InformaGiovani SPECIALE SCUOLA

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/2005

IL GIORNALE FA SCUOLA
Da Gianburrasca in poi il "giornalino" scolastico è un'istituzione irrinunciabile per esprimere il pensiero di chi è "dall'altra parte della cattedra". Dai primi esempi di fine anni Sessanta ai periodici di oggi che spaziano dalla poesia ai giochi, ai temi d'attualità. Un universo da scoprire. Come? Basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca le paroline magiche "giornalini scolastici" e vi si svelerà un mondo. Provare per credere.

di Daniela Finocchi e Helen Nevola


Una fastidiosa Zanzara
La "Zanzara" si può dire a buon diritto il giornale scolastico che ha fatto scandalo e storia al tempo stesso. Era il 1966 al liceo Parini di Milano quando tre ragazzi (Marco Sassano, Marco De Poli e Claudia Beltramo Ceppi), redattori del giornale, decisero di pubblicare un'inchiesta sondaggio tra le studentesse. Tema: "Un dibattito sulla posizione della donna nella nostra società, cercando di esaminare i problemi del matrimonio, del lavoro femminile e del sesso". Risultato: uno scandalo che fece tremare il paese anche se le risposte, lette oggi, fanno quasi sorridere. Il giudice Pasquale Carcasio decise non solo di interrogare i tre "delinquenti", ma anche di farli spogliare nudi per accertare "eventuali tare fisiche o psichiche". Le scuole di tutta Italia insorsero al grido di "finiremo tutti nudi o tutti muti" e il paese si spaccò tra innocentisti e colpevolisti. Il caso passò al procuratore capo, Oscar Lanzi, che chiese il rinvio a giudizio dei ragazzi, colpevoli di corruzione di minorenni e stampa oscena. Al processo presero parte 400 giornalisti compresi 8 giapponesi. I ragazzi furono assolti e lo annunciarono i giornali di tutto il mondo, da "Le Monde" al "New York Times". Due anni dopo, gli studenti universitari di tutt'Italia salirono sulle barricate. Al liceo Parini mille e cento studenti occuparono la scuola, la prima in Europa. Era iniziato il '68.

Cogli l'attimo
Dalla Zanzara a "Carpe Diem", il giornalino del Giordano Bruno (anche blog informativo su: www.carpediemonline.splinder.com), che certo non ha problemi di censura. Al suo quinto anno di vita, tratta i problemi interni e del mondo-scuola in genere. "La rubrica più 'borderline' è quella sulla musica - dice Alessandro Fazzi, vent'anni, studente e direttore responsabile della pubblicazione - non c'è politica, se non quella dell'istituto. Il giornale è acquistato da circa un terzo degli studenti, da insegnanti ed anche dal personale non docente a 50 cent. La redazione utilizza gli introiti per rifornirsi di materiale e mezzi utili al progetto. Per esempio, abbiamo iniziato con una strumentazione informatica praticamente inesistente e adesso abbiamo un pc, scanner e stampante laser con cui possiamo continuare l'attività. Non abbiamo mai avuto restrizioni, semmai qualche problema con qualcuno dei professori che non ha apprezzato la rubrica 'gli strafalcioni dei prof.', un classico dei giornali scolastici che dovrebbe solo far sorridere".
Esiste ormai da parecchi anni, è aperto a tutti e ne fanno già parte studenti di diverse classi: è il laboratorio da cui nasce "Il Grande Giulio". Se ne occupano i ragazzi dell'Istituto Giulio insieme agli insegnanti Monteleone e Oderda. "Il giornalino esce 2-3 volte l'anno - dice la prof.ssa Burzio - ultimamente contiene articoli di alto livello, i ragazzi hanno anche vinto un premio in un concorso sui giornali studenteschi tenuto a Reggio Calabria. Un successo che si conferma all'interno. Infatti, viene acquistato regolarmente dal 50% degli studenti".
Gli argomenti trattati vanno dall'attualità alla pubblicazione dei temi svolti dagli studenti, allo sport. La redazione, formata prevalentemente dai ragazzi della scuola, prevede il supporto degli insegnanti che partecipano all'iniziativa e che svolgono anche il compito di controllare i contenuti degli articoli prima di mandarli in stampa".
Organizzazione analoga anche per il giornalino del Sella, che il prossimo settembre festeggerà i suoi due anni di attività. "La redazione è interclasse e comprende anche un docente di lettere - dice James Torrichetti, 19 anni, studente della 5C - ci si incontra di pomeriggio, dopo le lezioni ed escono circa quattro numeri l'anno". Il giornale, che è finanziato dalla scuola, viene distribuito gratuitamente a tutti gli studenti e pubblica articoli sulle novità in materia d'istruzione, sulle attività scolastiche interne, sul teatro (altra attività in cui il Sella si distingue). Ma si parla anche d'attualità, cinema, musica, sport.

