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marzo/aprile 2000

 
 
 












































































 

Sotto i raggi
L'uomo dal suo apparire sulla terra sino a meno di un secolo fa è stato costantemente esposto a radiazioni che rappresentano naturali componenti dell'ambiente che ci circonda.
 di Fernanda Cinque
La radioattività naturale comprende una componente di origine terrestre e una di origine extra-terrestre. Della prima fanno parte sostanze radioattive primordiali dette "radionuclidi" presenti naturalmente dall'origine della formazione della crosta terrestre nei materiali inorganici come le rocce, i minerali, ma anche l'aria e l'acqua.

La concentrazione di radionuclidi nel suolo varia a seconda della sua conformazione geologica, rocce quali il granito, la pietra pomice, il tufo, la pozzolana così come alcuni prodotti di scarto usati nell'edilizia, le scorie degli altiforni, ecc., contengono elevate concentrazioni di radionuclidi.
Rocce sedimentarie quali il calcare, il gesso contengono modeste quantità di elementi radioattivi presenti in special modo in rocce di natura acida piuttosto che in quelle di tipo basico.
Nell'aria la radioattività è dovuta alla presenza di sostanze quali il radon e il toron cioè di gas che sono 7,5 volte più pesanti dell'aria appartenenti a famiglie dell'uranio e del torio.
Nelle acque è presente una certa concentrazione di radioattività dovuta, sia alle piogge che trasportano e disciolgono le sostanze radioattive presenti nell'aria, sia alle acque di drenaggio che convogliano nei bacini idrici i radionuclidi presenti nelle rocce e nel suolo.
La seconda fonte di radioattività naturale è costituita dai raggi cosmici provenienti dallo spazio interstellare che contengono particelle primarie ad alta energia, cariche positivamente, chiamate protoni, nuclei pesanti, alfa, che, quando giungono a contatto con l'atmosfera, risentono del campo magnetico terrestre e si trasformano in prodotti secondari quali elettroni, fotoni, neutroni.
Ai poli la dose di radiazioni dovute ai raggi cosmici è maggiore rispetto all'equatore perché il campo magnetico della terra devia la radiazione.
La quantità aumenta anche con l'altitudine perché si riduce lo spessore dell'aria che fa da schermo, a 10 Km di altitudine l'esposizione ai raggi cosmici è 100 volte più potente che a livello del mare tant'è che lo schermo dell'aria è paragonabile a quello di una parete di calcestruzzo di 4 metri di spessore.
Le esposizioni a tali radiazioni risultano poco importanti per l'uomo che ha i piedi per terra, da tenere viceversa in grande considerazione per gli equipaggi di voli a lunga percorrenza.
Oggi l'irradiazione è aumentata in seguito all'impiego di sostanze radioattive artificiali e di impianti radioattivi di vario tipo. Le sorgenti artificiali di radiazioni sono diventate indispensabili all'uomo che se ne serve e le utilizza per svariati scopi, nell'industria, nel settore sanitario e di ricerca.
Il settore industriale nel nostro paese utilizza le radiazioni in strumenti per rilevare incendi, livelli di umidità e contenuto d'acqua, per determinare difetti nelle saldature e nelle apparecchiature di fusione per il processo di sterilizzazione di alimenti e medicamenti ed inoltre in reattori di potenza per la produzione di energia elettrica.
In campo scientifico nel 1896 accade qualcosa di rivoluzionario, William Roentgen riuscì a "fotografare" parti dell'organismo utilizzando radiazioni che vennero poi dette "raggi x" (perché non se ne conosceva perfettamente la natura) che fornirono risposte e chiarimenti che fino ad allora facevano solo parte della cultura e della attenta analisi di un bravo medico.
Nacque così la scienza radiologica che molti passi avanti ha fatto sino ad oggi, permettendoci di ottenere informazioni diagnostiche accurate, rappresentando la seconda causa di esposizione della popolazione a radiazioni (circa otto milioni di esami radiologici all'anno effettuati nel nostro paese).
Apparecchiature specifiche emettono raggi x che hanno la capacità di attraversare tessuti ed organi i quali assorbono radiazioni, che andranno ad impressionare una lastra fotografica in quantità direttamente proporzionale allo spessore cioè alla densità atomica di ciascuno.
Ci sono organi che vengono ben visualizzati dai raggi x perché ad alta densità atomica come ad esempio lo scheletro, altri che si visualizzano poco per esempio i polmoni a causa dell'aria che contengono, altri ancora hanno una densità intermedia, come reni, intestino, cervello ecc.
Per far si che tutte le zone del nostro corpo impressionino in modo chiaro la pellicola fotografica, si utilizzano talvolta mezzi di contrasto. Si tratta di coloranti che assorbono i raggi x e possono essere: iniettati direttamente in vena come avviene per evidenziare i reni (urografia), immessi direttamente in cavità quali la vescica per rilevarne la forma (cistografia) o ancora introdotti per via orale per analizzare le vie digerenti. Tali marcatori solitamente sono innoqui ma in alcune persone possono provocare allergie talvolta gravi, quindi è necessaria la presenza costante di un medico per tutta la durata dell'esame.
Importantissimo è valutare in radiologia il rapporto costo-beneficio, cioè considerare i rischi di tali esami ma anche i vantaggi; in una radioterapia il cui scopo è la cura di un cancro, l'eventuale rischio biologico viene trascurato.
La mammografia che permette l'accertamento di tumori alla mammella in fase precoce, non evidenziabili così facilmente da una ecografia (tecnica che utilizza ultrasuoni) in grado di rilevare una massa neoplastica solo quando questa presenta già discrete dimensioni, è considerato un esame di massa consigliato alle donne dai 40 anni in poi con cadenza biennale o annuale. Il rischio calcolato dovuto a radiazioni dopo l'esecuzione di questo esame è quello di provocare cancro in un caso (dopo un periodo di incubazione di 10 anni) su circa tre milioni; tuttavia il vantaggio di tale screening è quello di riuscire a evidenziare su un milione di donne analizzate circa 3500 tumori della mammella nello stadio iniziale che è quello sicuramente trattabile con buoni risultati.
Altro esame radiologico che ci può dire qualcosa di più sullo stato di salute di un individuo è la tomografia assiale computerizzata (TAC), esame relativamente nuovo (20 anni circa) che consente una visione tridimensionale stratificata del corpo umano, in grado di evidenziare i più piccoli danni presenti a qualsiasi livello strutturale,lesioni un tempo rilevabili dopo una serie complessa di test diagnostici.
Bisogna comunque ricordare che i test di analisi in cui si utilizzano radiazioni
comportano un seppur minimo danno biologico variabile in relazione alla dose assorbita ed al tempo di esposizione. Gli organi più a rischio sono quelli sessuali, la tiroide e il midollo; importante è quindi cercare, se è possibile, di proteggere queste parti, soprattutto nei bambini ed evitare alle donne in gravidanza l'esposizione a radiazioni.

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