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Speciale - SCUOLA | |
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| Sei qui: Città di Torino >> Informagiovani >> Rivista Informagiovani >> Num. 01/1999 | ||
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TU COME LA
VEDI? di Dario Destefanis L'occasione era ghiotta e nuova. Visitare una scuola pubblica "dal di dentro" e non sotto la guida esclusiva dei docenti, o non solo, ma anche sotto la guida dei ragazzi. Quindi una voce giovane e scaltra per cercare di scoprire cosa i ragazzi pensino della scuola che frequentano tutti i giorni e che dovrà prepararli al lavoro e al futuro. Come sia questa scuola, quanto vicina o lontana dalla realtà del mondo esterno e quali sforzi faccia per formare delle persone ricche di conoscenze ed esperienze da mettere in gioco. L'occasione è venuta un sabato mattina di ottobre, dopo aver deciso che la scuola da visitare sarebbe stata l'Istituto Professionale di Stato per i servizi commerciali e turistici "Paolo Boselli". Istituto professionale all'avanguardia, che fa un sacco di attività interessanti ed innovative difficilmente riassumibili in poche righe. Utile guida mi è stata il professor Serra, anche se non gli darò voce in questo articolo. Ecco quindi cosa mi hanno raccontato i ragazzi di questo Istituto. Scaltri e con le idee chiare, già ricchi di esperienze e soprattutto di entusiasmo. I primi li incontro durante una chiacchierata con il professor Serra che mi illustra le attività della scuola. Arriva Manuela di V G che quindi sta per concludere la sua esperienza al Boselli. Cosa farai dopo? Spero di poter andare a Rimini a seguire la Facoltà di Economia del Turismo dov'è possibile prendere la laurea. Quindi vorresti rimanere nel campo turistico? Sì certo. Che tipo di attività ti immagini per il tuo futuro lavorativo? In un ufficio come tour operator o in albergo. Non a livello di Club Med, per intenderci. Hai già vissuto questa realtà? In parte sì. Per esempio quando siamo stati in gita a Djerba in Tunisia in un club Alpitour, ma ho preferito l'esperienza di terza quando avevo fatto lo stage presso un'agenzia. In quarta invece, con l'Enaip, ho lavorato all'accoglienza di un campeggio e le esperienze mi erano piaciute di più. Questi stage, vi danno la possibilità di lavorare anche dopo il periodo scolastico? Sì, molti di noi si sono fermati nei Club e hanno fatto anche tutta la stagione. Ovviamente però sta a noi mantenere i contatti con queste strutture per essere richiamati. Ma allora questa scuola è tutta rose e fiori? Beh, a livello di stage e di preparazione professionale non è male, considerando che poche scuole o forse nessuna fa questo genere di attività. Però a livello culturale non è certo un liceo. Si sente la differenza tra noi ed un liceo. Bisogna però vedere cosa ti serve dopo. Se sapere la matematica a memoria o Platone o Seneca. Questo bisognerebbe giudicarlo alla fine. Quindi senti un gap culturale nei confronti dei liceali? Non so ma spesso qui si trova gente che non ha voglia di studiare che viene qui con l'idea che tutto gli sia dovuto e che vuole la sufficienza tanto per averla. Quindi l'impegno è poco. Non sarà dovuto al fatto che studiando materie un po' particolari e facendo tante attività extrascolastiche interessanti alcuni si rilassano un po' troppo? Forse sì, ma proprio perché facciamo cose così ci dovrebbe essere uno stimolo ad impegnarsi di più, invece non è così. Nella scuola prevalgono ragazzi o ragazze? Ragazze, nettamente. L'ottanta per cento contro il venti. Cosa potrebbe fare di più questa scuola per avvicinarvi al mondo del lavoro nel turismo ma non solo? Direi studiare di più le lingue durante la settimana. Visto che nella scuola fate una formazione mista - accademica ma anche professionale con l'Enaip - avete l'occasione di incontrare testimoni diretti del mondo del lavoro tipo manager o direttori di agenzie turistiche? In aula non molto, ma partecipiamo a congressi o visite esterne ad alberghi o strutture turistiche. Nel frattempo arriva anche Giovanna, anche lei di V. Ultimamente siamo stati alla fiera della formazione "Crescere per competere" ed abbiamo assistito ad una conferenza sull'organizzazione turistica in Italia. Capita anche di partecipare ad iniziative del Comune di Torino o del Lingotto, se servono delle hostess. Vi preparano in questo senso? Sì, è la vicepreside che organizza un corso per hostess - di circa un mese - in cui si fa anche make-up per imparare a truccarsi. Spesso lavoriamo per i grandi eventi. Abbiamo lavorato per la Sindone e per il Salone del Libro. Alcune di noi poi lavorano come hostess sul pendolino per pubblicizzare le mostre nelle grandi città, per esempio a Parigi. Senti anche tu la differenza con i licei, una specie di gap culturale? Mah, è proprio l'impostazione della scuola che è diversa. A livello culturale la differenza si sente. Ma tu ti senti in difficoltà con i tuoi amici? Difficoltà no, ma un senso di inferiorità sì. Comunque è un discorso soggettivo. Secondo me studiano di più, approfondiscono di più. Per esempio, se di italiano noi facciamo tre novelle di Verga in un liceo lo studiano tutto. Girando per la scuola finalmente incontriamo uno dei pochi ragazzi. Le tue compagne mi dicono che voi ragazzi fate questa scuola perché è piena di ragazze. E' vero? Anche. Confermo la tesi delle mie compagne. Ma anche perché è una scuola più facile delle altre e quindi dovrebbe essere più facile prendere un diploma. Ti interessa però l'elemento turistico rispetto ad altri settori lavorativi? Sì, mi interessa molto di più. Credo sia più facile trovare lavoro. Per esempio per fare le stagioni. Come la trovi questa scuola? Dal punto di vista delle attività esterne credo sia una delle migliori di Torino. Come organizzazione interna invece ci sono delle pecche come ogni altra scuola. Per esempio? Abbiamo poche aule. Quindi spesso dobbiamo girare da un'aula all'altra. Anche dal punto di vista architettonico o per la palestra siamo un po' disastrati. Va detto però che da poco sono iniziati i lavori di ristrutturazione. Visitando l'istituto intanto siamo giunti nel laboratorio di informatica che pare ottimamente attrezzato e funzionante. Sì, da due anni a questa parte siamo ben attrezzati e devo dire che ne siamo soddisfatti. Altri elementi positivi della scuola? Mah, io per esempio seguo un corso pomeridiano di animazione teatrale. Improvvisiamo delle scene per poi esporle al pubblico. Abbiamo anche partecipato come gruppo Boselli a manifestazioni piemontesi - al teatro Juvarra - e nazionali. Questo ci aiuta a socializzare e a comunicare con gli altri. In che ambito ti interesserebbe lavorare? In un villaggio turistico. Hai già avuto occasione di lavorarci? Sì, grazie alla scuola, sia in Tunisia che in Francia. Mi piacerebbe poterlo fare nelle prossime estati anche all'estero. Saresti quindi disposto a trasferirti? Non c'è problema. Anzi è anche meglio. Ti stacchi dalla famiglia e diventi indipendente. Facendo questa scuola metti in conto il fatto di spostarti o stare all'estero. Alla faccia del gap culturale. |
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