IPSE
DIXIT
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·"La
sigaretta è probabilmente il solo prodotto che, se usato correttamente,
uccide il suo compratore" (Prof. Thomas Zeltner, Direttore dell'Ufficio
Federale della Pubblica Sanità tedesca)
·"La
sigaretta è uno strumento di morte verso cui la neutralità non
è possibile" (Organizzazione mondiale della Sanità)
·"La
miglior sigaretta è quella che non è stata mai fumata" (prof.
A. Blasi)
·"Due
piante di grande importanza ci sono giunte dall'America, una
per il nostro profitto, l'altra per la nostra rovina. La pianta
benemerita è la patata, la pianta maledetta è il tabacco". (Alexander
Von Humboldt, naturalista e geografo tedesco)
·"Smettere
di fumare è facilissimo: io ci sono riuscito almeno venti volte"
(Mark Twain)
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SCHIAVI
DELLE BIONDE
"Io? Posso smettere
quando voglio! È che non voglio.". Quanti di noi si sono sentiti dare
risposte simili, accennando alla presunta dipendenza da tabacco di un
conoscente? Molti, probabilmente tutti. In effetti, non è proprio così...
di Sergio Capelli
Il tabagismo, è risaputo, è una
forma di dipendenza sia fisica che psicologica, che crea al fisico del
fumatore danni enormi, fino a portarlo, in molti casi, a malattie incurabili.
Insomma niente scherzi. Ma come si inizia a fumare, perché si decide
di accendersi la prima sigaretta? Sicuramente da escludere sono fattori
fisici: l'organismo umano non ha nessun bisogno delle sostanze contenute
nelle sigarette, anzi. I motivi che portano ad iniziare a fumare sono
quindi di natura essenzialmente psicologica. Innanzitutto sono molti
i "cattivi esempi": genitori fumatori, amici che "spingono" alla fumata
collettiva, "miti" ritratti sempre con l'immancabile sigaretta penzolante
dalle labbra, l'equazione fumo uguale mascolinità o ribellione. Già,
perché alla sigaretta si è sempre associata l'idea del bad boy, del
ribelle, bello e dannato, del duro. Vi ricordate James Dean, Robert
Mitchum, Humphrey Bogart? Chissà poi perché: il fumatore è mediamente
un uomo schiavo del suo vizio, lontano anni luce da quell'immagine di
uomo tutto di un pezzo proiettata dai grandi personaggi del cinema.
Insomma, il cinema hollywoodiano con i suoi miti è stato, nei tempi
passati, uno dei migliori strumenti promozionali per le sigarette. Sarà
un caso, ma tutti i colossi del fumo, dalla Philip Morris in giù, sono
statunitensi. Oggi però i tempi sono cambiati: fra cause miliardarie
contro i produttori di sigarette e divieti generalizzati, è difficile
vedere una sigaretta accesa in un film, e quando il copione ne prevede
una, possiamo essere certi che a fumarla, secondo il tipico moralismo
made in U.S.A., sarà il cattivo di turno (chi non si ricorda
il cattivissimo "uomo che fuma" del telefilm X-files?). Ma nonostante
tutto i vecchi miti continuano ad esercitare la loro influenza sui più
giovani, e le sigarette continuano ad essere fumate. Il fumo è dunque
un vizio, un vizio molto costoso. Sia dal punto di vista economico che
da quello sanitario. Sono molti gli organi che risentono della nefasta
influenza delle sostanze liberate durante la combustione di una sigaretta.
Innanzitutto l'apparato respiratorio. Il perché è facilmente intuibile,
se si tiene conto di alcune nozioni. Ognuno di noi inspira ed espira
mediamente 21.000-28.000 volte al giorno, immettendo quotidianamente
nei propri polmoni circa 15.000 litri di aria (5 milioni e mezzo in
un anno). Tutta quest'aria viene filtrata da una superficie alveolare
di 70-100 mq. È ovvio che qualsiasi fattore nocivo influisca pesantemente
sulla nostra salute. E in ogni boccata di sigaretta sono presenti almeno
1015 (un numero abnorme, provate a calcolarlo) particelle irritanti
e ossidanti che sono le principali responsabili di malattie quali: bronchiti
acute e croniche, enfisemi polmonari, episodi asmatici e irritazioni
del sistema respiratorio. È invece il catrame contenuto nelle sigarette
ad essere responsabile dei tumori polmonari. Inoltre il calore sviluppato
dalla combustione può essere causa di tumori orali, laringei e alle
corde vocali. Basterebbe questo per pensarci due volte prima di accendersi
una sigaretta, ma non è tutto. Il fumo è la causa principale di malattie
cardiovascolari in uomini e donne ed è associato al 30% delle morti
causate da malattie coronariche. Inoltre un fumatore è maggiormente
esposto sia a ipertensione arteriosa ed a un incremento del colesterolo,
aumentando di molto le possibilità di essere colpito da infarto, che
a emorragie cerebrali. Ma tutto ciò è discretamente risaputo. Ciò che,
forse, è meno noto è che il fumo influisce negativamente anche sulla
fertilità e sulla gravidanza. Una donna rischia menopause più precoci
mediamente di circa due anni, l'uomo una forte riduzione della fertilità
mediante una riduzione della densità dello sperma, del numero e della
mobilità degli spermatozoi. Inoltre una donna incinta aumenta il rischio
di aborti naturali, e comunque il pericolo di provocare un ritardo di
crescita e di sviluppo del bambino, oltre ad una riduzione della capacità
respiratoria, è molto elevato. È inoltre provato che attraverso la placenta
non passa solo nicotina, ma anche alcune sostanze cancerogene che aumentano
il rischio in età adulta. E, se tutto ciò non fosse sufficiente, sono
molti anche i danni estetici che il fumo provoca. Innanzitutto le sostanze
contenute in quelle nuvolette azzurrognole che inspiriamo decretano
un precoce invecchiamento della pelle trasformando il nostro volto in
una specie di cartina geografica, solcato da rughe che sembrano canyon.
In secondo luogo la nicotina determina un calo delle difese immunitarie
contro la placca dentale, determina un ingiallimento della dentina e
accresce il rischio di gengiviti. Insomma è molto meglio non fumare
o smettere di farlo. Per noi e per coloro che ci stanno attorno. E i
metodi per farlo sono molti. Si va dalla classica tecnica comportamentale,
che si basa sul superamento della dipendenza psicologica dalla sigaretta,
alla conosciuta terapia nicotinica sostitutiva, che prevede la somministrazione
di quantità di nicotina sempre minori mediante cerotti, chewing-gum,
inalatori o spray nasali. Questi sono i metodi più noti, ma non i soli.
Esistono tecniche che si basano sul disgusto, che costringono cioè il
paziente a raddoppiare le sigarette fumate o ad accelerare il ritmo
delle boccate, fino a provocare in lui un disgusto nei confronti delle
sigarette. Esiste una terapia che si basa sull'ipnosi che, secondo gli
ex fumatori, è una delle più efficaci. Infine terapie miste, che associano
l'approccio comportamentale alla somministrazione di sostanze naturali
o omeopatiche e metodi orientali quali l'agopuntura. Insomma, non fumare
fa bene: - alla salute (sono già troppe le sostanze dannose che ogni
giorno siamo costretti ad inspirare) - al portafoglio (con quel che
risparmiate in un anno potete farvi una vacanza) - all'amore (i non
fumatori sostengono che baciare un fumatore sia come baciare un posacenere.).
Cosa aspettate a smettere?
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