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marzo/aprile 2001

 
 
 
 





INFO
Le informazioni e i dati riportati nell'articolo sono reperibili e consultabili in Essere giovani, oggi.
Quinto rapporto IARD sulla condizione giovanile in Italia, Milano, 29 Novembre 2000.
L'indagine, che viene condotta ogni quattro anni sin dal 1983, è stata realizzata intervistando un campione rappresentativo della popolazione giovanile tra i 15 e i 34 anni di età, composto da 3000 soggetti di tutte le regioni italiane.
A Torino, secondo i dati diffusi dalla Regione Piemonte, nel 1999 erano residenti 111.529 ragazze e 120.485 ragazzi fra i 15 e i 34 anni, per un totale di 232.014 giovani.
DI CASA IN CASA
Tra le condizioni fondamentali per "diventare adulti", non solo dal punto di vista dell'essere socialmente riconosciuti tali, ma anche nel senso della percezione di sé, quindi del sentirsi tali, un passo importante sembra essere, oltre l'indipendenza economica, anche l'autonomia residenziale: insomma, tappa fondamentale viene considerata l'uscita dalla casa dei genitori e dalla tutela protettiva che essi quotidianamente esercitano.
di Giacomo Mottura

In Italia, per una parte cospicua di giovani, questo passaggio avviene decisamente in ritardo, non solo se si confronta la situazione con quella degli altri Stati membri dell'Unione Europea, ma anche rispetto a quanto accadeva nel nostro Paese nei decenni passati. La permanenza nella famiglia d'origine è, infatti, in aumento. È dopo i 25 anni che solitamente si iniziano a registrare i primi casi di realizzazione di una definitiva indipendenza abitativa e il fenomeno riguarda solamente circa il 30% dei 25-29enni; inoltre, ben il 16% dei 30-34enni vive ancora con i propri genitori e, anche se partecipa alle spese di casa, non sarebbe "capace" di gestire la propria vita autonomamente e predilige le comodità della "culla materna", anche se ciò comporta qualche compromesso sulla gestione degli orari o degli incontri con il partner.

Giovani in famiglia
In Italia sono scarse o mancano, quasi del tutto, politiche pubbliche che facilitino l'autonomia dei giovani, soprattutto se si paragona la situazione con l'abbondanza di borse di studio, finanziamenti a fondo perduto e crediti speciali presenti in altri Stati europei; ma, sebbene esistano evidenti difficoltà di origine economica e lavorativa, il distacco dalla famiglia, anche quando è possibile, è inibito da fattori di tipo culturale, affettivo e psicologico: infatti, ben i due quinti dei giovani lavoratori che continuano a risiedere con i genitori ritengono che il loro stipendio sia sufficiente per vivere autonomamente e, in ogni caso, non hanno mai provato in maniera concreta a rendersi indipendenti cercando un'abitazione propria. La vita in famiglia, dunque, non sembrerebbe caratterizzata da eccessivi vincoli e prospetterebbe un numero di vantaggi maggiori rispetto alla "fatica" di assumersi le responsabilità quotidiane che comporta la gestione di una casa! Ai giovani che restano in famiglia è, evidentemente, concesso un sostanziale esonero dai compiti domestici e dalle spese del bilancio familiare, oltre che una certa libertà di comportamento. Secondo quanto evidenziato dall'indagine statistica, relativa all'anno 2000, Essere giovani, oggi. Quinto rapporto IARD sulla condizione giovanile in Italia, la totale libertà di frequentare e ricevere amici in casa è confermata dalla stragrande maggioranza dei giovani (circa l'82%) e oltre il 60% dei ragazzi e delle ragazze fra i quindici e i trentaquattro anni non ha nessun tipo di vincolo per quel che riguarda le uscite serali e gli orari di rientro, anche se permangono alcune differenze di genere e fra le diverse classi di età (con l'aumentare degli anni aumenta conseguentemente il livello di libertà). Le cifre non sono sostanzialmente differenti per quel che riguarda il coinvolgimento nella vita domestica: il 71,4% degli intervistati non collabora per nulla o in modo saltuario a fare la spesa, il 77% per quel che riguarda le pulizie e l'82,7% nell'occuparsi delle pratiche burocratiche familiari. Anche se l'ambito viene ristretto alla propria camera da letto e ai propri spazi personali non è solitamente chiesto ai giovani un coinvolgimento diretto: meno della metà (circa il 47,9%) se ne occupa abitualmente.

