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VETRINE
di Viviana
Masi
"Cercasi
Commessa/o": chissà quante volte ciascuno di noi, passeggiando
per le vie del centro, ha letto quest'annuncio affisso alla vetrina
di un negozio. Non è, infatti, così raro che, tanto i
piccoli privati indipendenti quanto, soprattutto, grandi marchi e grande
distribuzione reclutino nuove persone da inserire nel settore del commercio
al dettaglio. La figura principalmente ricercata è quella del
classico addetto alla vendita o commesso, appunto, ma i ruoli che si
possono occupare acquisendo esperienza col tempo sono molti e variegati.
Chi decide d'intraprendere questo lavoro può sceglierne anche
le modalità: le aziende adottano una vasta tipologia di contratti.
Dall'impiego solo nei fine settimana o a tempo determinato nei periodi
in cui il giro d'affari ha escalations importanti - esempio classico
sono le feste natalizie - o d'estate, per coprire le ferie del personale
si passa ai più classici part-time e tempo pieno.
I primi contratti sono scelti, come rilevano le stesse aziende, dagli
studenti che vogliono pagarsi l'Università o guadagnare qualcosa
durante l'estate. Attenzione però: per usufruirne è comunque
necessario essere iscritti nelle liste disoccupati dell'Ufficio di collocamento
della propria città. Chi invece si è appena diplomato
e desidera buttarsi nel mondo del lavoro, se portato ai rapporti interpersonali
e affascinato dal commercio, può anche considerare quello di
commesso come un mestiere a tempo pieno, tanto più che sono ottime
le possibilità di carriera all'interno di un'azienda per coloro
che possiedono attitudini intrinseche o acquisite sia nel rapporto col
cliente che nella gestione delle vendite. In certi casi la laurea aiuta,
sia per salire di livello sia per essere direttamente assunto con un
ruolo più elevato nella gerarchia aziendale, ma non è
strettamente necessaria per intraprendere questo mestiere in maniera
soddisfacente.
Sono spesso ricercati ragazzi giovani e "apprendisti", senza
esperienza alcuna nel settore, completamente da formare: la preparazione
e la crescita di competenze del neo-assunto sono messe in atto direttamente
sul campo.
Proporsi:
come e perché
Quando
le aziende cercano personale lo fanno sapere: annunciano le imminenti
selezioni per la ricerca del personale attraverso il classico messaggio
alle vetrine del punto vendita ma anche con inserzioni su giornali.
Tenendo gli occhi aperti si possono cogliere facilmente le occasioni:
il proprio curriculum in azienda può essere inviato, per proporsi,
in qualsiasi momento ma, a maggior ragione, qualora si trovi l'annuncio
che fa al caso proprio. Al momento, ad esempio, sono in corso di apertura
nuovi punti vendita Decathlon in provincia di Torino e Milano: per candidarsi
è possibile inviare un curriculum a questo indirizzo e-mail:
rayon107.gruli224@decathlon.fr.
Circa 100 punti vendita dei marchi del gruppo tessile Miroglio, inoltre,
apriranno prossimamente in tutta Italia e a Torino. Chi fosse interessato
può inviare il proprio curriculum via fax al 0173.299550
oppure via mail all'indirizzo: risorse_umane@vestebene.com,(www.vestebene.it).
Si consiglia anche di consultare il sito www.auchan.it, da cui si può
inviare in azienda un curriculum elettronico che verrà automaticamente
smistato ai punti vendita più vicini all'interessato: è
considerato dall'Ufficio centrale delle Risorse Umane il maggior canale
di reclutamento.Sono previste assunzioni a tempo determinato per le
prossime vacanze estive.
Quali sono le caratteristiche di cui deve essere dotata la persona adatta
per questo lavoro? Gli esperti del settore rispondono.
"Avere un minimo d'esperienza è certamente preferibile quando
ci si propone" spiega Elisabetta Viassone dell'Ufficio Selezione
del Personale di Miroglio, grande gruppo tessile che detiene i marchi
Elena Mirò, Motivi, Oltre, Caractère, e continuano: "Nel
momento in cui introduciamo un giovane apprendista c'è però,
naturalmente, la possibilità di avvicinarlo al mestiere con corsi
di formazione aziendale". E per quanto riguarda le caratteristiche
intrinseche, personali? "È fondamentale per noi - dicono-
trovare persone sveglie, dinamiche aperte, sorridenti, che abbiano voglia
di imparare".
Per quanto riguarda il settore dell'abbigliamento, le "regole"
viste sopra possono valere per la generalità delle aziende. Nei
reparti specializzati dei grandi centri commerciali o per gli articoli
sportivi, invece, il personale deve avere determinate competenze tecniche.
Queste possono essere apprese anche mediante corsi di formazione aziendale.
Alessandro D'Auria, responsabile dell'Ufficio di Selezione del Personale
per l'area Nord-Ovest di Decathlon Italia, gruppo leader nella distribuzione
di articoli ed abbigliamento sportivo, spiega: "Per i reparti in
cui si trattano articoli particolarmente tecnici, nello sci, ad esempio,
il personale richiesto possiede le conoscenze che gli permettano di
meglio consigliare il cliente. Anche per gli altri reparti - continua
- è comunque fondamentale essere persone attive, praticare sport
a buoni livelli".
