InformaGiovani società

Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/2004

CHI GETTA ACQUA SUL FUOCO?
Quest'anno si festeggia il 180esimo anniversario della nascita del Corpo dei pompieri di Torino, uno dei più antichi d'Italia.

di Miriam Massone

La loro storia è antichissima. Per trovare gli antenati dei pompieri bisogna scorrere indietro nel tempo di oltre duemila anni. La formazione delle prime milizie preposte allo spegnimento degli incendi risale infatti al 289 a.C. Nel 22 a.C. l'imperatore Augusto istituisce un corpo in grande stile, composto da seicento schiavi a cui viene affidato il compito di domare le fiamme in caso di roghi. Ben presto, i seicento liberti aumentano a settemila, organizzati in sette coorti su 49 centurie, ognuna guidata da un tribuno e un Praefectus Vigilum, da cui l'attuale nome di vigili. Il loro motto è stato mantenuto invariato fino ai giorni nostri: "Ubi dolor ibi vigiles" (dove c'è il dolore ci sono i vigili). Ma con la caduta dell'Impero Romano, scompaiono anche i pompieri.
Nel Medio Evo c'è qualche sporadico tentativo di rifondare un corpo specializzato nella gestione degli incendi: nascono allora le gilde, associazioni private religiose o laiche che prevedono, tra le molteplici attività sociali, anche il reciproco aiuto in caso di rogo e viene strutturato il celebre Corpo della Guardia del Fuoco di Firenze, rimasto immutato e imitato per secoli.
Ma è solo a cavallo tra Ottocento e Novecento che prende piede in tutta Italia l'esigenza di fornire ad ogni città un corpo pompieri: nel 1928 viene varata una legge in cui si fissa l'obbligo per i Comuni con popolazione superiore ai 40mila abitanti, di dotarsene. Dieci anni dopo un regio decreto, muta definitivamente il nome di pompieri in vigili del fuoco e il 27 febbraio 1939, viene istituito il Corpo nazionale. La legge disciplina l'ordinamento, la modalità di assunzione, la preparazione tecnico scientifica, le norme e la modalità di finanziamento. Da allora le funzioni, la struttura e i compiti assegnati ai pompieri sono stati oggetto di numerose modifiche e soprattutto ampliamenti. Tra i più significativi, spicca la decisione, nel 1950, di permettere ai giovani militari di svolgere il servizio di leva nel Corpo e l'organizzazione, nel 1961, dei Comandi provinciali, suddivisi a loro volta in Distaccamenti e Posti di vigilanza.
Oggi, in tutta Italia, i vigili del fuoco sono circa 27mila, quattromila i volontari, 3500 i ragazzi di leva. In media, ogni anno, effettuano 650mila interventi di soccorso. A gestire l'emergenza c'è il personale specializzato: autisti, piloti, sommozzatori, squadre speleo - alpino - fluviali.

La realtà torinese
Quest'anno si festeggia il 180esimo anniversario della nascita del Corpo dei pompieri di Torino, uno dei più antichi d'Italia. La sede del Comando si trova nella caserma di corso Regina Margherita. In città ci sono inoltre tre Distaccamenti permanenti, quello di Stura, del Lingotto e di Grugliasco, a cui se ne aggiungono altri quattro a Pinerolo, Susa, Ivrea e Caselle. Quarantaquattro sono invece quelli gestiti dai volontari.
In media, ogni anno, nella nostra città gli interventi dei pompieri sono 30mila. Contrariamente a quanto si pensa, i vigili del fuoco non sono chiamati soltanto per spegnere gli incendi. La loro gamma di attività è vastissima. Così se appena lo scorso febbraio, diciotto squadre hanno lavorato ininterrottamente per domare i roghi divampati in provincia e alimentati dal forte vento del fhoen, altri colleghi il 2 dicembre intervenivano per sgomberare le numerose cantine allagate dalla pioggia battente. Il 18 novembre, per spegnere l'incendio che ha ridotto in cenere un grissinificio di Leinì, è stato necessario anche l'aiuto dei volontari, mentre il 30 settembre, una squadra di pompieri salvava una vecchina rimasta a terra per cinque giorni, dopo una brutta caduta nella stanza da letto del suo appartamento in zona collina. Il 25 settembre invece è toccato soccorrere un bimbo di appena cinque anni, rimasto incastrato nel ramo di un albero della scuola materna e il 26 giugno è stata la volta di liberare 80 persone bloccate dentro gli ascensori. E poi ci sono i soccorsi più curiosi, quelli degli animali: dal gattino che non riesce a scendere dal tetto, al puledro caduto nella roggia, dal piccolo Bamby imbrigliato nel filo spinato, ad un gallo scappato dalle mani del contadino proprietario di un banchetto a Porta Palazzo e finito addirittura sopra l'orologio di Piazza della Repubblica.

