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UNA
TRIBU' CHE VIAGGIA
di Fabrizio
Pezzana
Le
magie della scuola
Né
Harry Potter, né babbani, casomai studenti curiosi, consumatori
consapevoli, cittadini del mondo; già, perché ciò
di cui stiamo parlando non riguarda il Castello di Hogwarts; si tratta
proprio della vecchia, cara scuola, quella con la campanella alle 8,05,
col bidello perennemente impegnato alla decifrazione della Settimana
Enigmistica, quella col prof di ginnastica a cui battere le cicche,
col preside che occhieggia dietro torri di circolari ministeriali in
equilibrio precario sulla scrivania.
Quella scuola i cui studenti, secondo una recente ricerca dell'Ocse,
l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, sarebbero
mediamente più ignoranti dei pari età di altre nazioni;
condotta su 265.000 studenti appartenenti a 32 paesi di quattro continenti
ed articolata secondo tre parametri (la comprensione nella letteratura,
nella matematica e nelle scienze), ha visto i rappresentanti italiani
classificarsi al ventesimo (letteratura), ventiseiesimo (matematica)
e ventitreesimo posto (scienze).
Ma se è vero che la scuola rappresenta un po' lo specchio del
Paese di appartenenza, forse noi siamo affezionati ad una scuola pigra
ma curiosa, conflittuale e generosa, così poco normale, eppure
così straordinaria: in una parola, una scuola magica: magie come
la capacità di fare a meno di cattedre e banchi per andare ad
incontrare il mondo; di ricongiungere la cultura virtuale con quella
reale, il sapere di carta e quello di carne; di concepire l'apprendimento
non come travaso di nozioni, ma come riflessione su un'esperienza viva,
reale; insomma, la scuola come una tribù che viaggia.
Una
tribù che viaggia
Già,
il turismo scolastico, una definizione generica per un fenomeno variegato,
complesso, eterogeneo. Vediamo qualche cifra: secondo i dati forniti
dal Ministero della Istruzione relativi all'anno scolastico 2000/01,
l'attività di turismo scolastico ha coinvolto 7,5 milioni di
studenti, suddivisi in 370.000 classi appartenenti a 12.000 istituti
scolastici di ogni ordine e grado; calcolando una costo medio di 100
euro per viaggio e moltiplicandolo per il numero di classi coinvolte
e per il numero di alunni per classe si ottiene una cifra complessiva
di 750 milioni di euro, come dire oltre 1400 miliardi delle vecchie
lire.
Tutto questo si concretizza per il 32% in itinerari culturali, per il
12% in esperienza a contatto con la natura, per il 17% in visite in
singole città d'arte, per l'11% in itinerari che uniscono arte
e natura, infine per il 20% in viaggi verso le grandi capitali europee,
anche sotto forma di scambio fra classi. Considerando che si tratta
un turismo di bassa stagione, generalmente compresso tra il termine
del primo quadrimestre ed il rush di fine anno, si tratta sicuramente
di una quota di mercato appetita dagli operatori del settore.
Qualche
formula magica
Già,
ma siccome anche nella magia ci sono formule, cioè regole, è
bene dar loro un'occhiata per evitare brutte sorprese: si tratta delle
Circolari Ministeriali n. 291 del 14/10/1992 e n. 623 del 2/10/1996
che disciplinano il turismo scolastico in relazione alla normale attività
didattica, indicandone le finalità, le tipologie dei viaggi,
le modalità di partecipazione, le competenze dei vari organi
collegiali nella scelta ed organizzazione del viaggio, le forme contrattuali
da stipulare con i fornitori dei servizi di trasporto, alloggio, vitto.
Ancora, si segnala il Decreto Legislativo n. 111 del 17/3/1995, attuazione
di una direttiva CEE, che regolamenta tutte le forme, scolastiche o
private, di viaggio, vacanza ed i pacchetti turistici "tutto compreso"
(tutta questa normativa, assieme ad una sintetica scheda illustrativa,
può essere reperita sul sito www.treccani.it/iteronline/documetaz/scuolaleggi/viaggi.htm).
Entrando più nello specifico, occorre segnalare come la competenza
all'organizzazione dei viaggi e delle visite d'istruzione rientri nel
quadro più complessivo dell'autonomia scolastica. È infatti
il Consiglio di Classe, allargato alla partecipazione dei rappresentanti
degli studenti e dei genitori, a sottoporre al Consiglio d'Istituto
le proposte in merito all'effettuazione delle visite; d'altro canto
è questo organismo che fissa i criteri generali di programmazione
e di svolgimento delle visite guidate, decidendo in merito alle proposte
dei Consigli di Classe, tra l'altro anche in relazione alle disponibilità
finanziarie dell'Istituto, giacché il concorso economico richiesto
alle famiglie deve essere contenuto e comunque tale da non creare situazioni
discriminatorie.
Studiare viaggiando: come, dove, perché?
Le
normative fissano quattro diverse tipologie di viaggio: viaggi di integrazione
alla preparazione d'indirizzo, finalizzati all'acquisizione di esperienze
tecnico-scientifiche e a un più approfondito rapporto tra scuola
e mondo del lavoro; viaggi d'integrazione culturale, finalizzati ad
una maggiore conoscenza del proprio Paese attraverso la partecipazione
a manifestazioni culturali, mostre, località di interesse storico-artistico;
visite nei parchi e nelle riserve naturali nell'ambito di attività
didattiche relative alle problematiche ambientali; infine viaggi connessi
ad attività sportive, anch'essi a valenza formativa sotto il
profilo dell'educazione alla salute.
Ancora le finalità: sicuramente quella didattica, nel senso della
integrazione della normale attività scolastica, sia sul piano
della formazione generale della personalità degli alunni, che
sul piano del completamento della preparazione specifica finalizzata
al futuro ingresso nel mondo del lavoro, in un quadro di coerenza con
gli obiettivi didattici e formativi propri di ciascun settore scolastico;
ma anche finalità educative, acquisendo la consapevolezza delle
proprie responsabilità di cittadino nei riguardi della realtà
storica, culturale e ambientale, incoraggiando l'incontro tra culture
diverse, apprendendo attraverso momenti di vita e di confronto in comune;
infine, attraverso una normativa che definisce doveri ed obblighi dei
fornitori di servizi, rendersi consapevole dei propri diritti di consumatore.
E così, muniti di sogni e zainetto, prospettive formative e walkman,
e con la consapevolezza che se tutto andasse storto ci si può
sempre rivolgere al Telefono Blu (tel. 1780.08.08.08, www.telefonoblu.org),
non resta che portarsi alla stazione di partenza: King's Cross, binario
9 e tre quarti; buon viaggio, buone magie e buono studio!
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