti gli altri sport per una vistosa particolarità: maschi e femmine non sono separati in diverse categorie, ma gareggiano insieme.
Più nel dettaglio cerchiamo di capire come funziona.
Due team composti da 8 giocatori ciascuno (quattro uomini e quattro donne) si affrontano in un campo simile al basket, ma più esteso, cercando di fare canestro con un pallone da calcio. Ovviamente vince chi segna più punti. Ma l'obiettivo sembra essere davvero un altro. E non vuole essere retorica. Infatti il korfball pur mantenendo una buone dose di agonismo, è
l'antitesi di aggressività e violenza, degenerazioni che purtroppo fanno da corollario ad alcune discipline sportive.
"Abbattere le barriere - spiega Bencivenga, direttore tecnico e sportivo della squadra di Korfball torinese, nonché arbitro di 8 discipline sportive - è il principio di un gioco che vuole essere armonioso e esempio di grande fair play. Un gioco dove uomini e donne possono stare insieme pur non perdendo nulla delle proprie caratteristiche." E aggiunge: "Diversamente dalla pallacanestro non c'è contatto fisico. E i maschi non marcano mai le femmine e viceversa. È uno sport di
tattica, anche di prestanza atletica, ma a spiccare su tutto sono l'intelligenza e la voglia di fare squadra."
"Per queste ragioni - conclude - è uno sport che vorrei far conoscere agli italiani, per contagiare di fair play tutti gli sportivi. Cerco soprattutto di inserire questa disciplina nelle scuole per l'alto valore pedagogico. Siamo ancora ai primi passi, ma penso che il korfball si svilupperà in Italia almeno come è accaduto negli altri 50 paesi dove è praticato".
La squadra di korfball torinese, che prenderà parte ai Campionati di Wageningen si allena ogni venerdì dalle 18 alle 20 alla scuola media succursale Alberti, l'ex Pezzali, in
via Millio 42 ed è alla ricerca di giovani promesse che vogliano cimentarsi con questa disciplina. Chiunque fosse interessato (servono fanciulle per rinfoltire la squadra agli europei!) può provare gratuitamente. E non c'è da farsi perdere d'animo per questioni d'altezza. La metratura non è indispensabile! Costituisce un vantaggio, come per il basket, ma non è eccessivamente importante.
L'iscrizione poi è di soli 10 euro e l'equipaggiamento consta del classico ed economico "pacchetto sportivo" di calzoncini, maglietta e scarpe da ginnastica. Inoltre la squadra allestita da Bencivenga vanta due allenatori d'eccezione: Inge Peeters e Frank Veenman, olandesi, a Torino per motivi di studio e di lavoro. Giocano a korfball da circa 15 anni e hanno la giusta esperienza per spiegare e insegnare nei minimi dettagli i segreti di questo affascinante sport.

Le regole
"A parole può sembrare un gioco complicatissimo. Ma quando sei in campo non ci vuole molto a capire le regole e ad inserirsi nei meccanismi della squadra." Lo assicura Frank, giovane istruttore di korfball, da poco a Torino per un dottorato in neurologia, che tiene a precisare: "Questo sport è fatto di spirito di gruppo. Non è una disciplina per individualisti. Tutt'altro. Infatti chi ha in mano il pallone non può muoversi, ma deve, secondo il regolamento, passare sempre ad un compagno". Una limitazione che in realtà non ingabbia il gioco. Anzi lo rende più rapido ed emozionante.
La partita inizia con le due squadre che allineano quattro giocatori maschi e quattro femmine, che si dividono equamente nelle due zone che compongono il campo (due maschi e due femmine per ogni area). Ogni contatto fisico è proibito, come spiega l'istruttrice Inge: "I ragazzi non possono che marcare ragazzi, e così per le ragazze. Inoltre non è consentito il due contro uno. Tutto ciò fa emergere l'elemento tattico della disciplina e non solo quello fisico."
"Certo - continua l'olandese - ci vuole un bello scatto per ricevere i passaggi e riflessi saldi per mandare la palla a canestro. Tuttavia quello che conta è sapere orchestrare il gioco. Con la sola potenza nel korfball si perde sempre".
Un match dura due tempi da 30 minuti ciascuno (2x35' se giocato all'aperto) con un intervallo massimo di 10 minuti. Ogni due gol segnati le squadre cambiano zona e i giocatori mutano ruolo: i difensori diventano attaccanti e viceversa. A metà gara c'è un cambio di campo ma non dei ruoli. L'infrazione delle regole (toccare la palla con una gamba, correre con la palla, evitare la cooperazione dei compagni, ogni azione violenta, ecc.) comporta, a seconda della gravità, un passaggio libero o un penalty spot.

