Speciale - SCUOLA

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gennaio/febbraio 1999

 

 

MATURITA': MA QUANTO CREDITO?
In tre parole: la nuova matura!


di Romina Petrozziello

La scuola cambia volto: conquista una maggiore autonomia, si relaziona in modo diverso con docenti ed allievi, rivoluziona il modo d'intendere i temuti esami e, nel tentativo di sentirsi definire "al passo con i tempi", apre la via alle "nuove tecnologie".
Siamo, naturalmente, lontani anni luce. Decenni di malgoverno e radicate "cattive abitudini" non si cancellano certo da un giorno all'altro. Ma la voglia di cambiare davvero le carte in tavola è questa volta davvero forte.
La legge che si aspettava da anni è la numero 425 del dieci dicembre 1997. Detta "le disposizioni per la riforma degli esami di stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore". In tre parole: la nuova matura!
Sono tante le novità. A partire dalla commissione esaminatrice che, già da quest'anno scolastico '98-'99, sarà formata per il cinquanta per cento dai propri insegnanti. Otto docenti come numero massimo, infatti, la metà dei quali saranno interni all'istituto, siederanno dietro le cattedre e scruteranno fogli protocollo e passati registri con l'obiettivo di scovare poco impegno e lacune o (se meno crudeli) capacità e meriti.
Per quanto terribile sia, comunque, la commissione non potrà fare meno di tener conto di quella che è la vera e propria "new entry": i crediti scolastici.
Dimostrando propensione notevole alla fantasia, i redattori della legge che ci interessa più da vicino hanno stabilito che, per evitare il rinnovarsi delle situazioni ben conosciute di voti non meritati, "il consiglio di classe attribuisce ad ogni alunno che ne sia meritevole, nello scrutinio finale di ciascuno degli ultimi tre anni della scuola superiore, un credito per l'andamento degli studi". Tale "credito", che potrà raggiungere fino ai venti punti, sarà poi spendibile proprio nel "momento del bisogno. Vale a dire: l'esame. In sintesi, il credito scolastico viene sommato ai voti presi nelle prove che si sarà tenuti ad affrontare, garantendo comunque una base di partenza, se pur minima.
La classica e sapientemente utilizzata: "mia figlia è uscita con 36 perché ha trovato una di quelle commissioni..." prende la strada del dimenticatoio. Ma niente paura. Stiamo partorendo le non meno valide: "la commissione esterna avrebbe voluto darle di più, ma il professore d'inglese non ha mai potuto vedere il mio Davide!" o ancora: "La Stefania è sempre stata la prima della classe. In quarta, però, è stata operata di tonsille e anche gli studi ne hanno sofferto..."
Le spalle sono comunque coperte, quindi... Ma come si svolgeranno questi nuovi esami di cui ancora pochi, al momento, hanno capito qualche cosa?
Le prove scritte che gli "aspiranti" maturandi dovranno affrontare prima di ritrovarsi faccia a faccia con la commissione esaminatrice in sede di colloquio orale sono adesso addirittura tre.
La prima, che va praticamente a sostituire il tradizionale e spesso temuto tema, "è intesa - come cita la legge - ad accertare la padronanza della lingua italiana e le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche consentendo la libera espressione della personale creatività". In sintesi, ai candidati sarà richiesta la realizzazione di uno degli elaborati proposti dal Ministero della Pubblica Istruzione.
La scelta potrà cadere sull'analisi ed il commento, anche arricchito da note personali, di un testo letterario o non letterario, in prosa o in poesia, che dovrà essere corredato da indicazioni che orientino nella comprensione, nell'interpretazione di insieme del passo e nella sua contestualizzazione. Ma si potrà anche optare per lo sviluppo di un argomento che si preferisce tra quelli proposti all'interno di grandi ambiti di riferimento storico-politico, socio-economico, artistico-letterario oppure tecnico-scientifico utilizzando un modello di scrittura che sia quello del saggio breve, della relazione, dell'articolo di giornale, dell'intervista oppure della lettera. Resiste, per gli appassionati del genere, il "filone storico", con la richiesta di dire la propria riguardo un accadimento o un periodo che abbia attinenza con i programmi svolti nell'ultimo anno di corso. E nel caso in cui nessuna delle tre proposte convinca, rimarrà, in extremis, la trattazione di un tema su un argomento di ordine generale.
La seconda prova scritta, che ha lo scopo di accertare il possesso delle conoscenze specifiche del corso di studi frequentato, ha per oggetto una delle materie definite "caratterizzanti". Devono mettresi l'anima in pace, però, i più curiosi. Per conoscere "le materie" su cui si verrà esaminati nel giugno prossimo bisogna, infatti, aver pazienza fino alla prima decade del mese di aprile, momento in cui questa sarà individuata con decreto del ministro competente.
Infine, la terza prova. A carattere pluridisciplinare, "è intesa ad accertare le conoscenze, competenze ed abilità acquisite dal candidato, nonché la capacità di utilizzare ed integrare conoscenze e competenze relative alle materie dell'ultimo anno di corso, anche ai fini di una produzione scritta, grafica o pratica".
Predisposta dalle commissioni, può comprendere, alternativamente o cumulativamente, diverse tipologie di svolgimento. La "trattazione sintetica di argomenti", con indicazione dell'estensione massima consentita in righe o in parole, "quesiti a risposta singola", volti ad accertare la conoscenza e i livelli di competenza raggiunti dal candidato su argomenti riguardanti una o più materie, "quesiti a risposta multipla", per i quali vengono fornite più risposte tra cui quella esatta, "problemi a soluzione rapida", in relazione allo specifico indirizzo di studio, "casi pratici e professionali", e "sviluppo di progetti".
All'interno della terza prova scritta sarà previsto, di norma, un breve spazio destinato all'accertamento della conoscenza della lingua o delle lingue straniere comprese nel piano di studi dell'ultimo anno. Anche questa verifica potrà essere effettuata secondo due diverse modalità: una breve esposizione in lingua, oppure una breve risposta, sempre in lingua, ad uno o più quesiti formulati dalla commissione.
Norme transitorie decretano, comunque, lo svolgimento delle tre prove scritte in questo primo anno scolastico attuativo.
Per il prossimo giugno, infatti, accanto al tema tradizionale, che resiste tra le modalità di scrittura a disposizione degli studenti per lo svolgimento della prima prova scritta, l'esame prevede anche il saggio breve e l'articolo di giornale.
La seconda prova è la più simile allo schema della "vecchia maturità": si tratta, infatti, di una prova d'indirizzo ma, a differenza del passato, sarà possibile scegliere tra più opzioni.
Entrambe saranno predisposte dal Ministero, contrariamente alla terza che verrà invece formulata direttamente dalle commissioni d'esame. Anche questa, comunque, esordirà in forma semplificata. Consisterà in un testo letterario o d'altro tipo che si presti ad un'analisi pluridisciplinare ed includerà un breve spazio dedicato all'accertamento della conoscenza della lingua straniera studiata.
Le materie dell'ultimo anno di corso sulle quali vertono in particolare la terza prova scritta e il colloquio sono raggruppate in "aree disciplinari" per ognuna delle quali è prevista la presenza di almeno un docente, interno od esterno alla classe esaminata, che sarà membro della commissione.
Ma le novità non finiscono qui. Al fianco dei cognomi sui tabelloni che chiudono la fase "superiori", infatti, il "verdetto finale" non sarà più espresso in sessantesimi, come in passato accadeva, bensì in centesimi. La commissione d'esame dispone di 45 punti per la valutazione delle prove scritte e di 35 per la valutazione del colloquio. Il definitivo "voto del diploma" salterà quindi fuori sommando i punteggi ottenuti in sede d'esame al "credito scolastico" conquistato nei tre anni precedenti.

