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marzo/aprile 2002








 

 


A SCUOLA DI CREATIVITA'
Generalmente, quando si parla di creatività a scuola ci si riferisce al gioco e alle attività espressive, relegandone il ruolo ai momenti di minor impegno e solo a determinate materie.
Sempre con l'idea che la creatività sia da riconoscere a pochi privilegiati - gli artisti -
e non a tutti gli uomini come modo di operare della mente umana, come attitudine comune.

di Maria Abbrescia

L'immaginazione è creatrice, la fantasia è creatrice, e la sua funzione è la base non soltanto dell'opera d'arte, ma anche della ricerca scientifica, persino per comprendere la matematica e la geometria deve operare l'immaginazione e, soprattutto, è base della vita quotidiana. Dato che l'immaginazionepesca dal reale, costruisce esclusivamente con materiali presi dalla realtà, per nutrirla dobbiamo crescere in un ambiente non repressivo, cioè ricco di stimoli e impulsi, a casa come a scuola.
Per citare Gianni Rodari: "la mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni". E per continuare con la sua condivisibilissima idea, a fare l'uomo completo serve ciò che in apparenza non serve a niente, la poesia, la musica, il teatro, lo sport: "Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà - fedeli esecutori, docili strumenti senza volontà - vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione". Facendosi domande, sollevando problemi che altri non vedono, giudicando autonomamente, rifiutando le codifiche e i conformismi, ragionando al di fuori degli schemi.
Chi meglio della scuola per promuovere la creatività, affrontando la realtà - la materia prima - da tutti i punti di vista?
I tempi sono cambiati, ora c'è (o c'era) la scuola dell'autonomia, e ci stiamo abituando a sentir circolare nelle aule parole come progetto o laboratorio (il che presuppone una qualche produzione): molto nelle scuole materne ed elementari, poco nelle medie, ancora meno nelle superiori. E sempre con una gerarchizzazione delle materie, seppure appena incrinata dalla passione di alcuni professori e dalla volontà di certe istituzioni.
Ma, evviva, una modestissima (e quindi non esaustiva) indagine sulle scuole del nostro territorio ci consente di tirare un respiro di sollievo. Alla scuola media Perotti di Via Tofane 22 a Torino, l'anno scorso ha preso il via il progetto "Parole, Segni, Immagini" con il bellissimo laboratorio di poesia realizzato dalla professoressa di inglese Lidia Chiarelli Actis, da Maria Fiorenza Verde, che da alcuni anni conduce l'attività di scrittura creativa, e dai loro studenti. Il laboratorio è iniziato sotto la guida della poetessa gallese Aeronwy Thomas Ellis, figlia del grande Dylan Thomas, poeta nazionale del Galles e una delle più importanti esponenti della poesia inglese contemporanea. Con la Thomas Ellis gli studenti hanno instaurato un proficuo rapporto epistolare: periodicamente la poetessa invia loro delle composizioni che gli studenti rielaborano portando a termine le storie iniziate da lei o scrivendo storie parallele. Altre volte la poetessa manda degli haiku, brevissime composizioni poetiche alle quali gli studenti "rispondono" con brevi pensieri sugli argomenti scelti da Aeronwy Thomas.
E non è finita qui, c'è anche la ciliegina: parallelamente, dal Canada, l'artista Sarah Jackson sta insegnando ai ragazzi come abbinare un'immagine astratta ottenuta attraverso il computer (digital art) con una breve composizione poetica, e per questo ha inviato una decina di opere digitali, coloratissime digital works, alle quali gli studenti hanno risposto con alcune brevi poesie.
Dai lavori di queste due artiste di fama internazionale i ragazzi partono per elaborare sensazioni, immagini e produzioni scritte, attraverso l'ascolto di sé e l'aiuto di un sottofondo musicale, e i risultati vengono pubblicati su "Apostrofo ribelle", il giornalino d'istituto realizzato da un gruppo di ragazzi che sanno usare il computer e compongono il comitato di redazione.
Ecco i risultati:

Windblown
The wind
ruffles your hair
and
excites my heart.

Silvia Giannone, 3^ A

Proseguiamo con un altro progetto, questa volta oltre confine: "Comenius - Cinema e solidarietà". In questo caso gli attori sono gli studenti del Liceo Peano di Tortona e del Liceo scientifico statale di Voghera insieme con colleghi francesi, belgi e spagnoli. L'obiettivo generale del progetto è di contribuire alla formazione degli studenti e di sensibilizzarli alla dimensione europea attraverso lo studio della produzione cinematografica del proprio paese e di quelle dei paesi coinvolti. Ecco il perché del titolo: gli studenti imparano il linguaggio cinematografico propedeutico alla visione di film sia a scuola che fuori; e le cinematografie altre, in questo caso europee, possono fornire buoni strumenti per conoscere realtà sociali e culturali vicine ma anche diverse: un punto di partenza per sviluppare un atteggiamento di comprensione, rispetto e sensibilità alle problematiche sociali.
I ragazzi analizzano i diversi aspetti di un film nazionale in una dimensione multidisciplinare, che coinvolge competenze tecniche, storiche, estetiche, linguistiche, filosofiche, ecc. e preparano il materiale di accompagnamento perché gli studenti degli altri paesi comprendano meglio il film e la realtà che descrive. I fortunati alunni producono anche materiali sonori e video di risposta agli stimoli sollecitati dai film degli altri paesi. Quest'anno agli studenti italiani tocca scrivere la sceneggiatura di un cortometraggio. Insomma, a scuola per spegnere la televisione ed entrare in sala, per diventare giovani spettatori in grado di apprezzare e valorizzare il cinema nazionale ed europeo non omologato al modello televisivo e americano, nel rispetto delle differenti identità culturali.

Passiamo ora al progetto "I lettori si raccontano", che durante quest'anno scolastico ha coinvolto ben dieci scuole superiori di Torino e provincia. La proposta è partita dall'Associazione per il Premio Italo Calvino e le scuole l'hanno accolta con entusiasmo. L'associazione opera da anni nella ricerca, nell'analisi e nella diffusione della scrittura, e negli anni 2000 e 2001 ha condotto un'indagine sulle esperienze di lettura di circa 500 studenti del triennio.
I ragazzi incontrano scrittori noti e producono un breve componimento in forma narrativa o di riflessione nel quale esprimono le loro considerazioni di lettori (o non lettori); una sorta di autobiografia mediata dai libri e dalla lettura. Quest'anno hanno partecipato al progetto due licei classici, tre scientifici, tre istituti tecnici e due istituti professionali. Gli scrittori Dario Buzzolan, Andrea Canobbio, Andrea Demarchi, Gian Luca Favetto e le scrittrici Consolata Lanza e Paola Mastrocola hanno raccontato agli studenti la loro esperienza come lettori, sollecitando domande, attivando memorie ed emozioni legate alla lettura e, più in generale, all'universo della finzione letteraria. Gli esiti confluiranno in un incontro tra studenti, addetti ai lavori e insegnanti nell'ambito della Fiera del Libro di Torino.
Educare alla creatività è dunque possibile.

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