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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/2002 | ||
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SCUOLA DI CREATIVITA' L'immaginazione è creatrice, la fantasia è creatrice, e la sua funzione è la base non soltanto dell'opera d'arte, ma anche della ricerca scientifica, persino per comprendere la matematica e la geometria deve operare l'immaginazione e, soprattutto, è base della vita quotidiana. Dato che l'immaginazionepesca dal reale, costruisce esclusivamente con materiali presi dalla realtà, per nutrirla dobbiamo crescere in un ambiente non repressivo, cioè ricco di stimoli e impulsi, a casa come a scuola. Per citare Gianni Rodari: "la mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni". E per continuare con la sua condivisibilissima idea, a fare l'uomo completo serve ciò che in apparenza non serve a niente, la poesia, la musica, il teatro, lo sport: "Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà - fedeli esecutori, docili strumenti senza volontà - vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione". Facendosi domande, sollevando problemi che altri non vedono, giudicando autonomamente, rifiutando le codifiche e i conformismi, ragionando al di fuori degli schemi. Chi meglio della scuola per promuovere la creatività, affrontando la realtà - la materia prima - da tutti i punti di vista? I tempi sono cambiati, ora c'è (o c'era) la scuola dell'autonomia, e ci stiamo abituando a sentir circolare nelle aule parole come progetto o laboratorio (il che presuppone una qualche produzione): molto nelle scuole materne ed elementari, poco nelle medie, ancora meno nelle superiori. E sempre con una gerarchizzazione delle materie, seppure appena incrinata dalla passione di alcuni professori e dalla volontà di certe istituzioni. Ma, evviva, una modestissima (e quindi non esaustiva) indagine sulle scuole del nostro territorio ci consente di tirare un respiro di sollievo. Alla scuola media Perotti di Via Tofane 22 a Torino, l'anno scorso ha preso il via il progetto "Parole, Segni, Immagini" con il bellissimo laboratorio di poesia realizzato dalla professoressa di inglese Lidia Chiarelli Actis, da Maria Fiorenza Verde, che da alcuni anni conduce l'attività di scrittura creativa, e dai loro studenti. Il laboratorio è iniziato sotto la guida della poetessa gallese Aeronwy Thomas Ellis, figlia del grande Dylan Thomas, poeta nazionale del Galles e una delle più importanti esponenti della poesia inglese contemporanea. Con la Thomas Ellis gli studenti hanno instaurato un proficuo rapporto epistolare: periodicamente la poetessa invia loro delle composizioni che gli studenti rielaborano portando a termine le storie iniziate da lei o scrivendo storie parallele. Altre volte la poetessa manda degli haiku, brevissime composizioni poetiche alle quali gli studenti "rispondono" con brevi pensieri sugli argomenti scelti da Aeronwy Thomas. E non è finita qui, c'è anche la ciliegina: parallelamente, dal Canada, l'artista Sarah Jackson sta insegnando ai ragazzi come abbinare un'immagine astratta ottenuta attraverso il computer (digital art) con una breve composizione poetica, e per questo ha inviato una decina di opere digitali, coloratissime digital works, alle quali gli studenti hanno risposto con alcune brevi poesie. Dai lavori di queste due artiste di fama internazionale i ragazzi partono per elaborare sensazioni, immagini e produzioni scritte, attraverso l'ascolto di sé e l'aiuto di un sottofondo musicale, e i risultati vengono pubblicati su "Apostrofo ribelle", il giornalino d'istituto realizzato da un gruppo di ragazzi che sanno usare il computer e compongono il comitato di redazione. Ecco i risultati: Windblown
Proseguiamo
con un altro progetto, questa volta oltre confine: "Comenius -
Cinema e solidarietà". In questo caso gli attori sono gli
studenti del Liceo Peano di Tortona e del Liceo scientifico statale
di Voghera insieme con colleghi francesi, belgi e spagnoli. L'obiettivo
generale del progetto è di contribuire alla formazione degli
studenti e di sensibilizzarli alla dimensione europea attraverso lo
studio della produzione cinematografica del proprio paese e di quelle
dei paesi coinvolti. Ecco il perché del titolo: gli studenti
imparano il linguaggio cinematografico propedeutico alla visione di
film sia a scuola che fuori; e le cinematografie altre, in questo caso
europee, possono fornire buoni strumenti per conoscere realtà
sociali e culturali vicine ma anche diverse: un punto di partenza per
sviluppare un atteggiamento di comprensione, rispetto e sensibilità
alle problematiche sociali. Passiamo
ora al progetto "I lettori si raccontano", che durante quest'anno
scolastico ha coinvolto ben dieci scuole superiori di Torino e provincia.
La proposta è partita dall'Associazione per il Premio Italo Calvino
e le scuole l'hanno accolta con entusiasmo. L'associazione opera da
anni nella ricerca, nell'analisi e nella diffusione della scrittura,
e negli anni 2000 e 2001 ha condotto un'indagine sulle esperienze di
lettura di circa 500 studenti del triennio. |
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