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STO
METTENDO SU CASA
"Cari mamma
e papà, vado a vivere da solo!". Quante gioie, ma anche quanti
dolori si nascondono dietro questa scelta.
di Fabrizio Cellai
Si sa, gli italiani storicamente
sono un popolo di mammoni, un popolo che faticosamente rinuncia al piatto
fumante di spaghetti al sugo. Ma qui stiamo parlando di problemi ben
diversi dai calzini rammendati e dalle camicie stirate con l'appretto
da mammà!.
Mettere su casa significa soprattutto farsi carico di costi e di imprevisti
che prima gravavano quasi interamente sul portafogli dei genitori, dalla
bolletta del telefono all'affitto, dal dentista all'automobile, dalle
scarpe che si consumano al televisore che si rompe, dalle cene al ristorante
con gli amici alle vacanze con il fidanzato.
Stiamo considerando il caso in cui si vada a vivere da soli, o in coppia,
senza il matrimonio di mezzo che cambierebbe le carte in tavola (vedi
liste nozze, mutui e affini).
Dunque, quanto costa per un giovane d'oggi, con un lavoro e una vita
normali, diventare indipendente?
Cominciamo dal trovare casa in affitto, che spesso diventa un mestiere.
Telefonate, sopralluoghi, agenzie di mezzo, ristrutturazioni, quinti
piani senza ascensore. Alla fine si scopre che un appartamento decente
di due camere e cucina a Torino costa dalle seicento alle ottocento
mila lire al mese a seconda della zona. In più bisogna aggiungere
le spese condominiali che in media si aggirano sulle cinquanta mila
lire.
Se si ha fortuna non bisogna aggiungere la percentuale per l'agenzia
immobiliare che fa da tramite (da una a due mensilità) e comunque
non si può scappare dalla cauzione che il locatore chiede al
momento della firma del contratto (da una a tre mensilità).
Senza dimenticare che da subito ci sono le volture dei contratti di
acqua, gas, elettricità e telefono; un attimo e parte mezzo milione.
Il passo successivo è il più impegnativo. Rendere abitabile
l'alloggio. Sperando di non dover rifare l'impianto elettrico o scoprire
che la vaschetta del water rimane incantata facendo tracimare l'acqua
nel bagno, c'è quasi sempre da togliere vecchie tappezzerie,
scrostare muri, stuccare, trapanare e dare il bianco.
Di solito è questa la fase in cui entrano in gioco gli amici
e il famosissimo olio di gomito. Decoratori e imbianchini possono essere
evitati decidendo di farsi i lavori da soli e assoldando anche qualche
amico volenteroso (offrendogli una pizza margherita in cambio, s'intende).
Finalmente la casa è quasi pronta per accogliere i nuovi inquilini.
Scatta l'ora del trasloco.
Trasloco che spesso inizia con una rinuncia, cioè quella di affidare
il lavoro ad una ditta specializzata in grado sì di finire il
lavoro in giornata, ma anche capace di costarti più di uno stipendio.
Ecco che anche qui si ripiega sulla soluzione più economica:
amici automuniti di station wagon un po' scassate e portapacchi montati
sulla vecchia "Panda". Inizia così un lungo pellegrinaggio
tra la casa dei genitori e il nuovo appartamento con scatole, scatoloni,
sedie, mobili smontati e mobili tutti d'un pezzo che faticano ad entrare
negli ascensori o a girare per la tromba delle scale senza lasciare
strisce indelebili sui muri appena tinteggiati.
In questa fase bisogna pensare anche alle cose che mancano perché
non si può lasciare mamma e papà senza il divano o il
frigorifero. Una buona soluzione, dopo avere recuperato tutto il possibile
dai parenti o nella casa in montagna dove la televisione rimane spenta
per tutto l'anno, è cercare nei mercatini dell'usato diventati
numerosi negli ultimi anni.
In questi bazar si possono trovare arredamenti in ottimo stato e aggiungendovi
una dose di buona volontà e un po' di fantasia si possono portare
a casa sedie da sverniciare, tavoli da risistemare o pensili da cucina
a costi contenuti.
La casa a questo punto è messa su e si può fare un primo
bilancio dei costi. Tra contratti, cauzioni, ristrutturazioni e arredamenti
indispensabili le spese per iniziare si aggirano tra i quattro e i cinque
milioni come minimo. Il che comporta avere comunque un piccolo capitale
da investire, anche se si va a convivere con un'altra persona.
Superata questa prima fase, inizia in tutti i sensi una nuova vita.
La novità investe sia l'aspetto psicologico (si cambia zona,
abitudini e magari anche gli amici non sono più gli stessi di
prima), sia pratico perché non c'è più nessuno
che ti gestisce il "quotidiano" come succedeva con i genitori.
E anche in questo caso l'aspetto che più salta agli occhi è
quello economico. Infatti, la novità è che standosene
semplicemente seduti sul nuovo divano a guardare la televisione o ad
ascoltare i vecchi dischi comprati in gioventù, si spendono comunque
soldi.
Proviamo a fare un conto su una media mensile, prendendo come modello
la solita normale coppia di giovani venticinquenni. Affitto e spese
condominiali si rosicchiano 800 mila lire; il riscaldamento almeno 110
mila lire; luce e gas sulle 50 mila lire; il telefono picchia forte
e si può ipotizzare una spesa di 120 mila lire; sul mangiare
è più difficile fare una stima, ma possiamo stare sulle
600 mila; l'automobile pesa sul bilancio sia per il consumo di benzina,
l'assicurazione e il bollo che per gli imprevisti (frequenti e salati
con macchine vecchiotte); ipotizziamo 150 mila. Rimangono i divertimenti
e l'abbigliamento per un cifra variabile tra le 100 e le 200 mila. Senza
contare le vacanze!
Il conto, a questo punto è presto fatto: oltre i due milioni,
tenendo presente che il canone della televisione andrebbe pagato e che
a Natale tendenzialmente qualche regalino lo si fa, almeno così
si ha qualche probabilità in più di ricevere un ferro
da stiro funzionante, vapore compreso per le pieghe delle camicie.
Una considerazione: da soli o in due, le spese non cambiano granché.
Una certezza: uno stipendio solo in casa non fa dormire sonni tranquilli
e soprattutto bisogna sperare che non si rompa nessun dente, altrimenti
son dolori, in tutti i sensi.
Ma lasciando gli aspetti economici, mettere su casa significa anche
mutare le proprie abitudini e, soprattutto, organizzare diversamente
la propria vita.
C'è la spesa al mercato, la lavatrice con il dilemma dei colori
che stingono, la polvere sui mobili, la cena da cucinare e i piatti
da lavare. Mansioni prima sconosciute da far coincidere ora con gli
orari di lavoro e/o studio.
"Tutto questo - confermano Elisabetta e Carlo, ventotto anni e
una nuova casa in centro - rappresenta il più grande cambiamento
nella nostra vita. È vero che i soldi ci servono per arrivare
giusti giusti alla fine del mese, ma facendo qualche sforzo e con un
po' di attenzione riusciamo anche ad andare in vacanza, magari ospiti
da amici".
"Cucinare non è un problema - sostiene Santina, neo single
-, anzi mi diverto perché riesco a sfogare la creatività
repressa da otto ore di ufficio. E poi è un'occasione per stare
insieme con gli amici, anche se poi lavare tutti quei piatti diventa
piuttosto noioso".
Viola, trent'anni, aggiunge sicura: "Se si vive da soli la lavastoviglie
è un lusso a cui bisogna cedere".
E allora avanti con le cene tra amici, tanto i piatti li lava qualcun
altro (non più mammà).
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