|
|
IL
GIORNALE FA SCUOLA
Da
Gianburrasca in poi il "giornalino" scolastico è un'istituzione
irrinunciabile per esprimere il pensiero di chi è "dall'altra
parte della cattedra". Dai primi esempi di fine anni Sessanta ai
periodici di oggi che spaziano dalla poesia ai giochi, ai temi d'attualità.
Un universo da scoprire. Come? Basta digitare su un qualsiasi motore di
ricerca le paroline magiche "giornalini scolastici" e vi si
svelerà un mondo. Provare per credere.
di
Daniela
Finocchi e Helen Nevola
Una fastidiosa Zanzara
La "Zanzara" si può dire a buon diritto il giornale scolastico
che ha fatto scandalo e storia al tempo stesso. Era il 1966
al liceo Parini di Milano quando tre ragazzi (Marco Sassano, Marco De
Poli e Claudia Beltramo Ceppi), redattori del giornale, decisero di pubblicare
un'inchiesta sondaggio tra le studentesse. Tema: "Un dibattito sulla
posizione della donna nella nostra società, cercando di esaminare
i problemi del matrimonio, del lavoro femminile e del sesso". Risultato:
uno scandalo che fece tremare il paese anche
se le risposte, lette oggi, fanno quasi sorridere. Il giudice Pasquale
Carcasio decise non solo di interrogare i tre "delinquenti",
ma anche di farli spogliare nudi per accertare "eventuali tare fisiche
o psichiche". Le scuole di tutta Italia insorsero al grido di "finiremo
tutti nudi o tutti muti" e il paese si spaccò tra innocentisti
e colpevolisti. Il caso passò al procuratore capo, Oscar Lanzi,
che chiese il rinvio a giudizio dei ragazzi, colpevoli di corruzione di
minorenni e stampa oscena. Al processo
presero parte 400 giornalisti compresi 8 giapponesi. I ragazzi furono
assolti e lo annunciarono i giornali di tutto il mondo, da "Le Monde"
al "New York Times". Due anni dopo, gli studenti universitari
di tutt'Italia salirono sulle barricate. Al liceo Parini mille e cento
studenti occuparono la scuola, la prima in Europa. Era iniziato il '68.
Cogli l'attimo
Dalla Zanzara a "Carpe Diem",
il giornalino del Giordano Bruno (anche blog informativo su: www.carpediemonline.splinder.com),
che certo non ha problemi di censura. Al suo quinto anno di vita, tratta
i problemi interni e del mondo-scuola in genere. "La rubrica più
'borderline' è quella sulla musica - dice Alessandro Fazzi, vent'anni,
studente e direttore responsabile della pubblicazione - non c'è
politica, se non quella dell'istituto. Il giornale è acquistato
da circa un terzo degli studenti, da insegnanti ed anche dal personale
non docente a 50 cent. La redazione utilizza gli introiti per rifornirsi
di materiale e mezzi utili al progetto. Per esempio, abbiamo iniziato
con una strumentazione informatica praticamente inesistente e adesso
abbiamo un pc, scanner e stampante laser con cui possiamo continuare
l'attività. Non abbiamo mai avuto restrizioni, semmai qualche
problema con qualcuno dei professori che non ha apprezzato la rubrica
'gli strafalcioni dei prof.', un classico dei giornali scolastici che
dovrebbe solo far sorridere".
Esiste ormai da parecchi anni, è aperto a tutti e ne fanno già
parte studenti di diverse classi: è il laboratorio da cui nasce
"Il Grande Giulio". Se ne occupano
i ragazzi dell'Istituto Giulio insieme agli insegnanti Monteleone e
Oderda. "Il giornalino esce 2-3 volte l'anno - dice la prof.ssa
Burzio - ultimamente contiene articoli di alto livello, i ragazzi hanno
anche vinto un premio in un concorso sui giornali studenteschi tenuto
a Reggio Calabria. Un successo che si conferma all'interno. Infatti,
viene acquistato regolarmente dal 50% degli studenti".
Gli argomenti trattati vanno dall'attualità alla pubblicazione
dei temi svolti dagli studenti, allo sport. La redazione, formata prevalentemente
dai ragazzi della scuola, prevede il supporto degli insegnanti che partecipano
all'iniziativa e che svolgono anche il compito di controllare i contenuti
degli articoli prima di mandarli in stampa".
Organizzazione analoga anche per il giornalino
del Sella, che il prossimo settembre festeggerà i suoi
due anni di attività. "La redazione è interclasse
e comprende anche un docente di lettere - dice James Torrichetti, 19
anni, studente della 5C - ci si incontra di pomeriggio, dopo le lezioni
ed escono circa quattro numeri l'anno". Il giornale, che è
finanziato dalla scuola, viene distribuito gratuitamente a tutti gli
studenti e pubblica articoli sulle novità in materia d'istruzione,
sulle attività scolastiche interne, sul teatro (altra attività
in cui il Sella si distingue). Ma si parla anche d'attualità,
cinema, musica, sport.
