SPORT

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gennaio/febbraio 1999

 

 

 


CLUB E ASSOCIAZIONI CHE ORGANIZZANO CORSI DI SCI DI FONDO A TORINO E DINTORNI
CAI Club Alpino Italiano
Via Barbaroux 1, 10122 Torino
tel. 011/546031

CAI Sezione UGET
Galleria Subalpina 30, 10123 Torino
tel. 011/537983

Cus Torino
via Braccini 1, 10141 Torino
tel. 011/3855566

Uet Unione Escursionisti Torino
C.so Moncalieri 227/b, 10133 Torino
tel. 011/6964643

FITEL Federazione Italiana del Tempo Libero
via Arsenale 42, 10121 Torino
tel. 011/545335

CGT Centro Giovanile Torinese
c/o Centro Incontri Circoscrizione 8, C.so Moncalieri 18, 10131 Torino
tel. 011/852989

Ass. sportiva culturale Sportidea Caleidos
via Dandolo 38, 10121 Torino
tel. 011/3090618

Gruppo sportivo SVDP Valanga
via Campiglia 33, 10147 Torino
tel. 011/290938

Gruppo Giovani pro Natura Torino
via Pastrengo 20, 10121 Torino
tel. 011/5622789

 

A PASSO DI "FONDO"...O DI RACCHETTE


di Guendalina Di Marco
Non sarà stato certo uno sportivo di professione il primo fondista della storia. Scandinavo, canadese, siberiano o cinese che fosse si trattava sicuramente di un uomo qualunque alle prese con un problema di sussistenza da risolvere a tutti i costi: muoversi il più rapidamente possibile sulla neve per cacciare, seguire gli animali che allevava e spostarsi da un accampamento all'altro.
Dalle nostre parti, sui valichi alpini, lo sci di fondo, che diventa uno sport alla moda e pertanto praticato da una quantità sempre più numerosa di persone attorno agli anni Settanta, comincia a farsi lentamente strada agli inizi del '900, quando alcuni ricchi signori, spinti dallo spirito di avventura e dalla voglia di novità, dal Baraccone di Sestrière attraversavano i campi innevati del colle con lunghi e larghi legni ai piedi.
Nella penisola scandinava però la pratica dello sci di fondo sembra risalire addirittura a cinquemila anni fa. Lo attesta un'incisione rinvenuta nell'isola di Rodoy, nella Norvegia settentrionale, che raffigura un uomo con in mano un bastone e che calza ai piedi un paio di lunghe assi con le punte marcatamente rialzate. All'epoca si trattatava di attrezzi d'uso quotidiano, indispensabili per gli abitanti delle civiltà dei paesi freddi. Oggi, dopo che gli sci sono stati usati anche in campo militare nell'ultima guerra tra i finlandesi e i sovietici e dopo che i giovani nordici, che imparavano a sciare durante il militare e continuavano poi a servirsene non più per necessità ma per puro divertimento, lo sci di fondo è diventato lo sport di chi ama la natura e desidera immergersi totalmente in essa. Ma anche le racchette sono un modo alternativo di andare in mezzo alla natura, percorrendo sentieri, ad esempio, come quelli del Gran Paradiso, che si articolano in mezzo a boschi innevati, quasi come delle oasi di alta quota.
Specialità dello sci che consiste nel procedere lungo un percorso altalenante, con tratti di piano ed altri di leggera salita e discesa, il fondo è diventato un'alternativa più tranquilla dello sci da discesa. Meno pericoloso, più economico poiché non è necessario usare gli impianti di risalita, risponde all'esigenza di quanti sentono la necessità di muoversi all'aria aperta per combattere l'immobilità della vita sedentaria e per immergersi in un ambiente naturale quanto mai attraente e suggestivo. Le piste si snodano infatti solitamente su pianori, laghi gelati, stradine e sentieri di boschi e foreste, in una natura incontaminata in cui è frequente l'incontro con animali di montagna o almeno con le loro tracce lasciate sulla neve.

Come iniziare
Il fondo è quindi un'avventura alla portata di tutti. Certo, qualche lezione è utile per accostarsi al passo alternato, al passo di pattinaggio, alle tecniche base di discesa. Ma poi basta incamminarsi sugli altopiani e nei boschi per addentrarsi in una natura affascinante e spesso ricchissima di sorprese, come le imponenti valli imbiancate e i pianori che la neve trasforma in impressionanti deserti d'alta quota. Molte valli, come quella di Cuneo, la valle di Susa, quelle di Lanzo, il Canavese e molte altre del Piemonte e d'Italia, oltre ad offrire splendide piste di fondo, il cui percorso è gratis spesso durante la settimana e a modico prezzo nei giorni festivi, organizzano anche corsi di vario tipo per principianti e non. Per mettersi in contatto con i maestri di sci normalmente si telefona al comune della vallata in cui si intende praticare il fondo, chiedendo le dovute informazioni sugli impianti presenti nel territorio e le eventuali scuole di sci.

