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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/2004 | ||
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PERCORSI
CITTADINI Sono sempre più numerosi gli uffici pubblici e del privato sociale che si occupano di prima accoglienza e offrono consulenza, incontro e formazione. di Donatella Sasso Spesso si immaginano i percorsi migratori come fenomeni lineari, quasi strade obbligate che dallo stadio di emergenza abitativa e lavorativa conducono verso esigenze secondarie di formazione, aggregazione, scambio culturale. La realtà è normalmente molto più complessa non solo perché le vicende umane sono imprevedibili, ma anche perché ogni storia di migrazione nasce da motivazioni molto differenti: dallo studio al ricongiungimento familiare, dal matrimonio alla richiesta di asilo politico, dal lavoro fino a un indefinito desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita. E poi ci sono i giovani di seconda generazione, ma anche i minori soli o le donne vittime della tratta. Chi ha già risolto le urgenze più immediate della vita quotidiana ovviamente ha più tempo ed energie da dedicare alla formazione linguistica e professionale, all'incontro con i connazionali o all'espressione della propria religiosità. Eppure neanche nei casi più estremi di emergenza queste esigenze possono essere considerate come accessorie e rinviabili, anche perché lo stato di necessità può esplodere all'improvviso, per la semplice perdita del lavoro o della casa. Per questo la maggior parte degli uffici pubblici, delle associazioni e del privato sociale che si occupano di prima accoglienza offrono anche consulenza e formazione, aprono spazi di incontro oppure collaborano con le realtà che si occupano di tutto questo. L'Ufficio Stranieri del Comune di Torino è, dal 1982, uno dei primi riferimenti istituzionali in città per chi cerca accoglienza temporanea, per i richiedenti rifugio, per chi si trova in situazioni estreme di difficoltà e sfruttamento. L'ufficio lavora in rete con le mense gratuite e le strutture di accoglienza notturna gestite dal mondo del volontariato, ma offre anche consulenza e informazioni sulla normativa, sul diritto all'unità familiare, sulle opportunità formative e di inserimento lavorativo. Ultimamente sta puntando molto sulla diffusione dei servizi informativi sul territorio, mettendo a disposizione le proprie competenze. Grazie a questo lavoro di sostegno la terza e la sesta Circoscrizione di Torino e il Comune di Chieri hanno attivato spazi di consulenza, incontro e ascolto. L'istituto Professionale per il Commercio Giulio, in pieno quartiere San Salvario, da dicembre 2003 ha aperto un "Polo Stranieri" gestito da alcuni docenti, che si occupano di problemi scolastici e difficoltà quotidiane degli studenti migranti. Il Progetto biblioteche prevede la presenza di mediatori culturali nelle biblioteche civiche della città a maggiore frequenza di stranieri e, nella sede dell'ufficio, c'è lo "Scaffale volante", un servizio di prestito di libri. Una volta alla settimana, durante la trasmissione Mondonotizie di Radio Torino Popolare, viene intervistato un rappresentante dell'Ufficio Stranieri su tutte le novità che possano interessare i migranti e sulle realtà cittadine che offrono opportunità e sostegno. Fra queste spicca il Servizio Migranti, che dal 2001 è diventato Ufficio Pastorale Migranti della Diocesi di Torino. Offre accoglienza e ascolto a tutti i migranti, favorendo il confronto con gli italiani per superare difficoltà e pregiudizi. È attivo nella formazione professionale e linguistica soprattutto per le fasce più deboli, come le donne vittime della tratta, i minori soli e i richiedenti asilo. Sostiene i disoccupati in difficoltà nella stesura del curriculum per la domanda di lavoro e segue progetti per la ricerca della casa. Offre aiuto psicologico individuale alle vittime della tratta che ottengono protezione giuridica, ai rifugiati e a quanti vivono traumaticamente l'immigrazione. Dà consulenza giuridica e amministrativa sulla normativa e sui settori essenziali all'integrazione. L'Ufficio promuove anche l'aggregazione fra le comunità cattoliche più numerose (attualmente 10 con circa 3500 presenze domenicali); sono quelle africane anglofone e francofone, la filippina e la rumena, tre latinoamericane, quella albanese e quella polacca. Propone celebrazioni in lingua e percorsi di catechesi per giovani e adulti. Favorisce il dialogo interreligioso con speciale attenzione ai fedeli musulmani, nella consapevolezza che il confronto non solo rappresenta lo spazio ideale per la mediazione di eventuali conflitti, ma anche l'occasione per la nascita di duraturi rapporti interpersonali. La partecipazione ai riti religiosi, infatti, è un formidabile momento di aggregazione, scambio di notizie sull'ultimo corso di aggiornamento o su un probabile posto di lavoro. Le chiese che ospitano i riti delle comunità ortodosse o i sei luoghi di preghiera islamici sono riferimenti importanti, così come le numerose associazioni del territorio torinese. Fra queste c'è Alma Terra, centro interculturale di donne native e migranti che, dal 1993, lavora per ribaltare lo stereotipo dell'immigrato bisognoso e debole e per valorizzare le competenze e le risorse individuali delle donne. Ha, dunque, avviato percorsi di formazione nell'ambito del lavoro di cura e della mediazione culturale, progetti di inserimento lavorativo, laboratori di sartoria e servizi di ristorazione, i gruppi di ricerca Alma Planta (sulle medicine tradizionali) e Alma