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articoli marzo/aprile 2003
scuola










mappamondo di numeri




DUE PIÙ DUE
Anche il grande Totò citava la frase "La matematica non è un opinione".
Ma cosa risveglia in noi questa parola? Due ipotesi: "Matematica? - con un allergia stampata sul volto - Non ci ho mai capito niente. Prendevo sempre gravemente insufficiente". Seconda versione: "Matematica? - con tono nostalgico - Ero così bravo a scuola". Queste, di solito, sono le più comuni reazioni di fronte alla parola "matematica", che rimane per lo più associata al tempo della scuola, alle serate trascorse chini sui libri per risolvere le famigerate equazioni o ai foglietti passati di mano in mano durante i compiti in classe.

di Fabrizio Cellai
Negli ultimi anni però la matematica sta provando a uscire dal suo isolamento scolastico e si presenta al mondo anche grazie ad articoli, libri divulgativi, film, mostre e programmi radiofonici. Basti pensare a un film come "A beautiful mind" (senza però cadere nel luogo comune che i matematici sono tutti pazzi, perché è falso), o al successo del libro "L'ultimo teorema di Fermat".
Ecco che, fra tutti quegli studenti per i quali la matematica insegnata a scuola non è poi così ostica, non pochi sono quelli che si chiedono se accettare la sfida di questa disciplina e farla diventare anche un mestiere. Ma cosa spinge un giovane a iscriversi alla Facoltà di Matematica, quali oscuri interessi si celano dietro a una materia che nell'immaginario comune viene associata all'aggettivo "difficile"?
Innanzi tutto bisogna dire che la matematica non è fatta di soli numeri. La cosa che in genere colpisce di più la matricola è che la matematica che s'insegna all'università è molto differente da quella generalmente insegnata alle scuole superiori. Infatti, mentre alle superiori viene in genere privilegiato il calcolo, nella preparazione universitaria ha anche molta importanza l'astrazione. Ecco perché, oltre che con i numeri, si ha molto a che fare con lettere latine, greche, ebraiche che vanno a comporre formule e teoremi, con diversi livelli di astrazione. D'altra parte è proprio l'astrazione la caratteristica che fa sì che la matematica sia il linguaggio delle scienze pure e applicate, dalla fisica all'informatica, dalla biologia all'ingegneria.
Ed è per questo che il mondo ha bisogno dei matematici: persone che sappiano sviluppare linguaggi che, nel presente o nel futuro, possano essere adatti a descrivere realtà complesse. Per buona pace di quei genitori che pensano ancora al lavoro sicuro per i propri figli garantito da facoltà 'più pratiche' ai loro occhi.
Quali caratteristiche bisogna avere per diventare buoni matematici?
Intanto ci vuole un po' di passione, come in tutto. E poi attitudine al rigore e alla logica, capacità di astrazione e inoltre non guasta mai l'intuizione per avventurarsi in spazi nuovi. Un interesse generale per le altre scienze che traggono e danno ispirazione alla matematica completa la descrizione del buon matematico. Se poi i computer non spaventano troppo, il gioco è quasi fatto perché vale sempre il detto che finché non si prova…
Una volta capito che la matematica sarà la propria missione, resta da capire dove dare sfogo alle proprie intuizioni o, più semplicemente, dove iscriversi.
Da qualche anno gli studenti torinesi che voglio iscriversi a matematica hanno un dilemma: vado all'Università o vado al Politecnico? Infatti due sono i corsi di laurea in matematica: quello dell'Università e quello in "matematica per le scienze dell'ingegneria" del Politecnico di Torino.
Il primo ha una lunga tradizione e offre la possibilità di scegliere fra diversi orientamenti che spaziano in tutti i diversi settori della matematica pura e applicata.
Il secondo, al suo quarto anno di vita, pur dando molta importanza a una solida preparazione di base, vuole formare soprattutto matematici che sappiano dialogare col mondo produttivo e dà quindi un'enfasi particolare alla matematica applicata.
La formazione matematica di base è necessariamente comune ai due corsi di laurea. Li differenzia il fatto che, nei primi tre anni, al Politecnico sono obbligatorie anche materie come chimica, elettronica e teoria dei segnali.
Lo studente, sia che si iscriva all'Università sia che si iscriva al Politecnico, potrà, dopo tre anni, conseguire la laurea e, con altri due anni di studio, arriverà alla laurea specialistica. Chi poi avrà la sensazione di non avere ancora studiato abbastanza potrà proseguire con ulteriori tre anni di dottorato di ricerca.
E poi, una volta raggiunta la laurea? Volendo classificare gli ambiti di impiego del laureato in matematica si può parlare di scuola, industria, servizi, università ed enti di ricerca.
Iniziamo dalla scuola, un ambito che, tra gioie e dolori, è noto a tutti. Per insegnare matematica nelle scuole medie inferiori e superiori, gli studi non terminano con la laurea: questa deve essere seguita da un corso di specializzazione chiamato SIS (Scuola interateneo di specializzazione per insegnanti). L'obiettivo della SIS è formare degli insegnanti, quindi lo studio si concentra molto sulla didattica e alla teoria si affianca la pratica nelle scuole. Insomma, l'idea è che uno non vuole diventare "prof di mate" (come si usa nel linguaggio studentesco) per terrorizzare generazioni di studenti, ma magari essere uno di quelli che sanno appassionare le classi e sanno far cogliere la bellezza, la sfida e il gioco che vivono dentro la matematica.
Vediamo invece cosa fanno i matematici impiegati nell'industria e nei servizi. In questo caso il quadro è molto variegato e complesso. Le occupazioni più tipiche sono quelle legate all'informatica (analisti e programmatori), e al lavoro in banche e assicurazioni. Ma anche altre vie sono percorribili: si incontrano matematici che si occupano di traffico veicolare, che lavorano in enti pubblici e industrie private come statistici. Addirittura si trovano matematici che collaborano con i medici in sala operatoria.
Infine ecco le prospettive per chi, dopo laurea e laurea specialistica, non è ancora stufo e vuole ancora continuare a studiare e imparare a "fare" la matematica. Innanzi tutto si tratta di vincere un dottorato a Torino (Università o Politecnico) o in altre sedi italiane o estere. Il proseguimento naturale di questo percorso è l'inserimento nell'università o in qualche centro di ricerca (anche se pochi, in verità, sono i centri di ricerca in Italia).
Terminando questa carrellata sugli sbocchi professionali è importante ribadire che le capacità più apprezzate del laureato in matematica sono la logica, il rigore, l'elasticità mentale di fronte a realtà complesse. Non è dunque affatto da escludere che queste capacità, sviluppate durante gli studi universitari, possano essere utilizzate e valorizzate in ambiti innovativi, diversi da quelli citati. In fondo la matematica non sembra essere quella cosa terribile che molti credono.

