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articoli marzo/aprile 2003
attualità









satellite nello spazio


GALILEO IN CIFRE
30 satelliti
14 stazioni terrestri
3,6 miliardi di euro di investimenti
10 miliardi annui di fatturato annuo a regime
2004 l'anno in cui sarà lanciato il primo satellite
2008 l'anno in cui il sistema sarà pienamente operativo
150.000 nuovi posti di lavoro in Europa


SENZA FILI E NELLO SPAZIO
Il futuro corre sul filo. Anzi, no: il futuro delle tecnologie della comunicazione e dell'informazione è senza fili. È "wireless", come si dice in inglese. E proprio quello delle tecnologie wireless, cioè relative a sistemi ed applicazioni radiomobili e satellitari per trasmissione di voce e dati, è considerato un settore strategico per la trasformazione di Torino e del Piemonte.

di Marco Stolfo
Già da qualche tempo soggetti pubblici e privati hanno cominciato a lavorare insieme affinché il nostro territorio rafforzi e incrementi la propria presenza e la propria specializzazione in questo ambito. Sono stati effettuati studi e valutazioni. Si è partiti da quello che c'è - la presenza di centri di ricerca e sviluppo qualificati, di aziende leader a livello italiano e internazionale nel campo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) - per identificare bisogni e obiettivi, in termini sia di risultati scientifici e economici, sia di crescita occupazionale, e definire una strategia volta rispettivamente al loro soddisfacimento e al loro raggiungimento.
La prospettiva indicata è quella di creare nell'area piemontese un vero e proprio distretto tecnologico specializzato in generale nell'ICT e in particolare nel wireless.

Torino Wireless: dall'idea al progetto
È all'incirca a metà del 2000 che nasce l'idea di verificare l'esistenza, all'interno del sistema territoriale locale, delle condizioni favorevoli per valorizzare il proprio specifico potenziale nell'alta tecnologia. L'iniziativa, assunta dall'Associazione "Torino Internazionale", dall'Istituto superiore per le telecomunicazioni "Mario Boella", da enti locali e territoriali nonché da soggetti privati ha, quale primo obiettivo, l'individuazione dei punti di forza e debolezza della realtà torinese e piemontese e la definizione delle aree e delle modalità prioritarie di intervento.
Su questa base si inizia a parlare di "Torino Wireless" come di un progetto elaborato per dare un forte impulso allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione in particolare nell'ambito dell'area torinese. Emerge tra l'altro che a Torino e dintorni operano già oltre duemila ricercatori impegnati nello sviluppo dell'ICT e di questi circa settecento si occupano specificatamente di wireless, campo nel quale tra il 1995 e il 2000 sono stati conseguiti quindici nuovi brevetti "Made in To".
Vengono anche effettuate delle comparazioni, in base a diversi criteri e parametri, tra la situazione del Torinese e quella di altre città nel mondo caratterizzate dalla presenza nel loro territorio di poli di ricerca e sviluppo e di produzione impegnati nel campo dell'ICT. Il risultato più significativo riguarda proprio il sotto-settore del wireless, nel quale, in termini di numero di ricercatori, il divario esistente tra Torino e gli altri distretti considerati è quello più ridotto.
La conclusione è che è necessario costituire un vero e proprio distretto delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, cioè un'area definita non solo geograficamente ma anche in termini socioeconomici in cui viene attivata una strategia di rafforzamento delle attività di ricerca e di sviluppo dell'ICT, nonché di accelerazione dell'insediamento e della crescita delle iniziative imprenditoriali in questo stesso settore.
Su questo progetto si sono trovati d'accordo diversi soggetti, tra cui il Ministero dell'istruzione, università e ricerca (MIUR), la Regione Piemonte, la Provincia e il Comune di Torino, la Camera di commercio di Torino, l'Università, il Politecnico, l'Unione Industriale, Fiat, Alenia, Telecom e Motorola, che hanno seguito le fasi preliminari di "Torino Wireless" prima sottoscrivendo un Protocollo d'Intesa, poi costituendo un Comitato e infine dando vita ad una Fondazione, il cui scopo statutario è proprio la creazione del distretto tecnologico.