Un giornale interscolastico
Sono il Bodoni, il Russel, il Beccari e lo Zerboni, le scuole impegnate nel progetto "Senza Nome" (in formato cartaceo e in versione integrata su internet), che vede il giornalino non più come realtà scolastica interna, ma come gruppo di riflessione, approfondimento e una redazione formata da ragazzi ed insegnanti di ben quattro Istituti di Torino.
"Il gruppo è affiatato, - ci spiega la prof.ssa Cinquini, dell'Istituto Zerboni - i ragazzi hanno preso l'impegno con serietà ed entusiasmo e si incontrano periodicamente nelle sedi delle varie scuole. Alle riunioni di redazione partecipano sempre i referenti responsabili per preparare il giornalino che esce ogni due mesi avvalendosi della preziosa risorsa della cooperazione e della discussione interscolastica". Senza nome è arrivato al secondo anno di pubblicazione.

Toxic Boselli e Kopernik
I ragazzi dell'Istituto Boselli, riuniti in una redazione intersede, stanno curando un portale che s'intitola "Toxic Boselli" (www.portaleboselli.it/giornalino). Sul sito si possono trovare gli articoli di studenti di varie classi sui più svariati argomenti: ci sono testi sulle mode e le tendenze giovanili, recensioni, sport, eventi, attualità. Non mancano la spiegazione di come redigere un curriculum, i link utili per le ricerche, una bacheca chiamata "Parliamo tra noi" su cui i ragazzi della scuola si scrivono e si organizzano per manifestazioni imminenti o confidenze tra amici.
Altro giornalino online quello dell'Istituto Copernico: Kopernik (www.kopernik2.it). "Esiste da un paio d'anni - dice il preside - ragazzi ed insegnanti si incontrano ogni settimana per lavorare alla redazione. La scuola ha accolto favorevolmente l'idea e quest'anno parteciperemo anche ad un convegno sulle testate giornalistiche. Il giornale tratta argomenti vari: attualità, scuola, cultura, notizie curiose, sport.".

Nuovi nati
In fieri "Il Dubbio", il giornalino dell'Amedeo Avogadro che sarà "autogestito" dagli studenti. Per ora esiste quello dei ragazzi del triennio del corso di elettrotecnica ed automazione che, collaborando con alcuni insegnanti e con la vicepresidenza, fanno uscire tre numeri l'anno. "È un'esperienza che considero positiva - dice il prof. Del Giudice, che ne è coordinatore - perché crea una forma di aggregazione diversa da quella del normale percorso scolastico e motiva i ragazzi ad esprimere qualcosa di sé, anche attraverso una staffetta generazionale nella quale vengono tramandate esperienze e competenze. I ragazzi hanno portato avanti il progetto con continuità. Negli ultimi anni si stanno spostando verso la scrittura di articoli più impegnati su temi quali l'inquinamento elettromagnetico, le telecomunicazioni, le radiazioni dei telefonini, ma ci sono anche le caricature dei professori, le ricerche o i temi più belli segnalati dagli insegnanti".
Nel Liceo Artistico Passoni, invece, è nato "(H)all". Michelangelo Farina, vent'anni, frequenta il 5° anno sperimentale: "L'anno scorso esisteva un giornale d'Istituto chiamato Questo e Quello che non ha avuto fortuna ed ha chiuso poi ci siamo organizzati e come rappresentanti d'Istituto abbiamo iniziato a coordinare i lavori di redazione ed impaginazione di un nuovo giornale. Il nome, scelto durante un dibattito, ha un duplice significato: la hall è un luogo di grande frequentazione, pettegolezzi, ritrovi negli alberghi; e all significa "tutto". Ai ragazzi abbiamo chiesto cosa gli sarebbe piaciuto leggere nel giornalino studentesco e, in base alle risposte, abbiamo scelto le rubriche. Ecco così fumetti, rubriche d'arte, di moda, di cinema nonché la posta con tanto di sms degli studenti".
Ma hanno il giornalino anche Alfieri, Galilei, Galileo Ferraris, Volta, Gobetti, Gramsci, Berti, Segrè, D'Azeglio, Cavour.
Non esiste più, invece, negli istituti Casale, Santorre, Carlo Levi, Ferrari, Primo Levi, Aalto, Regina Margherita, Umberto I, Colombatto. Chi se la sente di ricominciare?

 
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