RECENSIONI

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gennaio/febbraio 1999

RECENSIONI


Mauro Guglielminotti
L'isola che c'è
Irlanda del Nord, viaggio fotografico ai confini della pace
Editrice Morra, L.28.000

L'Irlanda è per definizione la terra degli gnomi e delle fate, delle verdi colline e dei trifogli, eppure esiste un'Irlanda dove il turista non vuole avventurarsi. Ed ecco 55 forti immagini in bianco e nero per cercare di capire cosa è stata e cosa potrebbe essere l'Irlanda del Nord, attraverso le due sue città più emblematiche: Belfast e Derry.
Mauro Guglielminotti, fotografo particolarmente dedito al reportage sociale, collaboratore de I1 Manifesto e di Noi Donne, in questo libro presenta una selezione dei suoi lavori sull'Irlanda del Nord: sono così documentati gli ultimi anni attraverso momenti di forte tensione, con immagini dure di marce protestanti e contromarce cattoliche, di manifestazioni di protesta e di interventi della polizia inglese, ma anche con immagini più tranquille, ma mai tranquillizzanti, di luoghi e di giochi di bambini. L'insieme di tutte queste situazioni, di per sé contraddittorie, ha per anni rappresentato la normalità, per noi inconsueta, di un conflitto che forse si sta concretamente avviando verso la pacifica conclusione. L'obiettivo fotografico ci fa riflettere, conducendoci attraverso le strade delle due città, proponendocele attraverso le espressioni dei volti e i sentimenti dei veri protagonisti.
Il libro è completato da interessanti interventi di tre autori nordirlandesi (Ronan Bennet, Seamas Keenan e Danny Morrison) e da un racconto di Ronan Bennet che, ambientato in Vietnam, lega metaforicamente le vicende irlandesi ad altre analoghe situazioni di confine. I tre scrittori, cattolici, tutti reduci da periodi di militanza e di carcere, sono ora anche noti giornalisti e commentatori politici.


Emanuela Mazzucchetti

 

Caterina Bertone
Torino Futuribile: il Valentino vestito di nuovo
CSC, L.15.000

Un pezzo di città da salvare, ma anche una collana di libri su Torino con autori giovanissimi. E infatti è una tesi di laurea pubblicata per i tipi di Csc, quella dell'architetto Caterina Bertone. Inserita in un programma editoriale che "premia" le tesi migliori sulla città. Semplice e rivoluzionario il suo progetto: ristrutturare e far rivivere Torino esposizioni, ricuperando la struttura e le aree circostanti, facendolo diventare un luogo vivo e ricettivo. L'idea portante è una progettazione "a togliere", che ridoni all'edificio la linearità e la razionalità perdute.


G.Mon.



Lorenzo Minguzzi
Serenata Celeste
cd, 1998, Caligola/High Tide

Terzo lavoro per un chitarrista già noto a Torino con una formazione di tutto rispetto per tecnica e capacità creative. Il disco è un concept-album organizzato sotto forma di "fotografie", ovvero i pezzi, che dovrebbero descrivere persone con cui Minguzzi ha avuto rapporti o che hanno influito su di lui. Dai brani emerge un'interessante proposta artistica: è un jazz chitarristico tipicamente "bianco", soft, ma a tratti interpretato in modo attuale (in brani come Daniel Pennac per esempio), che ricorda il jazz con influenze etno, quello sviluppato soprattutto da Actis-Dato o Daniele Sepe. Da notare la partecipazione al disco di Giorgio Li Calzi, uno dei migliori trombettisti in circolazione dalle nostre parti. Altri brani da sottolineare WVPTS, Anche Se Non T'incontrerò, e alcune covers (Pino Daniele, Tenco, Toquinho e Anema e Core). Insomma una buona prova, in linea con la produzione del jazz torinese, che ultimamente ha visto parecchie uscite, stilisticamente eterogenee ma tutte di buon livello.


Marco Ciari



Opere d'inchiostro
"Orizzonti"
Microracconti 1998
Editore Rubettino, L. 5.000

Una raccolta antologica delle venti migliori produzioni letterarie, in prosa e in poesia, prodotte da giovani scrittori italiani. La parola chiave "orizzonti", è stata interpretata in senso visivo, interiore o in senso esistenziale fino a diventare metafora del limite o della morte.
I testi toccano un po' tutti i generi senza che si possa individuare una tendenza dominante. Si spazia da quelli fortemente ispirati a testi linguistici, retorici e concettuali della tradizione poetica ad altri di grande concentrazione narrativa. Non manca la fantascienza, originalmente incrociata al recupero delle culture locali, né la tecnologia usata come metafora filosofica. Il finale a sorpresa, efficace in racconti di questa brevità, viene preparato con molta cura dagli autori.



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