 
INFO
 
 
Struttura degli studi universitari

Formazione di I livello
Laurea (3 anni)
Formazione di II livello
Laurea specialistica (2 anni)
Formazione di III livello
Dottorato di ricerca (3 anni)

Contatti:
Presidenza del Consiglio di corso di laurea in matematica dell'Università presso Dipartimento di Matematica, via Carlo Alberto, TORINO,
tel 011 6702877, e-mail: mateinfo@unito.it
Presidente del corso di laurea in matematica per le scienze dell'ingegneria del Politecnico, Professor Giovanni Monegato
Dipartimento di Matematica, tel. 011-5647517
e-mail: monegato@polito.it

Siti web
Corso di laurea in matematica dell'Università di Torino: http://www2.dm.unito.it
Corso di laurea in matematica per le scienze dell'ingegneria del Politecnico di Torino: http://calvino.polito.it/politecnico/laurea/index.htm Inchiesta sui matematici nel mondo del lavoro: www2.dm.unito.it/inchiestalavoro/index.htm
La pagina web di un grande divulgatore: www.vialattea.net/odifreddi/index.html
Un museo per la matematica: www.math.unifi.it/archimede

Letture
Storie a sfondo matematico
L'uomo che sapeva contare, di Malba Tahan, Salani
Zio Petros e la congettura di Golbach, di Apostolos Doxiadis, Bompiani
Il teorema del pappagallo, di Denis Guedj, Longanesi

Storie "vere"
L'ultimo teorema di Fermat, di Simon Singh, Rizzoli
Apologia di un matematico, di Godfrey Hardy, Garzanti

Un libro di matematica
Che cos'è la matematica?, di Richard Courant e Herbert Robbins, Bollati Boringhieri
 
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