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marzo/aprile 2005






Copertina Informagiovani n.2/05



Prima pagina di Futura

Giornale Futura

Futura è il mensile del Master di giornalismo dell'Università di Torino - Corep.
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QUALE INFORMA GIOVANI?
Intervista al Vicesindaco Marco Calgaro

Cambiano le esigenze e i bisogni dei giovani, cambiano le modalità e l'uso dei mezzi di informazione. Qualcuno dice che siamo nell'era della comunicazione globale e che quindi bisogna adeguarsi a questo sistema. In questo contesto quale può essere il futuro della rivista Informa Giovani?

di Miriam Massone


È storia recente l'annuncio di ridurre le uscite dello storico bimestrale da sei a tre numeri e, parallelamente, quella di avviare una stretta collaborazione con il mensile Futura del Master di giornalismo dell'Università di Torino. Ironia della sorte questo capita quando Informa Giovani spegne 25 candeline che suggellano un quarto di secolo di storia editoriale istituzionale.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Marco Calgaro, Vicesindaco con delega alle politiche giovanili, per capire le ragioni e le riflessioni che hanno portato a questa scelta.

Che ne sarà di Informa Giovani e cosa si devono aspettare i nostri lettori?
"Alla fine del 2005 faremo un bilancio. Questo vuole essere un anno 'sperimentale', di riflessione. Intanto sulla piazza torinese viene distribuita una nuova rivista, Futura, sempre rivolta ai giovani torinesi e scritta dai ragazzi che partecipano al Master di giornalismo. Dobbiamo dar tempo anche a questo nuovo prodotto di decollare, poi fra un anno tireremo le somme per capire se le due riviste possono coesistere. In ogni caso non è intenzione dell'amministrazione eliminare Informa Giovani. Garantisco che la rivista continuerà ad esistere".

Sì, ma in che modo, con quale periodicità e con quale formula?

"Nello specifico ancora non lo so. Ma credo che Informa Giovani vada comunque ripensata. È necessario un restyling, parziale o totale. C'è infatti un problema di fondo, su cui stiamo riflettendo da tempo ed è quello della comunicazione rivolta ai ragazzi ed ai giovani. Purtroppo mi rendo conto che Informa Giovani fatica ad arrivare, nel senso che ha uno scarso impatto sui giovani: ad esempio, nelle scuole superiori gli studenti che lo leggono sono pochissimi. Dobbiamo quindi interrogarci, sia noi dell'amministrazione sia la redazione stessa, per trovare una nuova formula che lo collochi in modo più mirato ed efficace nel panorama dei mezzi di comunicazione. Insomma l'obiettivo è quello di ottenere un prodotto snello, fresco, giovane, che informi in maniera capillare e possa essere utilizzato anche come strumento "dei" giovani e che sia, nel contempo, piacevole da leggere.
Siamo consapevoli che è complesso sviluppare politiche efficaci per l'informazione e la comunicazione per tutti i cittadini e, nel nostro specifico, per i giovani. Per questo abbiamo avviato una innovativa ricerca che coinvolge varie fasce di giovani cittadini di tutti gli ambienti, tendenze, culture.

Eppure non si può dire che Informa Giovani sia una rivista mal fatta: ha una grafica accattivante, articoli curati, documentati e di qualità. Allora perché, secondo lei, non "arriva"?

"Sicuramente il principale motivo è da ricercare nel cambiamento degli stili di vita: non è tanto colpa del giornale in sé, ormai è risaputo infatti che i ragazzi leggono sempre meno. Io sono convinto dell'ottima qualità di Informa Giovani: il livello degli articoli è eccellente. Ma questo non basta se poi le informazioni non raggiungono il nostro target. Per anni la qualità della rivista è stata accompagnata da un grande successo di pubblico. Ora qualcosa non funziona più come un tempo ed è nostro dovere capire perché e tentare anche altre strade: l'accordo con l'Università per l'uscita di Futura è una di queste. Ma stiamo valutando pure strumenti di comunicazione alternativi, dalla radio a internet, passando per la "comunicazione tra pari", ossia la scelta di referenti tra i ragazzi delle scuole superiori a cui affidare direttamente il compito di diffondere le notizie del settore politiche giovanili del Comune".

In questa fase di riflessione, perché però non investire comunque in eguale maniera sia in Futura sia in Informa Giovani?

"Semplicemente per una questione economica. Non avevamo la possibilità di investire su entrambe le riviste".

Avete pensato allora di contattare sponsor o editori privati per Informa Giovani?

"È una delle tante ipotesi che stiamo prendendo in considerazione. Ma, ripeto, se ne parlerà dopo questi mesi di prova".

Cosa dobbiamo aspettarci, secondo lei, nel bilancio di fine anno? Possiamo sentirci ottimisti relativamente alle possibilità che la rivista continui ad esistere e ad essere un punto di riferimento per la città? E questo restyling di cui parla, cosa comporterebbe per l'identità di Informa Giovani?

"È ancora troppo presto per le previsioni. Non ho una ricetta, né la palla di vetro. So solo che la rivista non sparirà. Magari andrà rivisto il formato, la grafica, persino la periodicità: se uscisse con più frequenza forse avrebbe un impatto maggiore. L'importante è raggiungere i ragazzi di Torino, naturalmente mantenendo l'alta qualità del prodotto. Sono fiducioso e spero che chi vive intorno a Informa Giovani, dai lettori ai collaboratori, faccia proposte e ci aiuti a trovare il modo per un cambiamento di successo".
 
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