Per quel che concerne invece la grande distribuzione è Giovanni
Mazza, direttore Risorse Umane della divisione ipermercati Auchan Rinascente,
a chiarire: "La figura lavorativa che s'inserisce nei reparti in
cui è prevista una vendita assistita o negli stand alimentari
deve avere conoscenze specifiche per quell'area di vendita perché
ha un rapporto diretto con il cliente, che affianca e consiglia nella
scelta del prodotto. È certamente apprezzabile che tali competenze
esistano al momento dell'assunzione, derivando magari da una precedente
esperienza professionale ma, laddove così non fosse, è
la stessa azienda a fornirle, attraverso corsi di formazione".
La precedente figura si differenzia, all'interno dell'ipermercato, dalla
persona che si occupa, invece, dei banchi a libero servizio. Sua mansione
principale è controllare e rifornire costantemente gli scaffali
di prodotti poiché il cliente, in questi reparti, ha difficilmente
bisogno di assistenza; su richiesta, deve essere comunque in grado di
fornire informazioni.
Comuni alle due figure professionali sono invece le caratteristiche
personali richieste. Mazza ne fa un elenco: "Cerchiamo, nel potenziale
personale commerciale della nostra azienda, tanto il piacere di svolgere
un servizio per il pubblico quanto la capacità di lavorare in
gruppo, di giocare in squadra. È fondamentale poi essere forniti
di dinamismo e di voglia e attitudine ad imparare".
La
carriera
"Le
persone che lavorano nei nostri punti vendita hanno, col tempo, possibilità
di salire di ruolo: possono diventare prima responsabili di negozio,
addetti alla vendita cui è affidata in più la supervisione
contabile ed organizzativa; in seguito possono arrivare ad occupare
anche il ruolo di responsabile commerciale, competente per un'intera
zona di vendita. Non è raro neanche mandare un responsabile di
negozio a gestirne uno nuovo nella stessa città" spiega
Elisabetta Viassone.
Anche nella grande distribuzione le possibilità di carriera sono
notevoli, buona volontà e capacità permettendo; il titolo
di studi, come visto, non è determinante, purché si sia
in possesso di un diploma, perché la carriera avviene in genere
all'interno dell'azienda e su basi meritocratiche: "Tra tutti i
nostri addetti impiegati nell'ipermercato, tanto nelle corsie quanto
nei banchi alimentari, facciamo molta attenzione a cogliere delle caratteristiche
vincenti. - spiega infatti Giovanni Mazza - I più promettenti
hanno possibilità di iniziare un iter di formazione interna,
della durata di due anni: sono affiancati dal caporeparto e diventano
allievi caporeparto prima, secondi di reparto poi, fino a, se tutto
procede per il meglio, assumere essi stessi la qualifica di capireparto.
A distinguere i neolaureati è semplicemente l'essere assunti
direttamente come allievi caporeparto". Molto simile è ciò
che avviene da Decathlon: con una laurea in tasca si entra in azienda
come responsabili di reparto, altrimenti si può crescere all'interno
di essa.
Le aziende confermano la possibilità, col tempo, di passare anche
dall'area commerciale a quella amministrativa: da ruoli che hanno comunque
a che fare con la vendita a mansioni dirigenziali (direttore di punto
vendita o responsabile delle risorse umane, per citarne alcune).
Oppure sembra proprio essere il contatto con la clientela la insostituibile
peculiarità di questo lavoro, come racconta Marta, responsabile
di un negozio di abbigliamento Pimkie www.pimkie.com:
"Per chi svolge questo mestiere con passione, gli stimoli più
forti e le soddisfazioni più grandi arrivano proprio dal rapporto
col cliente, grazie al quale dimentichi ogni stanchezza e vedi quello
del commesso come un lavoro tutto in positivo".
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INFO
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Donna
al Lavoro: un utile servizio inserito in un progetto della Comunità
Europea. Entrando nel sito "donnalavoro.ticonuno.it/mercato/mermenu.htm"
e scegliendo l'area "vendita e commercializzazione", si
possono trovare informazioni sulla situazione attuale delle donne
appartenenti a tali categorie lavorative: dalle varie tipologie
di attività all'interno del commercio alla situazione occupazionale,
dal grado di soddisfazione e realizzazione personale a quello di
istruzione delle lavoratrici.
Il sito fornisce anche indicazioni sulle caratteristiche e le competenze
necessarie per intraprendere le professioni inerenti al commercio,
concludendo che le donne possono, lavorando in questo campo, sfruttare
ottimamente la loro forte comunicativa.
Sono consigliati anche libri che possono fornire un'idea del mestiere
di venditore:
C. VIPPERMAN, L'arte di vendere al femminile. Professione venditrice:
dalla sopravvivenza al successo, Franco Angeli 1992
G. LAZZARO, Professione venditore, Etas libri 1995
E. BELTRAMINI - M. CAROTTA, Le professioni della distribuzione,
Etas libri 1995 |
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