InformaGiovani Homepage Rivista Informagiovani

articoli marzo/aprile 2003
lavoro










giovane falegname




MINUSIERI SI DIVENTA
"... è sempre meglio avere un mestiere in mano". Quante volte ce lo siamo sentito dire dai nostri vecchi? Era particolarmente vero negli anni duri del Dopoguerra, ma probabilmente continua ad essere vero anche oggi.
Se da un lato trionfano i mestieri da scrivania - ma un posto da impiegato si può perdere anche molto in fretta - di un idraulico, un tapparellista,
un falegname ci sarà sempre bisogno. Quindi, se abbiamo almeno un po' di manualità e di interesse di base, perché non provare ad imparare a fare, per esempio, il falegname?

di Federica Calosso
Un mestiere che può dare grandi soddisfazioni perché permette di arrivare a "costruire" un oggetto bello e funzionale, partendo da semplici assi di legno stagionato. "È un mestiere che si fa prima di tutto per passione", esordisce Beppe Peschera, 34 anni, falegname da cinque generazioni a Castagnole Monferrato (Asti). "Io avevo già il mio banchetto da lavoro a sei anni, ed era lo stesso che aveva già usato mio padre per imparare i primi rudimenti di questo mestiere. L'impresa, in cui adesso lavoro con mio padre è stata fondata dal mio bisnonno. Il mio trisnonno aveva iniziato facendo le botti per il vino, poi si è specializzato nelle lavorazione del legno e... arriviamo a noi".
Beppe ha "respirato" legno sin dalla prima infanzia, senza però trascurare la preparazione scolastica. Ha frequentato l'Istituto d'arte di Asti, nella sezione design e arredamento, con la specializzazione in ebanisteria. "A me sono sempre piaciuti l'arte e il disegno - dice Beppe - la scuola ti dà un indirizzo soprattutto nel disegno, che è fondamentale in questo lavoro, poi ti fornisce una conoscenza teorica di base che è necessario avere. Il lavoro vero e proprio, la capacità manuale necessaria per costruire un mobile - dal progetto al prodotto finale - si acquisisce giorno per giorno in bottega, provando e riprovando, sotto la guida di chi ha imparato a lavorare il legno prima di te".
Beppe ha iniziato a "lavorare sul serio" a 16-17 anni, a 20 anni ha fatto i suoi primi mobili. "Ma si impara sempre, anche adesso. Il lavoro è così: per ogni nuova esigenza che il cliente ti propone tu devi trovare una soluzione. Ci sono cento modi di fare un armadio: bisogna saper scegliere il legno giusto e poi trovare le tecniche migliori per arrivare al mobile finito. Mio nonno mi ha sempre detto di fare le cose bene, non lesinando sui materiali, sul tempo, anche forse perdendoci un po' dal punto di vista economico, ma solo in questo modo ci si fa un nome, si conquista il cliente che poi, anche dopo anni, ritorna e parla bene del tuo lavoro".
La passione di Beppe sono i mobili antichi. Conosce bene gli stili che ha studiato sui libri e anche visto dal vero in mostre e musei. Adesso si diletta nelle riproduzioni di ribaltine Luigi XVI o di cassettoni Luigi XV, con un particolare attaccamento allo stile piemontese. "Per fare una ribaltina così, con intarsi non troppo elaborati, con tutti i cassettini, lavorando con le tecniche antiche, con gli strumenti di una volta, a mano, senza macchine, ci vogliono 10/15 giorni. Al cliente costa circa 7 milioni e mezzo di lire. Per me è sempre una gran bella soddisfazione vedere il mobile che ho disegnato e costruito, finito, collocato nel salotto del cliente".
Beppe è nato in una famiglia di falegnami, spera che suo figlio ("...se e quando l'avrò") un giorno continui il suo mestiere. Ma non tutti hanno questa possibilità. Chi non ha un padre falegname, dopo aver seguito a scuola corsi specifici (di cui diamo i riferimenti più avanti), è bene che vada a imparare il mestiere in una buona bottega artigiana. "Anni fa non c'era più nessuno che voleva imparare così, sul campo. Adesso - sostiene Beppe - c'è un ritorno alle botteghe artigiane, al mestiere fatto di piccole cose, giorno per giorno. Anche perché da qualche anno c'è un ritorno al mercato dei mobili fatti su misura, i clienti ci sono. È un mestiere che ha un futuro".


Scuole e corsi
Le scuole che insegnano a conoscere e a lavorare il legno sono di due tipi: i corsi di formazione professionale rivolti principalmente a disoccupati con più di 25 anni e quelli degli istituti statali di istruzione secondaria che riguardano i giovani dai 14 ai 19 anni. Dopo, se la passione e l'interesse lo giustificano, ci sono corsi universitari e anche master di specializzazione, adatti però a formare più che altro manager dell'industria del mobile.
Dal prossimo mese di settembre 2003 all'Istituto professionale statale Plana di Torino partirà un nuovo corso di studi per ottenere la qualifica triennale di Operatore o il diploma quinquennale di Tecnico dell'industria del mobile e dell'arredamento. Già realizzato negli anni scorsi all'interno del carcere delle Vallette, questo è il primo corso in Piemonte attivato da un istituto professionale statale sulla lavorazione del legno. I primi due anni di studio (che portano alla qualifica di Tecnico) hanno una solida base culturale affiancata alle materie specifiche (tecnologia dei materiali e laboratorio, tecnica della produzione). "Dal terzo anno - spiega la vicepreside Piera Emanuel - sono previste 300 ore di stage annuali in aziende del settore. Le imprese si sono mostrate davvero interessate a questo nuovo corso; abbiamo avviato contatti con quelle dell'Unione Industriale, con i designer, con la Confartigianato per individuare le figure professionali più richieste". Gli operatori ed i tecnici diplomati al Plana saranno in grado di lavorare sia nelle botteghe artigiane che nelle grandi aziende del settore, anche in quelle che si occupano di design. Per i primi mesi di apprendistato presso le aziende si sta pensando di istituire alcune borse di studio.