Gli impianti
Gli impianti sportivi sono simili a quelli del basket. Sono però più estese le superfici sintetiche elastiche e hanno un soffitto più alto (40x20 indoor - 60x30 outdoor. Altezza minima a disposizione 7 m). Il campo è diviso in due zone uguali, marcato da linee larghe 3-5 cm, con due panchine per l'allenatore e i giocatori di riserva lungo una delle linee laterali. Quando si gioca all'aperto (la versione in spiaggia è molto divertente), si possono usare nastri di plastica fissati al terreno.
Al centro delle due linee corte del campo e alla distanza da esse di un sesto della lunghezza totale del campo sono infissi due pali che recano in cima il canestro di vimini. I pali, di legno, metallo o materiale sintetico, raggiungono 3,50 metri di altezza. I canestri, cilindrici e senza fondo, sono fatti di canna di bambù, hanno un diametro di 39-41 cm e sono alti 25 cm., il bordo ha uno spessore di 2-3 cm. A una distanza di 2,5 metri dai pali è segnato il punto dove si battono i tiri di penalità. Il korfball è giocato con un pallone rotondo, molto simile a quello del calcio, con rivestimento in cuoio o altri materiali approvati dalla Federazione Internazionale Korfball.

La storia
In Italia la disciplina è quasi al debutto. La Federazione Italiana Korfball è stata fondata nell'agosto del 2003 e l'8 novembre dello stesso anno è stata affiliata alla Federazione Internazionale. Tuttavia lo sport ha origine centenaria. Nato nel 1902 dall'idea di un maestro di scuola olandese, Nico Broekhuysen, sull'evoluzione del ringball (variante svedese del basket), il gioco si sviluppa negli stessi anni dei movimenti per l'emancipazione femminile. All'inizio lo sport era stato concepito per essere praticato solo all'aperto da gruppi misti di ragazze e ragazzi. Fin dagli esordi, il korfball si è caratterizzato per essere un gioco che tendeva ad esaltare la massima coesione e l'affiatamento.
Nel 1920 ai Giochi Olimpici di Anversa viene presentato come sport olimpico. Alle Olimpiadi del 1928 le donne portavano già calzoncini corti sopra il ginocchio, come non era ancora possibile in altri sport.
Dagli anni '30 in poi, malgrado la rapida diffusione nei paesi nordici e nelle colonie olandesi (Suriname, Indonesia, Antille Olandesi) i finanziamenti incominciano a scarseggiare e l'Europa post-guerra mondiale non sembra preparata a uno sport moderno dove maschi e femmine gareggiano in assoluta parità. Negli anni '60 e '70 il korfball torna in auge in Olanda, Belgio e Gran Bretagna. La prima Coppa Europea per Club viene disputata nel 1967, tra le squadre campioni del Belgio, dell'Olanda e della Gran Bretagna.
Nell'ottobre del 1982 l'IKF (Federazione Internazionale Korfball) riesce a farsi accettare dalla General Association of International Sports Federations (GAIFS) e dall'organizzazione consorella International World Games Association (IWGA). Nel 1985, a Londra, il korfball entra nei Campionanti del Mondo.
Nel settembre 1993, alla 101esima sessione dell'International Olympic Committee (IOC) tenuta a Monte Carlo, il korfball viene parzialmente riconosciuto come disciplina olimpica.
Attualmente, sono 50 i paesi affiliati all'IKF, tra cui anche l'Italia.

 
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