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Per
ridere
(ma non troppo)
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volta che ha smesso di far divertire gli ospiti, l'animatore di
villaggio cosa fa? Cerca le valigie che si sono perse nel trasbordo,
passa la notte a tentare di aprire un beauty case con combinazione
a sette cifre, interviene, su pressante richiesta della moglie,
per allontanare un marito da situazioni "a rischio"
e molto altro ancora. È quanto affermano Roberto Barbieri
ed Enrico Bassignana nella divertente guida scherzosa (ma non
troppo) "Tour Operator" della collana "Mestieri
socialmente inutili", Edizioni Sonda. Meno goliardico, invece,
il testo "Animatori turistici - Guida pratica per essere
il migliore" di Ferrarese e Saffiro per Franco Angeli
Editore, con consigli e indicazioni utili sull'argomento. |
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ANIMATORI
TURISTICI
Quando
si parla di animatori turistici il pensiero vola immediatamente alle parodie
di certi comici, a figure di giovanotti un po' attempati e mai cresciuti
alla Vanzina o a personaggi come Fiorello che hanno fatto di quel lavoro
il trampolino di lancio per affermarsi nel mondo dello spettacolo.
di
Daniela Finocchi
In effetti,
nel vasto mondo dell'animazione vacanziera si trova un po' di tutto, ma
negli anni le cose sono cambiate, le esperienze sono meno velleitarie,
sono nate agenzie specifiche, associazioni di categoria e vi sono davvero
tante opportunità lavorative. Si parte dall'animazione in strutture
turistiche, per Tour Operator e Viaggi Incentive, per arrivare a quella
più mirata (e limitata nel tempo) di fiere, congressi, convention
o anche al semplice intrattenimento per cene di gala o feste private.
"L'animatore turistico è una persona che si occupa della gestione
del tempo libero e delle attività ricreative in una situazione
di vacanza: presso un villaggio turistico, durante un viaggio organizzato,
presso un grande albergo o un campeggio di notevoli dimensioni - si legge
nel sito www.AnimatoriTuristici.com
- si occupa prevalentemente dell'organizzazione di giochi di società,
spettacoli, tornei o corsi di istruzione sportiva all'interno di queste
strutture, che spesso sono in località balneari (più raramente
nelle zone montane, dove si praticano sport ed escursioni gestiti direttamente
da esperti)".
Esistono fondamentalmente due "specializzazioni": intrattenimento
e istruzione sportiva. Ecco quindi istruttori di windsurf, di vela, di
tennis e così via, ma anche scenografi, costumisti, maestri di
yoga e di ballo, coreografi, musicisti o attori. In genere si lavora in
gruppo e, sebbene sia richiesta una competenza specifica, è necessario
saper svolgere almeno sommariamente tutte le attività di animazione
ed essere in qualche modo "intercambiabili", soprattutto in
riferimento all'organizzazione di gare e spettacoli.
Gli "intrattenitori" sono quelli che hanno contatto con tutti
gli ospiti e li coinvolgono in giochi di società, cacce al tesoro,
gare canore, spettacoli al fine di favorire l'aggregazione dei diversi
gruppi e la maggior comunicazione possibile tra le persone. Gli istruttori
sportivi, invece, si rivolgono a singoli e a piccoli gruppi.
Requisiti
e prospettive
Per fare l'animatore non è richiesta una preparazione specifica
attestata, le offerte coinvolgono giovani anche alla prima esperienza
e ognuno si avvale di un bagaglio di esperienze personali. Esistono
comunque dei corsi di formazione organizzati da diversi enti, scuole
professionali o società di servizio che si occupano di turismo,
che riguardano sia aspetti teorici sia pratici. Nel primo caso si apprende
il funzionamento di una struttura di vacanza e si approfondiscono le
conoscenze linguistiche. Diversi, invece, i corsi che si occupano dell'apprendimento
dei giochi, degli allestimenti scenici o dell'organizzazione di competizioni.
Quest'ultimi hanno una durata limitata (massimo sei mesi) e non hanno
la pretesa di formare attori o registi, ma semplicemente di fornire
alcuni strumenti per intrattenere e coinvolgere il pubblico.
Chi vuole cimentarsi come animatore deve avere però alcuni requisiti
fondamentali: deve essere una persona socievole, positiva, estroversa
e un po' esibizionista. Inoltre, deve avere una buona resistenza fisica
(si lavora molte ore di seguito, in piedi e sempre a contatto del pubblico)
e psicologica (che gli permetta di gestire le inevitabili tensioni sul
piano emotivo che si creano lavorando per e tra molte persone).