Un giornale interscolastico
Sono il Bodoni, il Russel, il Beccari e lo Zerboni, le scuole impegnate
nel progetto "Senza Nome" (in
formato cartaceo e in versione integrata su internet), che vede il giornalino
non più come realtà scolastica interna, ma come gruppo
di riflessione, approfondimento e una redazione
formata da ragazzi ed insegnanti di ben quattro Istituti di Torino.
"Il gruppo è affiatato, - ci spiega la prof.ssa Cinquini,
dell'Istituto Zerboni - i ragazzi hanno preso l'impegno con serietà
ed entusiasmo e si incontrano periodicamente nelle sedi delle varie
scuole. Alle riunioni di redazione partecipano sempre i referenti responsabili
per preparare il giornalino che esce ogni due mesi avvalendosi della
preziosa risorsa della cooperazione e della discussione interscolastica".
Senza nome è arrivato al secondo anno di pubblicazione.
Toxic Boselli e Kopernik
I ragazzi dell'Istituto Boselli, riuniti in una redazione intersede,
stanno curando un portale che s'intitola "Toxic
Boselli" (www.portaleboselli.it/giornalino).
Sul sito si possono trovare gli articoli di studenti di varie classi
sui più svariati argomenti: ci sono testi sulle mode e le tendenze
giovanili, recensioni, sport, eventi, attualità. Non mancano
la spiegazione di come redigere un curriculum, i link utili per le ricerche,
una bacheca chiamata "Parliamo tra noi"
su cui i ragazzi della scuola si scrivono e si organizzano per manifestazioni
imminenti o confidenze tra amici.
Altro giornalino online quello dell'Istituto Copernico: Kopernik
(www.kopernik2.it). "Esiste
da un paio d'anni - dice il preside - ragazzi ed insegnanti si incontrano
ogni settimana per lavorare alla redazione. La scuola ha accolto favorevolmente
l'idea e quest'anno parteciperemo anche ad un convegno sulle testate
giornalistiche. Il giornale tratta argomenti vari: attualità,
scuola, cultura, notizie curiose, sport.".
Nuovi nati
In fieri "Il Dubbio", il giornalino
dell'Amedeo Avogadro che sarà "autogestito" dagli studenti.
Per ora esiste quello dei ragazzi del triennio del corso di elettrotecnica
ed automazione che, collaborando con alcuni insegnanti e con la vicepresidenza,
fanno uscire tre numeri l'anno. "È un'esperienza che considero
positiva - dice il prof. Del Giudice, che ne è coordinatore -
perché crea una forma di aggregazione diversa da quella del normale
percorso scolastico e motiva i ragazzi ad esprimere qualcosa di sé,
anche attraverso una staffetta generazionale nella quale vengono tramandate
esperienze e competenze. I ragazzi hanno portato avanti il progetto
con continuità. Negli ultimi anni si stanno spostando verso la
scrittura di articoli più impegnati su temi quali l'inquinamento
elettromagnetico, le telecomunicazioni, le radiazioni dei telefonini,
ma ci sono anche le caricature dei professori, le ricerche o i temi
più belli segnalati dagli insegnanti".
Nel Liceo Artistico Passoni, invece, è nato "(H)all".
Michelangelo Farina, vent'anni, frequenta il 5° anno sperimentale:
"L'anno scorso esisteva un giornale d'Istituto chiamato Questo
e Quello che non ha avuto fortuna ed ha chiuso poi ci siamo organizzati
e come rappresentanti d'Istituto abbiamo iniziato a coordinare i lavori
di redazione ed impaginazione di un nuovo giornale. Il nome, scelto
durante un dibattito, ha un duplice significato: la hall è un
luogo di grande frequentazione, pettegolezzi, ritrovi negli alberghi;
e all significa "tutto". Ai ragazzi abbiamo chiesto cosa gli
sarebbe piaciuto leggere nel giornalino studentesco e, in base alle
risposte, abbiamo scelto le rubriche. Ecco così fumetti, rubriche
d'arte, di moda, di cinema nonché la posta con tanto di sms degli
studenti".
Ma hanno il giornalino anche Alfieri, Galilei, Galileo Ferraris, Volta,
Gobetti, Gramsci, Berti, Segrè, D'Azeglio, Cavour.
Non esiste più, invece, negli istituti Casale, Santorre, Carlo
Levi, Ferrari, Primo Levi, Aalto, Regina Margherita, Umberto I, Colombatto.
Chi se la sente di ricominciare?
|