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marzo/aprile 2000

 






















































 

Cuori per ARIA
 di Aldo Ferrari Pozzato
L'amore è un sentimento che pervade tutta la nostra vita e la condiziona, con la sua presenza e con la sua assenza.

L'amore si rivela attraverso mille forme e infiniti desideri.
Però l'esperienza e l'idea più immediata che ne abbiamo è quella di due persone intimamente immerse l'una nell'altra.
Questo modo così intenso dell'amore, ma anche così privato e bastante a se stesso non arriva mai direttamente ad ARIA. Può succedere che se parli quando una persona che già viene per altro ad ARIA si innamora, oppure come ricordo, desiderio o rimpianto, o infine come riflessione e comprensione di se stessi messi di fronte a una forza tanto impetuosa e profonda.
Di certo un amore pieno e corrisposto non è un motivo per venire ad ARIA. Anzi, di solito quando succede si perde un po' di vista tutto il resto, si è pieni e persi l'uno nell'altro.
L'amore porta i passi "soli e pensosi" delle persone ad ARIA quando qualcosa non funziona come dovrebbe.
E allora le storie e le vite d'amore che sono raccontate e ascoltate ad ARIA spesso parlano più di sofferenza, oltre che di gioia. Sofferenza che si cela sotto molti volti, alcuni impensabili.
C'è il dolore di chi tradisce e non sa darsi pace di aver ucciso la parte migliore della sua vita. Chi è tradito si sente perso, senza più una ragione per vivere, quando non sia la rabbia e il desiderio di vendetta e il senso di impotenza a consumare i suoi giorni.
Chi sente di non poter più condividere la propria vita con quella persona che pure fino a quel momento ha rappresentato tutta la sua storia, i suoi pensieri e i suoi scopi e soffre della sofferenza propria e dell'altra persona. Chi non riesce a fermarsi e si rende conto di veder passare l'amore sotto gli occhi senza poterlo afferrare, una volta, un'altra e un'altra ancora. Chi si sente eternamente respinto dall'unica persona che potrebbe amare e chi si sente soffocare da una richiesta che sa di non poter mai esaudire. Chi si illude di poter piegare la realtà alla forza del proprio desiderio mal indirizzato e si consuma sterilmente. Chi non si senta mai amato abbastanza e chi non riesce a credere di poter davvero essere amato. Chi pensa di non poter amare e chi non trova mai l'amore. Chi si costruisce con tenacia il fallimento una volta dopo l'altra e chi lega la possibilità di amare a una sola categoria di persone.
Infiniti sono i modi in cui riusciamo a trasformare l'amore in dolore per noi e gli altri.
Con tutti quello che cerchiamo di fare è di sostenere il ragazzo o la ragazza nel loro dolore, di comprenderli e far sì che questo grave, a volte "disperato dolor che il cuor mi preme" non sommerga del tutto le possibilità di affacciarsi alla vita, prima o poi, con rinnovate energie.
Il ragazzo o la ragazza devono comunque percepire che ad ARIA possono dar voce corpo ed espressione al loro dolore.
Per esempio capita che arrivino le lacrime.
Nella vita di tutti i giorni quando uno piange ci si precipita a consolarlo muniti di fazzolettini o quant'altro, cercando di farlo smettere più in fretta possibile. Però questo gesto potrebbe essere, in quel particolare momento, un modo di tamponare qualcosa che invece vuole uscire, che finalmente riesce a farlo, ed è giusto così.
Il pianto può essere una forte comunicazione che deve essere prima di tutto raccolta, o almeno tollerata, da chi si ha di fronte. In modo da poter esprimere tutto il suo significato e il suo valore, senza essere prematuramente e forse ansiosamente soffocato.
Una persona ferita solitamente è molto sensibile e bisogna trovare la strada giusta per stare con lei nel suo dolore, prima di pensare a cosa fare per uscirne, perché può darsi che in quel momento sentire il proprio dolore e la testimonianza-compartecipazione dell'altro è l'unica vera opportunità.
Naturalmente questo non vuol dire negare il fazzoletto se appena l'altro ci fa capire di gradirlo. Ma ogni passo di un percorso ha la sua importanza e nulla deve essere frettolosamente lasciato indietro.
Poi, se la persona ha fatto un buon incontro ad ARIA, se ha abbastanza forza per venirne a capo e la Fortuna (o chi per essa) tornerà ad essere amica, le cose potranno cambiare e gli occhi trasmettere più serenità.
Nel frattempo, però, è importante non dare niente per scontato, essere davvero aperti e disponibili verso le ragazze e i ragazzi che ci portano il loro dolore d'amore e tenere almeno socchiusa la porta alla speranza, alla libertà, al desiderio, in una parola: alla vita.

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