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COME
TI SPEDISCO IL TURISTA
di Marco Trucco
In Italia, secondo le ultime statistiche,
una persona su dieci lavora nel settore del turismo. In tutto, due milioni
di posti di lavoro, ed è un dato in costante crescita.Ma la cosa più
stupefacente è che le strade "ufficiali" per arrivare a lavorare a buoni
livelli in questo settore sono molto poche. E quindi al turismo, molto
spesso, si approda per caso, imparando sul campo. Difatti molti protagonisti,
compresi i dirigenti delle maggiori aziende, non hanno una formazione
accademica specifica. Solo recentemente, alcune delle Università italiane
più lungimiranti hanno iniziato a proporre corsi di laurea ad hoc e
creeranno, così come in Europa succede da decenni, dei professionisti
specializzati. Si capisce così perché il settore dei viaggi sia uno
dei più "accoglienti" per i giovani alla ricerca di un impiego. In più,
una delle caratteristiche tipiche del lavoro nel turismo è la stagionalità.
Quindi è possibile cominciare molto facilmente a tastare il terreno
anche per periodi brevi, ad esempio un'estate, senza vincolarsi con
un normale rapporto di dipendenza.
Le professioni
del turismo
Strano come molti pensino che lavorare nel settore dei viaggi, dopotutto,
non sia un "vero" lavoro. Fortunatamente, al di là delle apparenze superficiali,
la professione più richiesta non è quella dell'animatore da villaggio.
Ed anche se il turismo è un settore "povero", poiché le retribuzioni,
in generale, sono piuttosto modeste, esistono posizioni qualificate
e soprattutto molto appaganti. Come accade sempre più raramente, esistono
posti di lavoro in cui la creatività e la fantasia sono ancora riconosciute.
Il problema è che pochi, al di fuori di chi ci opera, conoscono veramente
come funziona e quanto sia complessa la catena di produzione di un pacchetto
turistico. La semplicissima distinzione che esiste tra un'agenzia di
viaggi ed un tour operator è un mistero per la stragrande maggioranza
degli italiani. Allora cominciamo anche noi da qui. I rami fondamentali
del turismo sono due: l'incoming e l'outgoing. Si parla di incoming
per definire l'insieme delle attività destinate ad accogliere turisti
stranieri in Italia. Quindi alberghi, agenzie ricettiviste, bus operator,
guide ed accompagnatori, organizzatori di congressi, ed enti di promozione
locale. L'outgoing, invece, opera sui flussi di turisti italiani che
fanno vacanza, in Italia o all'estero. È quindi il mondo delle agenzie
di viaggi, dei tour operator, delle compagnie aeree e degli enti del
turismo stranieri. L'Italia è un paese in cui questi due rami sono sviluppati
in modo piuttosto uniforme: abbiamo moltissimi stranieri da ospitare
e nello stesso tempo viaggiamo molto. Veniamo ora a vedere, più da vicino,
quali sono i mestieri tipici di ognuna di queste attività.
L'agenzia
di viaggi
Le agenzie di viaggi italiane, secondo l'ultimo censimento, sono poco
meno di 7 mila (più di 600 tra Piemonte e Valle d'Aosta) e vi lavorano
circa 47 mila persone. La figura professionale più diffusa è quella
dell'agente banconista, cioè colui che vende i viaggi. È il lavoro tipico
"di contatto", dove però, a differenza che per un commesso, è richiesta
una conoscenza ed un'esperienza personale non indifferente. Bisogna
conoscere in modo approfondito la geografia turistica, l'offerta dei
tour operator sulle singole destinazioni e bisogna possedere buone tecniche
di vendita. Si inizia a lavorare in agenzia, normalmente, subito dopo
il diploma di operatore turistico (che prevede già uno stage di lavoro).
Un banconista neoassunto percepisce tra 1,1 e 1,4 milioni al mese. Tra
i benefit di questo mestiere c'è la possibilità di partecipare ai viaggi
educational, sponsorizzati da tour operator o compagnie aeree per promuovere
una destinazione, far conoscere e valutare gli alberghi e i servizi
proposti. Ma il numero di educational organizzati è in sensibile calo,
ed un normale banconista non ha la possibilità di effettuarne più di
due-tre l'anno. Nelle agenzie più grandi si trovano figure più qualificate,
come l'agente di biglietteria. Per questa professione è necessaria la
conoscenza molto approfondita dei Gds (Global distribution systems)
cioè i sistemi computerizzati di prenotazione aerea. La qualifica di
agente IATA si ottiene raggiungendo un punteggio definito (60
punti), che certifica la partecipazione a corsi ufficiali di regole,
tariffazione e procedure necessarie per l'emissione dei biglietti. Queste
figure sono molto richieste nelle agenzie specializzate nel business
travel e riescono a spuntare stipendi migliori, commisurati anche all'esperienza.
Per legge, ogni agenzia deve avere un direttore tecnico. È in pratica
il responsabile (teorico) dell'agenzia. La qualifica di direttore tecnico
si acquisisce per esame regionale.
