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DO
YOU SPEAK ITALIAN?
I corsi di italiano
per stranieri, rarissimi nel panorama delle offerte didattiche e culturali
fino alla fine degli anni '80, sono ormai numerosi e articolati. Un breve
panorama delle opportunità presenti a Torino.
di Gianni Verdoliva
Molte delle offerte in campo culturale,
proposte da scuole, centri o altri organismi, nascono da nuove esigenze
da parte della popolazione. L'arrivo degli immigrati e la conseguente
necessità del loro inserimento ha fatto sorgere l'esigenza di
una nuova materia di insegnamento: la lingua italiana per stranieri.
L'insegnamento dell'italiano, però, in questo contesto non viene
inteso solo come indottrinamento lessicale e grammaticale, ma come strumento
di integrazione, di capacità di ascolto e di relazione con un
nuovo ambiente, come apertura verso una nuova realtà. Minoritario,
ma pur sempre rappresentativo, è il fenomeno di stranieri desiderosi
di imparare l'italiano come mero arricchimento culturale.
A
scuola di italiano
Per gli stranieri, giovani e adulti, che vogliono conseguire la licenza
elementare o media o che semplicemente intendono imparare l'italiano
esistono i CTP (Centri Territoriali Permanenti). Questi centri
di educazione per gli adulti, conosciuti come 150 ore e nati per insegnare
le conoscenze di base (scrivere, leggere, far di conto) agli adulti
italiani, si sono ormai specializzati nell'insegnamento agli stranieri.
Il corpo docente, composto da insegnanti statali, insegna in orari diurni,
preserali e serali e le classi vengono divise per livelli secondo il
grado di conoscenza della lingua. Come in molte altre strutture, le
situazioni variano molto e si trovano stranieri laureati con un buon
grado di conoscenza dell'italiano fino a persone analfabete nella lingua
di origine.
Le iscrizioni ai corsi scadono entro la metà di luglio ed è
possibile, attraverso dei test di passaggio, accelerare il processo
di apprendimento fino al conseguimento della licenza elementare o media
o al semplice attestato di frequenza. I centri sono seguiti da molti
ragazzi, alcuni dei quali frequentano regolarmente le scuole superiori.
Una situazione particolare è quella del CTP Parini, in piena
zona Porta Palazz; che, contrariamente agli altri centri che annoverano
anche italiani tra i propri allievi, si occupa esclusivamente di stranieri.
Ormai da 11 anni il centro accoglie stranieri adolescenti ed adulti,
offrendo varie attività di supporto all'italiano. Il grosso degli
studenti in questo caso è composto da arabi, albanesi e cinesi
e il centro, dopo un graduale passaggio dalla vecchia struttura delle
150 ore, gestisce ormai in maniera autonoma contenuti e metodi di insegnamento
e programmazione.
Formare
e accogliere
Due sono gli organismi sorti con lo scopo di accogliere e facilitare
l'inserimento degli stranieri nelle scuole.
Il CIDISS, tel. 011/5216072 (Centro Informazione Documentazione
Inserimento Scolastico Stranieri) nato da un protocollo d'intesa tra
Comune, Provincia, Regione e Provveditorato, si occupa di coordinare
i servizi di supporto, offrire consulenza, garantire formazione didattica
e orientamento agli studi.
"Le nostre attività sono molteplici - racconta l'Ispettrice
Mosca -, possiamo ricevere allo sportello ragazzini che hanno bisogno
di essere orientati, gestire progetti speciali e produrre materiale
didattico per allievi e insegnanti, senza contare la raccolta dati di
cui ci occupiamo che serve a monitorare il fenomeno stranieri a scuola.
Simile per intenti è la struttura del CEPEA (Centro per
l'Educazione Adulti), entrato in funzione da un anno e che si occupa
esclusivamente di iniziative di aggiornamento e di coordinamento dei
CTP, in collaborazione anche con l'Università e IRRSAE.
Le
realtà del volontariato
Diversi centri che si occupano della realtà dell'immigrazione
hanno anche attività didattiche per l'insegnamento dell'italiano.
Tra queste il Centro per donne Alma Mater, tel. 011/2464330,
rappresenta una realtà specifica. In un contesto totalmente al
femminile i corsi, organizzati da circa 2 anni e gestiti da insegnanti
volontarie, costituiscono per le straniere un'opportunità di
acquisire una parziale emancipazione imparando, attraverso la lingua,
a comunicare col mondo esterno. Le donne, all'inizio divise secondo
le comunità etnico/linguistiche di appartenenza, vengono poi
mescolate secondo il livello di conoscenza della lingua.
Le frequentatrici possono proseguire lo scambio culturale ottenuto frequentando
i corsi partecipando all'attività parallela di Alma Teatro, con
animazione verbale, musicale e corporea.
Anche il Servizio Migranti della Caritas tel. 011/2462092 offre
l'opportunità di imparare l'italiano con corsi della durata di
pochi mesi, finalizzati anche all'aggregazione e al raggiungimento di
un'abilità linguistica sufficiente per l'inserimento lavorativo.
Particolarmente significativa è l'esperienza del Centro Interculturale
di Via Frattini, 11 (tel. 011/4429700, www.comune.torino.it/cultura/intercultura,e-mail:
centroic@comune.torino.it)
che opera da 10 anni nel settore dell'insegnamento dell'italiano agli
stranieri. I giovani, che sono un terzo dei frequentanti, hanno a disposizione
anche laboratori di pittura, scrittura, cultura italiana, corsi di ginnastica,
ecc., tutte attività di supporto all'integrazione.
Patrizia Trebini del Centro mi ha raccontato la difficoltà nel
gestire con pochi fondi una immensa mole di lavoro, ma anche la grande
soddisfazione nel vedere legami di amicizia stringersi tra musulmani
e israeliani o tra stranieri e i pochi italiani presenti. "Mai,
afferma, ci sono stati problemi di disciplina, anzi, vediamo davvero
i ragazzi cambiati alla fine dei corsi."
Imparare
l'italiano d'estate
Molte scuole di lingue e centri di formazione a pagamento annoverano
anche l'italiano per stranieri tra le materie; tra gli iscritti ci sono
per lo più coniugi stranieri di italiani e personale di ditte
straniere che lavora in Italia.
In questo panorama riveste particolare rilievo la TUE (Torino
Università Estate, e-mail: relint@rettorato.unito.it). Sul modello
delle Summer School estere, la TUE, ideata dalla prof. Vittoz, docente
di lingua francese, propone corsi intensivi di lingua italiana associati
ad attività culturali, sportive e ricreative per un periodo di
oltre due settimane.
I corsi, frequentati prevalentemente da studenti e insegnanti stranieri
di lingua italiana, possono anche comprendere la sistemazione abitativa
nelle residenze universitarie. Il numero limitato di iscritti (non oltre
40, divisi per livelli) e le varie attività extra-didattiche
garantiscono un periodo di totale full immersion nella cultura italiana
in tutti i suoi aspetti.
Ormai alla terza edizione, la TUE, pur essendo a pagamento, eroga anche
delle borse di studio a studenti particolarmente meritevoli. Le iscrizioni
scadono a fine giugno e i partecipanti ricevono un attestato di partecipazione.
Tutti
i contesti dell'insegnamento della lingua italiana evidenziano un dato
di fatto: l'apprendimento della lingua è un modo per comunicare
e meglio inserirsi. Solo così gli stranieri, di qualunque situazione
e nazionalità, possono integrarsi e sentirsi, almeno in parte,
italiani essi stessi.
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