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L'AMBIENTE
METTE RADICI A SCUOLA
Ottobre 2000:
l'alluvione mette in ginocchio il Piemonte. L'esondazione del Po e di
alcuni suoi affluenti, a sei anni di distanza quella del Tanaro, mette
nuovamente a rischio il territorio piemontese.
di Emanuela Celona
Ancora oggi, per le strade di Torino,
si intravedono manifesti che chiedono: "Di chi è la colpa?" Risposta:
è nostra. Se straripano i fiumi, se respiriamo aria inquinata, se siamo
sommersi dai rifiuti, se corriamo verso l'esaurimento di risorse non
rinnovabili, la colpa è sempre nostra. E della nostra scarsa educazione
ambientale. "Ogni individuo ha un ruolo per mantenere, salvaguardare,
e migliorare la qualità dell'ambiente". Questo è quanto dice la Carta
dei principi per l'educazione ambientale orientata allo sviluppo
sostenibile (Fiuggi, 1997) che definisce l'educazione ambientale
una cultura destinata alla conservazione e alla valorizzazione delle
risorse naturali. Certo è necessario un cambiamento di mentalità che,
basandosi sul rapporto tra l'individuo e la realtà in cui esso vive,
concepisca l'educazione ambientale un'esperienza, iniziata a scuola,
ma che prosegue in un apprendimento continuo, anche in età adulta. In
questo contesto il Ministero dell'Ambiente ha da tempo avviato il programma
Infea (Informazione, formazione, educazione ambientale)
con lo scopo di incentivare le iniziative educative, ed ha iniziato,
insieme con il Ministero della Pubblica Istruzione, una collaborazione
che ha visto la nascita di Andrea (Archivio nazionale
di documentazione e ricerca per l'educazione ambientale) e l'istituzione
di un Comitato tecnico interministeriale, coordinatore delle iniziative
educative a livello nazionale. Ma, negli ultimi anni, c'è stato un maggiore
interesse nei confronti dell'educazione ambientale da parte di diversi
soggetti, istituzionali o meno, anche perché ci sono modi diversi di
fare educazione ambientale. Se per i più significa trattare i temi dell'ecologia
e far conoscere le bellezze naturali e culturali del nostro paese, si
può passare da uno studio teorico dell'ambiente (con letture, mostre,
seminari) all'immersione in paesaggi particolari (con visite, escursioni,
soggiorni) o, ancora, al coinvolgimento diretto in attività come riqualificare
un'area degradata, o pulire i sentieri. Dietro ogni metodologia ci possono
essere soggetti diversi o un medesimo soggetto che agisce in modo differente.
Le Regioni, ad esempio, protagoniste del programma Infea, hanno
assunto un ruolo orientato alla promozione di strutture destinate all'educazione
ambientale. Il Piemonte è stato il primo ad entrare con un proprio coordinamento
regionale nel sistema Infea. Il progetto, denominato Rete
regionale di servizi per l'educazione ambientale, nato nel '91,
consiste nell'attivazione di centri di servizio per i vari soggetti
che lavorano nel settore. Questa rete, concepita dalla Regione, dall'IRRSAE
Piemonte (Istituto Regionale di Ricerca Sperimentazione e Aggiornamento
Educativo) e dal Consorzio Pracatinat, conta oggi undici
Laboratori Territoriali: Torino, Ivrea, pinerolese, Asti, Verbania,
Biella-Cossato, Chiusa Pesio, Alba-Bra, Novara Alessandria e Vercelli.
Capofila è il Laboratorio didattico sull'ambiente di Pracatinat
che a Fenestrelle, nella Val Chisone, organizza soggiorni di una settimana
a scuole di ogni ordine e grado. In particolare, le iniziative per le
scuole superiori della provincia di Torino vengono studiate in collaborazione
con il Ce.Se.Di. (Centro Servizi Didattici), struttura
di aggiornamento e formazione per gli insegnanti. Mediamente in un anno
il laboratorio ospita una cinquantina di classi superiori, soprattutto
del biennio. Il Laboratorio non chiude a giugno con le scuole e durante
l'estate è possibile effettuare soggiorni di una o tre settimane attraverso
l'Estate Ragazzi organizzata dai Comuni. In provincia di Torino, i Laboratori
territoriali attivati sono tre: uno ad Ivrea, uno a Luserna
S. Giovanni ed uno nell'Area Metropolitana della nostra città, presso
il Ce.Se.Di. Qui, a pochi passi dalla Mole, si tenta di costruire
una rete di soggetti interessati ad uno sviluppo sostenibile della società.
