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articoli marzo/aprile 2003
tempo libero








ragazzo in bicicletta


Siti
www.biciedintorni.org
sito dell'omonima associazione di Torino
tel. e fax 011/888981

www.fiab-onlus.it
sito ufficiale della Federazione italiana amici della bicicletta

www.cittaciclabili.it
sito dell'Associazione italiana città ciclabili: come, dove, perché nelle metropoli in bicicletta

www.cittapossibile.org
muoversi in città senza inquinare

www.mobilitasostenibile.it
sito su tecniche e progettazione per una mobilità sostenibile

www.criticalmass.it
per conoscere e partecipare a Critical Mass

www.bicicletta.it

per gli appassionati della bicicletta in tutte le sue forme e specialità

www.bicinet.com
dalla mountain bike al ciclismo su strada

www.andareinbici.it
muoversi in e con la bici

www.cicloweb.it
turismo e bicicletta

www.ciclomarket.com
mira ad aggregare utenti finali, produttori e negozianti

www.biciclettaonline.com

i migliori prodotti ai migliori prezzi

IN SELLA!
La bicicletta da alcuni anni è nata a nuova vita, nel senso che è diventata per molti non solo un piacevole passatempo o uno sport (rinvigorito comunque, nonostante gli scandali dopping, da carismatici campioni quali Cipollini), ma il simbolo di uno stile di vita. Complice l'approccio "easy" della new economy, anche affermati professionisti si fanno ormai un vanto di girare in due ruote col loro computer nello zainetto a spalla.

di Daniela Finocchi
Simbolo di una "mobilità sostenibile", la bicicletta è la dimostrazione che, come afferma Julia Butterfly Hill, "ognuno può fare la differenza". Considerando che quattro litri di benzina consumati da un'auto contribuiscono a creare quasi 10 kg di anidride carbonica nell'atmosfera e che una sola macchina che percorre 1500 km al mese crea fino a 120 tonnellate di CO2 all'anno, i ciclisti sono veri paladini.
Eppure non esiste ancora una cultura diffusa al proposito, anzi gli incidenti in cui sono coinvolti i pedalatori aumentano di anno in anno, tanto da far proclamare da FIAB (la Federazione italiana Amici della bicicletta) e UISP il 2003 "anno della sicurezza stradale dei ciclisti" (che culminerà con un convegno nazionale da tenersi a febbraio a Bologna). Qualcuno ricorderà la pubblicità di un'automobile (poi ritirata quasi subito, in seguito alle proteste ricevute) dove il guidatore, innervosito perché un ciclista posava la mano sul suo cofano al semaforo, ingranava la marcia indietro facendolo cadere. Ed è sufficiente avventurarsi tra le vie cittadine per rendersi conto di quanto poco rispetto e attenzione ci siano nei confronti delle biciclette. Le stesse piste ciclabili sono spesso utilizzate come parcheggio di fortuna oppure per far passeggiare i cani e, dove sono tracciate in senso di marcia contrario alle automobili, diventano davvero pericolose.
Ciò non toglie le buone intenzioni degli amministratori locali che, anche se non ai livelli di certe città dei Paesi Bassi o di alcuni centri emiliani, non dimenticano i ciclisti nel tracciare i percorsi metropolitani. È stata pubblicata una nuova carta delle piste ciclabili esistenti e di quelle in corso di realizzazione che fa ben sperare per il futuro. Inoltre, il Comune di Torino si sta impegnando a favorire l'uso della bicicletta anche con misure strutturali ed interventi mirati quali l'incremento del parco bici esistente e dei cicloparcheggi, la gestione dei punti noleggio nei parchi, la progettazione di centri d'interscambio, la predisposizione di segnaletica specifica, programmi di educazione all'uso del mezzo, attività culturali e di promozione.


Mobilità sostenibile

A Los Angeles diversi livelli di allerta avvisano gli abitanti se quel giorno possono o no uscire di casa. La situazione non è molto diversa negli altri grossi centri statunitensi e forse è per questo che a San Francisco è nata Critical Mass, grazie alla quale una volta la settimana si assiste all'invasione pacifica delle strade da parte di migliaia di biciclette.
"Per tutti quelli che credono che un'auto di meno sia uno scopo comune - recita lo slogan - per costruire una nuova rivoluzione nel sistema dei trasporti, prendi una bici e unisciti a noi". Non è un movimento, non è un'associazione, non ci sono leader né sponsor, Critical Mass, come si legge nel sito internet a lei dedicato, è "un fantasma a due ruote che si aggira per il mondo", anche in Italia. A Torino, per esempio, ci si trova ogni secondo sabato del mese alle 15 nella piazza del Municipio.
Ma ci sono altri gruppi che perseguono scopi analoghi. Ecco così l'Associazione Italiana Città Ciclabili che tende a promuovere in Italia, in particolare nelle aree urbane, l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto e fruizione naturale del territorio. Oppure Mobilità Sostenibile, il cui sito internet è dedicato a tecniche e progettazioni sul tema. Oppure la torinesissima Bici & Dintorni che mira a promuovere il ciclismo urbano: un panorama a 360 gradi sulla bici in città, dai percorsi "alternativi" alle gite fuori porta, compresi negozi e riparatori suddivisi per quartiere.

