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CULTURA | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/2005 | ||
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TUTTA LA RADIO DEL MONDO In Italia ogni giorno sedici milioni di persone ascoltano la radio in automobile. A queste si aggiunge chi da casa o dal lavoro si sintonizza in una pausa, in cerca di svago e intrattenimento, per avere una colonna sonora varia e gratuita alle proprie attività, o per un programma di approfondimento di una pacatezza che in tv sarebbe inutile cercare. Il panorama delle radio che trasmettono su tutto il territorio della penisola, tuttavia, è ben poca cosa rispetto a quello ricchissimo delle emittenti locali - e Torino ne è un brillante esempio. Basta girare la manopola dell'apparecchio: sono almeno una ventina le stazioni in città o nell'immediato circondario (e il segnale, peraltro, giunge spesso ben oltre il capoluogo regionale), senza poi contare quelle della provincia piemontese, e sono una miriade, nonché il recente fenomeno delle web-radio che, attraverso internet, sono ascoltabili ovunque ci sia un computer acceso. Una pur sommaria panoramica non può che prendere le mosse da quelle radio che da Torino prendono il nome. Radio Torino, dunque, ascoltabile sia nel capoluogo sia in provincia: si rivolge a un pubblico eterogeneo, maschile e femminile, più giovane al mattino, un po' meno al pomeriggio, comunque interessato a una scelta della più recente musica italiana, con brani da ordinare attraverso il così detto juke-box telefonico - un sms in redazione e via alla canzone. Diversa è la formula di Radio Torino Popolare, nata nel 1982 come società cooperativa sotto l'ala della Cisl. "I nostri ascoltatori non sono in genere dei ragazzini - afferma Elio Dogliotti - è gente che ama la buona musica e le trasmissioni che fanno riflettere, senza per questo riuscire pesanti. I nostri dj devono anche essere capaci di commenti sensati sugli avvenimenti di cronaca che intervengono durante la giornata". Tra i nomi alcuni sono noti ai frequentatori delle notti torinesi in discoteca, come quello di Giorgio Valletta. Il programma è Mondo Pop. Non l'unico, chiaramente: tutte le sere Voci dalla cantina si offre come showcase a gruppi locali in cerca di attenzione. Sul fronte della cultura non musicale, l'appuntamento quotidiano è Stile libero. Non limitato a Torino è Europa domani, un programma decisamente serio anche per la durata: trenta settimane. Ultima radio che porta il nome della città è Radio Torino Biblica, di ispirazione protestante evangelica ma che "si rivolge anche a un pubblico non cristiano", come precisa il titolare Stefano Cipriani, e tra i cui lavoratori non c'è nemmeno uno stipendiato: tutti volontari. Per i giovani ha una trasmissione ad hoc: Splinter, frammenti. Più marcatamente religioso Il libro più letto, che affronta la Bibbia pagina dopo pagina integralmente. La musica è sopra tutto il sabato e sopra tutto gospel. Molti i programmi in lingue straniere, dall'arabo al rumeno, al portoghese allo spagnolo. Volendo ora seguire la scala graduata della modulazione di frequenza, la prima stazione su cui ci si sintonizza è Radio Centro 95. Si tratta di una hit radio, che privilegia cioè i maggiori successi musicali - con un occhio di riguardo, in questo caso, per quelli del passato e un target che non è di giovanissimi. Per le richieste sono disponibili il telefono, gli sms e la mail in dotazione a ogni dj. La programmazione è non stop 24 ore al giorno e la radio compie trent'anni nel 2006! Subito dopo c'è un'altra emittente religiosa (in tutto sono tre, con Radio Bequit attiva in val Pellice): si chiama Radio Evangelo Piemonte e ha il dichiarato scopo di "propagare l'Evangelo" con letture e cantici. Per noi giovani è il titolo di un programma della sera. Mezzo giro di manopola e la musica cambia completamente: siamo su un'altra prossima trentenne, Radio Veronica One con quello che Beppe Cuva, direttore artistico, definisce "il must della radiofonia piemontese", il sempre gettonatissimo disco a richiesta con dedica della trasmissione Saluti e baci. Non mancano l'informazione con Sergio Melito e la simpatia mattutina di Alessandra Visconti altrimenti detta La svegliatutti perché butta giù dal letto te (o un amico... o