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IN
SCENA DA PROTAGONISTI
di
Marco
Stolfo
Quante
volte l'abbiamo sentito: la creatività giovanile è importante.
Quante volte ce lo hanno detto: la creatività giovanile per ciascuno
è un bisogno primario e per la società è una risorsa.
Tuttavia, nonostante ci sia addirittura chi si pone il quesito più
marzulliano che amletico se "la vita è creatività
o creare e essere creativi aiuta a vivere meglio", quando si è
a scuola si ha spesso l'impressione che avere qualcosa da dire, da fare
e da pensare che esca dagli schemi dei programmi delle materie da studiare
sia considerato più una rottura, una distrazione e una perdita
di tempo che altro.
Proprio per chi va a scuola, però, qualcosa sta cambiando: "Saranno
Famosi" rimane una serie di telefilm americani, ma non mancano
nemmeno a Torino le opportunità per dare sfogo alla propria creatività.
Negli anni sono partite e poi cresciute molteplici iniziative che incoraggiano
la voglia di creare e di conoscere per fare e fare meglio. Tra musica,
teatro, danza, arti plastiche e figurative la scelta non manca: attività
che si sviluppano nel corso dell'intero anno scolastico, in cui la creatività
e la didattica si incontrano, e rassegne e concorsi diventate ormai
altrettanti appuntamenti fissi.
Quando
la scuola è SUPERiore
Tre
giorni di spettacoli e performance e una festa. Così si conclude
"Scuola SUPERiore", un progetto della Città di Torino
che ogni anno dal 1990 coinvolge insegnanti e studenti, tra l'inizio di
ogni anno scolastico e la primavera.
L'iniziativa ha molteplici obiettivi. Ai ragazzi delle scuole che vi partecipano
dà l'opportunità di essere protagonisti del progetto, sia
seguendo le fasi organizzative degli eventi, sia ovviamente presentando
le proprie creazioni al pubblico. I professori hanno invece la possibilità
di compiere un'esperienza didattica nuova, all'insegna del rapporto tra
scuola e creatività e di un diverso modo di relazionarsi con i
propri allievi. Studenti e insegnanti scoprono così una differente
maniera di lavorare insieme e insieme definiscono i temi e i linguaggi
espressivi oggetto di un laboratorio formativo-esperienziale (quello di
quest'anno riguardava la storia della danza) e individuano i personaggi,
per i quali la creatività si è trasformata in professione
(scrittori, registi, musicisti, artisti di vario genere), che vengono
invitati ad incontrare i ragazzi.
L'anno scorso sono stati 671 gli adolescenti torinesi protagonisti dei
tre pomeriggi di spettacolo di "Scuola SUPERiore", 2000 circa
gli spettatori delle loro 61 esibizioni (teatro, musica, danza e quant'altro)
e un migliaio i partecipanti alla festa conclusiva. Il gran finale dell'edizione
2002 della manifestazione è previsto per i prossimi 15, 16 e 17
aprile presso il Teatro Juvarra di Torino.
Lingue
e sconfinamenti
"ScuolaSUPERiore"
da qualche anno è diventata anche una manifestazione internazionale.
Dal 1997 collegato all'iniziativa-madre c'è anche "ScuolaSUPERiore
- Oltre confine", che prevede l'incontro tra studenti creativi
torinesi e coetanei impegnati in attività simili provenienti
da altri paesi d'Europa e del Mediterraneo. Alcuni gruppi hanno la possibilità
di partecipare ad altre analoghe rassegne che si tengono all'estero:
in Francia, Tunisia, Portogallo
Un altro progetto cittadino di respiro internazionale che promuove la
creatività dei ragazzi delle scuole è "Lingue in
scena!", di cui quest'anno è in programma la seconda edizione.
Mentre "ScuolaSUPERiore", in particolare per gli spettacoli
del pomeriggio, non si pone nessun limite di linguaggio espressivo,
genere o stile, questa rassegna ha anche sotto questo profilo precise
caratteristiche. Si tratta, come spiega il suo sottotitolo, di un "Festival
studentesco europeo di teatro plurilingue", nel quale convivono
la promozione dell'apprendimento delle lingue straniere, l'incontro
con la letteratura e i testi teatrali e lo scambio culturale. Per una
settimana, dal 18 al 23 aprile, cinque gruppi di studenti del Piemonte
e altrettanti gruppi stranieri (da Francia, Germania, Ucraina, Polonia
e Portogallo) presentano gli spettacoli sui quali ciascuno ha lavorato
durante l'anno e preparano insieme la rappresentazione plurilingue tratta
da "Le città invisibili" di Italo Calvino, che verrà
messa in scena nell'ultima serata, martedì 23 sul palco dell'Hiroshima
Mon Amour.
