![]() |
SPECIALE | |
|
|
||
| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 02/2002 | ||
|
|
||
|
LA
CREATIVITA' E GIOVANE Scrittura creativa, pensiero creativo, soluzione ai problemi creativa, mente creativa, gruppo di lavoro creativo... e chi più ne più ne metta. In questi anni il termine creatività ha assunto una rilevanza tale, in tutti i contesti, da modificare profondamente il nostro modo di approcciarci alla vita. Come sempre succede nei casi in cui un termine diventa di uso corrente aumenta il rischio di confusione su che cosa si debba intendere. Rispetto alla creatività ciascuno di noi ne ha una sua idea a cui associa precise esperienze ed emozioni le quali rischiano di essere molto diverse dagli uni agli altri... E, allora, chi ha ragione? Chi è creativo? Proviamo a costruire una base comune. Creatività è la "capacità di rimaneggiare, trovare prospettive diverse, dare avvio a processi di rinnovamento partendo da elementi che ci sono noti". Detto in altre parole, nel preciso momento in cui cominciamo ad interrogarci sulle cose che ci interessano, a immaginarle da un punto di vista nuovo... siamo "creativi". Scopriamo così, che la creatività non è una qualità riservata a pochi eletti, ma al contrario, è una condizione onnipresente della nostra esistenza che ci permette, in ogni momento, di andare oltre i confini della routine, di giocare con l'immaginazione arricchendo così la qualità della nostra vita. Ebbene sì, è proprio l'immaginazione la linfa di cui si nutre la creatività e i dati da cui l'immaginazione prende spunto provengono dalla realtà. Questo ci fa capire il ruolo fondamentale dell'esperienza (che altro non è se non la possibilità di fare conoscenza e pratica delle cose in prima persona) in ogni atto creativo. Ma tutto questo discorso che cosa c'entra con i giovani e con la loro creatività? Ogni nuova generazione ha il compito di cogliere e trasformare il proprio presente in una visione capace di costruire un futuro nuovo e diverso. L'atto creativo, proprio perché non può essere separato dalla dimensione di ricerca, di esplorazione, di curiosità appartiene, per definizione, all'universo giovanile. Sono i giovani ad aver bisogno, più di tutti, di mettere in atto rituali che creino la condizione simbolica di una "seconda nascita". Una nascita che non prevede più i propri genitori biologici ma fa assumere direttamente a se stessi il significato del proprio essere-al-mondo. Un esempio di questo processo lo troviamo nelle forme in cui ciascuna generazione disegna e indossa "i propri panni": un elemento che sottolinea, di fatto, non solo l'appartenenza al proprio gruppo giovanile ma anche le scelte di rottura e differenziazione rispetto al mondo adulto. Questa capacità di inventare e trasformare non riguarda solo il modo di abbigliarsi ma caratterizza tutti i luoghi in cui i giovani abitano. È inutile dire che i prodotti di questa ricerca lasciano, molto spesso, gli adulti insoddisfatti e fortemente critici. Questo dissenso fa parte di un gioco, ormai millenario, che contrappone vecchie e nuove generazioni. Dice Esiodo nel 700 aC: "Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo, se deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi, perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile, irriguardosa e saputa. Quando ero giovane mi sono state insegnate le buone maniere e il rispetto dei genitori: la gioventù di oggi invece vuole sempre dire la sua ed è sfacciata". Eppure in questo gioco di potere c'è, tra gli adulti più lungimiranti, chi riesce a cogliere gli aspetti originali e arricchenti delle produzioni giovanili. Ne sa qualcosa il mondo della moda. Ma è soltanto il mondo dell'industria che deve accogliere la creatività dei giovani? Chi altri ne può trarre beneficio? Tutti gli adulti dovrebbero raccogliere questa sfida perché è la premessa non solo per incoraggiare i giovani nel loro percorso creativo ma anche scoprire che la creatività non conosce limiti d'età. Accogliere visioni nuove del mondo non può che aiutare tutti, noi adulti compresi, a renderlo migliore. |
.
|
||||
|
|
||||
|
||||
|