LAVORO

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marzo/aprile 2002


 

 


1000 VETRINE

di Viviana Masi

"Cercasi Commessa/o": chissà quante volte ciascuno di noi, passeggiando per le vie del centro, ha letto quest'annuncio affisso alla vetrina di un negozio. Non è, infatti, così raro che, tanto i piccoli privati indipendenti quanto, soprattutto, grandi marchi e grande distribuzione reclutino nuove persone da inserire nel settore del commercio al dettaglio. La figura principalmente ricercata è quella del classico addetto alla vendita o commesso, appunto, ma i ruoli che si possono occupare acquisendo esperienza col tempo sono molti e variegati. Chi decide d'intraprendere questo lavoro può sceglierne anche le modalità: le aziende adottano una vasta tipologia di contratti. Dall'impiego solo nei fine settimana o a tempo determinato nei periodi in cui il giro d'affari ha escalations importanti - esempio classico sono le feste natalizie - o d'estate, per coprire le ferie del personale si passa ai più classici part-time e tempo pieno.
I primi contratti sono scelti, come rilevano le stesse aziende, dagli studenti che vogliono pagarsi l'Università o guadagnare qualcosa durante l'estate. Attenzione però: per usufruirne è comunque necessario essere iscritti nelle liste disoccupati dell'Ufficio di collocamento della propria città. Chi invece si è appena diplomato e desidera buttarsi nel mondo del lavoro, se portato ai rapporti interpersonali e affascinato dal commercio, può anche considerare quello di commesso come un mestiere a tempo pieno, tanto più che sono ottime le possibilità di carriera all'interno di un'azienda per coloro che possiedono attitudini intrinseche o acquisite sia nel rapporto col cliente che nella gestione delle vendite. In certi casi la laurea aiuta, sia per salire di livello sia per essere direttamente assunto con un ruolo più elevato nella gerarchia aziendale, ma non è strettamente necessaria per intraprendere questo mestiere in maniera soddisfacente.
Sono spesso ricercati ragazzi giovani e "apprendisti", senza esperienza alcuna nel settore, completamente da formare: la preparazione e la crescita di competenze del neo-assunto sono messe in atto direttamente sul campo.


Proporsi: come e perché
Quando le aziende cercano personale lo fanno sapere: annunciano le imminenti selezioni per la ricerca del personale attraverso il classico messaggio alle vetrine del punto vendita ma anche con inserzioni su giornali. Tenendo gli occhi aperti si possono cogliere facilmente le occasioni: il proprio curriculum in azienda può essere inviato, per proporsi, in qualsiasi momento ma, a maggior ragione, qualora si trovi l'annuncio che fa al caso proprio. Al momento, ad esempio, sono in corso di apertura nuovi punti vendita Decathlon in provincia di Torino e Milano: per candidarsi è possibile inviare un curriculum a questo indirizzo e-mail: rayon107.gruli224@decathlon.fr.
Circa 100 punti vendita dei marchi del gruppo tessile Miroglio, inoltre, apriranno prossimamente in tutta Italia e a Torino. Chi fosse interessato può inviare il proprio curriculum via fax al 0173.299550 oppure via mail all'indirizzo: risorse_umane@vestebene.com,(www.vestebene.it).
Si consiglia anche di consultare il sito www.auchan.it, da cui si può inviare in azienda un curriculum elettronico che verrà automaticamente smistato ai punti vendita più vicini all'interessato: è considerato dall'Ufficio centrale delle Risorse Umane il maggior canale di reclutamento.Sono previste assunzioni a tempo determinato per le prossime vacanze estive.
Quali sono le caratteristiche di cui deve essere dotata la persona adatta per questo lavoro? Gli esperti del settore rispondono.
"Avere un minimo d'esperienza è certamente preferibile quando ci si propone" spiega Elisabetta Viassone dell'Ufficio Selezione del Personale di Miroglio, grande gruppo tessile che detiene i marchi Elena Mirò, Motivi, Oltre, Caractère, e continuano: "Nel momento in cui introduciamo un giovane apprendista c'è però, naturalmente, la possibilità di avvicinarlo al mestiere con corsi di formazione aziendale". E per quanto riguarda le caratteristiche intrinseche, personali? "È fondamentale per noi - dicono- trovare persone sveglie, dinamiche aperte, sorridenti, che abbiano voglia di imparare".
Per quanto riguarda il settore dell'abbigliamento, le "regole" viste sopra possono valere per la generalità delle aziende. Nei reparti specializzati dei grandi centri commerciali o per gli articoli sportivi, invece, il personale deve avere determinate competenze tecniche. Queste possono essere apprese anche mediante corsi di formazione aziendale.
Alessandro D'Auria, responsabile dell'Ufficio di Selezione del Personale per l'area Nord-Ovest di Decathlon Italia, gruppo leader nella distribuzione di articoli ed abbigliamento sportivo, spiega: "Per i reparti in cui si trattano articoli particolarmente tecnici, nello sci, ad esempio, il personale richiesto possiede le conoscenze che gli permettano di meglio consigliare il cliente. Anche per gli altri reparti - continua - è comunque fondamentale essere persone attive, praticare sport a buoni livelli".
Per quel che concerne invece la grande distribuzione è Giovanni Mazza, direttore Risorse Umane della divisione ipermercati Auchan Rinascente, a chiarire: "La figura lavorativa che s'inserisce nei reparti in cui è prevista una vendita assistita o negli stand alimentari deve avere conoscenze specifiche per quell'area di vendita perché ha un rapporto diretto con il cliente, che affianca e consiglia nella scelta del prodotto. È certamente apprezzabile che tali competenze esistano al momento dell'assunzione, derivando magari da una precedente esperienza professionale ma, laddove così non fosse, è la stessa azienda a fornirle, attraverso corsi di formazione".
La precedente figura si differenzia, all'interno dell'ipermercato, dalla persona che si occupa, invece, dei banchi a libero servizio. Sua mansione principale è controllare e rifornire costantemente gli scaffali di prodotti poiché il cliente, in questi reparti, ha difficilmente bisogno di assistenza; su richiesta, deve essere comunque in grado di fornire informazioni.
Comuni alle due figure professionali sono invece le caratteristiche personali richieste. Mazza ne fa un elenco: "Cerchiamo, nel potenziale personale commerciale della nostra azienda, tanto il piacere di svolgere un servizio per il pubblico quanto la capacità di lavorare in gruppo, di giocare in squadra. È fondamentale poi essere forniti di dinamismo e di voglia e attitudine ad imparare".