I minipompieri
Piccoli pompieri crescono. Da qualche anno a Torino, con grande successo, ha preso il via una scuola speciale per tutti i bambini che vogliono intraprendere la carriera del vigile del fuoco. L'appuntamento è alla caserma di corso Regina Margherita. È qui che i piccini (non è raro trovare persino pargoli di quattro anni), con le loro micro tutine e i caschi, in tutto e per tutto identici ai colleghi più grandi, si allenano, due pomeriggi a settimana: qualche rudimento di arte marziale e poi via… alle prese con le simulazioni d'incendio, l'uso delle scale, la spiegazione sui mezzi e gli strumenti del mestiere e le esercitazioni di salvataggio. Non si tratta di un gioco, ma di un vero e proprio impegno che richiede, oltre allo sforzo fisico, anche molta professionalità.

L'intervista
Abbiamo sentito l'ingegner Vincenzo Bennardo, funzionario al Comando di corso Regina Margherita da cinque anni.
Perché ha scelto di fare il pompiere?
Ho cominciato a conoscere i vigili del fuoco, frequentando i corsi di nuoto della caserma. Vedevo i loro mezzi, quando si preparavano per gli interventi e mi sono appassionato a poco a poco. Quindi ho fatto una tesi di ingegneria aeronautica sugli incendi boschivi, poi il dottorato di ricerca su quelli in galleria e da allora non ho più mollato il Corpo. Di questo mestiere amo soprattutto il contatto con la gente e la strada e il fatto che sia vario, non un giorno uguale all'altro.
Ma concretamente cosa bisogna fare per diventare pompieri?
È necessario superare un concorso pubblico, a Roma. Io ho partecipato, nel 1998, a quello per ispettore antincendio. Bisognava essere laureati in ingegneria o architettura. Assumevano 84 persone, le domande erano 3700. Dopo aver superato due scritti, un orale e la visita psico-attitudinale, siamo stati presi in 46. Io sono un funzionario direttivo, principalmente mi occupo dell'interfaccia e del coordinamento e della valutazione gestionale e strategica. Poi ci sono i funzionari di concetto. Gli operativi, suddivisi a loro volta in vigili, caposquadra e caporeparto, gli ausiliari di leva (a Torino sono una ventina) e infine i volontari. Per fare il pompiere volontario bisogna seguire un corso di addestramento di 90 ore, quindi vieni affiancato ad un Distaccamento e infine sottoposto ad un esame.
Quali doti e requisiti sono richiesti per fare il vigile del fuoco?
Beh, oltre alla prestanza fisica per cui occorre essere atletici, è richiesta soprattutto la dote naturale dell'umanità. Il pompiere deve saper ascoltare, star vicino alle persone, incoraggiare. E allo stesso tempo deve avere sangue freddo. Il nostro lavoro dà molta adrenalina, perché ci porta sempre a contatto con la sofferenza e il pericolo. Ma noi possiamo far davvero qualcosa di concreto per alleviare il dolore alle persone che soccorriamo. Per questo pur con apparente freddezza, siamo chiamati ad agire cercando sempre di dar conforto a chi sta male.

Il calendario
Quest'anno, per la prima volta, l'associazione Aps (per la storia dei vigili del fuoco) ha creato un calendario dei pompieri. Dodici mesi di fotografie, in cui i pompieri torinesi vengono mostrati alle prese con gli arnesi del mestiere, mentre collaudano scale, riparano le autobotti e si preparano agli interventi. La scelta è stata proprio quella di portare nelle case della gente, il "dietro le quinte" del loro lavoro. Chi volesse acquistarlo, può contattare il seguente numero: 333/2661880 o rivolgersi alla Fondazione per la fotografia, in via Avogadro 4.

 
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO  
 

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave