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marzo/aprile 2001

 
 
 
 


 
 
L'AMBIENTE METTE RADICI A SCUOLA
Ottobre 2000: l'alluvione mette in ginocchio il Piemonte. L'esondazione del Po e di alcuni suoi affluenti, a sei anni di distanza quella del Tanaro, mette nuovamente a rischio il territorio piemontese.
di Emanuela Celona

Ancora oggi, per le strade di Torino, si intravedono manifesti che chiedono: "Di chi è la colpa?" Risposta: è nostra. Se straripano i fiumi, se respiriamo aria inquinata, se siamo sommersi dai rifiuti, se corriamo verso l'esaurimento di risorse non rinnovabili, la colpa è sempre nostra. E della nostra scarsa educazione ambientale. "Ogni individuo ha un ruolo per mantenere, salvaguardare, e migliorare la qualità dell'ambiente". Questo è quanto dice la Carta dei principi per l'educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile (Fiuggi, 1997) che definisce l'educazione ambientale una cultura destinata alla conservazione e alla valorizzazione delle risorse naturali. Certo è necessario un cambiamento di mentalità che, basandosi sul rapporto tra l'individuo e la realtà in cui esso vive, concepisca l'educazione ambientale un'esperienza, iniziata a scuola, ma che prosegue in un apprendimento continuo, anche in età adulta. In questo contesto il Ministero dell'Ambiente ha da tempo avviato il programma Infea (Informazione, formazione, educazione ambientale) con lo scopo di incentivare le iniziative educative, ed ha iniziato, insieme con il Ministero della Pubblica Istruzione, una collaborazione che ha visto la nascita di Andrea (Archivio nazionale di documentazione e ricerca per l'educazione ambientale) e l'istituzione di un Comitato tecnico interministeriale, coordinatore delle iniziative educative a livello nazionale. Ma, negli ultimi anni, c'è stato un maggiore interesse nei confronti dell'educazione ambientale da parte di diversi soggetti, istituzionali o meno, anche perché ci sono modi diversi di fare educazione ambientale. Se per i più significa trattare i temi dell'ecologia e far conoscere le bellezze naturali e culturali del nostro paese, si può passare da uno studio teorico dell'ambiente (con letture, mostre, seminari) all'immersione in paesaggi particolari (con visite, escursioni, soggiorni) o, ancora, al coinvolgimento diretto in attività come riqualificare un'area degradata, o pulire i sentieri. Dietro ogni metodologia ci possono essere soggetti diversi o un medesimo soggetto che agisce in modo differente. Le Regioni, ad esempio, protagoniste del programma Infea, hanno assunto un ruolo orientato alla promozione di strutture destinate all'educazione ambientale. Il Piemonte è stato il primo ad entrare con un proprio coordinamento regionale nel sistema Infea. Il progetto, denominato Rete regionale di servizi per l'educazione ambientale, nato nel '91, consiste nell'attivazione di centri di servizio per i vari soggetti che lavorano nel settore. Questa rete, concepita dalla Regione, dall'IRRSAE Piemonte (Istituto Regionale di Ricerca Sperimentazione e Aggiornamento Educativo) e dal Consorzio Pracatinat, conta oggi undici Laboratori Territoriali: Torino, Ivrea, pinerolese, Asti, Verbania, Biella-Cossato, Chiusa Pesio, Alba-Bra, Novara Alessandria e Vercelli. Capofila è il Laboratorio didattico sull'ambiente di Pracatinat che a Fenestrelle, nella Val Chisone, organizza soggiorni di una settimana a scuole di ogni ordine e grado. In particolare, le iniziative per le scuole superiori della provincia di Torino vengono studiate in collaborazione con il Ce.Se.Di. (Centro Servizi Didattici), struttura di aggiornamento e formazione per gli insegnanti. Mediamente in un anno il laboratorio ospita una cinquantina di classi superiori, soprattutto del biennio. Il Laboratorio non chiude a giugno con le scuole e durante l'estate è possibile effettuare soggiorni di una o tre settimane attraverso l'Estate Ragazzi organizzata dai Comuni. In provincia di Torino, i Laboratori territoriali attivati sono tre: uno ad Ivrea, uno a Luserna S. Giovanni ed uno nell'Area Metropolitana della nostra città, presso il Ce.Se.Di. Qui, a pochi passi dalla Mole, si tenta di costruire una rete di soggetti interessati ad uno sviluppo sostenibile della società. Numerosi sono i materiali che il Laboratorio mette a disposizione: audiovisivi, riviste, diapositive, ipertesti, mostre, libri ed altro ancora. Sempre in ambito istituzionale anche l'Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) si è occupata di educazione ambientale. In tale contesto è da inquadrare l'attività organizzata per Experimenta 2000, dove sono stati allestiti tre progetti: Il cubo che respira sull'inquinamento atmosferico e realizzato dal dipartimento di Torino; Casa dolce casa, incentrato sulle frequenze presenti in ambiente domestico e Il parco sonoro, dedicato all'inquinamento acustico, entrambe realizzati dal dipartimento d'Ivrea. Questi ultimi saranno riproposti come mostre itineranti in tutto il territorio piemontese. In cantiere l'Arpa ha ulteriori programmi come, ad esempio, mettere in rete le opere di educazione ambientale realizzate nelle scuole (nel progetto Tutti in rete) ed ospitarle sul suo sito corredandole di un commento tecnico-scientifico. In primavera sarà invece realizzato un programma che, in accordo con gli enti locali interessati, incentivi al risparmio energetico nelle scuole. Le classi che aderiranno all'iniziativa saranno munite della strumentazione necessaria per misurare i consumi in aula e, per la scuola che avrà trovato le soluzioni migliori, ci sarà un premio in denaro spendibile in provvedimenti concreti di risparmio energetico. Altri soggetti sono impegnati da tempo nell'educazione ambientale con l'uso di approcci e metodologie diverse. Nei programmi di educazione ambientale dei Parchi si punta all'immersione nell'ambiente con visite guidate e soggiorni. Forse è il contatto diretto con la natura ad attirare soprattutto le classi elementari e medie, anche se dati raccolti recentemente dimostrano che c'è un aumento generale delle scolaresche che visitano le nostre aree protette, comprese le classi superiori. Ma non è tutto. Nel mondo delle associazioni ambientaliste, molte sono quelle impegnate sul fronte educativo. ItaliaNostra organizza, a livello nazionale, corsi d'aggiornamento per insegnanti e prepara molto materiale didattico-divulgativo. Lo stesso scopo ha la mostra fotografica sul paesaggio urbano della nostra città che la sezione di Torino dovrebbe allestire a breve; mentre, prima dell'estate, aprirà presso la medesima sezione una biblioteca specialistica sull'ambiente. Scholé (Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro) è un'associazione impegnata in progetti di scambio europeo. Nel programma TRANS-ITER sono state coinvolte una decina di scuole italiane e francesi in una sorta di gemellaggio che culminerà in un momento di incontro e di diffusione dei lavori realizzati dalle scolaresche. Dovendo poi promuovere, a livello regionale, il programma SOCRATES presso provveditorati ed istituti scolastici, l'associazione ha suggerito ai diversi soggetti interessati di inserire nel programma progetti di educazione ambientale. Legambiente dopo aver attivato, lo scorso anno, il progetto Aere sul monitoraggio della qualità dell'aria ed il progetto Compost sulla raccolta differenziata dei rifiuti, che hanno coinvolto i ragazzi delle superiori e degli istituti di agraria dell'hinterland torinese, sta mettendo a punto una Rete di scuole capaci di futuro, lavorando su temi quali il riordino dei cicli e la sostenibilità. Il WWF distribuisce in questi giorni un certificato di partecipazione al corso di Architettura bio-ecologica, unica iniziativa destinata agli studenti delle classi superiori. Il settore educativo del WWF è conosciuto, infatti, soprattutto dalle scuole elementari e medie di Torino. E non perché i ragazzi più grandi abbiano mostrato meno interesse nelle occasioni d'incontro, ma piuttosto perché è risultato difficile coinvolgere gli insegnanti. "Gli insegnanti hanno un piano formativo non ancora strutturato - ha detto la responsabile della didattica della sede torinese -e non vedono nel WWF un'organizzazione che, oltre a dedicarsi alla salvaguardia di specie animali, propone validi corsi di educazione ambientale." Ma sarà anche grazie all'impegno delle associazioni, unito al lavoro di tutti i soggetti interessati alle tematiche ambientali, se da una nuova mentalità potranno scaturire comportamenti rispettosi ed educati nei confronti dell'ambiente e di chi in esso vive ed agisce.

