SALUTE

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marzo/aprile 2001

 
 
 
 


IPSE DIXIT
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·"La sigaretta è probabilmente il solo prodotto che, se usato correttamente, uccide il suo compratore" (Prof. Thomas Zeltner, Direttore dell'Ufficio Federale della Pubblica Sanità tedesca)

·"La sigaretta è uno strumento di morte verso cui la neutralità non è possibile" (Organizzazione mondiale della Sanità)

·"La miglior sigaretta è quella che non è stata mai fumata" (prof. A. Blasi)

·"Due piante di grande importanza ci sono giunte dall'America, una per il nostro profitto, l'altra per la nostra rovina. La pianta benemerita è la patata, la pianta maledetta è il tabacco". (Alexander Von Humboldt, naturalista e geografo tedesco)

·"Smettere di fumare è facilissimo: io ci sono riuscito almeno venti volte" (Mark Twain)

SCHIAVI DELLE BIONDE
"Io? Posso smettere quando voglio! È che non voglio.". Quanti di noi si sono sentiti dare risposte simili, accennando alla presunta dipendenza da tabacco di un conoscente? Molti, probabilmente tutti. In effetti, non è proprio così...
di Sergio Capelli

Il tabagismo, è risaputo, è una forma di dipendenza sia fisica che psicologica, che crea al fisico del fumatore danni enormi, fino a portarlo, in molti casi, a malattie incurabili. Insomma niente scherzi. Ma come si inizia a fumare, perché si decide di accendersi la prima sigaretta? Sicuramente da escludere sono fattori fisici: l'organismo umano non ha nessun bisogno delle sostanze contenute nelle sigarette, anzi. I motivi che portano ad iniziare a fumare sono quindi di natura essenzialmente psicologica. Innanzitutto sono molti i "cattivi esempi": genitori fumatori, amici che "spingono" alla fumata collettiva, "miti" ritratti sempre con l'immancabile sigaretta penzolante dalle labbra, l'equazione fumo uguale mascolinità o ribellione. Già, perché alla sigaretta si è sempre associata l'idea del bad boy, del ribelle, bello e dannato, del duro. Vi ricordate James Dean, Robert Mitchum, Humphrey Bogart? Chissà poi perché: il fumatore è mediamente un uomo schiavo del suo vizio, lontano anni luce da quell'immagine di uomo tutto di un pezzo proiettata dai grandi personaggi del cinema. Insomma, il cinema hollywoodiano con i suoi miti è stato, nei tempi passati, uno dei migliori strumenti promozionali per le sigarette. Sarà un caso, ma tutti i colossi del fumo, dalla Philip Morris in giù, sono statunitensi. Oggi però i tempi sono cambiati: fra cause miliardarie contro i produttori di sigarette e divieti generalizzati, è difficile vedere una sigaretta accesa in un film, e quando il copione ne prevede una, possiamo essere certi che a fumarla, secondo il tipico moralismo made in U.S.A., sarà il cattivo di turno (chi non si ricorda il cattivissimo "uomo che fuma" del telefilm X-files?). Ma nonostante tutto i vecchi miti continuano ad esercitare la loro influenza sui più giovani, e le sigarette continuano ad essere fumate. Il fumo è dunque un vizio, un vizio molto costoso. Sia dal punto di vista economico che da quello sanitario. Sono molti gli organi che risentono della nefasta influenza delle sostanze liberate durante la combustione di una sigaretta. Innanzitutto l'apparato respiratorio. Il perché è facilmente intuibile, se si tiene conto di alcune nozioni. Ognuno di noi inspira ed espira mediamente 21.000-28.000 volte al giorno, immettendo quotidianamente nei propri polmoni circa 15.000 litri di aria (5 milioni e mezzo in un anno). Tutta quest'aria viene filtrata da una superficie alveolare di 70-100 mq. È ovvio che qualsiasi fattore nocivo influisca pesantemente sulla nostra salute. E in ogni boccata di sigaretta sono presenti almeno 1015 (un numero abnorme, provate a calcolarlo) particelle irritanti e ossidanti che sono le principali responsabili di malattie quali: bronchiti acute e croniche, enfisemi polmonari, episodi asmatici e irritazioni del sistema respiratorio. È invece il catrame contenuto nelle sigarette ad essere responsabile dei tumori polmonari. Inoltre il calore sviluppato dalla combustione può essere causa di tumori orali, laringei e alle corde vocali. Basterebbe