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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/2004 | ||
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| VOCI
NELL'ARIA di Aldo Ferrari Pozzato Chi entra in chat sa che sta per raggiungere una piazza virtuale, che potenzialmente abbraccia tutto il mondo. E che potrà conoscere delle altri voci, esistenti solo sulla tastiera. Come una musica. Una polifonia. Ogni voce un nome scelto, un nick, che nasconde e che rivela la persona che muove le mani. Nomi alle volte molto evocativi (vento blu), alle volte quasi trasparenti (aldofp). La prima chattata la feci una notte d'estate con un tecnico di una piattaforma oceanica dell'ENI e una ragazza di Perugia. Di solito le chatroom (i luoghi in cui ci si incontra) sono più affollate, decine di persone. Il che implica che non tutti partecipano attivamente e che spesso vi è un centro organizzatore, Che può essere una o più persone o un argomento. Le stesse chat hanno forme diverse. Per esempio, il verbo che indica l'uso della rete è "navigare". E una chat può essere disposta come una nave, con gli ospiti, i passeggeri, l'equipaggio e le varie sale, dalla stiva al ponte di comando. Oppure si può indicare chiaramente il motivo di aggregazione: Torino, Roma , vent'anni, trent'anni , amore, incontri, sport. Per chattare è necessario avere un minimo di dimestichezza col PC, saper battere a macchina, avere l'occhio per scrivere e seguire contemporaneamente il video, per vedere cosa succede. Volendo, si può andare a leggere le schede di quelli che stanno chattando con te. Ognuno ha un profilo in cui mette quello che intende far sapere di sé. Sembra un ottimo pretesto per mascherarsi. E così di solito viene presentata la faccenda. Ma non è vero. Mi sembra che vi sia una ricerca e una offerta di autenticità, quella autenticità che nei rapporti normali e diretti della vita di tutti giorni viene trascurata, se non ritenuta fuori luogo. Per chi vuole, è possibile accedere a stanze private per conoscersi meglio, oppure lasciare dei messaggi nelle rispettive schede, o incontrarsi di persona, se ci si trova bene. Da questo derivano alcuni dei pericoli legati alla chat. Ma ciò riguarda l'uso strumentale della chat, non la situazione in sé del chattare. Le emozioni possono essere molto intense e soprattutto vere, la conoscenza impalpabile eppure molto forte.Senza uscire dalla propria stanza e senza dover aspettare molto, si può avere tutto il rifornimento di carezze emotive di cui si ha bisogno. O delle brutte scoppole sulle orecchie, se è per questo. La situazione specifica, come fonte e apprendimento di emozioni e di comunicazione, non sta al posto di altro (chi chatta può avere una vita quotidiana di relazioni soddisfacenti).Ne è prova il fatto che legami di rete intensi, creativi e nutrienti per l'anima dei chatter in contatto, spesso non si traducono in altrettante storie intense di vita quando ci si incontra di persona. C'è una mediazione particolare del medium. Scusate il bisticcio, sto pensando a Marshall McLuhan e alle sue riflessioni sul medium (il veicolo, cioè la lingua, la televisione, ecc.), che diventa preponderante rispetto al contenuto specifico, nella società globale. Questo vuol dire che il medium chat, come strumento di comunicazione, fa leva su un modo particolare di essere disposti verso gli altri. E questo modo di disporsi permea di sé tutto quello che avviene. In chat c'è tensione, continuamente rinnovata, tra realtà e fantasia, tra presenza e assenza, modulate molto più di quanto sia possibile nelle altre interazioni della vita quotidiana. E c'è il senso dell'avventura, del viaggio, della ricerca e dell'ignoto. Con la traccia sotterranea delle grandi questioni, sempre irrisolte quando se ne considerino le implicazioni per ciascuno di noi. La scrittura introduce uno spazio che deve essere colmato e trasformato prima di arrivare a destinazione (di chi?). In chat la frase tipo è breve e colorata. Si cerca di usare al meglio quello scarto tra chi scrive e chi legge, che si crea pur nella immediatezza della presenza e a cui ci si può sottrarre in ogni momento. Viene continuamente evocata la fantasia e l'attenzione verso l'altro e continuamente fantasia, emozioni e attenzione sono modulate dalle risposte degli altri. Una nuova opportunità emotiva e creativa per l'anima umana, per stare insieme. |
| SOMMARIO DI QUESTO NUMERO | ||||||
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