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KORFBALL
Ragazzi e ragazze a canestro insieme
Tutti per una, uno per tutte! Potrebbe
essere lo slogan del Korfball, antico gioco a squadre miste appena sbarcato
in Italia e in cerca di nuovi adepte/i. Più precisamente a Torino,
dove l'intraprendente Domenico Bencivenga ha importato questo sport dall'Olanda,
fondato la Federazione italiana Korfball e dato vita alla nazionale studentesca
che parteciperà a maggio ai Campionati Europei Universitari di
Wageningen (vicino a Utrecht).
Parente lontano della pallacanestro, il korfball
(Korf in olandese significa canestro) si distingue da tutti gli altri
sport per una vistosa particolarità: maschi
e femmine non sono separati in diverse categorie,
ma gareggiano insieme.
Più nel dettaglio cerchiamo di capire come funziona.
Due team composti da 8 giocatori ciascuno (quattro uomini e quattro donne)
si affrontano in un campo simile al basket, ma più esteso, cercando
di fare canestro con un pallone da calcio. Ovviamente vince chi segna
più punti. Ma l'obiettivo sembra essere davvero un altro. E non
vuole essere retorica. Infatti il korfball pur mantenendo una buone dose
di agonismo, è l'antitesi di aggressività
e violenza, degenerazioni che purtroppo fanno
da corollario ad alcune discipline sportive.
"Abbattere le barriere - spiega Bencivenga, direttore tecnico e sportivo
della squadra di Korfball torinese, nonché arbitro di 8 discipline
sportive - è il principio di un gioco che vuole essere armonioso
e esempio di grande fair play. Un gioco dove uomini e donne possono stare
insieme pur non perdendo nulla delle proprie caratteristiche." E
aggiunge: "Diversamente dalla pallacanestro non c'è contatto
fisico. E i maschi non marcano mai le femmine e viceversa. È uno
sport di tattica,
anche di prestanza atletica, ma a spiccare su tutto sono l'intelligenza
e la voglia di fare squadra."
"Per queste ragioni - conclude - è uno sport che vorrei far
conoscere agli italiani, per contagiare di fair play tutti gli sportivi.
Cerco soprattutto di inserire questa disciplina nelle scuole per l'alto
valore pedagogico. Siamo ancora ai primi passi, ma penso che il korfball
si svilupperà in Italia almeno come è accaduto negli altri
50 paesi dove è praticato".
La squadra di korfball torinese, che prenderà parte ai Campionati
di Wageningen si allena ogni venerdì dalle 18 alle 20 alla scuola
media succursale Alberti, l'ex Pezzali, in via
Millio 42 ed è alla ricerca di giovani
promesse che vogliano cimentarsi con questa disciplina. Chiunque fosse
interessato (servono fanciulle per rinfoltire la squadra agli europei!)
può provare gratuitamente. E non c'è da farsi perdere d'animo
per questioni d'altezza. La metratura non è indispensabile! Costituisce
un vantaggio, come per il basket, ma non è eccessivamente importante.
L'iscrizione poi è di soli 10 euro e l'equipaggiamento consta del
classico ed economico "pacchetto sportivo" di calzoncini, maglietta
e scarpe da ginnastica. Inoltre la squadra allestita da Bencivenga vanta
due allenatori d'eccezione: Inge Peeters e Frank Veenman, olandesi, a
Torino per motivi di studio e di lavoro. Giocano a korfball da circa 15
anni e hanno la giusta esperienza per spiegare e insegnare nei minimi
dettagli i segreti di questo affascinante sport.
Le regole
"A parole può sembrare un gioco complicatissimo. Ma quando
sei in campo non ci vuole molto a capire le regole e ad inserirsi nei
meccanismi della squadra." Lo assicura Frank, giovane istruttore
di korfball, da poco a Torino per un dottorato in neurologia, che tiene
a precisare: "Questo sport è fatto di spirito
di gruppo. Non è una disciplina per individualisti. Tutt'altro.
Infatti chi ha in mano il pallone non può muoversi, ma deve,
secondo il regolamento, passare sempre ad un compagno". Una limitazione
che in realtà non ingabbia il gioco. Anzi lo rende più
rapido ed emozionante.
La partita inizia con le due squadre che allineano quattro giocatori
maschi e quattro femmine, che si dividono equamente nelle due zone che
compongono il campo (due maschi e due femmine per ogni area). Ogni
contatto fisico è proibito, come spiega l'istruttrice
Inge: "I ragazzi non possono che marcare ragazzi, e così
per le ragazze. Inoltre non è consentito il due contro uno. Tutto
ciò fa emergere l'elemento tattico della disciplina e non solo
quello fisico."
