VITA SOCIALE

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gennaio/febbraio 1999

 

 

 


 

VOLONTARI AL TELEFONO
Mezzo indiscusso di comunicazione, indispensabile sul lavoro come nella vita privata, il telefono è anche lo strumento principale attraverso cui operano alcune associazioni di volontariato. Le tre differenti realtà rappresentate da Telefono Amico, Rosa e Azzurro ben evidenziano tale fenomeno costituendo anche un importante "osservatorio" del malessere sociale del nostro tempo.


di Raffaella Rocca


Sara, da sette anni volontaria di Telefono Amico, mi spiega che l'associazione, che ha da poco festeggiato il trentesimo anno di servizio, si è occupata inizialmente del fenomeno del suicidio, aprendosi solo in seguito a tutte le possibili situazioni di difficoltà esistenziale.
Attualmente consta di 150 volontari, organizzati in base a turni che prevedono, per ciascuno di essi, una presenza quantificabile in tre appuntamenti mensili di sei ore ciascuno. Dal momento che non si ritiene possibile circoscrivere una richiesta di aiuto in una particolare fascia oraria, il servizio prestato è costante lungo l'intero arco della giornata. L'esperienza maturata in questi anni ha messo in luce soprattutto la necessità di un'adeguata formazione degli aspiranti operatori che, sotto la guida dei membri più anziani del gruppo, sono invitati a seguire, da novembre a maggio, un corso di preparazione con frequenza settimanale.
Nella semplice ma accogliente sede di Mondo X (tale è il nome dell'associazione che sostiene Telefono Amico), Sara mi conferma l'impossibilità di individuare una particolare fascia di utenza o categorie di problemi ricorrenti. Ogni telefonata costituisce un caso a sé. Chiamano bambini, adulti, anziani, casalinghe e professionisti. Diverse le situazioni di disagio: solitudine in senso lato, episodi di violenza, disturbi della sessualità, tossicodipendenza, ecc. Paradossalmente si registra una percentuale inferiore di chiamate tra le persone fortemente disadattate, per esempio i "senza tetto" che, sia per carenza di informazione che per necessità primarie di altro tipo, sono probabilmente meno inclini a rivolgersi ad un servizio di questo genere.
In una società in cui regna sempre più e a qualsiasi livello l'incomunicabilità tra le persone, i volontari di Telefono Amico hanno scelto di lasciare che il soggetto in cerca di aiuto possa esprimersi in assoluta libertà, senza il timore di giudizio alcuno.
Fedeli al motto "qui ed ora", si sono posti come obiettivo principale quello di far emergere la personalità di chi chiama, mettendo in secondo piano e lasciando agli specialisti dei vari settori la risoluzione concreta del problema.
Di qui le possibili difficoltà nel doversi scontrare con realtà, quali ad esempio la pedofilia o gli abusi sessuali, che, provocando spontanee reazioni di rifiuto e condanna in chi le ascolta, possono arrivare a compromettere l'attività dell'operatore. In alcuni casi questo è chiamato a misurarsi con vere e proprie manifestazioni di aggressività, diventando il bersaglio di insulti gratuiti, in altri deve saper intravedere le situazioni di disagio che si nascondono dietro il racconto di un banale litigio o ancora rompere il musro di solitudine in cui vive un anziano prospettandogli un possibile inserimento sociale attraveso le infrastrutture del proprio quartiere.
Le difficoltà principali da affrontare nascono in ogni caso dalla necessità di trovare una sorta di equilibrio tra il rischio di un eccessivo coinvolgimento e quello di un possibile distacco emotivo dalle situazioni di dolore che man mano si presentano.
A tal fine si sta rivelando sempre più proficua la partecipazione dei volontari ai gruppi di sostegno psicologico, organizzati e autogestiti dai membri più anziani dell'associazione, con la speranza di giungere, attraverso una continua autoanalisi ed un confronto reciproco, ad una sempre maggior comprensione ed accettazione di quelle forme di dolore che minano la serenità di chi chiama ma che possono ugualmente far parte dell'esperienza di vita di chi ascolta.