Università
Per chi volesse specializzarsi a livello universitario esiste il Corso di Laurea in Tecnologie del Legno della Facoltà di Agraria presso l'Università di Firenze che ha il compito di preparare Tecnici delle lavorazioni e della commercializzazione del legno, con competenze di carattere tecnico, produttivo, commerciale e gestionale, nel settore delle lavorazioni industriali e della commercializzazione del legno, dei materiali derivati e dell'industria del legno.
Il corso di studi ha durata triennale ed è articolato in quadrimestri. Per conseguire il diploma universitario in Tecnologie del Legno lo studente deve acquisire 180 Crediti Formativi Universitari (CFU). L'attività di apprendimento comprende: forme di didattica assistita (lezioni, esercitazioni, seminari), forme di studio individuale (studio dei testi, preparazione degli esami, ecc.), forme di accertamento continuo del profitto (eventuali verifiche periodiche delle conoscenze acquisite). Un credito formativo corrisponde, per lo studente, ad un carico standard di 25 ore di attività. Ogni insegnamento del corso di studi comprende lezioni ed esercitazioni.
A livello universitario ci sono anche altre possibilità: il Corso di laurea in Tecnologia delle industrie del legno della Facoltà di Agraria di Padova, decentrato a Conegliano e a Vittorio Veneto.
Inoltre c'è il Master dell'Università di Bologna, rivolto a laureati, che si tiene a Rimini.
Tra le "Università del Legno" è d'obbligo a Torino citare l'Università dei Minusieri. Il termine piemontese "minusiè" deriva dal francese ed è sinonimo di "fine intagliatore", contrapposto a mastro di grosseria. L'Università dei Minusieri è stata fondata a Torino ufficialmente nel 1636, ma probabilmente esisteva già dal XIII Secolo. Nel 1654 la corporazione chiese al Duca Carlo Emanuele II un decreto affinché nessuno potesse esercitare l'arte del minusiere o intagliatore se non fosse stato prima approvato dall'Università. Chi voleva farne parte doveva eseguire un capo d'opera (o capo lavoro) per dimostrare le proprie capacità. Nell'ambito degli artigiani del legno, a fianco dei minusieri, ci sono gli ebanisti, specialisti nella lavorazione del mobile a intarsio, in ebano e altri legni pregiati. L'ebanista infatti era l'erede dell'antica arte della tarsìa, cioè la capacità di assemblare legni diversi, in una sorta di mosaico ligneo. L'Università dei Minusieri cessò ufficialmente di esistere nel 1844 con l'abolizione delle corporazioni da parte di Carlo Alberto. Tra i nomi illustri che ne fecero parte ricordiamo: Pietro Piffetti, Luigi Prinotto, Gabriele Capello, ebanisti e intagliatori che lavorarono spesso per casa Savoia e di cui possiamo ammirare le opere in diversi musei.
Ancora oggi però è possibile vedere l'insegna dell'Antica Università dei Mastri Minusieri, Stipettai e Carrozzai nell'omonima piazzetta, sul fianco della Chiesa di Santa Maria di Piazza, nel pieno centro storico di Torino. Pur non essendoci più una vera e propria Università, i migliori falegnami di Torino sono ancora riuniti in una Società di Mutuo Soccorso e sperano di poter aprire presto un vero e proprio museo con tutti i materiali della loro preziosa collezione di attrezzi e oggetti in legno. La Società conta oggi 240 soci e 180 imprese artigiane che operano nei settori dell'ebanisteria, dell'arte scultorea, nella decorazione, nel restauro.

 
INFO
 
  Istituto professionale Plana
Piazza Robilant 5, 10141 Torino
tel. 011.331005 - 331522

Corsi professionali riconosciuti:
- Centro di Formazione professionale Gabriele Capello
Via Pergolesi 119, 10154 Torino
tel. 011.2055793 - 2058104- 2420017;
fax 011.2058440
www.scuolesancarlo.org
mail: info@scuolesancarlo.org
segreteria@scuolesancarlo.org

- ENGIM Pinerolo
Via Regis 34, 10064 Pinerolo (TO)
tel. 0121.76675 - 393076 fax 0121.374289
www.engim.it/piemonte - www.engim.it/pinerolo/
mail: engim.pinerolo@engim.it

FORUM Centro Natale Capellaro
Via Circonvallazione 5, 10010 Banchette d'Ivrea (TO)
tel. 0125.612470 - 613773 fax 0125.612664
www.consorzioforum.org
mail: capellaro@consorzioforum.org

Scuola Artigiani Restauratori
Piazza Borgo Dora 61, 10152 Torino
tel. 011.5212922 fax 011.4310618
mail: scuolartigiani@libero.it

Università di Firenze, Facoltà di Agraria
Corso di Laurea in tecnologie del Legno
Via San Bonaventura 13, 50145 Firenze
tel. 055.30231.208 - prof. Marco Togni
mail: dutl@unifi.it

 
.
SOMMARIO DI QUESTO NUMERO

Archivio
ANNO
ricerca per numero e anno
ARGOMENTI
ricerca degli articoli per argomenti
SPECIALI
titoli degli speciali
PAROLA
ricerca per parola chiave