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GALILEO
IN CIFRE
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30
satelliti
14 stazioni terrestri
3,6 miliardi di euro di investimenti
10 miliardi annui di fatturato annuo a regime
2004 l'anno in cui sarà lanciato il primo satellite
2008 l'anno in cui il sistema sarà pienamente operativo
150.000 nuovi posti di lavoro in Europa
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SENZA
FILI E NELLO SPAZIO
Il futuro corre sul filo. Anzi, no: il futuro delle tecnologie
della comunicazione e dell'informazione è senza fili. È
"wireless", come si dice in inglese. E proprio quello delle
tecnologie wireless, cioè relative a sistemi ed applicazioni radiomobili
e satellitari per trasmissione di voce e dati, è considerato un
settore strategico per la trasformazione di Torino e del Piemonte.
di
Marco Stolfo
Già
da qualche tempo soggetti pubblici e privati hanno cominciato a lavorare
insieme affinché il nostro territorio rafforzi e incrementi la
propria presenza e la propria specializzazione in questo ambito. Sono
stati effettuati studi e valutazioni. Si è partiti da quello che
c'è - la presenza di centri di ricerca e sviluppo qualificati,
di aziende leader a livello italiano e internazionale nel campo delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) - per identificare
bisogni e obiettivi, in termini sia di risultati scientifici e economici,
sia di crescita occupazionale, e definire una strategia volta rispettivamente
al loro soddisfacimento e al loro raggiungimento.
La prospettiva indicata è quella di creare nell'area piemontese
un vero e proprio distretto tecnologico specializzato in generale nell'ICT
e in particolare nel wireless.
Torino
Wireless: dall'idea al progetto
È all'incirca a metà del 2000 che nasce l'idea di verificare
l'esistenza, all'interno del sistema territoriale locale, delle condizioni
favorevoli per valorizzare il proprio specifico potenziale nell'alta
tecnologia. L'iniziativa, assunta dall'Associazione "Torino Internazionale",
dall'Istituto superiore per le telecomunicazioni "Mario Boella",
da enti locali e territoriali nonché da soggetti privati ha,
quale primo obiettivo, l'individuazione dei punti di forza e debolezza
della realtà torinese e piemontese e la definizione delle aree
e delle modalità prioritarie di intervento.
Su questa base si inizia a parlare di "Torino Wireless" come
di un progetto elaborato per dare un forte impulso allo sviluppo delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione in particolare nell'ambito
dell'area torinese. Emerge tra l'altro che a Torino e dintorni operano
già oltre duemila ricercatori impegnati nello sviluppo dell'ICT
e di questi circa settecento si occupano specificatamente di wireless,
campo nel quale tra il 1995 e il 2000 sono stati conseguiti quindici
nuovi brevetti "Made in To".
Vengono anche effettuate delle comparazioni, in base a diversi criteri
e parametri, tra la situazione del Torinese e quella di altre città
nel mondo caratterizzate dalla presenza nel loro territorio di poli
di ricerca e sviluppo e di produzione impegnati nel campo dell'ICT.
Il risultato più significativo riguarda proprio il sotto-settore
del wireless, nel quale, in termini di numero di ricercatori, il divario
esistente tra Torino e gli altri distretti considerati è quello
più ridotto.
La conclusione è che è necessario costituire un vero e
proprio distretto delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione,
cioè un'area definita non solo geograficamente ma anche in termini
socioeconomici in cui viene attivata una strategia di rafforzamento
delle attività di ricerca e di sviluppo dell'ICT, nonché
di accelerazione dell'insediamento e della crescita delle iniziative
imprenditoriali in questo stesso settore.
Su questo progetto si sono trovati d'accordo diversi soggetti, tra cui
il Ministero dell'istruzione, università e ricerca (MIUR), la
Regione Piemonte, la Provincia e il Comune di Torino, la Camera di commercio
di Torino, l'Università, il Politecnico, l'Unione Industriale,
Fiat, Alenia, Telecom e Motorola, che hanno seguito le fasi preliminari
di "Torino Wireless" prima sottoscrivendo un Protocollo d'Intesa,
poi costituendo un Comitato e infine dando vita ad una Fondazione, il
cui scopo statutario è proprio la creazione del distretto tecnologico.
Un
programma di azione di dieci anni
La realizzazione del distretto tecnologico subalpino dell'ICT, al quale
concorreranno finanziamenti statali, regionali, provinciali e comunali
accanto a investimenti dei diversi soggetti privati coinvolti, ha obiettivi
precisi e ambiziosi.
