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RECENSIONI
PunkMotoCross?? Cd Virgin 2002, 14,50 Euro Gradevole ma non memorabile, graffiante ma non incisivo, ruvido ma non ruspante. Si può definire sinteticamente in questo modo il contenuto di 'PunkMotoCross??', il disco, in circolazione già da un po' di mesi, che testimonia l'avvenuta trasformazione dei Medusa da più volte annunciata 'next big thing' del metal italiano a qualcosa d'altro, a metà tra punk melodico e power pop. Il quartetto torinese, nella non usuale formazione chitarra-basso-basso-batteria e con il prezioso supporto esterno della tromba di Amic Guerra e della voce di Caparezza, propone una sequenza di brani confezionati con mestiere, in cui si dosano con oculatezza stacchi e muri sonori, ritmiche e rumori, coretti e refrain. Il cd, che presenta anche una traccia multimediale, è ben introdotto da "Amici miei", "Essere" e "Un giorno di sole", offre una perla come la reggaeggiante "Papa Diegone" (con tanto di orchestra), trova nella petulante e appiccicosa "Mexico" il proprio brano di punta a misura di FM e dal primo all'ultimo brano ha in sé tutti gli ingredienti per essere un mix divertente di vigore e leggerezza. Peccato che dia l'impressione di essere troppo poco spontaneo per colpire realmente il cuore oltre che le orecchie. Info in rete: www.imedusa.it. Marco Stolfo L. BERZANO, R. GALLINI, C. GENOVA Liberi tutti. Centri sociali e case occupate a Torino Ananke 2002, 14,50 Euro Vede finalmente la luce il volume che raccoglie i risultati della ricerca su centri sociali e case occupate torinesi promossa e realizzata tra il 1999 e il 2001 dall'Osservatorio del Mondo Giovanile della Città di Torino. Il testo affronta l'argomento nei suoi vari aspetti, dalle posizioni politiche alle azioni sul territorio, dalle attività culturali agli eventi e alle manifestazioni, dalla presenza in internet alle altre strategie di comunicazione e al rapporto con i media. I suoi autori hanno cercato di descrivere la complessità, la dinamicità e la pluralità di situazioni alle quali dall'esterno viene attribuita l'etichetta apparentemente onnicomprensiva di "centri sociali". Sono sostanzialmente riusciti nell'impresa. Il risultato è infatti una fotografia per quanto possibile definita e fedele di una realtà sempre in movimento e trasformazione che, quasi per definizione, si presta poco a essere "oggetto" di studio. Una descrizione ben supportata da fonti documentarie di diverso genere (da segnalare la bibliografia e la webbografia conclusive), che, sebbene sia talvolta ridondante e in altri momenti sembri un po' sbrigativa (ad esempio per ciò che riguarda la musica), costituisce anche una lettura piacevole, oltre che interessante. Marco Stolfo |
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