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RECENSIONI
Mauro Guglielminotti
L'isola che c'è
Irlanda del Nord, viaggio fotografico ai confini della pace
Editrice Morra, L.28.000
L'Irlanda è per definizione la terra degli gnomi e
delle fate, delle verdi colline e dei trifogli, eppure esiste
un'Irlanda dove il turista non vuole avventurarsi. Ed ecco 55
forti immagini in bianco e nero per cercare di capire cosa è
stata e cosa potrebbe essere l'Irlanda del Nord, attraverso le
due sue città più emblematiche: Belfast e Derry.
Mauro Guglielminotti, fotografo particolarmente dedito al reportage
sociale, collaboratore de I1 Manifesto e di Noi Donne, in questo
libro presenta una selezione dei suoi lavori sull'Irlanda del
Nord: sono così documentati gli ultimi anni attraverso
momenti di forte tensione, con immagini dure di marce protestanti
e contromarce cattoliche, di manifestazioni di protesta e di
interventi della polizia inglese, ma anche con immagini più
tranquille, ma mai tranquillizzanti, di luoghi e di giochi di
bambini. L'insieme di tutte queste situazioni, di per sé
contraddittorie, ha per anni rappresentato la normalità,
per noi inconsueta, di un conflitto che forse si sta concretamente
avviando verso la pacifica conclusione. L'obiettivo fotografico
ci fa riflettere, conducendoci attraverso le strade delle due
città, proponendocele attraverso le espressioni dei volti
e i sentimenti dei veri protagonisti.
Il libro è completato da interessanti interventi di tre
autori nordirlandesi (Ronan Bennet, Seamas Keenan e Danny Morrison)
e da un racconto di Ronan Bennet che, ambientato in Vietnam,
lega metaforicamente le vicende irlandesi ad altre analoghe situazioni
di confine. I tre scrittori, cattolici, tutti reduci da periodi
di militanza e di carcere, sono ora anche noti giornalisti e
commentatori politici.
Emanuela Mazzucchetti
Caterina Bertone
Torino Futuribile: il Valentino vestito di nuovo
CSC, L.15.000
Un pezzo di città da
salvare, ma anche una collana di libri su Torino con autori giovanissimi.
E infatti è una tesi di laurea pubblicata per i tipi di
Csc, quella dell'architetto Caterina Bertone. Inserita in un
programma editoriale che "premia" le tesi migliori
sulla città. Semplice e rivoluzionario il suo progetto:
ristrutturare e far rivivere Torino esposizioni, ricuperando
la struttura e le aree circostanti, facendolo diventare un luogo
vivo e ricettivo. L'idea portante è una progettazione
"a togliere", che ridoni all'edificio la linearità
e la razionalità perdute.
G.Mon.
Lorenzo Minguzzi
Serenata Celeste
cd, 1998, Caligola/High Tide
Terzo lavoro per un chitarrista
già noto a Torino con una formazione di tutto rispetto
per tecnica e capacità creative. Il disco è un
concept-album organizzato sotto forma di "fotografie",
ovvero i pezzi, che dovrebbero descrivere persone con cui Minguzzi
ha avuto rapporti o che hanno influito su di lui. Dai brani emerge
un'interessante proposta artistica: è un jazz chitarristico
tipicamente "bianco", soft, ma a tratti interpretato
in modo attuale (in brani come Daniel Pennac per esempio), che
ricorda il jazz con influenze etno, quello sviluppato soprattutto
da Actis-Dato o Daniele Sepe. Da notare la partecipazione al
disco di Giorgio Li Calzi, uno dei migliori trombettisti in circolazione
dalle nostre parti. Altri brani da sottolineare WVPTS, Anche
Se Non T'incontrerò, e alcune covers (Pino Daniele, Tenco,
Toquinho e Anema e Core). Insomma una buona prova, in linea con
la produzione del jazz torinese, che ultimamente ha visto parecchie
uscite, stilisticamente eterogenee ma tutte di buon livello.
Marco Ciari
Opere d'inchiostro
"Orizzonti"
Microracconti 1998
Editore Rubettino, L. 5.000
Una raccolta antologica delle
venti migliori produzioni letterarie, in prosa e in poesia, prodotte
da giovani scrittori italiani. La parola chiave "orizzonti",
è stata interpretata in senso visivo, interiore o in senso
esistenziale fino a diventare metafora del limite o della morte.
I testi toccano un po' tutti i generi senza che si possa individuare
una tendenza dominante. Si spazia da quelli fortemente ispirati
a testi linguistici, retorici e concettuali della tradizione
poetica ad altri di grande concentrazione narrativa. Non manca
la fantascienza, originalmente incrociata al recupero delle culture
locali, né la tecnologia usata come metafora filosofica.
Il finale a sorpresa, efficace in racconti di questa brevità,
viene preparato con molta cura dagli autori. |