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Corteggiare
ONLINE
I dieci metodi
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-Telefonate
al cellulare
-Sms
-Immagini romantiche sul telefonino
-La dedica di una canzone sul cellulare
-E-mail
-La dedica di una stella acquistandone il nome sul Web
-Acquisto dei fiori su Internet
-Chiacchierare via chat per ore e ore
-L'invio della propria foto su Internet
-La realizzazione di un sito in due |
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PRONTO,
CHI CHATTA?
La
tecnologia da un lato isola, ma dall'altro diventa anche un nuovo strumento
per relazionarsi con gli altri.
di
Giovanni Monaco
Relazioni
virtuali, senza sguardi, senza carezze, senza tanto calore, che si trasformano
in relazioni vere quando avviene il grande salto dal monitor al bar, alla
birreria, alla pizzeria. L'elettronica diventa così il mezzo attraverso
cui una generazione di giovani e adolescenti (ma anche di quarantenni)
conclude nuove amicizie e cementa i rapporti esistenti.
Il
boom delle chat
Nel novembre 1996 nasce Icq, il primo programma di chat, cioè
di chiacchiera: questo software era prodotto da Mirabilis, un'azienda
fondata da quattro israeliani. Icq, sigla della pronuncia di "I
seek you" (io ti cerco), è un programma che permette di
interagire con una o più persone dalla tastiera del proprio computer
in tempo reale; uno strumento che consente di realizzare quasi una conversazione
"reale" con chi sta dall'altra parte della tastiera, magari
a migliaia di chilometri di distanza.
Le chat si evolveranno e successivamente, grazie alle webcam, o telecamere
via Internet, permetteranno anche di vedere in faccia il proprio interlocutore.
Le chiacchiere con Icq, o le decine di programmi simili, non raramente
si trasformano in incontri reali: qualcuno sfortunato, o pericoloso.
Altri, forse la maggior parte, belli. Sono diverse le persone che, grazie
alle chat, hanno trovato la loro anima gemella, contraddicendo quelle
previsioni catastrofistiche di tanti anni fa, quando fior di sociologi
sostenevano che la tecnologia avrebbe ridotto le relazioni tra persone.
Comunicazione
Sms
Non è però necessario possedere un computer per usare
la tecnologia come strumento per mantenere le amicizie. L'altra grande
scoperta di questi anni sono gli Sms: i semplici messaggi di testo o
Short message service.
La possibilità di mandare brevi messaggi, frasi simpatiche, commenti
estemporanei o le impressioni del momento, si trasforma in una vera
e propria mania, favorita anche dall'offerta, oggi non più presente,
di spedire questi stessi messaggi in forma gratuita tramite alcuni siti
Internet. Il linguaggio dei giovani si arricchisce così di sigle
e gli stessi acronimi una volta usati nelle lettere alla compagna di
banco (Tvb, ti voglio bene; Tvtb, Ti voglio tanto bene) ora viaggiano
sull'etere.
Emoticon
Assieme alle sigle i giovani imparano ad utilizzare gli emoticon, i
simboli tristi, contenti, arrabbiati (poi diventati faccine) la cui
invenzione risale al 1982 ad opera dello scienziato Scott Fahlman che
voleva trasmettere un po' di ironia in un dibattito tra colleghi in
corso via e-mail alla Carnegie Mellon University. In realtà c'è
chi fa risalire il primo utilizzo di questi simboli tre anni prima ad
opera di Kevin MacKenzie. In ogni caso, con questa simbologia si tenta
di trasferire le emozioni all'interno della posta elettronica: una parentesi,
due punti e un trattino composti assieme diventano uno smile, la rappresentazione
di una faccia che sorride ( :-)); un disegno che si svela solo ruotando
il foglio di 90 gradi. Gli emoticon sono la prova che l'innovazione
tecnologica non è fredda e spersonalizzante: anche nei messaggi
più asettici, composti da centinaia di bit messi in fila, bastano
tre piccoli segni per giocare, per arrabbiarsi, per rappresentare la
tristezza, una strizzata di occhi, l'allegria o la paura.
Strumenti
per dialogare
D'altronde, quello che spaventava un tempo fa paura ancora oggi. La
tecnologia ha solo offerto nuovi strumenti per vincere le proprie paure.
Se l'esame di maturità è cambiato in questi anni, l'ansia
da rito di iniziazione che circonda quel passaggio è rimasta.
Grazie però ai siti Internet, agli Sms, alle calcolatrici programmabili
con memoria e ai cellulari, sono cambiate le tecniche di copiature.
Insomma, si ha paura come un tempo ma si copia come una volta, anche
se con strumenti nuovi.
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