Li sintetizza Rodolfo Zich, ex Rettore del Politecnico, Vicepresidente
di "Torino Internazionale" e Presidente della Fondazione "Torino
Wireless". "Considerato che il settore dell'ICT è destinato
a crescere a livello mondiale e che a Torino esistono già da
tempo realtà all'avanguardia in questo settore - spiega Zich
- l'esistenza di un vero e proprio distretto tecnologico permette di
rafforzare questa crescente specializzazione del nostro territorio nella
direzione di far crescere la ricerca scientifica verso lo sviluppo di
business, cioè nuovi brevetti e attività imprenditoriali
che crescano o nascano attorno a queste innovazioni".
Gli fa eco l'Assessore al Lavoro e allo sviluppo della Città
di Torino, Tom Dealessandri, per il quale il distretto si presenta come
un "anticipatore di nuove tecnologie, che rende maggiormente competitivo
un settore di per sé significativo nella realtà cittadina
come quello dell'ICT, in modo da attirare nuovi capitali e favorire
l'occupazione". Cerca di essere ottimista anche Renato Rabellino,
responsabile regionale Telecomunicazioni della CGIL: "Dopo un periodo
di transizione, in cui non sono mancati anche problemi e difficoltà,
c'è la possibilità di rafforzare in termini sia di infrastrutture
che di supporto all'innovazione questo settore che da noi è molto
importante. Se verranno compiuti i necessari investimenti, l'occupazione
ne trarrà beneficio".
La creazione del distretto "Torino Wireless" è finalizzata
anche al raggiungimento di livelli di ricerca qualitativamente e quantitativamente
comparabili ai migliori poli mondiali con l'obiettivo di attirare i
migliori talenti a livello internazionale e di raddoppiare il numero
dei ricercatori impegnati nel settore. Tra gli altri scopi ci sono l'incremento
dell'incidenza dell'ICT sul prodotto lordo dell'area interessata dal
5% attuale all'8% o al 10% in un decennio, la costituzione di un fondo
di raccolta di capitali pubblici e privati necessari a finanziare la
nascita e la crescita di imprese e la costituzione di una cinquantina
di nuove aziende, almeno la metà delle quali partecipate da ricercatori
attivi nel distretto.
"Torino Wireless" comporterà un incremento dell'occupazione.
L'accesso a questo genere di professioni dovrebbe essere agevolato,
a livello di preparazione, sia in generale dalla stessa evoluzione delle
tecnologie dell'informazione e della comunicazione - come dire: nuovi
strumenti, nuove conoscenze, crescita culturale diffusa anche solo come
utenti - sia in particolare dal mantenimento e dal rafforzamento delle
relazioni tra "Torino Wireless" e il mondo della scuola e
della formazione, a partire dall'esperienza già consolidata dell'Incubatore
d'impresa del Politecnico e di quella analoga che si appresta ad avviare
anche l'Università.
"In ogni caso si tratterà di nuovo lavoro qualificato e
trasversale", è l'opinione di Zich, che però non
nega che in questo ambito "ci saranno interessanti opportunità
soprattutto per persone con attitudini e specifiche nelle discipline
tecniche e informatiche, nell'elettronica e nelle telecomunicazioni".
Info: www.torino-internazionale.org
Prossima
missione: Galileo
Mentre la partita "Wireless" è ormai entrata nel vivo,
per Torino che, come recita uno slogan promozionale, "non sta mai
ferma", è già pronta un'altra sfida, anch'essa di rango
internazionale e legata alle nuove tecnologie.
Lo scorso 13 gennaio il Consiglio Comunale ha approvato la delibera che
autorizza la partecipazione della Città alla costituzione del "Comitato
promotore Galileo". L'obiettivo in questo caso è far assumere
a Torino e al Piemonte un ruolo da protagonista nel programma comunitario
che porta il nome dello scienziato pisano.
Si tratta di un'iniziativa che comporta la costruzione e il lancio in
orbita di trenta satelliti entro il 2009, i quali forniranno servizi tecnologicamente
avanzati a industrie e cittadini in diversi campi, dai trasporti al pronto
soccorso, dalla giustizia e tempo libero. L'obiettivo è la creazione
di un vero e proprio sistema europeo di radionavigazione satellitare,
dato che per ora l'Europa utilizza il sistema statunitense GPS.
Il Comitato si impegna a sostenere le candidature della città e
della regione ad ospitare nel loro territorio attività connesse
con Galileo.
Anche in questo caso il punto di partenza è la presenza di specifiche
competenze e potenzialità del tessuto produttivo, scientifico e
tecnologico subalpino: vi operano, ad esempio, l'Istituto "Galileo
Ferraris", l'Alenia e il Centro Ricerche Fiat; inoltre questo specifico
campo si inserisce nei più ampi contesti del wireless e dell'ICT.
Il punto di arrivo auspicato è portare nel nostro territorio produzioni
importanti legate alla realizzazione del programma o addirittura ospitare
una sede dell'Agenzia europea Galileo, che verrà costituita nel
2005. |