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gennaio/febbraio 1999

 

 





 

 


 

IL MUSCOLO DOPATO
La moda per la palestra è sempre attuale, chi di noi non è attratto dall'idea di poter plasmare il proprio corpo nel modo voluto?


di Fernanda Cinque
Che un po' di moto non guasti siamo tutti d'accordo anzi, con la vita spesso sedentaria che conduciamo è consigliabile, purché si abbia il senso della misura.
Questa voglia di migliorarsi, può portare all'uso o abuso di particolari sostanze le quali facilitano, senza troppi sforzi, l'arrivo a tale traguardo.
Si tratta degli "anabolizzanti", il cui utilizzo è costato caro a diversi atleti che, colti in fallo, hanno visto sfumare, con la squalifica dalla gara, l'idea di vittoria e la propria credibilità.
Per molto tempo nessun medico poteva essere certo che ricorrere al "doping" provocasse qualche cambiamento a livello fisico o psicologico, sino all'estate del 1996 quando un ricercatore californiano sperimentò su quarantatre uomini l'effettiva efficacia di alcuni farmaci quali gli steroidi.
Si tratta di sostanze stimolanti che inducono una sensazione di benessere aumentando aggressività, autostima e prestazioni fisiche.
Il testosterone, soprattutto associato all'esercizio fisico provoca un aumento del muscolo e della sua forza, privilegiando gli atleti che si dedicano a sport quali atletica o pesistica ecc; l'eritropoietina, sollecitando la produzione di globuli rossi, aumenta la riserva organica di ossigeno e quindi facilita il lavoro degli sportivi che praticano ciclismo o sci di fondo ecc; i betabloccanti detti anche antitremogeni sono molto usati in sport di precisione quali il tiro o il nuoto sincronizzato. Ricordiamo poi le molecole in grado di mascherare l'utilizzo di farmaci vietati, che non vengono dunque ritrovati con gli specifici esami di laboratorio per i tests di controllo.
Ciò ci fa capire perché tali sostanze siano così largamente utilizzate e rappresentino per alcune categorie di persone prodotti molto attraenti tant'è che il loro consumo è in continua ascesa con un giro d'affari di circa tremila miliardi di lire l'anno, anche attraverso il mercato nero.
I rischi ai quali si va incontro con un utilizzo sconsiderato di anabolizzanti sono molti:
- in età adolescenziale si può incorrere in un blocco dell'accrescimento dovuto ad una precoce saldatura delle ossa lunghe;
- le donne, trattandosi di sostanze simili all'ormone maschile testosterone possono presentare squilibrio ormonale e quindi alterazione dei caratteri sessuali secondari, aumento pilifero (irsutismo), voce mascolina, acne ecc.
- negli uomini la somministrazione di tali ormoni riduce la produzione organica di testosterone con perdita di funzionalità testicolare che può condurre in alcuni casi a sterilità;
- in entrambi i sessi, in dosi elevate, si è notata una considerevole riduzione della risposta immunitaria, sofferenza epatica, carcinoma epatico, calcoli alla colecisti;
- a livello psichico il pericolo è quello di dipendenza da tali sostanze con un meccanismo simile a quello delle sostanze stupefacenti.
E poi diabete, ipertensione, aumento dell'incidenza di tumori a causa di uno sfalsato equilibrio ormonale.
Considerando il rapporto rischio-beneficio, fate le vostre scelte, con la consapevolezza però che la vera "forma" è sinonimo di benessere. Quindi "belli" sì, ma in piena salute!


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