La carriera
"Le persone che lavorano nei nostri punti vendita hanno, col tempo, possibilità di salire di ruolo: possono diventare prima responsabili di negozio, addetti alla vendita cui è affidata in più la supervisione contabile ed organizzativa; in seguito possono arrivare ad occupare anche il ruolo di responsabile commerciale, competente per un'intera zona di vendita. Non è raro neanche mandare un responsabile di negozio a gestirne uno nuovo nella stessa città" spiega Elisabetta Viassone.
Anche nella grande distribuzione le possibilità di carriera sono notevoli, buona volontà e capacità permettendo; il titolo di studi, come visto, non è determinante, purché si sia in possesso di un diploma, perché la carriera avviene in genere all'interno dell'azienda e su basi meritocratiche: "Tra tutti i nostri addetti impiegati nell'ipermercato, tanto nelle corsie quanto nei banchi alimentari, facciamo molta attenzione a cogliere delle caratteristiche vincenti. - spiega infatti Giovanni Mazza - I più promettenti hanno possibilità di iniziare un iter di formazione interna, della durata di due anni: sono affiancati dal caporeparto e diventano allievi caporeparto prima, secondi di reparto poi, fino a, se tutto procede per il meglio, assumere essi stessi la qualifica di capireparto. A distinguere i neolaureati è semplicemente l'essere assunti direttamente come allievi caporeparto". Molto simile è ciò che avviene da Decathlon: con una laurea in tasca si entra in azienda come responsabili di reparto, altrimenti si può crescere all'interno di essa.
Le aziende confermano la possibilità, col tempo, di passare anche dall'area commerciale a quella amministrativa: da ruoli che hanno comunque a che fare con la vendita a mansioni dirigenziali (direttore di punto vendita o responsabile delle risorse umane, per citarne alcune).
Oppure sembra proprio essere il contatto con la clientela la insostituibile peculiarità di questo lavoro, come racconta Marta, responsabile di un negozio di abbigliamento Pimkie www.pimkie.com: "Per chi svolge questo mestiere con passione, gli stimoli più forti e le soddisfazioni più grandi arrivano proprio dal rapporto col cliente, grazie al quale dimentichi ogni stanchezza e vedi quello del commesso come un lavoro tutto in positivo".

INFO
Donna al Lavoro: un utile servizio inserito in un progetto della Comunità Europea. Entrando nel sito "donnalavoro.ticonuno.it/mercato/mermenu.htm" e scegliendo l'area "vendita e commercializzazione", si possono trovare informazioni sulla situazione attuale delle donne appartenenti a tali categorie lavorative: dalle varie tipologie di attività all'interno del commercio alla situazione occupazionale, dal grado di soddisfazione e realizzazione personale a quello di istruzione delle lavoratrici.
Il sito fornisce anche indicazioni sulle caratteristiche e le competenze necessarie per intraprendere le professioni inerenti al commercio, concludendo che le donne possono, lavorando in questo campo, sfruttare ottimamente la loro forte comunicativa.
Sono consigliati anche libri che possono fornire un'idea del mestiere di venditore:
C. VIPPERMAN, L'arte di vendere al femminile. Professione venditrice: dalla sopravvivenza al successo, Franco Angeli 1992
G. LAZZARO, Professione venditore, Etas libri 1995
E. BELTRAMINI - M. CAROTTA, Le professioni della distribuzione, Etas libri 1995
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