Numerosi sono i materiali che il Laboratorio mette a disposizione: audiovisivi,
riviste, diapositive, ipertesti, mostre, libri ed altro ancora. Sempre
in ambito istituzionale anche l'Arpa (Agenzia Regionale
Protezione Ambiente) si è occupata di educazione ambientale. In
tale contesto è da inquadrare l'attività organizzata per Experimenta
2000, dove sono stati allestiti tre progetti: Il cubo che respira
sull'inquinamento atmosferico e realizzato dal dipartimento di Torino;
Casa dolce casa, incentrato sulle frequenze presenti in ambiente
domestico e Il parco sonoro, dedicato all'inquinamento acustico,
entrambe realizzati dal dipartimento d'Ivrea. Questi ultimi saranno
riproposti come mostre itineranti in tutto il territorio piemontese.
In cantiere l'Arpa ha ulteriori programmi come, ad esempio, mettere
in rete le opere di educazione ambientale realizzate nelle scuole (nel
progetto Tutti in rete) ed ospitarle sul suo sito corredandole
di un commento tecnico-scientifico. In primavera sarà invece realizzato
un programma che, in accordo con gli enti locali interessati, incentivi
al risparmio energetico nelle scuole. Le classi che aderiranno all'iniziativa
saranno munite della strumentazione necessaria per misurare i consumi
in aula e, per la scuola che avrà trovato le soluzioni migliori, ci
sarà un premio in denaro spendibile in provvedimenti concreti di risparmio
energetico. Altri soggetti sono impegnati da tempo nell'educazione ambientale
con l'uso di approcci e metodologie diverse. Nei programmi di educazione
ambientale dei Parchi si punta all'immersione nell'ambiente con visite
guidate e soggiorni. Forse è il contatto diretto con la natura ad attirare
soprattutto le classi elementari e medie, anche se dati raccolti recentemente
dimostrano che c'è un aumento generale delle scolaresche che visitano
le nostre aree protette, comprese le classi superiori. Ma non è tutto.
Nel mondo delle associazioni ambientaliste, molte sono quelle impegnate
sul fronte educativo. ItaliaNostra organizza, a livello
nazionale, corsi d'aggiornamento per insegnanti e prepara molto materiale
didattico-divulgativo. Lo stesso scopo ha la mostra fotografica sul
paesaggio urbano della nostra città che la sezione di Torino dovrebbe
allestire a breve; mentre, prima dell'estate, aprirà presso la medesima
sezione una biblioteca specialistica sull'ambiente. Scholé
(Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro) è un'associazione
impegnata in progetti di scambio europeo. Nel programma TRANS-ITER
sono state coinvolte una decina di scuole italiane e francesi in una
sorta di gemellaggio che culminerà in un momento di incontro e di diffusione
dei lavori realizzati dalle scolaresche. Dovendo poi promuovere, a livello
regionale, il programma SOCRATES presso provveditorati ed istituti
scolastici, l'associazione ha suggerito ai diversi soggetti interessati
di inserire nel programma progetti di educazione ambientale. Legambiente
dopo aver attivato, lo scorso anno, il progetto Aere sul monitoraggio
della qualità dell'aria ed il progetto Compost sulla raccolta differenziata
dei rifiuti, che hanno coinvolto i ragazzi delle superiori e degli istituti
di agraria dell'hinterland torinese, sta mettendo a punto una Rete di
scuole capaci di futuro, lavorando su temi quali il riordino dei cicli
e la sostenibilità. Il WWF distribuisce in questi giorni
un certificato di partecipazione al corso di Architettura bio-ecologica,
unica iniziativa destinata agli studenti delle classi superiori. Il
settore educativo del WWF è conosciuto, infatti, soprattutto dalle scuole
elementari e medie di Torino. E non perché i ragazzi più grandi abbiano
mostrato meno interesse nelle occasioni d'incontro, ma piuttosto perché
è risultato difficile coinvolgere gli insegnanti. "Gli insegnanti hanno
un piano formativo non ancora strutturato - ha detto la responsabile
della didattica della sede torinese -e non vedono nel WWF un'organizzazione
che, oltre a dedicarsi alla salvaguardia di specie animali, propone
validi corsi di educazione ambientale." Ma sarà anche grazie all'impegno
delle associazioni, unito al lavoro di tutti i soggetti interessati
alle tematiche ambientali, se da una nuova mentalità potranno scaturire
comportamenti rispettosi ed educati nei confronti dell'ambiente e di
chi in esso vive ed agisce.
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