un nemico) con una telefonata e buonumore. La radio si ascolta un po' in tutto il Piemonte e anche in qualche provincia ligure. "Storici problemi di segnale" ammette invece Fabrizio Gargarone, direttore artistico di Radio Flash, sebbene pure ricordi che "oltre metà degli ascoltatori è fuori Torino, principalmente in zona ovest". Il pubblico di Flash è giovane mentalmente, anche se anagraficamente arriva senza problemi fino almeno ai trentacinque; prevalente comunque tra studenti universitari, impiegati e operai. "Siamo un ibrido - prosegue Gargarone - usiamo infatti i tempi di una radio di intrattenimento (jingle, stacchi e velocità) per realizzare una radio di contenuti". Da non perdere (raccomandazione di chi scrive) Radio Kabul International, mezz'ora di politica internazionale raccontata da Paolo Dalla Zonca, anche collaboratore di questa rivista. Procedendo con lo zapping, si arriva sui 99 e rotti, frequenze piuttosto affollate di emittenti. Si comincia con l'entusiasmo di Radio Party Groove, con un segnale ben distribuito in tutta la regione e ricevibile persino a Piacenza. La scelta musicale è molto precisa: 24 ore su 24 di house, chill out, e RnB con grandi successi e grandi interpreti dalla fine degli anni settanta ai giorni nostri. Si procede con Radio GRP la cui sigla, Giornale Radio Piemonte, già chiarisce la particolare propensione a un giornalismo serio con rubriche altrimenti rinvenibili solo sulle emittenti nazionali; il radicamento sul territorio è forte, la leadership negli ascolti indiscussa, i servizi offerti vari e concreti quanto almeno i progetti di espansione. Per diffusione nella regione e copertura di tutte le autostrade, GRP è stata scelta dall'Automobile Club per trasmettere Radiotraffic, diventando così l'unica radio italiana ascoltabile nel tunnel del Frejus. L'informazione non è tutto, però: c'è anche la musica con dieci dj quasi sempre in tandem, né va taciuto che qui hanno mosso i primi passi Piero Chiambretti, Alba Parietti e Umberto Tozzi. Di Radio Intriga Tropical Latina, su cui ci si sintonizza poco oltre, basti il nome per capire il genere di musica che manda in onda. Più difficile il rimando esotico di Radio Manila, una hit radio dal taglio molto giovane sebbene sia nata nel 1978, dove gli speaker sono dinamici animatori spesso in giro per discoteche, gli ascoltatori sono invitati al protagonismo della diretta e la musica è a 360 gradi: latina sì, e poi dance, rock e molto altro. Di nuovo un juke-box telefonico per Party Radio (dello stesso gruppo editoriale di Radio Fantastica) con richieste principalmente pop anni settanta e ottanta. Sono ancora tre le radio torinesi prima che l'asticella dell'apparecchio giunga al fine corsa. Radio Reporter 93 trasmette grandi successi al mattino (per un pubblico di casalinghe, impiegati e gente diretta al lavoro) e dance dopo pranzo (quando ascoltano gli adolescenti) in programmi come Onda mix e Il pomeriggio più forte del mondo. "Siamo come una discoteca con molte sale, teniamo compagnia", afferma il dj Wlady. C'è però anche la lettura delle prime pagine dei giornali. Chiudono Radio Lattemiele (cugina di Radio Tam Tam Network), e Radio Antenna Uno ancora con una programmazione di musica latina (Latin Club a mezzogiorno) e conduttori in buona parte sudamericani. E infine Radio Black Out, la radio antagonista di Torino, tradizionalmente vicina alle posizioni dei centri sociali e il cui slogan sulla homepage in rete fa il verso a quello di Ragio DJ: "One station against the nation!" In realtà, nessuna radio chiude; moltissime sono ascoltabili in rete, sia in diretta sia cavando meraviglie dagli archivi a suon di file scaricati. Alcuni infine all'etere rinunciano senza mezzi termini, come radiodigitale.info con un palinsesto di tutto rispetto non fosse che alle volte trovi il server inceppato. L'interesse per la radio, anche e sopra tutto nell'epoca di internet, cresce con costanza. Le istituzioni se ne sono accorte e sono due anni che l'Università di Torino, per esempio, cura un programma (Trenta e lode l'anno scorso, Ricerca la frequenza quest'anno) per farsi conoscere e dialogare con studenti e potenziali tali. O che i candidati alle elezioni non rinunciano a uno spot detto e non visto. |
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