L'uscita dalla casa dei genitori
La permanenza nella famiglia d'origine fino ad età avanzata coinvolge, dunque, tra necessità e scelta, numerosi giovani, anche se vi sono differenze consistenti di genere (nella fascia tra i 25 e i 29 anni è minima la percentuale fra i maschi che formano una nuova famiglia, mentre già un terzo delle ragazze è sposata o convive). I dati, inoltre, evidenziano come i rapporti all'interno della parentela continuino ad essere molto frequenti anche quando si esce di casa e si costituisce un nucleo autonomo: il 34,7% degli intervistati che abitano stabilmente fuori della casa d'origine vede tutti i giorni la madre e il 33,3% il padre; ancora più numerosi quelli che li frequentano almeno una volta alla settimana, infatti, le percentuali salgono al 42,1% per quel che riguarda la madre e al 39,4% per il padre. Il modello italiano, inoltre, si caratterizza per il fatto che i giovani, quando escono dalla casa dei genitori, vanno a convivere con il partner o affrontano direttamente il matrimonio: insomma, nella maggior parte dei casi, si esce da una famiglia con la prospettiva di crearne un'altra! Nonostante la presenza di orientamenti più aperti rispetto agli anni passati, se si confrontano i dati relativi all'uscita di casa con quelli riguardanti la creazione di una nuova famiglia si nota una forte coincidenza: il raggiungimento dell'autonomia dai genitori sembrerebbe, dunque, avvenire in concomitanza con l'avvio di una nuova vita di coppia...

La giovane coppia
Passaggio diretto e senza intoppi dalle leccornie e dalle cure della mamma a quelle della compagna?! Dalle analisi e dalle rilevazioni degli esperti emerge una crescita di interesse per forme di relazione di coppia poco vincolanti e sperimentali e per una generale maggiore disponibilità nei confronti della convivenza. Rispetto a tali orientamenti più "moderni" si riscontra, però, una tendenza a condividere visioni più "tradizionaliste" circa i compiti sociali degli uomini e delle donne all'interno della vita di coppia che delineano uno scenario non privo di contraddizioni. Sembrerebbe, infatti, che tra i principali motivi di disaccordo e di incomprensione nelle giovani coppie vi sia la partecipazione alle faccende domestiche che molti degli intervistati (circa un quinto) non ritiene adeguata. La stessa importanza, tra i problemi che agiscono negativamente sulla quotidianità, viene data anche ad altre questioni di fondo, come la scarsa condivisione di interessi culturali o la mancanza di coinvolgimento nei confronti della professione del partner. Complessivamente il disaccordo viene evidenziato e verbalizzato maggiormente dalle ragazze e sono proprio queste ultime a denunciare e sottolineare la scarsa condivisione delle faccende domestiche da parte dei compagni, oltre alle modalità contrastanti di vedere il mondo e ad una scarsa condivisione di passioni. Cerchiamo di entrare nei dettagli dell'indagine per approfondire la questione: dalla metà ai tre quarti delle donne si occupano prevalentemente di tutte le attività domestiche, tranne che le piccole riparazioni (nel 75% dei casi vengono svolte dai mariti/compagni); solo una parte minoritaria fra gli uomini si occupa regolarmente dei lavori di casa, anche quando si tratta semplicemente di coadiuvare la moglie/compagna; ma soprattutto, è importante sottolineare come molte giovani coppie usufruiscano, in maniera saltuaria o abituale, dell'apporto e dell'aiuto dei genitori. Complessivamente ben la metà degli intervistati viene supportata nelle faccende di casa dalla madre, circa un quarto dal padre e dal suocero, i due quinti dalla suocera. Si tratterà semplicemente di amore filiale e di protezione materna?!

 

 TABELLA
Transizione all'età adulta per classi d'età:
dati relativi all'anno 2000 (valori espressi in percentuale).
Classi d'età
15-17
18-20
21-24
25-29
30-34
Inserimento nel mondo del lavoro
2,3
21,2
38,5
56,6
72,8
Indipendenza abitativa
0,3
2,2
6,1
29,7
64,9
Matrimonio o convivenza
0,3
1,6
4,8
23,4
59,3
.
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