A ruota libera
Va bene combattere l'inquinamento a suon di pedali quando ad accompagnarci è la dolce brezza primaverile, ma che fare nei gelidi mesi invernali? Niente paura, in soccorso arriva la tecnologia con un fornitissimo equipaggiamento di abbigliamento e accessori che riuscirebbero a tranquillizzare anche il più freddoloso spirito meridionale. Ecco così tute, cappelli, caschi, occhiali e scarpe di ultima generazione che uniscono leggerezza a efficacia. Sino alle borracce tecnologiche, che mantengono le bevande alla temperatura desiderata per molte ore, anche in presenza di condizioni climatiche differenti. E poi c'è il comfort, che rende il pedalare facile e fluido come non mai. Scarpini con la suola in carbonio e chiusura micrometrica o selle costruite con speciali materiali che conformano la seduta al soggetto, per non parlare delle pompe verticali che rendono il gonfiare le gomme l'operazione più semplice e pratica del mondo. Il tutto visibile e acquistabile anche via internet grazie agli ormai innumerevoli portali telematici che invadono la rete.

Sì, viaggiare!
C'è chi in bicicletta ha fatto il giro del mondo. Si tratta del piemontese Franco Monnet, tornato in patria nel maggio scorso, che ha tenuto un costante diario del suo pedalare sulle pagine di TorinoSette. Se questo vi pare eccessivo, potete sempre contare sul servizio treno + bici delle Ferrovie dello Stato, che vi consentirà di trasportare la vostra beniamina ovunque o quasi.
Per caricare la bici sui treni è necessario acquistare, e obliterare, l'apposito biglietto a tagliando valido 24 ore (il costo varia per Espressi, Intercity e viaggi internazionali, ma è comunque contenuto, dai 4 ai 12 euro circa). Sull'orario è indicato se un treno è abilitato a portare biciclette grazie al simbolo di una biciclettina nel riquadro in testa alla colonna, proprio sotto il numero del treno.

Un po' di storia
Senza andare sino a Chicago dove ha sede un noto Museo della Bicicletta d'America, chi è appassionato di vecchi esemplari e cimeli può trovare soddisfazione anche nella nostra penisola.
Ecco così il Museo della Bicicletta di Almenno S. Bartolomeo, in provincia di Bergamo (via Papa Giovanni 59, tel. 035.549198), nato dall'iniziativa e dalla passione di Tino Sana (e dalla sua amicizia con Felice Gimondi). Biciclette d'epoca, da passeggio e da corsa, in legno e in metallo fanno mostra di sé accanto a trofei e maglie di campioni.
Un'ampia panoramica, dal biciclo alla Graziella, si avrà visitando il Museo della Bicicletta a Pradleves, nato per iniziativa del comune in collaborazione con la Comunità Montana Valle Grana e l'associazione culturale Cevitou. Proprio a Pradleves, infatti, sono nati diversi campioni: Carlo Durando (6 Giri d'Italia dal 1911 al 1919), Giovanni Gerbi (il "diavolo rosso" del Giro d'Italia dal 1909 al 1912), Guido Saracco (corridore e produttore di biciclette dal 1932), Lucienne Aimar (vincitore del Tour de France del 1966). Al pubblico vengono presentate biciclette da passeggio e pezzi particolari del periodo compreso tra la fine del IXX secolo e il 1964 (anno nel quale si brevettò la Graziella). E poi, oltre ai cimeli dei campioni, anche attrezzature originali e funzionanti usate nella prima metà del secolo per la fabbricazione di biciclette.
Il legno fu il primo materiale utilizzato per la costruzione dei cerchi e dei telai, poi affiancato dal metallo. Oggi le biciclette sono costruite soprattutto in metallo leggero, oppure, per gli impieghi agonistici, in fibra di carbonio e materiali compositi. C'è però chi coltiva ancora l'antica abilità costruttiva, come Netco di Legnano, le cui biciclette in legno, firmate Tino Sanna, sono esposte al museo di Chigago. Oppure la raffinatissima e prestigiosa Pedersen realizzata nella algida Danimarca con cerchioni di legno, posizione di guida eretta, in tensostruttura. Si tratta dello stesso principio utilizzato nella costruzione dei ponti in ferro, con la disposizione al centro di un tirante che sostiene la sella-amaca, in grado di modellarsi al ciclista. Le biciclette in commercio, in serie limitata e numerata, sono quasi oggetti da collezione (circa 1500 euro).
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