È
rock in pagella
Quello
musicale è uno degli ambiti nei quali più facilmente trova
spazio la creatività giovanile,la musica coinvolge sia chi la
suona sia chi la ascolta e quindi significa in ogni caso festa e aggregazione.
Da queste considerazioni di fondo è nata "Pagella Rock",
la rassegna-torneo che dal 1990 ogni primavera coinvolge i gruppi musicali
composti almeno in parte (il 50% dei componenti, secondo il regolamento)
da studenti delle scuole superiori, e comunque di età non superiore
ai 22 anni, di Torino, dell'area metropolitana, dei comuni della cintura
e, da quest'anno, anche della Valsangone.
Il meccanismo è semplice. Ogni gruppo invia un demo con tre brani
(la raccolta si è conclusa lo scorso 29 marzo) e le formazioni
selezionate partecipano alla manifestazione, articolata in tre fasi:
una eliminatoria, una semifinale alla quale istituti della stessa zona,
una sorta di play-off, ai quali accedono le band maggiormente votate
dal pubblico dei concerti della prima fase, e una finalissima, nella
quale si "scontrano" a colpi di accordi i gruppi fino a quel
momento più apprezzati. In quell'occasione - quest'anno l'appuntamento
è fissato per il 25 maggio ai Giardini Ginzburg - accanto al
voto del pubblico ci sarà il giudizio di un'apposita giuria,
chiamata anche a valutare il miglior testo originale, e tutto il concerto
sarà registrato per poi diventare una compilation. Sul palco,
accanto ai finalisti, anche il gruppo torinese Medusa e la band vincitrice
di un analogo concorso - Class Rock - che si tiene a Aix en Provence,
con il quale "Pagella Rock" è gemellata già
da qualche anno.
Il festival torinese si è trasformato sempre più in una
vera e propria rassegna musicale, un'occasione per i gruppi coinvolti
di farsi conoscere anche fuori città. Il "modello"
"Pagella Rock" è stato esportato in giro per l'Italia
- ad esempio a Cuneo, Milano, Genova, Udine, Bari, Roma e Ancona - e
il "torneo" musicale ha assunto quindi i connotati di un campionato
italiano. Le migliori sei band tra quelle che si aggiudicano le selezioni
cittadine partecipano a una finalissima nazionale.
Under
15 a teatro e in piazza
Spazi
e opportunità non mancano anche per i ragazzi più giovani.
A loro si rivolge il "Festival Under 15", che da tredici anni
persegue l'obiettivo di stimolare la creatività dei pre-adolescenti
coniugandola con senso di cittadinanza e sensibilità sociale.
L'iniziativa, coordinata dal Settore Gioventù della Città
di Torino, coinvolge giovanissimi e adulti, cioè insegnanti e
animatori, e si sviluppa durante tutto l'anno scolastico.
Sono circa mille gli under 15 coinvolti, che hanno l'opportunità
di scegliere tra diverse proposte di formazione e espressione. Si va
dalla creazione di oggetti ai laboratori di improvvisazione teatrale
condotti dalla compagnia C.A.S.T. e a quelli proposti dal Teatro Regio,
durante i quali i ragazzi familiarizzano con i diversi aspetti della
preparazione di un'opera (musica, canto, danza e scenografie). Il tutto
si conclude con una settimana di iniziative, dal 13 al 21 aprile, all'insegna
dello spettacolo e della solidarietà.
Si comincia con un primo allestimento da parte degli studenti protagonisti
del progetto "opera
ndo" de "Il piccolo spazzacamino",di
Benjamin Britten e Eric Crozier, al Piccolo Regio. La stessa opera verrà
riproposta con ben sette diversi finali il 19 aprile. Domenica 21 il
Festival occuperà Piazza Castello con la presentazione di spettacoli,
la costruzione di opere manuali collettive, l'organizzazione di giochi
per tutti e l'esposizione degli oggetti creati nel corso dell'anno.
Protagonisti della giornata, ovviamente, i ragazzi, impegnati con le
loro attività sia a divertirsi e a esprimere se stessi, sia a
sensibilizzare giovani e adulti su un tema sociale e a raccogliere fondi
a favore di un progetto di solidarietà. L'argomento scelto quest'anno
dal Comitato dei ragazzi (C.O.R.F.) è l'adozione a distanza.
Quanto si riesce a raccogliere tramite le offerte libere degli spettatori
e le vendite dei materiali prodotti e raccolti dalle classi durante
tutto l'anno sarà devoluto in favore di un'associazione di volontariato
torinese che da anni si occupa di animazione dei bambini e ragazzi in
città e di adozione a distanza in Brasile.
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