 

INFO
Infea sul sito www.via.minambiente.it
Rete Regionale di Servizi per l'Educazione Ambientale c/o Regione Piemonte, Assessorato all'Ambiente, v. Principe Amedeo 17, Torino, Tel. 011.432.45.42
www.regione.piemonte.it/ambiente/reti/reti.htm
e-mail: sea.piemonte@labnet.comm2000.it
Laboratorio Didattico sull'Ambiente, Pracatinat, 10060 Fenestrelle (To), Tel. 0121.884884-884812
www.regione.piemonte.it/ambiente/reti/poli/pracat/polo_pra.htm
e-mail: pracatinat@labnet.comm2000.it
Laboratorio Territoriale per l'Educazione Ambientale dell'Area Metropolitana di Torino, v. G. Ferrari, 1, Torino, Tel. 011.8613617-8613601
www.regione.piemonte.it/ambiente/reti/poli/torino/polo_to.htm
e-mail: labto@provincia.torino.it
Ce.Se.Di., Provincia di Torino, v. Gaudenzio Ferrari 1, Torino, Tel. 011.812.910/1896
www.provincia.torino.it/servizi/scuola/cesedi/index.htm
ARPA, via Della Rocca 49, Torino, Tel. 011/8153222
www.arpa.piemonte.it
Italianostra, via Massena 71, Torino, Tel. 011/500056, www.italianostra.org
Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro, via Assarotti 15, Torino, Tel. 011/545567
www.schole.it
e-mail: schole@schole.it
Legambiente, Murazzi Po 57, Tel. 011/8125386, www.legambiente.it
WWF, via Peyron 10, Torino, Tel. 011/4731746, www.wwf.it
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