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marzo/aprile 2004






ragazzo davanti ad un pc


Corteggiare ONLINE
I dieci metodi
-Telefonate al cellulare
-Sms
-Immagini romantiche sul telefonino
-La dedica di una canzone sul cellulare
-E-mail
-La dedica di una stella acquistandone il nome sul Web
-Acquisto dei fiori su Internet
-Chiacchierare via chat per ore e ore
-L'invio della propria foto su Internet
-La realizzazione di un sito in due
PRONTO, CHI CHATTA?
La tecnologia da un lato isola, ma dall'altro diventa anche un nuovo strumento per relazionarsi con gli altri.

di Giovanni Monaco

Relazioni virtuali, senza sguardi, senza carezze, senza tanto calore, che si trasformano in relazioni vere quando avviene il grande salto dal monitor al bar, alla birreria, alla pizzeria. L'elettronica diventa così il mezzo attraverso cui una generazione di giovani e adolescenti (ma anche di quarantenni) conclude nuove amicizie e cementa i rapporti esistenti.

Il boom delle chat
Nel novembre 1996 nasce Icq, il primo programma di chat, cioè di chiacchiera: questo software era prodotto da Mirabilis, un'azienda fondata da quattro israeliani. Icq, sigla della pronuncia di "I seek you" (io ti cerco), è un programma che permette di interagire con una o più persone dalla tastiera del proprio computer in tempo reale; uno strumento che consente di realizzare quasi una conversazione "reale" con chi sta dall'altra parte della tastiera, magari a migliaia di chilometri di distanza.
Le chat si evolveranno e successivamente, grazie alle webcam, o telecamere via Internet, permetteranno anche di vedere in faccia il proprio interlocutore. Le chiacchiere con Icq, o le decine di programmi simili, non raramente si trasformano in incontri reali: qualcuno sfortunato, o pericoloso. Altri, forse la maggior parte, belli. Sono diverse le persone che, grazie alle chat, hanno trovato la loro anima gemella, contraddicendo quelle previsioni catastrofistiche di tanti anni fa, quando fior di sociologi sostenevano che la tecnologia avrebbe ridotto le relazioni tra persone.

Comunicazione Sms
Non è però necessario possedere un computer per usare la tecnologia come strumento per mantenere le amicizie. L'altra grande scoperta di questi anni sono gli Sms: i semplici messaggi di testo o Short message service.
La possibilità di mandare brevi messaggi, frasi simpatiche, commenti estemporanei o le impressioni del momento, si trasforma in una vera e propria mania, favorita anche dall'offerta, oggi non più presente, di spedire questi stessi messaggi in forma gratuita tramite alcuni siti Internet. Il linguaggio dei giovani si arricchisce così di sigle e gli stessi acronimi una volta usati nelle lettere alla compagna di banco (Tvb, ti voglio bene; Tvtb, Ti voglio tanto bene) ora viaggiano sull'etere.

Emoticon
Assieme alle sigle i giovani imparano ad utilizzare gli emoticon, i simboli tristi, contenti, arrabbiati (poi diventati faccine) la cui invenzione risale al 1982 ad opera dello scienziato Scott Fahlman che voleva trasmettere un po' di ironia in un dibattito tra colleghi in corso via e-mail alla Carnegie Mellon University. In realtà c'è chi fa risalire il primo utilizzo di questi simboli tre anni prima ad opera di Kevin MacKenzie. In ogni caso, con questa simbologia si tenta di trasferire le emozioni all'interno della posta elettronica: una parentesi, due punti e un trattino composti assieme diventano uno smile, la rappresentazione di una faccia che sorride ( :-)); un disegno che si svela solo ruotando il foglio di 90 gradi. Gli emoticon sono la prova che l'innovazione tecnologica non è fredda e spersonalizzante: anche nei messaggi più asettici, composti da centinaia di bit messi in fila, bastano tre piccoli segni per giocare, per arrabbiarsi, per rappresentare la tristezza, una strizzata di occhi, l'allegria o la paura.

Strumenti per dialogare
D'altronde, quello che spaventava un tempo fa paura ancora oggi. La tecnologia ha solo offerto nuovi strumenti per vincere le proprie paure. Se l'esame di maturità è cambiato in questi anni, l'ansia da rito di iniziazione che circonda quel passaggio è rimasta. Grazie però ai siti Internet, agli Sms, alle calcolatrici programmabili con memoria e ai cellulari, sono cambiate le tecniche di copiature. Insomma, si ha paura come un tempo ma si copia come una volta, anche se con strumenti nuovi.

 
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