questo per pensarci due volte prima di accendersi una sigaretta, ma non è tutto. Il fumo è la causa principale di malattie cardiovascolari in uomini e donne ed è associato al 30% delle morti causate da malattie coronariche. Inoltre un fumatore è maggiormente esposto sia a ipertensione arteriosa ed a un incremento del colesterolo, aumentando di molto le possibilità di essere colpito da infarto, che a emorragie cerebrali. Ma tutto ciò è discretamente risaputo. Ciò che, forse, è meno noto è che il fumo influisce negativamente anche sulla fertilità e sulla gravidanza. Una donna rischia menopause più precoci mediamente di circa due anni, l'uomo una forte riduzione della fertilità mediante una riduzione della densità dello sperma, del numero e della mobilità degli spermatozoi. Inoltre una donna incinta aumenta il rischio di aborti naturali, e comunque il pericolo di provocare un ritardo di crescita e di sviluppo del bambino, oltre ad una riduzione della capacità respiratoria, è molto elevato. È inoltre provato che attraverso la placenta non passa solo nicotina, ma anche alcune sostanze cancerogene che aumentano il rischio in età adulta. E, se tutto ciò non fosse sufficiente, sono molti anche i danni estetici che il fumo provoca. Innanzitutto le sostanze contenute in quelle nuvolette azzurrognole che inspiriamo decretano un precoce invecchiamento della pelle trasformando il nostro volto in una specie di cartina geografica, solcato da rughe che sembrano canyon. In secondo luogo la nicotina determina un calo delle difese immunitarie contro la placca dentale, determina un ingiallimento della dentina e accresce il rischio di gengiviti. Insomma è molto meglio non fumare o smettere di farlo. Per noi e per coloro che ci stanno attorno. E i metodi per farlo sono molti. Si va dalla classica tecnica comportamentale, che si basa sul superamento della dipendenza psicologica dalla sigaretta, alla conosciuta terapia nicotinica sostitutiva, che prevede la somministrazione di quantità di nicotina sempre minori mediante cerotti, chewing-gum, inalatori o spray nasali. Questi sono i metodi più noti, ma non i soli. Esistono tecniche che si basano sul disgusto, che costringono cioè il paziente a raddoppiare le sigarette fumate o ad accelerare il ritmo delle boccate, fino a provocare in lui un disgusto nei confronti delle sigarette. Esiste una terapia che si basa sull'ipnosi che, secondo gli ex fumatori, è una delle più efficaci. Infine terapie miste, che associano l'approccio comportamentale alla somministrazione di sostanze naturali o omeopatiche e metodi orientali quali l'agopuntura. Insomma, non fumare fa bene: - alla salute (sono già troppe le sostanze dannose che ogni giorno siamo costretti ad inspirare) - al portafoglio (con quel che risparmiate in un anno potete farvi una vacanza) - all'amore (i non fumatori sostengono che baciare un fumatore sia come baciare un posacenere.). Cosa aspettate a smettere?

 

UN PO' DI NUMERI

Ma quanto si fuma in Italia?

Le ultime statistiche della Doxa stimano nel 26% la percentuale degli italiani schiavi delle "bionde". Ma nello stesso documento si leggono dati preoccupanti sul fumo giovanile: fra i 14 e i 24 anni, i fumatori sono tre su dieci fra i ragazzi, poco meno della metà fra le ragazze, quasi ad indicare che l'equazione fumo uguale mascolinità e trasgressione è ancora ben radicata nell'immaginario giovanile.
Si fuma di più al centro-nord, con un dislivello elevatissimo fra la punta massima (Valle d'Aosta, 2,175 Kg/pers.) e quella minima (Puglia, 1,25 kg/pers.). In Italia muoiono per patologie correlate al fumo fra le 20 e le 30.000 persone all'anno. Ogni anno sono circa 4.000.000 le vittime del tabacco in tutto il mondo.
Un fumatore medio spende circa 1.500.000 lire all'anno per le sigarette.
20 sigarette al giorno riducono di circa 4-6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni, ovvero per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita.
Di 1000 maschi adulti che fumano: 1 morirà di morte violenta, 6 moriranno per incidente stradale, 250 saranno uccisi dal tabacco per patologie ad esso correlate.

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