Ad essere coinvolti sono soprattutto giovani tra i 18 e i 30 anni, con
un'età media che si aggira sui 25 anni. È prevalente la
presenza femminile (circa 70% degli occupati), determinata dal fatto
che i luoghi di reclutamento privilegiati sono le scuole di tecnica
del turismo (frequentate soprattutto da ragazze). Il periodo di richiesta
maggiore è, come intuibile, quello estivo. Il mercato registra
un andamento positivo e un numero sempre maggiore di aziende turistiche
(anche di medie dimensioni) decidono di offrire ai propri clienti anche
attività di animazione. La maggior parte degli animatori proviene
dal nord Italia, ma le realtà "produttive" si trovano
soprattutto al centro, al sud, nelle isole e in località straniere.
L'esperienza acquisita dopo alcune stagioni turistiche può portare
a svolgere anche funzioni di capo équipe d'animazione e, a un
livello superiore, responsabile dei gruppi d'animazione che fanno capo
a varie aziende (occupandosi della pianificazione delle varie attività,
degli acquisti del materiale, degli allestimenti e così via).
Soldi
e meritato riposo
Gli animatori sono in genere soggetti a un rapporto di lavoro di tipo
occasionale. In alcuni casi, però, possono anche essere assunti
come lavoratori dipendenti e con contratti a termine.
"Gli animatori turistici sono ora inglobati nei lavoratori dello
spettacolo e vengono seguiti, dal punto di vista previdenziale, dall'Enpals
- dice Giovanni Rossi, amministratore dell'agenzia Happy Time Service
di Bologna - in genere vengono ingaggiati con dei contratti a progetto,
come prevede la legge Biagi. Esistono ormai molte associazioni di categoria
ed altre che organizzano corsi, ma bisogna stare attenti. Molto spesso,
infatti, i ragazzi vengono illusi con promesse di lavoro che poi non
arrivano e gli si fanno spendere molti soldi inutilmente. Noi collaboriamo
solo con enti che organizzano corsi gratuiti, quelli finanziati dalla
Comunità Europea, oppure svolgiamo stage teorico-pratici direttamente
presso le strutture lavorative".
Le aziende ricettive sono di medie e grandi dimensioni e gli orari molto
"elastici". Praticamente, bisogna sempre essere a disposizione
degli ospiti, pronti a fornire informazioni o semplicemente a fare due
chiacchiere (anche se in quel momento si è stanchi o "non-se-ne-ha-proprio-voglia").
Gli animatori devono essere presenti anche durante pranzo e cena, che
sono momenti di aggregazione importante, durante i quali si danno informazioni
sulle attività programmate e si raccolgono le segnalazioni dei
turisti. Insomma, sono sempre in servizio. In compenso l'autonomia nel
lavoro è molto elevata. A chi accetta un ingaggio vengono generalmente
garantiti: il volo di andata e ritorno, l'assicurazione contro infortuni
e rimborso delle spese mediche, vitto e alloggio nella struttura in
cui si lavora, alcune consumazioni gratuite e lo sconto sulle altre,
divise e materiale per svolgere le attività di animazione, il
pagamento mensile sul proprio conto corrente, un giorno libero a settimana.
Per trovare lavoro in questo campo esistono molte aziende specializzate
di selezione del personale (anche senza esperienza), oppure ci si può
rivolgere direttamente ai grandi tour operator.
"Si tratta senz'altro di un'esperienza molto divertente, ma chi
pensa di partire per una vacanza se lo scordi - dice Luisa Giacoma,
che ha lavorato per diverse stagioni come animatrice - ho lavorato nei
villaggi Valtur e nei Robinson Club tedeschi. Nei primi si dà
molta importanza all'accoglienza in tutte le sue forme, cucina compresa:
i buffet sono sempre ricchi, opulenti sia nella forma sia nella sostanza.
I secondi sono più rigorosi nell'organizzazione e nella divisione
delle competenze: mentre nei villaggi a gestione italiana ti trovi a
dover fare di tutto, in quelli a gestione tedesca svolgi esclusivamente
il lavoro per cui sei stata ingaggiata (nel mio caso, la coreografa).
In entrambi, comunque, si lavora moltissimo e si dorme tre-quattro ore
per notte al massimo. Io ho lavorato in Sicilia e in Calabria, ma avrò
fatto a malapena due bagni per stagione. È anche importante avere
un buon rapporto con gli altri e saper lavorare in équipe, chi
crea problemi viene mandato a casa senza tanti complimenti. Molti partono
con l'idea di fare la bella vita a sbafo e di collezionare chissà
quante avventure amorose, ma poi si accorgono che si tratta di un vero
e proprio lavoro e, anche se piacevole e divertente, tempo per oziare
proprio non ce n'è". Uomo avvisato
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