Un programma di azione di dieci anni
La realizzazione del distretto tecnologico subalpino dell'ICT, al quale concorreranno finanziamenti statali, regionali, provinciali e comunali accanto a investimenti dei diversi soggetti privati coinvolti, ha obiettivi precisi e ambiziosi.
Li sintetizza Rodolfo Zich, ex Rettore del Politecnico, Vicepresidente di "Torino Internazionale" e Presidente della Fondazione "Torino Wireless". "Considerato che il settore dell'ICT è destinato a crescere a livello mondiale e che a Torino esistono già da tempo realtà all'avanguardia in questo settore - spiega Zich - l'esistenza di un vero e proprio distretto tecnologico permette di rafforzare questa crescente specializzazione del nostro territorio nella direzione di far crescere la ricerca scientifica verso lo sviluppo di business, cioè nuovi brevetti e attività imprenditoriali che crescano o nascano attorno a queste innovazioni".
Gli fa eco l'Assessore al Lavoro e allo sviluppo della Città di Torino, Tom Dealessandri, per il quale il distretto si presenta come un "anticipatore di nuove tecnologie, che rende maggiormente competitivo un settore di per sé significativo nella realtà cittadina come quello dell'ICT, in modo da attirare nuovi capitali e favorire l'occupazione". Cerca di essere ottimista anche Renato Rabellino, responsabile regionale Telecomunicazioni della CGIL: "Dopo un periodo di transizione, in cui non sono mancati anche problemi e difficoltà, c'è la possibilità di rafforzare in termini sia di infrastrutture che di supporto all'innovazione questo settore che da noi è molto importante. Se verranno compiuti i necessari investimenti, l'occupazione ne trarrà beneficio".
La creazione del distretto "Torino Wireless" è finalizzata anche al raggiungimento di livelli di ricerca qualitativamente e quantitativamente comparabili ai migliori poli mondiali con l'obiettivo di attirare i migliori talenti a livello internazionale e di raddoppiare il numero dei ricercatori impegnati nel settore. Tra gli altri scopi ci sono l'incremento dell'incidenza dell'ICT sul prodotto lordo dell'area interessata dal 5% attuale all'8% o al 10% in un decennio, la costituzione di un fondo di raccolta di capitali pubblici e privati necessari a finanziare la nascita e la crescita di imprese e la costituzione di una cinquantina di nuove aziende, almeno la metà delle quali partecipate da ricercatori attivi nel distretto.
"Torino Wireless" comporterà un incremento dell'occupazione. L'accesso a questo genere di professioni dovrebbe essere agevolato, a livello di preparazione, sia in generale dalla stessa evoluzione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione - come dire: nuovi strumenti, nuove conoscenze, crescita culturale diffusa anche solo come utenti - sia in particolare dal mantenimento e dal rafforzamento delle relazioni tra "Torino Wireless" e il mondo della scuola e della formazione, a partire dall'esperienza già consolidata dell'Incubatore d'impresa del Politecnico e di quella analoga che si appresta ad avviare anche l'Università.
"In ogni caso si tratterà di nuovo lavoro qualificato e trasversale", è l'opinione di Zich, che però non nega che in questo ambito "ci saranno interessanti opportunità soprattutto per persone con attitudini e specifiche nelle discipline tecniche e informatiche, nell'elettronica e nelle telecomunicazioni".
Info: www.torino-internazionale.org

Prossima missione: Galileo
Mentre la partita "Wireless" è ormai entrata nel vivo, per Torino che, come recita uno slogan promozionale, "non sta mai ferma", è già pronta un'altra sfida, anch'essa di rango internazionale e legata alle nuove tecnologie.
Lo scorso 13 gennaio il Consiglio Comunale ha approvato la delibera che autorizza la partecipazione della Città alla costituzione del "Comitato promotore Galileo". L'obiettivo in questo caso è far assumere a Torino e al Piemonte un ruolo da protagonista nel programma comunitario che porta il nome dello scienziato pisano.
Si tratta di un'iniziativa che comporta la costruzione e il lancio in orbita di trenta satelliti entro il 2009, i quali forniranno servizi tecnologicamente avanzati a industrie e cittadini in diversi campi, dai trasporti al pronto soccorso, dalla giustizia e tempo libero. L'obiettivo è la creazione di un vero e proprio sistema europeo di radionavigazione satellitare, dato che per ora l'Europa utilizza il sistema statunitense GPS.
Il Comitato si impegna a sostenere le candidature della città e della regione ad ospitare nel loro territorio attività connesse con Galileo.
Anche in questo caso il punto di partenza è la presenza di specifiche competenze e potenzialità del tessuto produttivo, scientifico e tecnologico subalpino: vi operano, ad esempio, l'Istituto "Galileo Ferraris", l'Alenia e il Centro Ricerche Fiat; inoltre questo specifico campo si inserisce nei più ampi contesti del wireless e dell'ICT.
Il punto di arrivo auspicato è portare nel nostro territorio produzioni importanti legate alla realizzazione del programma o addirittura ospitare una sede dell'Agenzia europea Galileo, che verrà costituita nel 2005.
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