Teatro. Per venire incontro alle difficoltà delle giovani mamme è stato aperto uno spazio bimbi, è funzionante la banca del tempo e si susseguono corsi autogestiti, dalla danza orientale alla ginnastica dolce. Altra realtà interessante è il Dar al Hikma, la Casa della Sapienza, luogo di dibattito e confronto per la diffusione della cultura del mondo arabo e islamico. Fra le attività vi sono rassegne cinematografiche, incontri musicali, conferenze, mostre, corsi di lingua araba per italiani e per bambini e adulti arabi che non vogliono perdere i legami con le proprie radici. Accanto a queste strutture altamente organizzate vi sono, però, moltissime piccole associazioni o gruppi di stranieri, cui mancano gli strumenti e le risorse per rapportarsi con le istituzioni, cogliere occasioni di finanziamenti e realizzare progetti. Per questo il Centro Interculturale della Città di Torino ha avviato un corso per referenti di comunità. Giunto al terzo anno, si rivolge a chi ricopre ruoli formali o informali, all'interno del gruppo dei connazionali, e vuole approfondire le proprie conoscenze sulle risorse e sulle opportunità di cittadinanza attiva, migliorando le competenze in campo organizzativo, comunicativo e progettuale. Il percorso mira a creare processi di consapevolezza e presa in carico dei problemi della propria comunità. Molte altre sono le opportunità che si affacciano e si intersecano nel panorama torinese, tanto più feconde quanto maggiormente riescono a promuovere nuove occasioni formative e culturali, ma anche a creare reti di relazioni, scambi di informazioni e conoscenze, rapporti di informale amicizia. Storie di pari opportunità Nel maggio 2002 il San Paolo IMI e la CRT, due fra le banche più conosciute a Torino, assumono a tempo indeterminato dodici donne migranti, provenienti da Albania, Marocco, Cina, Camerun, Perù e Brasile. Un fatto eccezionale, tenuto conto delle normali difficoltà che gli stranieri incontrano nella ricerca di un posto: mancato riconoscimento dei titoli di studio, esclusione dai concorsi pubblici, diffidenze e pregiudizi. Si tratta del risultato di un lavoro comune, lungo due anni, che ha coinvolto, a vario titolo, la Città di Torino, l'Associazione Alma Terra e diverse organizzazioni sindacali. L'occasione è un ingente finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento degli Affari Sociali, ma determinanti sono le energie e, soprattutto, la rete di contatti attivata delle donne di Alma Terra. Dopo un periodo di trattative si avvia una prima selezione fra donne in età inferiore ai quaranta anni, nate in paesi extra U.E., con diploma o laurea. Le dodici selezionate iniziano un percorso formativo molto articolato; al termine tutte ottengono l'assunzione. "Neanche nei nostri sogni più folli, mai avevamo pensato ad opportunità di questo genere". Sono le parole di una delle donne prescelte, pronunciate alla conferenza stampa di presentazione del progetto. E sono le stesse parole che danno il titolo a una breve pubblicazione su questa particolarissima storia di pari opportunità. Farzaneh Gavahi, curatrice del volume con Maria Viarengo, parla di un ottimo risultato, che ha dato visibilità e posizioni altamente qualificate a donne generalmente confinate nei vincoli dei lavori di cura e di collaborazione domestica. Ma non solo, il progetto non è rimasto isolato. Attualmente si sta concludendo un percorso analogo con il CSI-Piemonte, a breve dieci donne saranno assunte come cassiere alla Coop e sono iniziate trattative con il Comune di Grugliasco per inserimenti lavorativi individuali. Con il progetto Dedalo, in collaborazione con il CNA, è stato creato un servizio di mediazione interculturale per la creazione e lo sviluppo di impresa, gestito interamente da donne straniere con alta scolarità. Il Centro Interculturale Il Centro Interculturale della Città di Torino dal 1996 propone percorsi di formazione per adulti e attività didattiche per giovani e scuole superiori, nell'ottica di favorire lo scambio fra nativi e migranti. Le attività avviate nei primi tempi erano destinate soprattutto a utenti italiani desiderosi di avvicinarsi alle culture dei nuovi concittadini. Negli ultimi due anni invece sono state incrementate le iniziative per gli stranieri. Il corso per referenti di comunità nasce da una rilevazione delle esigenze espresse dagli stessi stranieri: sviluppare competenze nella stesura di bilanci e progetti, migliorare i rapporti con le comunità di origine, individuare i canali per rapportarsi con le risorse della città. Alcuni dei partecipanti al corso hanno formato un gruppo di lavoro per cercare nuove strategie e opportunità di impiego delle nozioni acquisite. Nel frattempo, su sollecitazione di alcuni di loro, a gennaio 2004 è stato avviato un corso di lingua italiana per la scrittura con particolare attenzione alle regole per la stesura di lettere, documenti, relazioni, curriculum. Il Centro ha anche aderito al Progetto "Equal" sulla corretta immagine degli immigrati, promosso dall'OIM, dalla Caritas Diocesana di Roma e dall'Archivio dell'immigrazione, con due iniziative. A luglio 2003 ha organizzato un corso di aggiornamento per giornalisti stranieri, due dei quali hanno svolto uno stage alla Stampa e alla Rai di Torino; altri hanno iniziato a collaborare con Migra, la prima agenzia di informazione on line curata da stranieri residenti in Italia. L'altra iniziativa è invece rivolta alla costruzione di un archivio delle due comunità più numerose a Torino, quella rumena e quella marocchina.
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