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marzo/aprile 2002














 

 

 


SVEGLIATEVI CREATIVI!
"Mi ci mancava anche un figlio artista...". Quanti sono i padri, le madri, gli insegnanti e gli educatori che considerano la creatività come un foruncolo adolescenziale da estirpare in fretta, per far posto a una sana concretezza nella vita adulta? Eppure si tratta di una forza in grado di sollevare il mondo, di rivoluzionare gli stili di vita, di modificare i rapporti tra le persone, di inventare tanti possibili futuri nuovi. Ecco come dare spazio alle proprie energie creative e come la Città, attraverso il settore Gioventù, favorisce e sostiene la libera espressione artistica.

di Mauro Marras

Spazio alle idee per cambiare il mondo
I due fondatori e progettisti della Apple Computers accumularono i primi capitali vendendo migliaia di macchinette elettroniche che permettevano di telefonare gratuitamente. Lo sviluppo in senso sociale della tecnologia, e quindi della sua diffusione di massa, nascono sempre al di fuori del mercato ufficiale, dalle idee di autentici outsider dotati di abbondante genialità. Cultura e tecnologia, per le giovani generazioni, smettono di essere pianeti lontani ma diventano strumenti fondanti del quotidiano, aumentando le possibilità di contaminazione tra elementi in apparenza distanti tra loro. Datemi una cantina, un vecchio magazzino abbandonato, un luogo "franco", sconosciuto o comunque off limits per genitori, educatori, insegnanti, e vi farò un musicista rock, un genio dell'informatica, un ballerino hip hop. La creatività sceglie strani luoghi per svilupparsi: ha bisogno di un laboratorio dove idee e stimoli del quotidiano, tecniche e linguaggi artistici possano essere smontati e frullati per dare qualcosa di nuovo, di diverso. Arte, tecnologia, musica, politica, che nella vita reale hanno funzioni definite, nel gabinetto del dr. Frankenstein perdono qualunque funzione per diventare fornitrici di parti della "Cosa nuova". La creatività giovanile è una straordinaria forza di rinnovamento sociale, che in una società sana è valorizzata e sostenuta. Tra i compiti di una società civile, e di rimbalzo delle sue espressioni istituzionali, c'è quello di utilizzare la forza creativa delle giovani generazioni come elemento propulsore per l'innovazione. I giovani sono per una comunità la principale risorsa, perché ne rappresentano il futuro generazionale, progettuale e culturale. Per Torino tutto ciò ha un valore particolare, impegnata com'è oggi nel ritrovare un'identità nuova e nuove prospettive per lo sviluppo.
Ecco dunque l'impegno a livello italiano ed europeo della nostra città nelle reti per la promozione della creatività giovanile: a Torino ha sede la presidenza del Gai, Associazione per il circuito dei giovani artisti italiani. Il Gai è una rete di oltre 30 città che attuano iniziative di promozione della creatività giovanile, attraverso rassegne nazionali (come, ad esempio, Pagella Rock) e borse di studio internazionali. La Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo ha portato cinque anni fa a Torino un migliaio di giovani creativi da tutta Europa; lo stesso avviene oggi con Big Torino. E circoli, locali di tendenza, gallerie offrono un panorama vivo e interessante, fanno comunicazione attraverso l'arte. Una città piena di idee. Diamogli spazio. Da spunti e tracce presi qua e là all'elaborazione di idee e concetti, alla comunicazione, la creazione collettiva, la comunità artistica, e via di nuovo dall'inizio: il magma creativo non smette mai di agitarsi. Bisogna essere capaci di raccogliere ogni tanto la schiuma. Raccoglierla e inserirla in un nuovo circuito di comunicazione: nuovi stimoli creano nuove idee, nuova comunicazione... un eterno movimento circolare. Alle istituzioni il compito di favorire e accompagnare sempre questo percorso circolare: un giovane che ha la possibilità di esprimersi sarà un cittadino felice, una società fatta di cittadini felici sarà una società felice. Non è così?

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