I corsi
A Torino sono diverse le associazioni che organizzano corsi di sci di fondo a tutti i livelli e per tutte le età. Le più conosciute, alcune delle quali hanno anche delle succursali sparse nella prima cintura della città, sono il CAI (Club Alpino Italiano), la sezione UGET del CAI, la FITEL (Federazione Italiana Tempo Libero), La CGT (Centro Giovanile Torinese), la UET (Unione Escursionisti di Torino) e l'associazione sportiva e culturale Caleidos. I corsi, solitamente di sei, otto incontri, per chi si avvicina a questo sport per la prima volta si articolano di solito in una parte teorica e in una pratica. Le lezioni teoriche, che si tengono nei locali delle associazioni, prevedono argomenti quali l'alimentazione, l'orientamento, alcune conoscenze metereologiche e mediche. Le lezioni pratiche, invece, vengono organizzate nelle piste delle valli piemontesi, valdostane o francesi durante i fine settimana. Il costo per un corso completo di sci di fondo si aggira attorno alle 180-200 mila, compresivo di trasferimento in pullman e assicurazione. Per i veterani invece vengono organizzati corsi di perfezionamento e gite.

L'equipaggiamento
I principianti non necessitano subito di un'attrezzatura particolarmente sofisticata. Bastano un paio di sci squamati, ovvero zigrinati nella parte a diretto contatto con la neve per rimanere più inchiodati al terreno e poi bastoncini, scarpette e una tuta aderente con giacca a vento. La fatica è assicurata. Lo sci di fondo mette in movimento tutte le parti del corpo e richiede un abbigliamento piuttosto leggero e per nulla ingombrante, che consenta allo sciatore di muoversi in completa libertà.
Per chi è quindi alle prime armi un'attrezzatura semplice e di non troppe pretese, comprensiva di sci, attacchi e scarpette, raggiunge le 200mila lire. A questa spesa è necessario sommare poi quella dei bastoncini, 30mila circa, quella della tuta da fondista, altre 150mila, e i guanti, importantissimi, dalle 30 alle 60mila. I prezzi invece salgono notevolmente se ci si dedica a questo sport con più serietà. I fondisti di medio e alto livello scelgono normalmente sci più tecnici, non necessariamente con il fondo squamato, ma anzi, soprattutto da sciolinare, per cimentarsi in tutte le tecniche del fondo, dal passo pattinato, a quello a spina di pesce, a quello laterale. In questo caso, solo per gli sci e gli attacchi, si superano le 300mila lire, mentre il top dell'attrezzatura raggiunge anche il milione. Lo stesso discorso vale per le scarpette da fondo e i bastoncini. Se questi, a seconda del materiale, che sia plastica, grafite o con il manico in sughero, raggiungono anche le 50mila, le scarpe partono da un minimo di 110mila, fino ad una spesa massima di 430mila lire. I venditori di abbigliamento sportivo consigliano inoltre ai fondisti di indossare sotto la tuta magliette e calzamaglie in tessuti leggeri, ma molto caldi. Sul mercato oggi ce ne sono di vario tipo: in micropile elasticizzato, in melacron o in transtex. Per il completo si spende dalle 120 alle 200mila.

Oltre il fondo, le racchette
Un buon sciatore di fondo comunque, oltre a migliorare, compie anche un passo successivo: quello di accostarsi allo sci escursionistico, a quello alpino o di andare sulla neve con le racchette, alternativa allo sci di fondo vecchia come il mondo, molto faticosa, di nuovo alla moda da qualche anno a questa parte e praticato tutt'oggi in varie valli del Piemonte. Le guide alpine assicurano che andare sulla neve con le racchette è ottimo per chi vuole scoprire la montagna d'inverno senza troppi rischi. I modelli presenti oggi sul mercato sono molti e hanno mandato in pensione le vecchie racchette in legno, uno dei simboli della naja alpina. Il mercato è cresciuto nell'ultimo anno del 25-30 per cento e si fa trekking a Bardonecchia, affittando le racchette per 20 mila tutto il giorno e per 15 mila metà giornata (Info 0122.99.91.65 oppure 0122.99.92.53), a Pragelato, Prali, Oulx, Cesana, Valchiusella e a Ceresole Reale (0124.95.31.18).


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