"Certo - continua l'olandese - ci vuole un bello scatto per ricevere
i passaggi e riflessi saldi per mandare la palla a canestro. Tuttavia
quello che conta è sapere orchestrare il
gioco. Con la sola potenza nel korfball si perde sempre".
Un match dura due tempi da 30 minuti ciascuno (2x35' se giocato all'aperto)
con un intervallo massimo di 10 minuti. Ogni due gol segnati le squadre
cambiano zona e i giocatori mutano ruolo: i difensori diventano attaccanti
e viceversa. A metà gara c'è un cambio di campo ma non
dei ruoli. L'infrazione delle regole (toccare la palla con una gamba,
correre con la palla, evitare la cooperazione dei compagni, ogni azione
violenta, ecc.) comporta, a seconda della gravità, un passaggio
libero o un penalty spot.
Gli impianti
Gli impianti sportivi sono simili a quelli del basket. Sono però
più estese le superfici sintetiche elastiche e hanno un soffitto
più alto (40x20 indoor - 60x30 outdoor. Altezza minima a disposizione
7 m). Il campo è diviso in due zone uguali,
marcato da linee larghe 3-5 cm, con due panchine per l'allenatore e
i giocatori di riserva lungo una delle linee laterali. Quando si gioca
all'aperto (la versione in spiaggia è molto divertente), si possono
usare nastri di plastica fissati al terreno.
Al centro delle due linee corte del campo e alla distanza da esse di
un sesto della lunghezza totale del campo sono infissi due pali che
recano in cima il canestro di vimini. I
pali, di legno, metallo o materiale sintetico, raggiungono 3,50 metri
di altezza. I canestri, cilindrici e senza fondo, sono fatti di canna
di bambù, hanno un diametro di 39-41 cm e sono alti 25 cm., il
bordo ha uno spessore di 2-3 cm. A una distanza di 2,5 metri dai pali
è segnato il punto dove si battono i tiri di penalità.
Il korfball è giocato con un pallone rotondo, molto simile a
quello del calcio, con rivestimento in cuoio o altri materiali approvati
dalla Federazione Internazionale Korfball.
La storia
In Italia la disciplina è quasi al debutto. La Federazione Italiana
Korfball è stata fondata nell'agosto del 2003 e l'8 novembre
dello stesso anno è stata affiliata alla Federazione Internazionale.
Tuttavia lo sport ha origine centenaria. Nato nel 1902
dall'idea di un maestro di scuola olandese, Nico Broekhuysen, sull'evoluzione
del ringball (variante svedese del basket), il gioco si sviluppa negli
stessi anni dei movimenti per l'emancipazione femminile. All'inizio
lo sport era stato concepito per essere praticato solo all'aperto da
gruppi misti di ragazze e ragazzi. Fin dagli esordi, il korfball si
è caratterizzato per essere un gioco che tendeva ad esaltare
la massima coesione e l'affiatamento.
Nel 1920 ai Giochi
Olimpici di Anversa viene presentato come sport olimpico. Alle
Olimpiadi del 1928 le donne portavano già calzoncini corti sopra
il ginocchio, come non era ancora possibile in altri sport.
Dagli anni '30 in poi, malgrado la rapida diffusione nei paesi
nordici e nelle colonie olandesi (Suriname, Indonesia, Antille
Olandesi) i finanziamenti incominciano a scarseggiare e l'Europa post-guerra
mondiale non sembra preparata a uno sport moderno dove maschi e femmine
gareggiano in assoluta parità. Negli anni '60 e '70 il korfball
torna in auge in Olanda, Belgio e Gran Bretagna. La prima Coppa Europea
per Club viene disputata nel 1967, tra le squadre campioni del Belgio,
dell'Olanda e della Gran Bretagna.
Nell'ottobre del 1982 l'IKF (Federazione Internazionale Korfball) riesce
a farsi accettare dalla General Association of International Sports
Federations (GAIFS) e dall'organizzazione consorella International World
Games Association (IWGA). Nel 1985, a Londra, il korfball entra nei
Campionanti del Mondo.
Nel settembre 1993, alla 101esima sessione dell'International Olympic
Committee (IOC) tenuta a Monte Carlo, il korfball viene parzialmente
riconosciuto come disciplina olimpica.
Attualmente, sono 50 i paesi affiliati all'IKF,
tra cui anche l'Italia.
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