La risposta alla violenza contro le donne trova invece il suo referente ideale in Telefono Rosa. Nato 1'8 marzo del 1993 a Torino, è diventato in poco tempo una realtà nazionale con sedi distribuite in diverse città italiane. Rappresenta un centro di cultura contro la violenza aperto a tutte le donne con problemi di solitudine, maltrattamenti, situazioni di disagio familiare. Il gruppo è attualmente costituito da 45 volontarie, tra le quali si registra la presenza di psicologhe, avvocate e magistrati.
L'accesso all'associazione è riservato alle donne, che devono avere almeno vent'anni e dimostrare una particolare sensibilità ai problemi legati alla condizione femminile. E' richiesto un discreto livello culturale e, nel contesto del gruppo, sono utili, anche se non indispensabili, figure professionali legate al mondo del diritto o del sociale. Si diventa operatrici solo dopo un corso di formazione di cingue incontri, ferma restando la possibilità per chiunque di avvicinarsi al mondo di Telefono Rosa partecipando alle riunioni mensili tenute dall'associazione stessa.
Il colloquio telefonico, con una media di 5000 telefonate al giorno, rappresenta la prima forma di intervento. La dott.ssa Menzio, presidentessa dell'Associazione, parla di una "voce ascolto" che, escludendo un approccio esclusivamente assistenzialistico, instaura un confronto con la donna in cerca di aiuto affinché quest'ultima maturi con maggior coscienza il percorso da intraprendere e scelga in modo pienamente autonomo le strutture cui appoggiarsi. Fasi ulteriori sono rappresentate dal confronto personale, dalla consulenza legale e dal sostegno psicologico.
Ma l'associazione vuole anche affermare una sua posizione politica e culturale, con una presenza costante nei processi di violenza alle donne e contributi concreti nella promozione di iniziative legidative e nel sostegno di progetti come ad esempio i corsi di educazione sessuale nelle scuole.

Due sorelline domandano aiuto nella notte. Il padre affetto da un grave esaurimento nervoso le minaccia; grazie all'intervento di Telefono Azzurro e delle Forze dell'ordine riescono ad essere portate al sicuro. Questo è soltanto uno dei tanti esempi di abusi all'infanzia che hanno trovato un adeguato sostegno in un'associazione caratterizzata da una forte competenza specifica.
Fondata nel 1987 da Ernesto Caffo, Professore Associato di Neuropsichiatria Infantile all'Università di Modena, vede attivare nel 1990 la prima linea telefonica gratuita, riservata ai bambini e ragazzi sino ai 18 anni, trasformata poi nel 1994 nel numero breve 19696 attivo in tutta Italia, 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno. Dal momento che l'esperienza ha messo in luce numerose chiamate di genitori in difficoltà, incapaci di interpretare le proprie relazioni nell'ambito della faniglia, si può oggi contare anche su una Linea Istituzionale, con sede unica a Bologna, a cui possono rivolgersi gli adulti per segnalare problemi che coinvolgono i minori.
Gli operatori sono esclusivamente psicologi e pedagogisti che, inviando il proprio curriculum al Comitato Nazionale per il Telefono Azzurro di Milano, possono accedere ad uno specifico corso di formazione accompagnato da un tirocinio pratico. La consulenza psicologica rappresenta lo strumento principale per colmare la solitudine in cui il bambino vive; l'operatore dovrà essere in grado di dargli sicurezza e di dimostrare una totale disponibilità all'ascolto della storia che risulterà fodamentale nel tracciare i fattori di rischio e il contesto sociale in cui il minore vive. Si potrà in questo modo valutare, nell'ipotesi di un rischio oggettivo per l'incolumità dello stesso, la necessità di un intervento dell'autorità competente.
La forza dell'associazione risiede in ogni caso anche nell'attività dei volontari che, organizzati in "Comitati" locali, come avviene ad esempio nella sede di corso Regina Margherita a Torino, operano nelle scuole, nelle carceri e in tutti i luoghi in cui sia possibile sensibilizzare l'opinione pubblica.
Tra le tante iniziative si può ricordare "Uno a Uno: un adulto accanto a te", esperienza di compagnia e di aiuto ai bambini con problemi scolastici e di affidamento. Ogni volontario, con il sostegno di un gruppo di esperti, affianca un bambino instaurando una relazione di confidenza e sostegno.
Nella consapevolezza dell'importanza che può assumere la campagna di informazione, sono stati inoltre portati avanti il progetto di divulgazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell'Infanzia, realizzato attraverso la proiezione di videocassette e la distribuzione di un testo semplificato nonché la creazione, sempre nelle scuole, dei club junior di Telefono Azzurro, che, con il coinvolgimento diretto dei bambini, risultano particolarmente attivi nella sensibilizzazione ai diritti dell'infanzia e ai problemi dei minori in genere.


INDIRIZZI
Telefono Amico
Segreteria Nazionale: corso Unione Sovietica 214/a, Torino - tel. 011/318.65.53

Telefono Amico Torino,
tel. 011/319.52.52

Telefono Rosa
Ass. Volontarie del Telefono Rosa, Via Assietta 13, Torino
tel. 011/53.06.66-562.83.14, fax 011/54.50.00
internet
http://www.show.it/tel-rosa
orario: lun-merc-ven ore 9.30-12; giov-ven ore 15.30-18.30

Telefono Azzurro
Linea telefonica gratuita 19696
Linea istituzionale O51/48.10.48
Comitato Naz. per il Telefono Azzurro
Via Massena 3, 20145 Milano, tel. 02/34.55.21, fax 02/34.16.14
Comitato di Torino, corso Regina Margherita 190, tel. 011/521.35.53

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