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COPIONI!

di Fabrizio Cellai


"Allora, cosa mi hai portato oggi da masterizzare?" chiede il giovane avventore. "L'ultimo disco degli U2, il White album dei Beatles e alcune rare versioni dal vivio di canzoni dei REM che ho scaricato ieri sera" risponde il barista. Questa è una comune conversazione di un bar cittadino dove ogni mattina, come da rituale, si danno appuntamento studenti e giovani architetti, commesse e impiegati, appassionati di musica e maniaci della connessione veloce su internet.
Al bar si scambia di tutto. C'è chi si procura cd musicali originali, chi già copiati, altri arrivano con piccoli apparecchi che contengono centinaia di canzoni in formato
mp3 scaricate da internet; altri puntano sui film in formato dvd o divx, tanto ormai lettori e masterizzatori si trovano a prezzi stracciati nei grossi centri commerciali; e poi c'è chi si scambia programmi per computer, chi addirittura compra in società i corsi di inglese su cd-rom e poi li duplica per tutti.
Copiare, copiare, copiare: tutti copiano da tutti; tutti scaricano da internet, tutti si ingegnano per trovare una connessione veloce in ufficio o da un amico. Tutto circola velocemente, tutto passa di mano in mano, al bar come all'università, tra amici, al lavoro. Risultato? Una grande convenienza perché la copia funziona esattamente come l'originale, ma ha il pregio di costare molto, ma molto meno.
E tutto questo è legale? Beh, qui iniziano i problemi e, anche, i paradossi.
Cominciamo dai problemi, ovvero dalle normative che regolano i
diritti d'autore e la possibilità di copiare documenti audio, video e software. La legge 633/1941 sul diritto d'autore dice sostanzialmente che chi entra legittimamente in possesso dell'originale di un disco o di un film (perché glielo hanno prestato, perché l'ha comprato, perché l'ha noleggiato) può altrettanto legittimamente farsene una copia e tenerla per sé. Quindi la duplicazione non deve essere in alcun modo resa pubblica, non posso vendere la copia che mi sono fatto né utilizzarla a scopo di lucro.
Inoltre il concetto di "copia privata" riguarda solo musica e film e non, ad esempio, tutto il software. Infine la copia deve essere effettuata personalmente, quindi non si può chiedere il favore all'amico dotato di masterizzatore e non possono essere eluse le protezioni anticopia presenti su alcuni supporti.
Duplicare un cd o un dvd è quindi legale, così come lo era registrare una copia del vinile sulle ormai superate cassette. L'importante è non confondere questa pratica con quelle lucrative, cioè la duplicazione allo scopo di vendita al mercato nero.
Tuttavia, lo scorso 3 marzo 2005, il Senato ha approvato e rinviato alla Camera il provvedimento (ddl numero 7/2005) che comprende anche alcune modifiche della legge voluta dal Ministro Urbani che ha reso la condivisione dei file coperti dal diritto d'autore (musica, video, ecc.) un reato punibile con un massimo di 4 anni di galera anche qualora l'illecito fosse stato fatto senza fine di lucro e per uso personale. Entro 60 giorni da tale data il provvedimento potrà diventare legge dello Stato.
Al bar di prima, i più informati sugli sviluppi legislativi hanno preso la notizia con grande preoccupazione, tanto che gli scambi avvengono più frequentemente nel retrobottega!
Tuttavia, secondo la tradizione del
pensiero giuridico si è sempre ritenuto che la repressione penale debba essere riservata alla tutela di quei valori e di quei beni reputati fondamentali per la conservazione della pace sociale. Alla luce di questo appare perciò sproporzionato perseguire con sanzioni penali chi tiene una condotta che non desta allarme sociale e la cui pericolosità si può ben dire prossima allo zero. Infatti, la pacifica convivenza sociale non è certo turbata dalla pratica dello scambio di file musicali o video per giunta gratuitamente e per uso personale.
Detto questo, veniamo al paradosso. In un ordinamento che vorrebbe punire pesantemente chi si copia un cd per ascoltarselo a casa, la società produce macchine e strumenti sempre più sofisticati per la duplicazione a costi, per giunta, sempre più accessibili anche ad un pubblico giovane.
Che fare? Un buon caffè al solito bar, e poi vedere cosa si scambia quel giorno.
 
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