Il tour
operator
Nella complessa macchina di un tour operator (t.o.) emergono numerose
professioni. L'operatore ha il compito (non facile) di studiare, programmare
e proporre sul mercato viaggi organizzati. Al livello operativo di base
troviamo gli addetti al booking. Sono i "ragazzi" che raccolgono le
richieste di informazioni e di prenotazioni dalle agenzie di viaggi,
verificano la disponibilità del viaggio richiesto, elaborano il preventivo
e istruiscono la "pratica". Per lavorare in un booking è sufficiente
avere dimestichezza con i computer, poiché la maggior parte del training
è poi svolta dalle aziende. Le migliori prevedono anche la visita delle
principali strutture alberghiere proposte dal tour operator. Può essere
un tipico lavoro stagionale. Gli operatori hanno (normalmente per ogni
destinazione o area geografica) il rispettivo reparto programmazione.
Qui il lavoro è quello di creare gli itinerari, contrattare gli alberghi,
le agenzie locali nonché quello di compilare programmi di viaggio su
misura, e quello di produrre i cataloghi che vengono distribuiti alle
agenzie. Si accede alla programmazione di un t.o., normalmente, dopo
un'adeguata esperienza in agenzia, ma soprattutto dimostrando una conoscenza
perfetta della destinazione e di lingue straniere scritte e parlate.
Il settore operativo di un t.o. effettua le prenotazioni aeree ed alberghiere,
cura la costituzione dei gruppi e l'assegnazione delle guide. Anche
qui è fondamentale la conoscenza di almeno un Gds. Quasi tutti i tour
operator sono dotati di una rete di vendita. Si tratta dei promoter,
cioè agenti rappresentanti (monomandatari o plurimandatari) che si occupano
di visitare le agenzie di viaggi, informare sui prodotti e stimolare
le vendite. Per accedere a questa posizione, una tra le più remunerate
nel settore, con stipendi variabili tra i 50 e i 70 milioni/anno, è
necessario un curriculum spiccatamente commerciale e l'iscrizione all'albo
Enasarco degli agenti di commercio. In questo caso, normalmente, si
lavora come liberi professionisti (e larga parte dello stipendio deriva
dalle provvigioni). Pochi operatori optano per il rapporto di dipendenza
dei promoter. Completamente diverso (ed anche piuttosto ambito) tutto
il lavoro di assistenza. I t.o., normalmente, dispongono di residenti
in loco nei paesi su cui inviano più turisti. Questi hanno il compito
di accogliere i gruppi in aeroporto, risolvere eventuali problemi ed
insomma fare da rappresentanti del t.o. nel paese straniero. Per arrivare
a ricoprire questo ruolo è necessario innanzitutto dare la disponibilità
a risiedere all'estero per periodi lunghi (non meno di un anno), ma
si accede quasi esclusivamente per carriera interna. Molto diversa la
situazione dei tour operator che gestiscono villaggi. In questo caso,
il t.o. recluta personale in modo massiccio. Oltre agli animatori, che
spesso vengono selezionati da apposite agenzie, il villaggio richiede
barman, camerieri, cuochi, istruttori sportivi. Per altre mansioni,
come ad esempio il medico, il barbiere o l'estetista, gli operatori
cercano professionisti che siano di- sposti a lavorare per due-quattro
ore al giorno in cambio del volo e del soggiorno gratuito nel villaggio.
Call center
Le centrali di assistenza telefonica sono tra le realtà più attive nella
ricerca di personale. Quasi tutte le aziende del turismo, ormai, dispongono
di questo servizio verso la clientela o verso il trade, cioè fornitori
e rete vendita. Le compagnie aeree, ad esempio, mantengono dei call
center per dare ai clienti la possibilità di prenotare direttamente
un volo, per aiutare gli agenti di viaggi e per informare i clienti
sui programmi di fidelizzazione (le famose miglia). A Milano, il solo
call center del gruppo Qualiflyer impiega più di 100 operatori. Hanno
dei nutriti call center anche i network di agenzie (ad esempio Cisalpina)
e le catene alberghiere.
I Gds
I sistemi di prenotazione computerizzata (Gds) lavorano "dietro le quinte"
del turismo. Quattro grandi multinazionali (Galileo, Sabre, Amadeus
e Worldspan) si dividono il mercato, ed offrono buone prospettive di
lavoro a chi si laurea in informatica o ingegneria delle comunicazioni.
Anche queste società dispongono ed offrono posti nei call center di
help desk.
Le agenzie
di pr
Moltissime aziende del settore turistico affidano la loro immagine e
i rapporti con la stampa ad agenzie private di pubbliche relazioni (quasi
tutte con sede a Milano). Il candidato-tipo è un laureato in scienza
delle comunicazioni o lettere e deve conoscere a ottimi livelli almeno
una lingua straniera. Dato che alcuni dei migliori clienti sono enti
del turismo, se si conosce molto bene una destinazione turistica ci
si può proporre presso l'agenzia che ne cura la presenza in Italia.
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