LA MATURITA' IN PILLOLE

 1998
-
Ammissione all'esame mediante scrutinio (si può cioè non essere ammessi).

- Ogni candidato è presentato con i giudizi in ogni materia e un giudizio sintetico di ammissione.



- 2 prove scritte formulate dal Ministero P.I.: la prima è il tema e la seconda concerne la materia caratterizzante il corso.




- Orale su 2 materie tra le 4 scelte dal MPI e comunicate in aprile (una materia è scelta dal candidato e l'altra dalla Commissione)

- Commissione d'esame: 6 docenti
Presidente + 4 commissari esterni + il rappresentante di classe (membro interno)

- Valutazione in 60- esimi secondo criteri che variano da commissione a commissione. Voto min. 36 Voto max 60
 1999
-
Sono ammessi tutti coloro che abbiano frequentato l'ultimo anno del corso.

- Credito formativo valutato max 20 p. e attribuito dal Consiglio di classe in base ai voti dell'ultimo anno nel 99, degli ultimi 2 nel 2000 e degli ultimi 3 nel 2001.

- 3 prove scritte
Le prime due restano sostanzialmente invariate. La 3^ è pluridisciplinare e deve accertare le capacità raggiunte nello studio delle materie dell'ultimo anno, compresa la lingua straniera. Il testo è formulato dalla Commissione d'esame.

- Orale su tutte le materie studiate nell'ultimo anno.



- Commissione d'esame: 9 docenti
Presidente + 4 docenti esterni + 4 docenti della classe.

- Valutazione in 100- esimi
Fino a 45 p. per le prove scritte
Fino a 35 p. per il colloquio
Fino a 20 p. per il curriculum
Prova scritta suff. min. 10 p.
Prova orale suff. min. 22 p.
Voto min. 60. Voto max 100


CURRICULUM 1999
 Media voti:
6
6<=M <=7
7<=M <=8
8<=m <=10
  Punteggio
8-11
11-14
14-17
17-20

Banda di oscillazione nel punteggio per tenere conto dell'assiduità, interesse e impegno.



 I TEMPI DELLE RIFORME
  RIFORME   DI COSA SI TRATTA  RIFERIMENTO  AVRA' EFFETTO
 Obbligo scolastico  Eleva l'obbligo scolastico dagli attuali otto anni a nove. Ovvero la riforma della scuola inizia con l'elevazione dell'obbligo.  Disegno di legge del Governo  98/99
 Riforma degli esami di maturità  Legge che modifica la sperimentazione degli esami di maturità iniziata nel 1968. Regolamento che applica la legge 425  Legge n. 425 del 10.12.98
Regolamento proposto dal Consiglio dei Ministri 3.7.98
 98/99
 Statuto delle studentesse e degli studenti  Regolamenta la partecipazione e la disciplina delle studentesse e degli studenti nelle scuole secondarie  Decreto Presidente della Repubblica del 28.5.98  98/99
 Autonomia didattica, organizzativa e di ricerca  I principi e le norme che regolano e determinano la vita delle scuole  Bozze di regolamento 99/00

 Quanto dura la scuola dell'obbligo
Belgio 6-18
Danimarca 7-16
Francia 6-15
Germania 6-18
Gran Bretagna 5-16
Grecia 6-15
Irlanda 6-15
Lussemburgo 5-15
Paesi Bassi 4-16
Portogallo 6-15
Scozia 5-16
Spagna 6-16

SOMMARIO DI QUESTO NUMERO



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